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MobLand 2, la recensione: un ritorno superiore alle aspettative con un Tom Hardy monumentale

Le seconde stagioni (come i secondi album, cit.) sono sempre le più difficili, perché manca l’effetto novità, devono consolidare quanto costruito, sviluppare nuove storie e cercare di aprire a nuove stagioni. Insomma il rischio di sbagliarle è alto. Per fortuna, però, ci sono anche le eccezioni, come nel caso di MobLand. Dopo le prime puntate viste in anteprima, vi possiamo rassicurare sul fatto che la seconda stagione di MobLand non deluderà le attese. Anzi la serie tv che parte il 18 settembre su Paramount+, prodotta da Guy Ritchie (anche regista di alcune puntate) migliora rispetto alla prima stagione.

Tom Hardy è perfetto nel ruolo del fixer degli Harrigan Harry Da Souza. La calma con cui affronta ogni situazione, lo sguardo implacabile di chi sta già pensando le mosse successive, le poche ma sempre decisive parole, sono caratteristiche di un personaggio travolgente. Con una mano ti coccola e con l’altra ti schiaffeggia senza che nemmeno te ne accorgi. Un perfetto contrappeso rispetto all’instabilità che lo circonda. Pierce Brosnan e Helen Mirren sono i vertici di una famiglia criminale che cerca di mantenere il proprio potere mentre intorno la polizia e i rivali cercano di sfruttare le loro divisioni. Tutti i personaggi crescono in questa seconda stagione da Eddie a Gina la figlia di Harry, fino ad arrivare alla sempre brava Joanne Foggart che conquista uno spazio diverso con la sua Jan.

Mobland 2

Ma MobLand è perfetta perché capace di raccontare la vita di questi criminali, oltre le loro azioni più terribili e le scene di sparatoria. Gli uomini e le donne di MobLand si mostrano a 360 gradi, ne vediamo le fragilità e i momenti di dubbio, sono persone oltre che personaggi riuscendo così a emergere rispetto al lato più caratteristico. Naturalmente, però, MobLand è e resta un thriller carico di azione, scene forti e sorprese inaspettate. La novità della stagione, Johnny Flynn, è perfetto nel ruolo del giovane gangster che arriva in monopattino, lontano dagli stereotipi dei criminali eleganti con i macchinoni ma ha quello sguardo da psicopatico che fa paura.

Introdotti già nella precedente stagione, i personaggi di Janet McTeer e Toby Jones sono pronti a regalare grosse soddisfazioni, lo sconfinato e dilagante potere di Kat McAllister è capace di far tremare i polsi (almeno internamente) anche al nostro Harry che ben sa quanto sia difficile da contenere chi ha soldi, potere e agganci politici. E le divisioni interne alla famiglia sono il grimaldello ideale da sfruttare per cercare di distruggerli, nonostante Harry.

MobLand è ideata da Ronan Bennett e scritta insieme a Jez Butterworth, prodotta da Guy Ritchie che ne è anche produttore oltre che regista di alcune puntate e che ne ha plasmato lo stile generale, frenetico, spietato e spettacolare. Sebbene confrontare serie tv sia sempre sbagliato, è inevitabile farlo con The Gentlemen: entrambe sono legate a Guy Ritchie, sono inglesi, sono tornate con una seconda stagione a breve distanza l’una dall’altra, trattano del mondo dei gangster.

Ma The Gentlemen è più patinata, luminosa, pop, come la piattaforma che la ospita (Netflix), deve piacere e sa come farlo, non deve turbare troppo e deve cercare di essere il più chiara possibile. MobLand è più elegante e al tempo stesso più rozza, più cupa, più complessa, capace di osare e spiazzare, ma al tempo stesso si prende più tempo per approfondire non sentendo la necessità di riempire gli spazi con sottorame che si perdono. Curiosamente entrambe già sanno di esser state rinnovate per una terza stagione, chissà che direzione prenderanno!

War – Il divorzio del secolo arriva su Sky e NOW dal 27 novembre

Annunciata ormai da tempo, arriva finalmente War la serie tv creata da George Kay (Hijack, Lupin, The Long Shadow) e diretta da Ben Taylor (Sex Education, Catastrophe), coprodotta da New Pictures (società del gruppo All3Media) e Observatory Pictures, in collaborazione con Sky e HBO. Ordinata già in due stagioni (con la seconda che è in produzione con un cast definito) War è un’antologia legal drama con l’obiettivo di raccontare in ogni stagione delle importanti battaglie legali.

