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Six Feet Under, HBO pensa al ritorno. Perchè continuiamo a guardare al passato?

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Six Feet Under potrebbe tornare su HBO, revival, reboot, seguito? Perchè prosegue l’ossessione per il passato?

Prima o poi arriveremo all’assurdo del reboot del reboot stesso, del revival del remake, del remake del revival, del revival del reboot, dell’universo seriale così espanso da comprendere serie horror e serie per bambini. Nella continua ossessione per uno sguardo rivolto al passato Variety riporta in esclusiva che HBO starebbe ragionando su riprendere Six Feet Under. 

Al momento, come sia Variety che deadline si affrettano a spiegare, non c’è nulla di concreto. Quella di Six Feet Under sembra sia solo una chiacchierata tra dirigenti HBO che stanno ragionando su nuovi progetti. Non ci sarebbe uno sceneggiatore coinvolto, non sarebbe stata presa una decisione su cosa raccontare, non è stato deciso se possa essere un reboot o un sequel con i personaggi della serie.

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Insomma non è stato deciso nulla e tutto potrebbe fermarsi al livello di chiacchiere o potrebbe prendere una connotazione più concreta. Questo è tutto da vedere. Sostanzialmente quella su Six Feet Under a HBO è una chiacchierata fatta filtrare da qualcuno per vedere “che aria tira”. Alan Ball, creatore della serie, non ha commentato e non ha rilasciato dichiarazioni, così come in casa HBO. Ma Ball sarebbe produttore insieme a Bob Greenblatt e David Janollari tutti coinvolti nella serie originale.

Cos’è Six Feet Under

Disponibile su Sky On Demand e NOW Six Feet Under è una serie tv HBO andata in onda tra il 2001 e il 2005 composta da 5 stagioni e 63 episodi. Al centro la storia della famiglia Fisher che gestisce una società di pompe funebri a Los Angeles. Nel cast c’erano Peter Krause, Michael C. Hall, Frances Controy, Jeremy Sisto, Lauren Ambrose, Rachel Griffith e Richard Jenkins ricorrente nei panni del patriarca morto nel primo episodio ma tornato più volte attraverso flashback.

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La serie è considerata tra i migliori prodotti della Tv. Ha ottenuto 53 nomination agli Emmy vincendone 9, è stata Best Drama ai Golden Globe nel 2002 e proprio a inizio 2021 ha celebrato i 20 anni con una reunion.

Perchè l’ossessione per il passato?

Ormai non è più una moda passeggera ma un fenomeno consolidato. La serialità di oggi non inventa più nulla. Non si creano quasi più soggetti originali ma si guarda a libri e soprattutto al passato. Lo sguardo di produttori e creatori è volto a cercare la serie giusta da riprendere in mano per dar vita a un seguito a un reboot a un remake.

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Inutile fare l’elenco dei tanti titoli (i più recenti Dexter e Sex and the City giusto per citarne due), sono tanti e continueranno a essere. E la ragione è abbastanza semplice da identificare: cercare prodotti facilmente riconoscibili per tutti. In un periodo in cui le piattaforme abbondano e con esse le serie tv originali, c’è bisogno di spiccare, di trovare qualcosa che catturi il pubblico. E la cosa più semplice è puntare al conosciuto e al riconoscibile. Indubbiamente è più semplice proporre il ritorno di Sex and the City che presentare la nuova serie tv ambientata nel post x con al centro il personaggio y.

Ogni studio di produzione sta così scandagliando le profondità del proprio catalogo per cercare il titolo giusto da riproporre per piazzarlo sulla propria piattaforma di streaming. E se non è un revival va bene anche espandere all’infinito l’universo seriale come fa la Marvel, come fanno a The Walking Dead, a Star Trek, a Star Wars. L’importante è dare qualcosa di riconoscibile al proprio pubblico, poi se ne esce qualcosa di fatto bene anche da un punto di vista creativo, tanto meglio.

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