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Gomorra – Le origini, la terza puntata il 16 gennaio su Sky e NOW: la storia entra nel vivo

Secondo appuntamento e terza puntata per Gomorra – Le origini, la serie tv prequel che mi ha conquistato per la sua capacità di andare oltre quello che conoscevamo e raccontare il passato dei personaggi di Pietro e Imma trovando una strada autonoma. Nella terza puntata disponibile on demand e su NOW e alle 21.15 su Sky Atlantic la storia entra nel vivo, strategie e alleanze prendono piede e vediamo ancora meglio il passato di Imma.

Gomorra – Le origini racconta la perdita dell’innocenza del giovane Pietro Savastano, ripercorrendo gli anni in cui tutto ha avuto inizio. È la storia di come il futuro boss di Secondigliano entra nel mondo della criminalità, sospinto da sogni troppo grandi per lui e per i suoi amici, e travolto da un primo amore folle e appassionato: quello per Imma.

Sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera e segnata dal contrabbando di sigarette, alle soglie dell’arrivo dell’eroina, la nuova serie Sky Original è un viaggio nel cuore oscuro di un’epoca che ha plasmato il volto della criminalità moderna.

Gomorra Le Origini 1×03, la trama

Angelo disubbidisce a don Antonio Villa e subisce una dura punizione. Ma ‘O Santo, all’insaputa del padre, gli offre un accordo che potrebbe risolvere la situazione. Angelo accetta, ma con l’aiuto di Pietro scopre che non tutto è come sembra. Imma, nel frattempo, assiste ad una violenza che la turba profondamente. Mentre in carcere ‘O Paisano raccoglie sempre più fedeli.

Gomorra - Le origini
Nella foto Luca Lubrano

Cast e non solo

Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto nonché già indimenticabile protagonista di Gomorra – La Serie, dirige i primi quattro episodi della serie, mentre gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio (Dolcissime, Un posto sicuro). La serie è creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, ed è distribuita internazionalmente da Beta Film.

Con Luca Lubrano nei panni di Pietro Savastano nel cast troviamo:

  • Francesco Pellegrino nei panni di Angelo ‘A Sirena, carismatico malavitoso che lavora per il clan dei Villa gestendo una bisca, ruolo che gli sta molto stretto;
  • Flavio Furno interpreta ‘O Paisano, malavitoso detenuto in carcere, dove inizia a raccogliere «fedeli» che lo seguano nel suo progetto: una camorra nuova, che sia senza schiavi e senza capi;
  • Tullia Venezia è una giovanissima Imma, che frequenta il liceo, suona al conservatorio e sogna di andare a studiare in America;
  • Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone sono rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena;
  • Antonio Del Duca, Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rancel Rodriguez Arcia e il piccolo Antonio Incalza interpretano gli amici del gruppo di Pietro, rispettivamente Lello, Manuele, Toni e Fucariello;
  • Renato Russo nei panni di Michele Villa, detto ‘O Sant, erede al trono di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale di Napoli, i Villa. Il padre, Don Antonio, è il boss di Forcella ainterpretarlo è Ciro Capano.
  • Biagio Forestieri nei panni di Corrado Arena, re del contrabbando di sigarette a Napoli;
  • Fabiola Balestriere che interpreta Annalisa Magliocca, la futura Scianel, qui giovane madre vittima della gelosia violenta del marito;
  • Veronica D’Elia nei panni di Anna, sorella di ‘O Paisano.

 

Industry su HBO Max, le tre stagioni vi spaventano? “Iniziate dalla quarta” suggeriscono gli sceneggiatori

“Trovarsi davanti a tre stagioni e a una quarta appena iniziata può essere intimidatorio, lo sappiamo, ma vi diamo un suggerimento: iniziate dalla quarta appena partitaMickey Down e Konrad Kay ci hanno dato qualche dritta per approcciarci a Industry una delle serie tv che possiamo scoprire attraverso HBO Max.

La serie tv ha debuttato su HBO e BBC Two in piena pandemia nel 2020 ma per un intreccio di diritti era rimasta finora inedita e soltanto con l’arrivo di HBO Max in Italia abbiamo potuto scoprire le prime 3 stagioni insieme alla quarta rilasciata settimanalmente in contemporanea con gli USA.

Industry dalla 4 e poi torni indietro

E proprio da quest’ultima i due showrunner consigliano di partire per chi non conosce la serie. La quarta stagione è infatti una sorta di “soft reboot” come lo hanno definito nell’incontro stampa organizzato da HBO Max a Roma.Nelle prime due puntate probabilmente abbiamo avuto un atteggiamento un po’ respingente verso il pubblico mentre con il passare delle stagioni abbiamo imparato a raccontare una storia più universale. Potreste iniziare dalla quarta, capire che sensazione vi da e poi tornare indietro, vedendo le prime stagioni un po’ come un reboot“. Ma l’avvio della quarta stagione è stato definito da molti “brutale, abrasivo”, la stagione però è narrativamente “chiusa si riescono a capire le dinamiche tra i personaggi anche se non li si conoscono prima, non è obbligatorio fare un investimento importante per entrare nella serie, si può iniziare in un modo soft“.

La prima stagione aveva in realtà degli obiettivi più bassi rispetto allo standard di un drama HBO era tutto incentrato su questi giovani nel mondo della finanza e come si sarebbero comportati” ma gli sceneggiatori e showrunner ci invitano a guardare la serie anche per la recitazione dei suoi attori. Come Myha’la Herrold presente fin dalla prima stagione nei panni dell’ambiziosa Harper: “Molte persone amano odiarla, non rappresentano l’ideale di donna che vorrebbero vedere, ma al tempo stesso odiano il fatto di amarla. Ma è una donna con un sogno e a differenza di altri parte senza alcun privilegio, un’outsider che ce la fa, le ha tutte per dover fallire è donna, non è bianca, non è ricca“. Proprio per queste sue caratteristiche la reazione è diversa rispetto a quella che si avrebbe vedendo un uomo fare le sue stesse scelte.