La prima stagione di War ha come sottotitolo Il divorzio del secolo e debutta con le sue 8 puntate il 1° ottobre su HBO e il 2 su Sky UK, in Italia invece la serie arriverà dal 27 novembre quando sarà interamente conclusa all’estero (il finale è previsto il 19 novembre). Protagonisti della prima stagione sono Dominic West nei panni del magnate tecnologico Morgan Henderson e Sienna Miller in quelli della sua ex moglie, la diva del cinema Carla Duval.

War – Il divorzio del secolo, la trama

La serie segue due tra i più influenti e prestigiosi studi legali di Londra – Cathcarts e Taylor & Byrne – rivali in quello che viene definito il divorzio del secolo. A rimanere coinvolto tra l’attrice Carla Duval e il magnate tecnologico Morgan Henderson è il giovane e ambizioso avvocato Jonathan “Johnny” Warren, interpretato da Archie Renaux trascinato in un mondo spietato dove l’ambizione è la moneta di scambio e il tradimento è strategia.

War

Il cast

Oltre ai già citati West, Miller e Renaux, nel cast della prima stagione figurano anche Phoebe Fox (The Great, Task) nel ruolo di Serena Byrne e James McArdle (Playing Nice, Omicidio a Easttown) in quello di Nicholas Taylor, partner nella vita e nel lavoro dello studio Taylor & Byrne; Nina Sosanya (Screw, Baby Reindeer) interpreta Beatrice “Queen Bea” Ubosi e Pip Torrens (Succession, The Crown) è St John Smallwood, le loro controparti e agguerriti rivali dello studio Cathcarts. Completano il cast Celia Imrie, Nick Mohammed, Emma Laird, Aran Murphy, Archie Panjabi, Adrian Scarborough, Shaheen Jafargholi, Akiya Henry, Honor Swinton Byrne, Miles Jupp, Kartanya Maynard, Alexandra Mardell, Dylan Murphy, Mark Quartley e Steve Furst.

La seconda stagione

Questo è soltanto il primo capitolo di un’antologia di battaglie legali da prima pagina, essendo la serie già sul set della seconda stagione che vedrà nel cast Marisa TomeiKelly Macdonald e David Harewood, protagonisti della prossima battaglia legale mentre i loro avvocati si troveranno coinvolti in un esplosivo caso di diffamazione.

Pagelle serie tv 2026: le migliori da vedere e quelle da evitare (secondo noi)

Pagelle serie tv 2026, l’elenco di tutte le serie tv da vedere e quelle da evitare. Come negli anni precedenti (qui il 2025) l’obiettivo non è quello di emettere giudizi fini a se stessi ma di trovare qualcosa da guardare senza impazzire e soprattutto cercando di evitare serie tv brutte. Ovviamente il tutto secondo noi, qua nessuno si erge a professori e oltre la componente tecnica che può far ottenere un 6 a una serie tv pessima, c’è una parte soggettiva di chi guarda la serie tv e del momento in cui si guarda. Per questo le pagelle serie tv 2026 vogliono essere un gioco. Se ormai ci seguite da tempo e i nostri gusti vi piacciono, questo è il nostro modo per aiutarvi a scegliere facendovi sapere i nostri giudizi, provando ad aggirare i vari “potresti guardare questo” delle diverse piattaforme.

Pagelle Serie Tv 2026 – Le Migliori e le peggiori dell’anno

Voto 10 – Migliori Serie tv 2026:

Ci arriverà qualcuno?

Voto 9 – Migliori serie tv 2026

  • Half Man miniserie – HBO Max voto 9.5 (R.C.)
  • The Pitt s.2 – HBO Max voto 9 (R.C.)
  • Widow’s Bay s.1 – Apple TV – voto 9, horror e commedia si fondono in modo impeccabile (R.C.)

Voto 8 – Migliori serie tv 2026

  • Mobland s.2 – Paramount+ – voto 8.5
  • Paradise s.2 – Disney+ – voto 8.5
  • Slow Horses s.6 – Apple TV – voto 8.5
  • Abbott Elementary s.5 – Disney+ voto 8: anche nella nuova stagione continua a essere una delle comedy più divertenti, intelligenti e attente a raccontare il presente. (R.C.)
  • Alice & Steve s.1 – Disney+ voto 8
  • From s.4 – Paramount+ – voto 8, mystery horror che appassiona (R.C)
  • Furious s.1 – Disney+ – voto 8
  • Gomorra – Le origini – Sky/NOW – voto 8
  • Industry s.1 – HBO Max voto 8 (finalmente è arrivata G.d.S.)
  • Margo ha problemi di soldi, miniserie – Apple TV+ – voto 8 (R.C.) 7 (G.d.S)
  • Pluribus s.1 – Apple TV 8 (si è del 2025 e l’abbiamo inserita tra le migliori dello scorso anno ma è finita a dicembre quindi è per ricordarla)
  • Scarpetta s.1 – Prime Video voto 8
  • Silo s.3 – Apple TV, voto 8
  • Storia della mia famiglia s.2 – Netflix – voto 8
  • Stuart Fails to Save the Universe s.1 – HBO Max – voto 8

