Amici 17 – Irama e Giulia Michelini insieme sul palco di Amici

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Irama e Giulia Michelini insieme sul palco di Amici 17 per raccontare la storia di Sara e dello stupro subito.

E anche durante la quarta puntata del serale di #Amici17, abbiamo ritrovato la coppia Irama e Giulia Michelini per una storia importante. Il racconto è iniziato da Maria De Filippi.

“Questa ragazza si chiama Sara. E’ una ragazza inglese che si trasferisce a Parigi perché vuole fare uno stage. Una sera decide di andare a ballare, balla fino a che in un magazzino adiacente alla discoteca un ragazzo francese la sbatte al muro e non riesce a stuprarla perché lei aveva un assorbente interno. Lei riesce a ribellarsi chiama aiuto e il ragazzo scappa. Tornata a casa, si spoglia e vede allo specchio macchie e lividi e prova a dormire. Si mette in posizione fetale. Mette le ginocchia sotto al collo sperando di riuscire ad addormentarsi. Quando chiude gli occhi tutte le immagini le tornano in mente. La mattina dopo va a denunciare il tutto e passa 15 ore tra polizia e medici. Ai poliziotti, senza aver dormito, deve raccontare tutto ciò che è successo minuto per minuto, davanti al medico deve sedersi, aprire le gambe e farsi ritoccare. La denuncia va avanti e dopo dieci mesi c’è il processo e lei si presenta. E decide di andare perché aveva paura che il giudice potesse chiederle se aveva qualcosa da dirle e qualcosa lei voleva dirlo. Uscita dall’aula del tribunale scrive una lettera:

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“Caro individuo oggi le tue mani erano in manette dietro la tua schiena, non artigliate attorno al mio copro. Il tuo grosso braccio non premeva contro il mio petto mentre abusavi di me.  Non potevi armeggiare con la tua cintura. Non potevi spostare la mia biancheria. Non potevi tenere le mie gambe separate con la forza.  I tuoi occhi erano rivolti al suolo e non guardavano voracemente i miei. Eravamo nella stessa stanza. Ma questa volta non per tua scelta. Questa volta non sei riuscito ad intrappolare la porta e a trattenermi dentro contro la tua volontà. Io c’ero perché volevo rispondere. Perché io qualcosa da dire lo avevo….. e quando ho sentito dire tutte le bugie necessarie alla tua difesa, furiosa e disgustata mi sono alzata….”

La lettura della lettera è continuata poi da Giulia Michelini:

“Si, mi sono alzata.Mi sono alzata e ho parlato in nome di ogni donna che ha sofferto a causa delle mani di uomini come te…..Per ogni donna che cammina verso casa con le chiavi strette tra le proprie dita. Per ogni donna che ha cambiato carrozza del treno a causa di quell’uomo che continuava a fissarla. Mi sono alzata per ogni donna chiamata putta.. mignot.., zocco.., solamente per aver rifiutato attenzioni non desiderate. Mi sono alzata per ogni donna che è stata toccata, fotografata, seguita, violata, filmata e aggredita contro la sua volontà. Io mi rivolgo a tutte quelle donne pe bere, di parlare perché io sono una di loro. Io come loro sono un essere umano e ho il diritto di vestirmi come voglio, di andare dove voglio: sola, in gruppo o senza un gruppo.  Io ho il diritto di vivere la mia vita. Ho il diritto di avere anche rapporti sessuali, se lo voglio, come un uomo e ho anche il diritto di dire di no”

 

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