Industry

Ambiziosi si ma collaborativi

Industry non è una guida sul mondo del lavoro!” ci hanno messo in guardia gli showrunner “nella vita è importante essere più collaborativi. Anche noi abbiamo imparato a farlo e anche per questo la serie è migliorata“. Industry racconta molto il contemporaneo: “La società è sempre più spudorata, ipocrita, avida, individualista. Nelle prime stagioni abbiamo raccontato tutto questo, nell’ultima stiamo provando a esplorare anche qual è il costo di tutto questo e come il potere corrompe“. Anche per restare ancorati alla realtà “abbiamo una writers’ room piena di persone che sono tutte preoccupate per la direzione in cui sta andando il mondo. Spesso costruiamo la trama partendo dall’attualità e traiamo ispirazione da ciò che accade nel mondo reale. Parliamo con dei consulenti, ci affidiamo a loro. Facciamo le nostre ricerche, leggiamo molto e, ovviamente, siamo attratti da temi che già ci interessano“.

La musica in Industry

La musica è una parte fondamentale di Industry e i due showrunner ci hanno raccontato come la inseriscano direttamente nella sceneggiatura: “dalla colonna sonora originale di Nathan McKay alle canzoni scelte con il supervisore musicale. La serie è un mix eclettico di generi: melodramma, opera, drama finanziario, drama relazionale. E questa varietà si riflette nella musica”.

Agatha Christie – I sette quadranti su Netflix: un giallo classico che punta sulla freschezza della protagonista

C’è un genere televisivo che non muore mai ed è destinato a durare nel tempo ed è quello dei gialli (o crime per evitare di usare la dicitura italiana) whodunit-chi è stato, Agatha Christie – I sette quadranti dal 15 gennaio 2026 su Netflix ne è l’ennesima dimostrazione. La miniserie in tre puntate, nel formato tipico delle produzioni inglese di questo genere, è l’adattamento del romanzo omonimo The Seven Dials Mystery in originale, che la regina del giallo ha scritto nel 1929 come seguito di Il segreto di Chimneys in cui veniva introdotto il personaggio di “Bundle” Lady Eileen.

L’adattamento, approvato dalla famiglia Christie, è stato realizzato da Chris Chibnail, ricordato e apprezzato soprattutto per Broadchurch, vede nel cast Mia McKenna-Bruce nei panni della protagonista, Helena Bonham Carter in quelli di sua madre e Martin Freeman in quelli dell’ispettore Battle.

Durante una delle tante feste in una casa di campagna nell’Inghilterra del 1925, uno degli invitati, amico di famiglia, muore dopo uno strano scherzo. Mentre l’ispettore inizia a indagare con i suoi metodi, la giovane Bundle decide di impegnarsi in prima persona nelle indagini scoprendo tutta una serie di segreti sepolti e un complotto impensabile.

Sette Quadranti

I sette Quadranti per gli amanti di Agatha Christie

Gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie hanno sempre il loro fascino. Sono uno dei prodotti più realizzati nel Regno Unito da autori inglesi, forse gli unici in grado di dare le giuste sfumature ironiche, presenti anche nei romanzi, perché parte integrante del loro Dna. Nonostante non ci siano né Miss Marple nè Hercule Poirot, I Sette Quadranti non delude le aspettative dei fan del genere grazie al solito mistero ben costruito e apparentemente inspiegabile (i delitti nelle stanze chiuse sono un grande classico del mondo Christie). La protagonista, interpretata da Mia McKenna-Bruce, regala alla serie un gusto più giovane, fresco con l’intento di portare un pubblico diverso ad avvicinarsi a questo genere, senza però scontentare gli adulti (e le presenze di volti sicuri come Bonham-Carter e Freeman in questo senso aiutano).

Per questo I Sette Quadranti risulta essere un’operazione riuscita, che bilancia la voglia di ringiovanire il mondo di Christie con la sua tradizione consolidata. Tutto però appare quasi fin troppo perfetto, studiato, preparato, trasformando l’eleganza e raffinatezza del mondo Christie in una plastica coprente che finisce per uniformare il tutto perdendo guizzi e sorprese. Un buon prodotto cui manca una spinta davvero decisiva. Voto 6.5 Riccardo Cristilli 

Sette Quadranti

Una serie bella ma che non balla

Il 12 gennaio appena trascorso ha segnato l’anniversario dei cinquant’anni dalla morte di Agatha Christie: quale miglior occasione dunque per Netflix? Far uscire questa serie a ridosso di questa data cavalcherà uno dei tanti trend del momento: stanno fiorendo bookclub sulla regina del crime, gruppi di lettura, eventi e occasioni “social” per celebrarla, ma nonostante la freschezza della protagonista della serie, non so se e quanto questa novità conquisterà il pubblico più giovane. I Sette Quadranti dura tre puntate, il tempo di guardarla e dimenticarla, nonostante sia una serie deliziosa.

Impeccabile nella fotografia, nella scenografia e nei dialoghi; lineare e nello stile Christie nello sviluppo dell’intreccio; cozy al punto giusto per chi ama i crime con “protagoniste femminili forti” – come potrebbe definirla Netflix in una delle tante stringhe editoriali che mette in homepage. Una serie che fa il suo dovere senza troppe pretese, che ha un calo di ritmo a metà del secondo episodio, ma che con un finale studiato ad arte apre le porte a un proseguo ambizioso. L’ho vista, l’ho trovata carina, sono passata ad altro senza pensarci troppo. Voto 6.5 – Giorgia Di Stefano

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti, su Sky Arte il documentario sugli studenti di Fashion Design

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti è il nuovo documentario che porta il pubblico dietro le quinte di Istituto Marangoni Milano, svelando il percorso intenso e competitivo che conduce gli studenti di Fashion Design al momento più atteso: il Fashion Show. Tra sfide creative, prove serrate e giudizi di una giuria d’eccezione, lo speciale racconta la passione, il talento e la determinazione di giovani designer provenienti da tutto il mondo, mostrando la moda nella sua essenza più autentica: una forma d’arte e un linguaggio che unisce culture. In prima visione su Sky Arte il 17 gennaio alle ore 20:30, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti racconta il viaggio degli studenti di Istituto Marangoni Milano verso il momento più atteso: il Fashion Show.

Istituto Marangoni, storica eccellenza italiana nella formazione in moda e design, diventa il palcoscenico di un percorso accademico intenso e altamente competitivo.

Dei 250 studenti finalisti del corso di Fashion Design, solo 40 hanno l’opportunità di presentare le proprie collezioni davanti a una giuria di professionisti del settore, tra cui Sara Sozzani Maino, Francesca Ragazzi, Vincenzo Ferrante, Alessandro Sartori e Stefania Valenti (Managing Director Marangoni). Soltanto 10 di loro saranno scelti per sfilare durante l’evento finale.