Voto 7 – Migliori serie tv 2026

  • Amadeus miniserie – Sky e NOW voto 7.5
  • A Thousand Blows s.2 – Disney+ voto 7.5, da vedere rigorosamente in lingua originale (Giorgia Di Stefano)
  • Legends, miniserie – Netflix – Voto 7.5 (Giorgia di Stefano)
  • Portobello, miniserie – HBO Max – voto 7.5
  • Tell Me Lies s.3 – Disney+- Voto 7.5
  • Silo s.3 – Apple TV – voto 7.5 un grande ritorno
  • Young Sherlock s.1 – Prime Video – voto 7.5
  • Vladimir miniserie – Netflix – voto 7.5
  • Wonder Man, miniserie – 7.5 Disney+
  • Beef s.2 – Netflix – voto 7 (G.d.S)
  • DTF St. Louis, miniserie – 7 – HBO Max (R.C.)
  • Fuga – Run Away, miniserie, Netflix – voto 7.
  • Georgie & Mandy’s First Marriage s.1-2 – HBO Max – voto 7 comedy divertente, familiare, dal tocco vintage e sudista/conservatore ma con ironia (R.C.)
  • Grey’s Anatomy s.22 – ABC/Disney+ – voto 7, arrivateci voi a 22 stagioni…poi ne riparliamo (R.C.)
  • High Potential s.2 – ABC/Disney+ – Voto 7, il remake di Morgane – Detective Geniale, è un procedurale leggero e scorrevole, che valorizza a pieno (finalmente) Kaitlin Olsen, perfetto nel palinsesto della ABC. Anche la prima parte della stagione 2 funziona alla perfezione (Riccardo Cristilli)
  • Hijack s.2 – Apple TV – voto 7, adrenalina e un Idris Elba in splendida forma (R.C. e G.D.S.)
  • Imperfect Women – Apple TV – voto 7  (G.d.S)
  • In Utero s.1 – HBO Max – voto 7
  • Lioness s.3 – Paramount+ – voto 7 (prime 2 puntate)
  • Matlock s.2 – Paramount+ – voto 7
  • Maximum Pleasure Guaranteed s.1 – Apple TV – voto 7, a tratti un po’ assurda questa dramedy si lascia sicuramente guardare e offre uno sguardo sulle mamme che sono anche donne nonostante sembra che la società se lo dimentichi (R.C.)
  • Nightsleeper s.1 – Sky e NOW – voto 7, buon thiller di fattura inglese
  • Ovunque tu sia, miniserie Coben – Netflix – voto 7
  • Rooster s.1 – HBO Max – voto 7, sulla scia di Ted Lasso con una scrittura brillante e un super cast (G.d.S.)
  • Rosa Elettrica s.1 – Sky  – voto 7
  • Spider-Noir s.1 – Prime Video – voto 7
  • St. Deins Medical s.1-2 – NBC – voto 7: mockumentary ospedaliero dal team di Superstore, la struttura è simile, sia per tipologie di personaggi che per costruzione di puntate, si ride (Riccardo Cristilli)
  • Stumble s.1 – NBC – voto 7: commedia divertente sul mondo delle/dei cheerleader che sfrutta in modo giusto il mockumentary (Riccardo Cristilli)
  • Super Market s.1 – Prime Video – voto 7: finalmente una comedy italiana divertente (Riccardo Cristilli)
  • Tell Me Lies s.3 – Disney+- voto 7, un guilty pleasure più serio di altri. (Giorgia di Stefano)
  • The Artist mini – MGM+ – voto 7 (R.C.)
  • The Gentlemen s.2 – Netflix – voto 7, un buon intrattenimento salvato dalle due puntate finali
  • The Night Manager s.2 – Prime Video- voto 7
  • The Sex Lives of College Girls (più stagioni) – HBO Max – voto 7 lo stile di Mindy Kaling per una comedy fresca che fa ridere (G.d.S.)
  • The Westies s.1 – MGM+ – voto 7
  • Under Salt Marsh miniserie – Sky/NOW – voto 7 (R.C.)
His & Hers
Cr. Courtesy of Netflix © 2025

