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Tetris è un capolavoro di equilibrio, il film con Taron Egerton su AppleTV+

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Avete mai giocato a Tetris? Vi siete chiesti chi se lo è inventato? Probabile che le risposte a queste domande siano “sì” o “probabilmente”. E invece, vi siete chiesti quale rocambolesco gioco di licenze e contratti portato avanti da diverse pedine internazionali ha portato al suo primo successo insieme a Nintendo? A questa domanda, che immagino sia meno comune delle altre due, risponde Tetris, biopic diretto da Jon S. Bard e scritto da Noah Pink disponibile in streaming su AppleTV+ dal 31 marzo 2023. Prodotto da Apple Original Films, Marv Studios e AI Film, Tetris è un capolavoro di equilibrismo e di invenzione, e vi spiegheremo perché.

Tetris, come è nato?

É il 1988, e l’Unione Sovietica subodora la sua fine. Uno sviluppatore russo, Alexey Pajintov, inventa Tetris. Parte delle licenze vengono acquisite (più o meno in maniera legale e trasparente) da una grande compagnia occidentale di media che cerca il corpo di reni per sopravvivere a un panorama che cambia. In questo scambio interviene a gomiti alti Hank Rogers, inventore di videogames sull’orlo del baratro che scopre Tetris a una fiera a Las Vegas e decide di inserirsi nel circo a tre piste per l’acquisto delle licenze per console, arcade e computer in Giappone. Non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi in una serie di intrighi nazionali e sovranazionali, in un thriller stile Guerra Fredda che tratta la storia del gioco (che è vera) come una tela bianca su cui dipingere invenzioni a 8-bit.

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Tetris, un capolavoro di equilibrismo

Per farla breve, stiamo parlando di beghe legali rese più complesse dal fatto che coinvolgevano tre enti che, alla fine degli anni Ottanta, si stavano muovendo velocemente, cambiando e reinventandosi: l’Unione Sovietica, che presto sarebbe caduta, il mondo dei videogiochi e dei nuovi media e, naturalmente, l’occidente capitalista (che però, in questo film, non è mai solo gli Stati Uniti d’America). Non dovrebbe essere così d’intrattenimento, eppure lo è. La recitazione solo leggermente sopra le righe, gli inserti in 8-bit, la colonna sonora curata da Lorne Balfe, che si diverte a reinventare il jingle del tetris all’infinito, rendono un film sulla carta potenzialmente noiosetto in una pellicola interessante e godibile, che scorre in fretta anche se non si comprendono esattamente tutti i termini tecnici, legali e contrattuali.

In pratica, è il contrario di Lo strangolatore di Boston, che per qualche problema di sistema non bene individuato (la scrittura) rendeva noiosa e senza nessun tipo di empatia e passione un fatto di cronaca oscuro e interessante. Personalmente, mi sarebbe piaciuto un piglio ancora più kitsch, sul modello di The man from U.N.C.L.E, ma lo sforzo di equilibrio di Tetris merita un plauso. Tra storia e, chiaramente, finzione.

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Il trailer in lingua originale

Il cast

Un divertente e divertito Taron Egerton è il temerario Henk Rogers, che metterà nei guai la propria vita e quella di chi lo circonda per portare a termine l’affare. Toby Jones è Robert Stein, compratore di license e pedina nelle mani di giocatori più grandi e spietati di lui. Nikita Yefremov è Alexey Pajitnov, l’inventore del Tetris. Roger Allam è Robert Maxwell, imprenditore vecchio stile amico della Russia. Anthony Boyle è Kevin Maxwell, il figlio ed erede. Nel cast anche Togo Igawa, che interpreta Hiroshi Yamauchi, Ken Yamamura nel ruolo di Minoru Arakawa e infine Ben Miles che interpreta Howard Lincoln.

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La recensione

Non dovrebbe essere così d’intrattenimento, eppure lo è. La recitazione solo leggermente sopra le righe, gli inserti in 8-bit, la colonna sonora curata da Lorne Balfe, che si diverte a reinventare il jingle del tetris all’infinito, rendono un film sulla carta potenzialmente noiosetto in una pellicola interessante e godibile, che scorre in fretta anche se non si comprendono esattamente tutti i termini tecnici, legali e contrattuali.

Voto:

7.5/10
7.5/10
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