Inside Marangoni

Il documentario segue da vicino il lavoro di questi giovani talenti internazionali, provenienti da Paesi come Italia, Corea, Romania e Bielorussia. Le loro collezioni riflettono temi profondi e personali: la ricerca dell’identità, la critica sociale, il sogno e l’arte.

Nel backstage, tra fitting e prove coordinate dalla Director of Education Diana Marian Murek e dal Program Leader Antonio Patruno Randolfi, tutto deve funzionare come un orologio svizzero.

Ne emerge un ritratto autentico e pulsante di creatività, passione e determinazione: un racconto corale che celebra la moda come forma d’arte e linguaggio universale, con uno stile visivo contemporaneo e dinamico.

Il documentario nasce all’interno dalla Content Factory di Sky, il nuovo laboratorio creativo trasversale che mette in dialogo news, sport, cultura e intrattenimento con l’obiettivo di sviluppare format originali, in sintonia con le nuove abitudini di consumo e con l’evoluzione del linguaggio audiovisivo.

Un avvertimento prima di iniziare, il nuovo videopodcast di Pablo Trincia

Dare la parola a chi è sopravvissuto, a chi ha pagato senza colpa, a chi è rimasto schiacciato da una storia più grande di lui. Con Un avvertimento prima di iniziarePablo Trincia torna a raccontare la cronaca italiana partendo dalle sue ferite più profonde, con un nuovo videopodcast Sky Original che porta l’ascoltatore dentro le storie, nel loro lato più umano, fragile e spesso invisibile.

Dopo successi come Dove nessuno guarda: Il caso Elisa Claps, E poi il silenzio: il disastro di Rigopiano e Il cono d’ombra: La storia di Denis Bergamini, Trincia firma un progetto ancora più essenziale e radicale: un racconto costruito esclusivamente sulla forza della testimonianza, fatto di dialoghi diretti e colloqui intimi con chi ha vissuto sulla propria pelle violenza, ingiustizia, perdita e stigma.

Il podcast sarà disponibile da martedì 20 gennaio su tutte le principali piattaforme di streaming e sul canale YouTube di Sky Italia in formato audio e video e successivamente su Sky TG24, Sky Crime, Sky Documentaries e on demand.

In un panorama mediatico dominato dall’urgenza del titolo e dalla sovraesposizione del dolore, Pablo Trincia sceglie di rallentare. Di ascoltare. Di restituire complessità. Un avvertimento prima di iniziare non cerca lo shock, ma la comprensione: le storie vengono raccontate senza filtri sensazionalistici, lasciando spazio alle emozioni, ai silenzi, alle contraddizioni. È qui che emergono le storie “dietro le storie”, quelle che raramente trovano spazio nel racconto pubblico.

Un avvertimento prima di iniziare

Un avvertimento prima di iniziare: i casi

Trai primi casi affrontati, quello di Sabrina Prioli, cooperante italiana sequestrata, picchiata e violentata durante la guerra civile in Sud Sudan; Angelo Massaro, rimasto in carcere oltre vent’anni per un omicidio che non aveva commesso; Beatrice Fraschini, sopravvissuta a un sequestro e a una brutale violenza domestica e Vincent Plicchi, giovane creator bolognese travolto da una spirale personale e mediatica culminata nel suicidio durante una diretta online. Storie diverse, accomunate da una stessa urgenza: essere ascoltate davvero.

Il videopodcast nasce all’interno della Content Factory di Sky, il laboratorio creativo che sviluppa format digital-first capaci di unire la profondità del podcast alla forza delle immagini, sperimentando nuovi linguaggi narrativi. Un avvertimento prima di iniziare ne rappresenta una delle espressioni più intense: un progetto che mette al centro la parola come atto di responsabilità e il racconto come spazio di verità.

Lone Survivor, l’action in onda stasera in tv

Giovedì 15 gennaio 2026 sul canale 20 del digitale terrestre andrà in onda il film tratto da una storia vera “Lone Survivor“. Diretto da Peter Berg, con Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch e Ben Foster nei panni dei protagonisti. L’appuntamento con il film è alle 21:10 circa su canale 20 e in streaming su Mediaset Infinity. Il film uscito nei cinema nel 2013, ha incassato 154,8 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 125,1 milioni incassati nel mercato statunitense. Il film in Italia ha incassato circa 466 mila euro.

Lone Survivor, la trama

La trama del film stasera in tv Lone Survivor è tratta da una storia vera. I protagonisti sono quattro Navy SEAL che si trovano in una missione segreta con l’obiettivo di eliminare un nucleo operativo ad alto rischio che fa parte di al-Qaeda. I quattro, però, finiscono in un’imboscata del nemico sulle montagne Afghane. La disparità numerica è un problema enorme per loro, per questo restano isolati per tanto tempo dai soccorsi, considerando anche la complessità del territorio. In un mondo o nell’altro (dovrete guardare il film per scoprirlo) i quattro riusciranno a trovare la forza per reagire e combattere fino all’ultimo respiro.

Il Cast

A guidare il film sono Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Eric Bana tra i volti più noti di Lone Survivor stasera in tv.

  • Mark Wahlberg: Marcus Luttrell
  • Taylor Kitsch: Michael ‘Mike’ Murphy
  • Emile Hirsch: Danny Dietz
  • Ben Foster: Matt ‘Axe’ Axelson
  • Eric Bana: Erik Kristensen
  • Alexander Ludwig: Shane Patton
  • Yousuf Azami: Shah
  • Ali Suliman: Gulab

Dove vedere in streaming?

Lone Survivor in onda stasera è disponibile in streaming su Prime Video. In alternativa il film sarà visibile in diretta streaming alle 21:10 nella pagina dedicata alle dirette del sito Mediaset Infinity. Inoltre lo troviamo per il noleggio e/o l’acquisto suRakuten TV, Apple TV, Amazon Video, CHILI

28 anni dopo: Il tempio delle ossa è uno strano vortice di follia – La recensione

A poco più di sei mesi da 28 anni dopo, torna l’Inghilterra infettata dal virus della rabbia con 28 anni dopo: Il tempio delle ossa. Per questo sequel diretto girato back-to-back con il capitolo precedente, Danny Boyle lascia la regia a Nia DaCosta e rimane produttore, mentre la sceneggiatura rimane di Alex Garland. Il è prodotto da Sony Pictures ed esce nelle sale italiane il 15 gennaio 2026 per Eagle Pictures.