Migliori serie tv 2026 Voto 6

  • His & Hers, miniserie Netflix – voto 6.8
  • 911 s.9 Disney+ – voto 6.5 proceduralone esageratone godurioso (R.C.)
  • 911: Nashville s.1 Disney+ – voto 6.5 la struttura è molto simile a quella di Lone star (R.C.)
  • I Sette Quadranti, miniserie Netflix – voto 6.5
  • DTF St. Louis, miniserie HBO Max – Voto 6.5, una serie strana tra dark humor e thriller con un super cast (G.d.S.)
  • Heated Rivalry s.1 – HBO Max – Voto 6.5 decostruire la mascolinità tossica mostrando quanto il contesto possa influenzare con scrittura e interpretazioni autentiche (G.d.S.)
  • Leanne s.2 – Netflix – comedy “sudista” che prosegue nella formula della prima stagione
  • My Brilliant Carrer s.1 australiana – Netflix – voto 6.5, period drama a tinte pop per gli amanti del genere (G.d.S.)
  • Reacher s.4 – Prime Video – voto 6.5 sempre la stessa formula, forse un po’ spinta all’estremo ma così può durare in eterno
  • Running Point s.2 – Netflix – voto 6.5, secondo stagione che prosegue sulla scia della prima (G.d.S. 7); un insieme di scenette prevedibili e irrealistiche, si lascia guardare e nulla più (R.C. 6)
  • Un sacrificio di sangue s.1 svedese – Netflix – voto 6.5, classico thriller nordico che si guarda velocemente (G.d.S)
  • Jury Duty – Company Retreat – Prime Video – voto 6.5 (R.C.)
  • Something very bad is going to happen miniserie – Netflix – voto 6.5
  • Shrinking s.3 – Apple TV – voto 6.5 buonismo e sentimentalismo un po’ forzato e alla lunga sfiancante (R.C.)
  • Ted Lasso s.4 – Apple TV – voto 6.5
  • The Bear s.5 – Disney+ – voto 6.5, una stagione finale con due puntate di livello e un finale melenso che non ci meritavamo (R.C.)
  • The Madison s.1 – Paramount+ – voto 6.5, diversa dal resto delle serie di Sheridan, non ha la stessa verve ma è un dramma familiare dallo stile emozionale marcato e toni troppo paternalistici (G.d.S.)
  • The Four Season s.2 – Netflix – voto 6.5, alti e bassi molte cose succedono troppo in fretta rendendo tutto più vicino al cartoon, funziona meglio quando si avvicina alla realtà (R.C.)
  • Trying s.4 – Apple TV – voto 6.5, la comedy Apple TV fatica a trovare una sua rotta ma riesce a far ridere e sorridere
  • 56 Days – Prime Video – voto 6+, thriller sexy un po’ troppo lungo che si lascia guardare come semplice intrattenimento (R.C. e G.d.S.)
  • Bridgerton s.4A – Netflix – voto 6+
  • Avvocato di difesa s.4 – Netflix – voto 6+
  • Avvocato Ligas s.1 – Sky – voto 6
  • I delitti del BarLume s.13 – Sky/NOW – voto 6+: una collezione che è ormai familiare e si guarda per questo (Riccardo Cristilli)
  • The Boys s.5 – Prime Video – voto 6, la stagione finale non entusiasma, risultando forzata fino all’eccesso (R.C.)
  • The Beauty s.1 – Disney+ – voto 6 ( R.C.)
  • The Paper s.1 – Sky/NOW – voto 6

Insufficienza

  • Euphoria s.3 – HBO Max/Sky – voto 5.5 (G.d.S.)
  • Poker Face s.1 – Sky – voto 5.5 (roba per feticisti di Natasha Lyonne R.C.)
  • Finding her Edge s.1 – Netflix – voto 5 (Giorgia di Stefano)
  • Mare Fuori s.6 – RaiPlay – voto 5, un tracollo inesorabile (G.d.S.)
  • Miniature Wife miniserie – Sky – voto 5
  • The Shards s.1 Disney+ – voto 5, un classic Murphy con adolescenti negli anni ’80 tra sess0 e omicidi, totalmente vuoto
  • Vanished, miniserie – MGM+ – voto 5
  • Motorvalley s.1 – Netflix – N.C. perchè ci ostiniamo a fare queste serie tv?

Inutile dire che non riusciamo a guardare 600 serie tv l’anno, quindi quella che avete appena letto è una personalissima classifica redazionale, di quello che abbiamo visto.