28 anni dopo: il tempio delle ossa:

28 anni dopo l’inizio dell’epidemia del virus della rabbia, per i pochi non infetti rimasti in Gran Bretagna la sopravvivenza è una lotta continua. Ma la cosa più difficile, forse, non è rimanere in vita: è tenersi sani di mente. C’è il dottor Kelson, che passa le sue giornate a ballare da solo, a proseguire le sue ricerche di una cura al virus e, soprattutto, a costruire il suo gigantesco ossario in memoria di tutti coloro che sono morti. C’è Sir Lord Jimmy Crystal che, convinto di essere l’anti-messia, che vaga per la nazione alla ricerca di persone da torturare e sacrificare alla sua divinità. Infine c’è il Spike, un adolescente che, per una serie di sfortunate coincidenze della sorte, si vede costretto a unirsi all’ossigenato entourage di Sir Jimmy, dove trova un’inaspettata amica nella tosta ma sensibile Jimmy Ink.

Sequel vecchio stile

Prima di parlare dei meriti del film, una sollevata precisazione: Il tempio delle ossa è il sequel diretto di 28 anni dopo ma, anche se riprende personaggi e storylines dal capitolo precedente, è perfettamente godibile come film stand-alone. Che, in questo momento storico — post cinematic universe ma in cui la ip la fa ancora decisamente la padrona, e si tende a intrecciare il più possibile le narrative, lascia un feeling quasi nostalgico: un sequel vecchio stile, parente ma non innestato, quasi come se fosse Terminator 2.

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Sorprese su soprese

Ma veniamo al dunque: Il tempio delle ossa è un film molto strano. Ma non di quelli che escono strani, proprio un film che è stato pensato e costruito in un modo che per la maggior parte esula dai canoni e dalle strutture che ci si aspetterebbe da un film del genere. Il risultato è sicuramente sorprendente: c’è l’adrenalina, c’è la crudezza, certo, ma ci sono anche un atipico umanesimo, uno sguardo profondamente connotato e un momento musicale spettacolare ed esilarante come pochi. Se frequentate anche saltuariamente l’horror (o l’horror-adiacente: il film non è una passeggiata di salute ma non è nemmeno spaventosissimo) il nostro consiglio è assolutamente di andare al cinema e calarsi nel vortice di follia dell’ossario.

Il cast

Ralph Fiennes è il dottor Ian Kelson, un medico che, nonstante la fine del mondo e un moderato deterioramento del suo stato mentale, continua a studiare la malattia. Jack O’Connell è Sir Lord Jimmy Crystal, psicopatico leader della gang dei Jimmy. Alfie Williams è Spike, un ragazzo che si trova a unirsi alla gang di Jimmy, un gruppo di invasati fra i quali c’è anche Jimmy Ink, interpretata da Erin Kellyman, che potrebbe nascondere qualcosa di più. Infine, Chi Lewis-Parry è Samson, gigantesco e feroce infetto con il quale il dottor Kelson sviluppa una sorprendente relazione.

Splendida Cornice, gli ospiti del 15 gennaio: Marco D’Amore e Anna Ferzetti

Primo appuntamento del 2026 giovedì 15 gennaio con Splendida Cornice il varietà culturale di Rai 3 condotto da Geppi Cucciari, programma di Rai Cultura, dove  la cultura si intreccia con l’ ironia e la satira.

Splendida Cornice: gli ospiti del 15 gennaio

Tanti gli ospiti, a cominciare dall’attrice Anna Ferzetti, protagonista al cinema nell’ultimo film di Paolo Sorrentino “La Grazia”, Marco D’Amore in veste di regista della nuova serie “Gomorra – Le Origini”, Victoria Cabello con il podcast “Fuori di Cabello” e il cantautore Roberto Vecchioni che presenta il nuovo libro – “L’orso Bianco era nero” – e, nel corso della puntata, regala al pubblico una esibizione musicale accompagnato dal chitarrista Massimo Germini.

Presenti, inoltre, il campione italiano di Risiko, Andrea Forno, la conduttrice e style coach Carla Gozzi e il musicista e produttore Trevor Horn, figura chiave della storia della musica pop e rock, che ha contribuito a definire il suono degli anni ’80 collaborando con artisti come Yes, Pet Shop Boys e Frankie Goes to Hollywood, fondando i Buggles e gli Art of Noise e firmando brani iconici come Video Killed the Radio Star e Owner of a Lonely Heart.
E ancora, ospiti in collegamento, come l’Orchestra del Teatro La Fenice, e performance dal vivo, come l’esibizione del ballerino e coreografo Ahmad Joudeh sulle note del Bolero.

Gomorra Le origini

Gli esperti

Il pubblico sarà protagonista: spettatori che si autocertificano nelle diverse “tipologie sociali”, pronti a confrontarsi con i “competenti”. In cattedra, quattro esperti alle prese con quesiti spesso improbabili: Amalia Ercoli Finzi, la prima ingegnera aerospaziale italiana, l’autorevole linguista Giuseppe Antonelli, la pediatra e scrittrice Paola Di Turi e Michele Mezzanotte, psicoterapeuta e divulgatore.

A completare il racconto della puntata, la supervisione di Andrea Maggi, i reportage d’arte a cura di Alessandro Arcodia, Roberto Mercadini con la sua rubrica “Agenda Mercadini” e l’autoradio della trasmissione, l’accompagnamento con le performance dal vivo con la band di Nicola “Ballo” Balestri, il bassista storico di Cesare Cremonini e fondatore dei Lùnapop, con al basso Davide Angelica, alla batteria Tommaso Ruggiero, alla tastiera e al clarinetto Daniele D’Alessandro.

Guida tv giovedì 15 gennaio 2026: cosa c’è da vedere stasera in tv

Cosa c’è da vedere stasera in tv? La guida tv di giovedì 15 gennaio 2026 ci fa scoprire film, serie tv, show, sport e documentari da vedere questa sera in tv. Ma non solo perché per i primi 9 canali del digitale terrestre offre una panoramica speciale sui film e gli appuntamenti della giornata a tema natalizio. In prima serata su Rai 1 parte Don Matteo 15, su Canale 5 Forbidden Fruit mentre su Sky e NOW prosegue Masterchef Italia 15. Torna Splendida Cornice su Rai 3 e debutta su Netflix Agatha Christie’s Seven Dials. Queste sono solo alcune anticipazioni di quello che potrete trovare nella guida tv di giovedì 15 gennaio 2026.

Guida Tv giovedì 15 gennaio 2026 – I primi 9 canali

RaiUno
18:40 L’Eredità
20:00 Tg 1
20:30 Affari tuoi
21.30 Don Matteo 15×02 1a tv
23.45 Port a porta

Rai 2
19.00 911 Lone Star 3×11
19.45 911 5×17
20.30 Tg2
21.00 TG2 Post
21:30 Ore 14

Rai 3
19:00 TG 3
19:30 TG R
20:00 Blob
20.15 Via dei Matti n.0
20.40 Il cavallo e la torre
20.50 Un posto al sole
21.20 Splendida Cornice
00.00 Linea Notte

Canale 5
18:45 Caduta Libera
20:00 Tg5
20:35 La ruota della Fortuna
21.55 Forbidden Fruit 1a tv
00.45 TG5

Italia 1
18:30 Studio Aperto
19.30 CSI 2×10
20.30 NCIS 2×02
21.30 Harry Potter e i doni della morte – Parte 1
Prima parte dell’ultimo capitolo della saga. Harry Potter è in fuga, Hogwarts è caduta nelle mani di Voldemort e così anche il Ministero della Magia. 
00.25 Hunger Games – Il canto della rivolta – Parte 1

Rete 4
19:00 Tg4
19.30 10 minuti
19:50 La promessa
20:30 4 di sera news
21:30 Dritto e rovescio
00:50 Drive Up

La7
18.25 Ignoto X
20:00 TgLa7
20:35 Otto e mezzo
21:30 Piazzapulita
01.00 TGLa7

Tv8 (Sky 125)
19.00 4 Ristoranti 6×01
20.20 Celebrity Chef 1a tv
21.30 Armageddon
Bruce Willis e Ben Affleck nel celebre disaster movie diretto da Michael Bay. Una squadra speciale prova a distruggere un gigantesco asteroide in rotta di collisione con la Terra.

Nove (Sky 149)
18:00 Little Big Italy 
19:20 Cash or Trash – Chi offre di più?
20:30 The Cage: Prendi e scappa
21:30 La magia del vischio 1a tv
23.30 Non sono pronta per Natale

Masterchef Italia 15

Guida tv giovedì 15 gennaio: le serie tv

In chiaro

  • Rai Premium (ch. 25 dtt 15 TivùSat) ore 21:20 Simon Coleman 1×01
  • Giallo (ch. 38 dtt e Tivùsat ) ore 21:10 Ludwig 1×05-06
  • Top Crime (ch. 39 dtt e TivùSat 168 Sky) ore 21:15 The Irrational 2×11-12 1a tv

Sky e Novità streaming

  • Sky Atlantic (ch. 111 sat e 455 dtt pay) ore 21:15 Chicago PD 13×07
  • Sky Serie (ch. 112) ore 21:15 Hanno ucciso l’uomo ragno 1×07-08
  • Sky Investigation (ch. 113) ore 21:15 The Equalizer 2×09-10
  • Comedy Central (ch 129) ore 22.00 South Park 5×13
  • Netflix: Agatha Christie’s Seven Dials – I sette quadranti; Amare e perdere (Turco); The Upshaws s.7, Smallville cofanetto
  • Paramount+: Star Trek: Starfleet Academy 1×01-02

Film e serie tv da vedere dall’11 al 17 gennaio 2026: The Pitt 2, Industry, Una battaglia dopo l’altra

Guida tv giovedì 15 gennaio 2026: i film stasera in tv

20 (ch. 20 dtt e TivùSat 151 Sky) ore 21:10 Lone Survivor
 Tratto da una storia vera e interpretato da Mark Wahlberg, con Eric Bana. L’incredibile avventura di 4 Navy Seal in missione segreta in Afghanistan.

Rai 4 (ch. 21 dtt – 10 TivùSat) ore 21:20 The Roundup
2008, Seul: l’agente Ma Seok-do ed il suo superiore vanno in Vietnam per rimpatriare un criminale che si è costituito per paura del killer Kang Hae-sang. Tornati in Corea, i due poliziotti organizzano una trappola durante un pagamento di riscatto per catturare il feroce assassino. Riusciranno nell’impresa?

Iris (ch. 22 dtt, 11 Tivùsat 325 Sky) ore 21:15 Trappola di cristallo – Die Hard
 E’ la vigilia di Natale. Il poliziotto John McClane è alla prese con un commando di terroristi che prende in ostaggio alcune persone in un grattacielo.

Rai Movie (ch. 24 dtt 14 TivùSat) ore 21:10 The Covenant
Nel 2018, in Afghanistan, il sergente John Kinley perde il suo interprete in un attentato e si affida ad Ahmed, giovane coraggioso e determinato. Quando la squadra cade in un’imboscata, sarà proprio Ahmed a tentare di salvare Kinley nei territori controllati dai talebani.

Cielo (ch. 26 dtt 19 Tivùsat 156 Sky) ore 21:15 Sniper Forze speciali
Steven Seagal in un action con la star del wrestling Rob Van Dam. Una missione militare di soccorso in Afghanistan si complica quando due soldati restano isolati tra le linee nemiche.

TwentySeven (ch. 27 dtt e Tivùsat 158 Sky) ore 21:15 7 spose per 7 fratelli
Uno dei musical più irresistibili della storia del cinema. 7 fratelli, cacciatori dell’Oregon, decidono di sposarsi, ma nessuno ha una fidanzata.

TV2000 (ch. 28 dtt, 18 TivùSat, 157 di Sky) ore 21:05 Eroe per caso
n giorno Bernie, un imbroglione di piccolo taglio, assiste a un incidente aereo. Fa quello che può per salvare i passeggeri e poi si allontana senza essere riconosciuto da nessuno. Sull’aereo però c’è anche un’intraprendente giornalista televisiva che apre la caccia al misterioso eroe. Un film che spinge a riflettere sul ruolo dei media nella società contemporanea e sul loro rapporto con la verità.

La7 Cinema (ch 29 dtt. e TivùSat 161 Sky) ore 21:20 La maschera di ferro
Film del 1998

La5 (ch.30 dtt 12 Tivùsat 159 Sky) ore 21:10 Ghost
Sam, ucciso da un killer reclutato dal suo migliore amico, diventa un fantasma. Tramite una medium riuscirà a comunicare con la sua amata Molly e a farsi giustizia.