Slow Horses 6, la recensione: ma che si può dire quando si sfiora la perfezione?

Slow Hores è tra le cinque migliori serie tv degli anni ’20. 

C’è poco da dire, poco da aggiungere. Una serie tv che per scrittura, regia, interpretazioni sfiora la perfezione a ogni suo rilascio. Una macchina costruita per non deludere mai lo spettatore e per non farlo aspettare troppo. Non a caso la settima stagione è già pronta e l’ottava è in preparazione. Ma in fondo quando sai sempre quello che vuoi fare e come, ma soprattutto quando devi fare appena 6 puntate è anche più semplice. Ecco il difetto più grosso di Slow Horses è sempre quello che dura poco e il discorso torna sempre lì: è più semplice fare ottimi prodotti quando tutto è compresso. Ma basta guardare alla scarsa qualità di prodotti anche brevi per ribaltare la prospettiva ed elogiarne la capacità di comprimere ma senza far mai mancare nulla.

La sesta stagione di Slow Horses (disponibile su Apple TV) tocca ancor più nel vivo le dinamiche della Slough House, la latrina dove finiscono i rifiuti dell’MI5 ma che finisce sempre al centro degli intrecci e delle dinamiche più pericolose. Non è uno spoiler raccontare come tutti gli agenti mai passati per la casa sono in pericolo e dal nulla riappare Syd interpretata da Olivia Cook. Ecco forse questo ritorno non l’avrei spoilerato nei promo e nelle comunicazioni precedenti all’uscita ma da un lato è la dimostrazione di come non abbia espedienti per attirare l’attenzione del suo pubblico e dall’altro c’era il rischio che i primi a vedere le puntate o chi ha letto i romanzi, potesse rovinare la sorpresa.

Slow Horses 6

Naturalmente, e questa non è una sorpresa, la ragione principale del successo è rappresentata dal personaggio di Jackson Lamb interpretato da Gary Oldman. Lamb è tutto quello che non dovrebbe essere un protagonista, è brutto, sporco (letteralmente) e cattivo, rifugge ogni forma di perbenismo, di qualunquismo, di sentimentalismo banale. Una figura forgiata sul corrosivo sarcasmo britannico, che apparentemente non ha affetto verso gli altri, ma che alla fine si mette sempre in gioco per gli altri. Lamb incarna quello che tutti noi dovremmo essere (magari senza rutti e scoregge), scevri di formalismi inutili, di frasi che servono solo a riempire e a soddisfare esigenze rassicuranti dietro cui nascondere la verità.

E intorno a lui ruotano una serie di personaggi che provano a rispettare le convenzioni ma finiscono per arrendersi alla spietata crudeltà del loro capo. Jack Lowden, in predicato di essere il prossimo 007 e protagonista a dicembre di Orgoglio e Pregiudizio di Netflix, è il perfetto Cartwright. Il tipico protagonista, bello, affascinante, potenzialmente talentuoso ma che sa essere fallace, che sbaglia e sa ammettere i suoi errori ma che è anche brillante e coraggioso. Ma è perfetta la Taverner di Kristin Scott Thomas, Saskia Reeves in quelli di Catherine Standish, necessaria per riequilibrare gli eccessi di Lamb ma fragile e spietata allo stesso tempo.

Slow Horses è la serie tv che meglio rappresenta il sarcasmo inglese. Per questo è tra le migliori in giro.

FOMO – Fear of Missing Out, l’ultimo anno di scuola di un liceo romano diventa una docu-serie

Mentre il docu-reality Il Collegio sta per tornare, RaiPlay è pronta a raccontare un lato ancora più vero dei ragazzi con FOMO – Fear of Missing Out una docu-serie che mostra l’ultimo anno di scuola di un reale liceo romano. L’ultimo anno di scuola raccontato per quello che è davvero: intenso, veloce, emozionale, senza pause. Un mondo fatto di amicizie assolute, primi amori, drammi improvvisi, chat infinite e decisioni che cambiano tutto nel giro di una notte. E quella domanda che arriva, prima o poi, per tutti: chi saremo da grandi?FOMO RaiPlay

La serie con un linguaggio diretto, semplice e ironico vuole essere un ritratto dell’adolescenza di oggi anche attraverso la musica. La scuola è lo spazio principale in cui si sviluppa il racconto dell’anno della maturità con i suoi appuntamenti simbolici, dai “diciottesimi” alle uscite, dalle feste ai periodi trascorsi all’estero, dall’autogestione alle gite, fino ai cento giorni, alle feste di fine anno che ricalcano quelle americane e alla maturità. Una vita filtrata però dal lusso e dal benessere visto che la scuola scelta è il Vittoria Colonna di Roma che si trova in pieno centro storico tra Campo de Fiori e il Pantheon, anche per quello ci sono riferimenti che gli inglesi chiamerebbero “posh”, un po’ snob, robe da ricchi.

Fuori dalla scuola, il racconto della vita reale, nelle case, nelle famiglie e nei rapporti più intimi, ma anche la dimensione digitale, fatta di chat, vocali, screen recording, storie e immagini prodotte direttamente dai ragazzi, che restituiscono il loro modo reale di comunicare, esporsi e raccontarsi. Ad arricchire il racconto, un inedito realizzato per la serie dalla cantautrice Ariete mentre la colonna sonora è prodotta dai Voga (Enrico Esposito e Lorenzo Biscione).

La docu-serie che racconta in 12 episodi (che usciranno settimanalmente) la vita di un gruppo di studenti del Liceo Vittoria Colonna di Roma dal primo giorno di scuola fino alla maturità. Interrogazioni, assemblee, notti fuori, amori complicati, amicizie che cambiano, confessioni intime e tutta l’energia di una generazione che vive online e offline senza più distinzione. Uno sguardo inedito su ciò che muove oggi i ragazzi e le ragazze, o almeno una parte di loro perché generalizzare o pensare che degli adolescenti del centro di Roma siano uguali a quelli di altre zone della città o d’Italia è un errore.

Notizie serie tv: HBO Max ordina How To Survive Without Me di Greg Berlanti e un medical in Francia

Dopo la serata (per noi nottata) degli Emmy, i tradizionali premi dedicati alle serie tv e alla tv in generale, è arrivata la notizia che Amazon potrebbe essere interessata a prendere la cerimonia e a rilanciarla, un po’ come YouTube vuole fare con gli Oscar e Netflix sta facendo con i SAG (i premi per gli attori). Ma siamo sicuri che lasciare la cerimonia in mano a uno solo dei soggetti in campo sia la scelta migliore? Non c’è un rischio di conflitto di interessi? Vedremo quello che deciderà l’Academy.

HBO Max e il family drama alla The Pitt

Il successo di The Pitt ha portato HBO a capire come ci sia l’interesse da parte del pubblico ad avere serie tv di qualità dalla lunga durata e con rilascio settimanale e soprattutto annuale. Praticamente che la vecchia e cara vera serialità, l’appuntamento settimanale condiviso e commentabile, sia ancora un fenomeno che esiste e che è amato in un mondo di serie tv rigurgitate nel giro di poche ore. Così erano nati i pilot di un poliziesco e di un family drama, ma se il primo non è stato poi ordinato, adesso HBO Max ha ufficializzato l’ordine di How To Survive Without Me, family drama di Greg Berlanti (che anni fa ci ha regalato il meraviglio Brothers & Sisters) e con un cast super: Ray Romano, Kaley Cuoco, Joshua Jackson i principali.

Potenzialmente HBO Max ha tra le mani un altro titolo che darà filo da torcere ai prossimi Emmy insieme a Task 2 e alla nuova stagione di The Pitt. La serie è descritta come un mix tra Brothers and Sisters, Everwood e Six Feet Under. Al centro la famiglia De Angelis dopo la morte della madre Beverly (Rita Wilson) che teneva sempre le fila di tutto e che riesce a farlo anche da morta, con i familiari che per onorare il suo ultimo lavoro dovranno trovare il tempo e il modo per restare uniti. Oltre ai già citati nel cast principale troviamo Julia Schlaepfer, Jack Ball, Kylar Miranda, Julian Grey, Scarlett Abinante, Tommy Dewey, Matthew Kellison, Colette Porch ed Ella Rubin; tra le guest star Dar Zuzovsky, Genevieve Angelson, Joe Romano, Katie Aselton, Katie Monds, Kevin Changaris, Pressley Hosbach, Richard Blackmon, Sofía Rodríguez-Toymil e Will Yun Lee.

HBO Max e il medical francese

Non solo 500 battiti in Italia, HBO Max sta lavorando anche a un medical drama in Francia. Il titolo provvisorio è Rush e avrà al centro un gruppo di medici che lavora per le strade di Parigi operando dove serve tra angoli delle strade, metro e case private. La serie è creata da Nils-Antoine Sambuc insieme a Gaelle Bellan ma soprattutto con Neal Baer che arriva da ER come produttrice.