Cine 34 (ch. 34 dtt e Tivùsat 327 Sky) ore 21:00 La banda dei Babbi Natale
Tre presunti ladri, vestiti da Babbi Natale, vengono colti sul fatto e portati in questura. I tre si professano innocenti e raccontano la loro incredibile storia.

Italia 2 (ch. 49 dtt 16 TivùSat 175 Sky) ore 21:15 30 giorni di buio
“Nascondetevi, stanno arrivando”. Un gruppo di vampiri semina il panico tra gli abitanti di Barrow, approfittando delle tenebre invernali, per 30 lunghissimi giorni.

Sky e novità streaming

  • Cinema Uno (ch. 301) ore 21:15 Terminato Genisys
  • Cinema Due (ch. 302) ore 21:15 I Mostri
  • Cinema Collection (ch. 303) ore 21:15 Sotto il Segno del Pericolo
  • Cinema Family (ch. 304) ore 21:00 Caterina va in città
  • Cinema Action (ch. 305) ore 21:00 Largo Winch Il prezzo del denaro
  • Cinema Suspense (ch. 306) ore 21:00 Empire state
  • Cinema Comedy (ch. 307) ore 21:00 2 gran figli di
  • Sky Cinema Romance (ch. 308) ore 21:00 Tre amiche
  • Cinema Drama (ch. 309) ore 21:00 Non odiare

Guida Tv giovedì 15 gennaio 2026 – Show, Sport e documentari

  • Rai 5 (ch 23) ore 21:15 Bonvi una vita inventata
  • Real Time (ch. 31 dtt e TivùSat) ore 21:25 Casa a prima vista 3×06
  • Food Network (ch. 33) ore 22 Sweet Home
  • Discovery (ch 37 dtt e TivùSat 54) ore 21:15 I segreti delle strutture
  • Focus (ch 35 dtt 60 Tivùsat 414 Sky) ore 21:25 Freedom
  • DMAX (ch. 52 dtt, 28 TivùSat) ore 21:40 72 animali pericolosi con Barabscura X 1a tv
  • Mediaset Extra (ch. 55 dtt 17 Tivùsat 163 Sky) 22 Max Working – Lavori in corso
  • Turbo (ch. 59) ore 22.15 Europa in Supercar 1a tv
  • Sky Uno (ch. 108 Sat) ore 21:15 Masterchef Italia 15×11-12
  • Sky Crime (ch. 115) ore 21.15 E’ stato Lui?
  • History (ch. 116) ore 21:30 Parigi sotterranea
  • Sky Documentaries (ch 117) ore 21:15 Chernobyl I nastri perduti
  • Sky Adventure (ch 1118) ore 21:15 Ingegneria degli epic fail
  • Sky Nature (ch 119) ore 21:15 Isole selvagge d’Irlanda
  • Sky Arte (ch. 120) ore 21:15 Il sogno bianco: dietro le quinte del Lago dei cigni
  • MTV (ch. 131) ore 22:05 Caught in the Act
  • Sky Sport Uno ore 20.25 Olimpia Milano – Stella rossa
  • Sky Sport Calcio ore 20.25 Augsburg – Union
  • Sport Arena ore 20.30 Conegliano – Dresdner SC (CEV Volley finale)
  • DAZN ore 20.45 Como – Milan

N.B.: Le programmazioni complete sono sulle guide tv di Rai, Mediaset, Sky, Discovery. Film, Serie Tv e Documentari sempre disponibili in streaming su Netflix, Prime Video, Disney+, Paramount+, Apple TV+, TIMVISION, NowTV/Sky, Mediaset Infinity+.

Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua, il documentario su Sky e NOW

Dal 13 gennaio su Sky Arte è arrivato Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua, documentario Sky Original che attraversa la vita, il pensiero e l’eredità di Oliviero Toscani. Non un omaggio celebrativo, ma un ritratto complesso e necessario di una figura che ha trasformato la fotografia in un linguaggio civile, capace di incidere sul costume, sulla politica e sull’immaginario collettivo.

Diretto da Fabrizio Spucches, che con Toscani ha condiviso oltre dieci anni di lavoro, il film nasce dall’immersione nel suo archivio privato: immagini, video e materiali inediti diventano la materia viva di un racconto che intreccia memoria e presente. Un dialogo diretto, quasi frontale, tra maestro e allievo, in cui l’arte si fa testimonianza e presa di posizione sul nostro tempo. Il ritratto si arricchisce delle voci di chi con Toscani ha vissuto e lavorato — da Patti Smith a Fran Lebowitz, da Luciano Benetton a Jean-Charles de Castelbajac — componendo una polifonia che restituisce tutta la sua complessità.

Quando si parla di Oliviero Toscani si pensa subito alle provocazioni, agli scandali, alla sua capacità di spostare il baricentro della comunicazione. Ma prima delle campagne iconiche c’è uno sguardo che nasce prestissimo. Toscani è giovanissimo quando si trova a Predappio, al funerale di Benito Mussolini, accompagnando il padre Fedele Toscani, fotoreporter del Corriere della Sera. Scatta una fotografia quasi d’istinto, senza sapere davvero chi stia inquadrando. Solo dopo scoprirà di aver ritratto Rachele Mussolini, la figura simbolicamente più importante di tutta la scena. È già tutto lì: l’intuito, la capacità di riconoscere il centro di gravità di un’immagine, il dettaglio che conta. Quella postura dello sguardo sarà la sua cifra per sempre.

Nel corso della carriera, Toscani dialoga con l’arte e la cultura visiva internazionale negli anni in cui i confini tra discipline sono ancora porosi. Il suo lavoro si muove nello stesso campo magnetico di figure come Andy Warhol: l’idea che l’immagine popolare non sia superficie, ma luogo di potere, spazio in cui si gioca il senso del contemporaneo.

È però il sodalizio con Benetton a segnare la frattura definitiva. Tra anni ’80 e ’90 quella collaborazione riscrive le regole della pubblicità globale. Le immagini non accompagnano il prodotto: lo scavalcano. Occupano lo spazio dell’editoriale, della cronaca, della presa di posizione. Portano al centro del discorso temi che altrimenti non avrebbero trovato accesso alla massa: il razzismo, l’AIDS, la religione, il corpo, la vita e la morte. Non immagini rassicuranti, ma immagini necessarie.