Tre novità per Harry Potter

Restando sempre in casa HBO, sono stati annunciati tre nuovi attori per la seconda stagione di Harry Potter. Rafe Spall sarà Arthur Weasley, Molly Hewitt-Richards sarà Mirtilla Malcontenta (Moaning Myrtle) e Jasper Ambrose sarà Colin Creevey. Le riprese della seconda stagione sono in corso ai Warner Bros Studios del Regno Unito. Casey Bloys di HBO, pur senza sbilanciarsi, ha lasciato intendere come stanno cercando, per quanto possibile, di evitare di far trascorrere troppo tempo tra le stagioni della serie. La prima debutterà a Natale 2026.

Under Salt Marsh

Heated Rivalry

HBO Max continua a essere al centro di questo notiziario, anche se in modo indiretto. Heated Rivalry (serie Crave distribuita da HBO Max in USA, Italia e altri paesi) vedrà l’arrivo nel cast di sei nuovi personaggi: Brendan Morgan sarà Zane Boodram; David Tomlinson sarà Cody Kent (nei romanzi di Rachel Reid era Dallas Kent); Gerry Dee sarà il coach Cooper; Michelle Mylett sarà Lisa; Lauren Chan sarà Gen; Nick Stahl sarà Curtis Barrett.

Da Yellowstone a Marshals

Jefferson White riprenderà il ruolo di Jimmy Hurdstrom di Yellowstone nella seconda stagione di Marshals, ma non sarà solo una guest star ma sarà ricorrente. In Yellowstone dopo essere rimasto ferito, Hurdstram viene mandato via dal Texas finendo per lavorare da Travis Wheatley (Taylor Sheridan) al Ranch 6666. La serie riprenderà il 4 ottobre su CBS e sarà in Italia su Paramount+ dal 5.

Hulu prende Hard Feelings

Hulu ha superato la concorrenza e ha preso la rom-com di e con Mary Beth Barone intitolata Hard Feelings, prodotta da A24. La protagonista è Claire Ambrose una consulente che aiuta i maschi etero come comunicare e come capire i sentimenti, mentre lei continua a uscire con uomini che non hanno queste caratteristiche. Nel cast ci sarà anche Benito Skinner.

Jessica Chastain in The Retrievals

Jessica Chastain sarà nel cast di The Retrievals la nuova serie tv Netflix di Molly Smith Metzler (Sirens, Maid). Ispirata a un podcast di Susan Burton la serie racconterà la battaglia di un gruppo di mamme che hanno subito inseminazione artificiale senza anestesia dopo che un’infermiera aveva rubato il fentanyl, in una clinica di Yale. Chastain sarà Kaitlyn Langford ex storica dell’arte che per dieci anni ha tentato di rimanere incinta e sarà al centro della causa contro Yale.

Altre notizie serie tv

John Gabriel Rodriquez, SteVonté Hart, Gabrielle Byndloss, Samuel-Taylor, Julian Green e Aaron Smalls saranno nel cast della serie senza titolo di Starz ambientata nel Sud Est del Texas e legata al mondo dei rodeo black.

Jodie Whittaker sarà la protagonista di In Contempt legal drama di ITV, avvocatessa che ha costruito una carriera difendendo la reputazione delle persone e infilandosi in cause multi-milionarie. Nella serie la protagonista, Olivia, collabora con Greg Dalman, direttore di un giornale che ha la reputazione di attaccare sempre tutti. Quando però prende una decisione sbagliata è la sua di reputazione a finire a rischio.

Josh Macqueen, Aspen Kennedy, Haley Dillon e Mackenzie Porter saranno nel cast di Thunder Road la serie sulla NASCAR di AMC in arrivo nel 2027, saga multi-generazionale su una famiglia di proprietari d’auto con Dennis Quaid protagonista.

Margaret Cho sarà protagonista e produttrice della comedy indipendente di Oliva Haller And also with you. Cho sarà Bev collega e vecchia amica di Dawn una donna di quasi 60 anni che lavora nella locale chiesa e si dichiara bisessuale. La serie è ispirata all’esperienza di Haller, cresciuta cattolica e poi dichiaratasi bisessuale.

Morena Baccarin ha anticipato che il marito Ben McKenzie non sarà solo guest star della premiere della seconda stagione di Sheriff Country (il 9 ottobre su CBS) ma tornerà anche per altre puntate. Inoltre ha anticipato che ci sarà una relazione “crossover” con Fire Country, qualcuno si innamorerà tra le due serie tv.

David Hyde Pierce, ex co-star di Frasier, sarà il protagonista di un progetto comedy multi-camera in lavorazione a NBC creato da Marco Pennette. Al centro un uomo che scopre che una vita non analizzata può presto presentarti il conto.