Il razzismo viene smontato con la fotografia dei tre cuori umani identici, segnati solo dalle parole white, black, yellow. L’AIDS entra nello spazio pubblico attraverso immagini che rendono visibile ciò che la società preferirebbe non guardare. La religione viene messa in cortocircuito con il celebre bacio tra un prete e una suora. La nascita appare senza filtri con il neonato ancora legato al cordone ombelicale. In tutti i casi, la pubblicità smette di vendere e inizia a dire.

In questo percorso si inserisce Anorexia, una delle immagini più discusse della carriera di Toscani. La fotografia ritrae Isabelle Caro, il corpo ridotto allo stremo, lo sguardo diretto, privo di qualsiasi protezione estetica. È fondamentale chiarirlo: Anorexia non è un progetto Benetton, ma un lavoro realizzato per il brand No‑l‑ita. Un’immagine che irrompe nel sistema moda proprio mentre quel sistema continua a produrre corpi irraggiungibili. Le polemiche sono feroci, ma il tema diventa finalmente centrale nel dibattito pubblico.

Per lo stesso brand Toscani realizza anche una fotografia che diventerà simbolica e controversa: due famiglie, una coppia gay e una coppia lesbica, con un bambino al centro. Un’immagine limpida, senza retorica, che parla di omogenitorialità come dato di realtà. Quella fotografia verrà però usata senza autorizzazione per scopi politici denigratori verso la comunità LGBTQIA+. Toscani farà causa al partito che l’aveva strumentalizzata, riaffermando un principio chiave del suo lavoro: le immagini non sono mai neutre, e chi le produce ha una responsabilità anche rispetto al loro uso.

Accanto alle immagini, Toscani costruisce luoghi. La Sterpaia nasce come bottega contemporanea, laboratorio permanente, spazio di formazione lontano da ogni accademismo. Non si insegna a fare immagini “belle”, ma a costruire uno sguardo critico. In parallelo, l’esperienza di Fabrica estende questa visione su scala internazionale, mettendo in dialogo cultura, comunicazione e progetto.

Tra le immagini più amate e significative c’è anche quella che ritrae Franco Moschino come modello per Jean‑Charles de Castelbajac, realizzata per Iceberg. Non un triangolo, ma un quartetto d’archi pop: Castelbajac con la sua moda colta e giocosa fatta di simboli e citazioni; Moschino come incarnazione dell’ironia dissacrante del Made in Italy; Iceberg come brand capace di trasformare il pop in struttura industriale, dialogando con streetwear, grafica e cultura urbana; e Toscani, che riconosce il momento e lo fissa, trasformando una campagna in un’immagine-sintesi.

L’elenco dei nomi fotografati da Toscani sarebbe infinito. Ma tra questi c’è anche la capacità — rarissima — di scoprire volti destinati a diventare icone. È il caso di Monica Bellucci, intercettata prima che il cinema la trasformasse in mito globale. Toscani la fotografa come presenza, non come oggetto, riconoscendo in anticipo una forza che il tempo avrebbe solo confermato.

Alla fine, ciò che resta è una lezione che va oltre la fotografia. Toscani ci ha insegnato che l’immagine è un atto, non un ornamento. Che comunicare significa scegliere, esporsi, assumersi il rischio di non piacere.
E se oggi parliamo di cultura pop come spazio di pensiero, di pubblicità come territorio politico, di immagini che prendono posizione, è perché qualcuno, prima, ha aperto quella strada.

Questo film è anche un ringraziamento. Perché, Dituttounpop, nel bene e nel male, deve qualcosa alla visione del mondo di Oliviero Toscani. Al suo sguardo radicale. E al coraggio di ricordarci che le immagini, quando contano davvero, non chiedono permesso.

 

 

His & Hers e People we Meet on Vacation i titoli più visti tra il 5 e l’11 gennaio su Netflix

Cosa ha visto il pubblico nell’ultima settimana su Netflix tra il 5 e l’11 gennaio 2026? Diverse facce dell’amore hanno conquistato gli spettatori con His & Hers – La sua verità e People We Meet on Vacation – Un amore in vacanza che hanno conquistato la vetta delle rispettive classifiche con 19.9 milioni e 17.1 milioni rispettivamente. Nel frattempo Stranger Things 5 è entrata nella top ten dei più visti di sempre (come segnala deadline il metodo di calcolo è diverso dal solito vista la divisione in parti e quindi si calcolano i 91 giorni per ciascuna parte) dopo altri 9.3 milioni di views.

Ottimo risultato per Fuga – Run Away di Harlan Coben che ha ottenuto 15.6 milioni di views nella sua seconda settimana sulla piattaforma. KPop Demon Hunters continua a ottenere numeri impensabili con altri 7.6 milioni di views. In Italia la docuserie su Fabrizio Corona è al primo posto.

Netflix i più visti: serie tv 5-11 gennaio

N.B. il numero tra parentesi indica le settimane dal rilascio; non tutti i titoli potrebbero essere presenti in Italia; la classifica unisce quelle con titoli in lingua inglese e non in inglese.

  1. His & Hers – La sua verità, miniserie (1) 19.900.000 views 86.8 milioni di ore 8.15 durata
  2. Run Away – Fuga, miniserie (1) 12.700.000 views 79.5 milioni di ore 6.16 durata
  3. Stranger Things s.5 (7) 9.300.000 views 96.4 milioni di ore 10.24 durata
  4. Stranger Things s.1 (ritorno) 5.000.000 34 milioni di ore 6.49 durata
  5. Emily in Paris s.5 (4) 4.500.000 views 26.3 milioni di ore 6.49 durata
  6. Stranger Things s.2 (ritorno) 4.500.000 views 35.5 milioni di ore 7.53 durata
  7. Stranger Things s.3 (ritorno) 4.400.000 views 33.4 milioni di ore 7.33 durata
  8. Stranger Things s.4 (ritorno) 4.100.000 views 53.9 milioni di ore 13.04 durata
  9. The Good Doctor s.1 (7) 3.400.000 views 44.5 milioni di ore 12.55 durata
  10. Land of Syn- Synden, svedese 3.200.000 views 11.4 milioni di ore 3.32 durata

La classifica dei film Netflix più visti 5-11 gennaio

NB: alcuni film non sono disponibili in Italia su Netflix; il numero tra parentesi indica le settimane dall’uscita.

  1. People We Meet on Vacation (1) 17.200.000 views 33.8 milioni ore viste 1.58 durata
  2. Evil Influencer – la storia di Jodi Hildebrandt, doc (2) 9.100.000 views 15.4 milioni ore viste 1.42 durata
  3. Io prima di te, film del 2016 (2) 8.600.000 views 15.7 milioni di ore 1.50 durata
  4. KPop Demon Hunters (30) 7.600.000 views 12.6 milioni ore viste 1.40 durata
  5. The Great Flood, coreano (4) 5.200.000 views 9.5 milioni ore viste 1.49 durata
  6. Haq, indiano (2 non presente in Italia) 4.500.000 views 10 milioni ore viste 2.12 durata
  7. Madagascar, cartoon del 2005 4.000.000 views 5.7 milioni ore 1.26 durata
  8. Wake Up Dead Man – Knives Out (5) 3.700.000 views 8.9 milioni ore viste 2.26 durata
  9. Paw Patrol – Il film (da tempo) 3.600.000 views 5.1 milioni ore viste 1.26 durata
  10. Jurassic World (3) 3.600.000 views 5.1 milioni ore viste 1.26 durata

people-we-meet-on-vacation-netflixLe classifiche italiane

Le serie tv

  1. Fabrizio Corona: Io sono notizia
  2. Fuga – Run Away, miniserie
  3. His & Hers, miniserie
  4. Stranger Things s.5
  5. La notte che non passerà, miniserie brasiliana
  6. Stranger Things s.1
  7. Stranger Things s.2
  8. Stranger Things s.3
  9. Emily in Paris s.5
  10. Stranger Things s.4

Film

  1. People We Meet on Vacation
  2. Quo Vado?
  3. Io prima di te
  4. Gli intoccabili
  5. Wake up dead Man – Knives Out
  6. Cado dalle nubi
  7. Sole a Catinelle
  8. Carosello in Love
  9. Tolo Tolo
  10. KPop Demon Hunters

N.B.: Il dato delle views elaborato da Netflix è una proporzione tra totale delle ore viste e la durata del prodotto stesso. La piattaforma pubblica Top Ten per titoli in lingua inglese e non inglese, che vengono fuse per elaborarne una unica.

C’era una Volta in America, il capolavoro di Sergio Leone stasera in tv

Stasera in tv mercoledì 14 gennaio 2026 su Rai Movie arriva in prima serata dalle 21:20 C’era una volta in America capolavoro del 1984 di Sergio Leone di cui Ennio Morricone ha creato le musiche, in versione estesa restaurata dalla cineteca di Bologna nel 2012 con in mezzo una pausa per il Tg3.

Tratto dal romanzo The Hoods di Harry Grey, il film, presentato fuori concorso a Cannes, è l’ultimo capitolo della “trilogia del tempo” dopo C’era una volta il West e Giù La testa. Il film non ebbe un grande successo di pubblico incassando quelli che oggi sarebbero 112 mila euro, e 5 milioni di dollari negli USA, ma col tempo è stato riconosciuto un capolavoro. Il film ha 4 versioni: 229 minuti quella cinematografica, 139 minuti quella per i cinema americani 255 quella estesa e 285 minuti quella integrale.

C’era una volta in America la trama del film stasera in tv

La trama di C’era una volta in America racconta la storia di David “Noodles” Aaronson nell’arico di 40 anni dagli anni ’20 ai ’60, dal ghetto ebraico, alla malavita di New York tra proibizionismo e post proibizionismo. David lo incontriamo nella New York del 1933 in pieno proibizionismo. Quattro sicari lo devono uccidere e per trovarlo prima ammazzano la sua compagna Eve, poi torturano Fat Moe Gelly, proprietario del bar che spesso frequenta, che li indirizza a una fumeria cinese. Noodles scappa e riesce ad arrivare a Buffalo.

A 60 anni nel 1968 torna a new York e ritrova il vecchio amico Moe. I ricordi ci fanno tornare agli anni ’20 e al suo grande amore Deborah, a quando era ragazzo, all’amicizia con Max Bercovicz, alla gang che lo portò a scontrarsi con Bugsy. Finito il flashback, Noodles si troverà a fare i conti con il passato, tra vecchi fantasmi e questioni irrisolte, tra nuove imprese criminali e la possibilità di fare pace con la sua storia.

Il Cast di C’era una volta in America

Chi fa parte del cast di C’era una volta in America? Non solo Robert De Niro, James Woods, Joe Pesci, Jennifer Connelly, tutti i nomi e i personaggi.

  • Robert De Niro: David “Noodles” Aaronson
  • Scott Tiler: Noodles da ragazzo
  • James Woods: Maximilian “Max” Bercovicz
  • Rusty Jacobs: “Max” da ragazzo
  • Elizabeth McGovern: Deborah Gelly
  • Jennifer Connelly: Deborah da ragazza
  • Joe Pesci: Frankie Monaldi
  • Burt Young: Joe
  • Tuesday Weld: Carol
  • Treat Williams: James Conway O’Donnell
  • Danny Aiello: Vincent Aiello
  • Richard Bright: Chicken Joe
  • James Hayden: Patrick “Patsy” Goldberg
  • Brian Bloom: “Patsy” da ragazzo
  • William Forsythe: Philip “Cockeye” Stein
  • Darlanne Fluegel: Eve
  • Larry Rapp: “Fat” Moe Gelly
  • Richard Foronjy: ag. Whitey
  • Robert Harper: Sharkey
  • Dutch Miller: Van Linden
  • Gerard Murphy: Crowning
  • James Russo: Bugsy
  • Amy Ryder: Peggy

La Colonna Sonora di Morricone

Ecco le tracce della colonna sonora di C’era una volta in America

  1. Once Upon A Time In America
  2. Poverty
  3. Deborah’s Theme
  4. Childhood Memories
  5. Amapole
  6. Friends
  7. Prohibition Dirge
  8. Cockeye’s Song
  9. Amapola, Pt. 2
  10. Childhood Poverty
  11. Photographic Memories
  12. Friends
  13. Friendship
  14. Speakeasy
  15. Deborah’s Theme – Amapola
  16. Suite from Once Upon a Time In America (Includes Amapola)
  17. Poverty (Temp. Version)
  18. Unused Theme
  19. Unused Theme (Versione 2)

Dove lo trovo in streaming

Il film sarà in live streaming su Rai Play, è nel catalogo di Now Tv, on demand su Sky, su Timvision e a noleggio/acquisto su  Rakuten TV, Apple TV, Amazon Video.