Mediaset all’assalto dei Microdrama: su Infinity Rosy Abate riadattate e 6 titoli internazionali

Quando prima della pandemia dagli Stati Uniti era arrivato il fenomeno Quibi, storie originali in formato breve, tutti lo avevano deriso. Il Covid-19 ha poi affossato definitivamente questo progetto che si basava sull’idea di dare storie a puntate di breve durata da vedere in metropolitana, al bagno o nei momenti di relax. L’esplosione dei reel e dei video tra Instagram e TikTok ha però rilanciato il fenomeno che ha preso il nome di Microdrama e dalla Cina si è pian piano espanso agli Stati Uniti e sta ora arrivando in Europa. La differenza è che se Quibi aveva tentato la strada di titoli originali anche ad alto budget coinvolgendo anche nomi importanti, il fenomeno Microdrama si sta diffondendo con storie più vicine alle soap opera, intrecci amorosi e racconti da AI.

In Italia Maria De Filippi e Mediaset hanno adocchiato il fenomeno (che facilmente può diventare veicolo pubblicitario) e Mediaset Infinity ha lanciato la sezione gratuita dei Microdrama sul proprio sito. La stessa Mediaset definisce “i microdrama sono mini-serie in formato verticale composte da episodi di pochi minuti, caratterizzate da trame ad alta intensità emotiva e continui colpi di scena. Un formato amatissimo a livello globale che fa della rapidità di fruizione e del coinvolgimento narrativo i suoi punti di forza”. Considerando quello che da anni fa con Beautiful praticamente Mediaset ha già abituato il pubblico a questa frammentazione.

I Microdrama su Mediaset Infinity

La sezione prevede 6 serie internazionali originali e successivamente ne arriverà una a settimana. Tra i titoli internazionali, che spaziano tra i generi più amati dal pubblico, la proposta include anche le amatissime serie turche, tra cui spiccano “Too Young to Love Me”, microdrama romance che affronta i temi della differenza di età, “Unmasked – Nessuno è innocente”, thriller ad alta tensione e “In sua difesa” legal drama che intreccia tematiche crime e dramma psicologico. Prossimamente arriveranno in versione riadattata, due titoli cult Mediaset come Il Peccato e la vergogna e Rosy Abate. I microdrama su Mediaset Infinity

Napoli-New York su Rai 1, il film di Gabriele Salvatores in prima visione

Rai 1 propone giovedì 17 settembre alle 21:30 Napoli-New York, il film diretto da Gabriele Salvatores e uscito al cinema nel 2024. La pellicola arriva in prima visione Rai e racconta il viaggio di due bambini che, dalla Napoli del dopoguerra, attraversano l’Atlantico alla ricerca di una nuova vita. Il film ha incassato 4,4 milioni di euro in Italia e 6,17 milioni di dollari nel mondo.

Napoli-New York è tratto da un soggetto inedito scritto da Federico Fellini e Tullio Pinelli, risalente alla fine degli anni Quaranta. Salvatores ha trasformato quel materiale in una storia ambientata nel dopoguerra, mantenendo al centro il viaggio di due bambini e il rapporto con un’America immaginata come luogo di possibilità. La sceneggiatura è dello stesso Salvatores. Il film è prodotto da Paco Cinematografica con Rai Cinema e ha una durata di circa due ore.

La trama di Napoli-New York

La storia è ambientata nel 1949, in una Napoli ancora segnata dalle conseguenze della guerra e dalla povertà. Carmine e Celestina sono due bambini che cercano di andare avanti aiutandosi a vicenda. Celestina vorrebbe raggiungere la sorella maggiore, emigrata negli Stati Uniti qualche tempo prima.

Una notte i due riescono a salire clandestinamente su una nave diretta a New York. Insieme agli altri emigranti italiani arrivano così in una città completamente diversa da quella che conoscono. Una volta sbarcati, iniziano la ricerca della sorella di Celestina e affrontano una serie di incontri e difficoltà che cambieranno il loro percorso.

Il viaggio diventa così anche un racconto sull’emigrazione italiana e sul confronto tra la Napoli del dopoguerra e l’America vista attraverso gli occhi di due ragazzini.

Napoli New York

Il cast

Nel cast di Napoli-New York ci sono Pierfrancesco Favino, Dea Lanzaro e Antonio Guerra (nel ruolo di Celestina e Carmine), insieme a Omar Benson Miller, Anna Ammirati, Anna Lucia Pierro, Tomas Arana e Antonio Catania.

  • Dea Lanzaro: Celestina Scognamiglio
  • Pierfrancesco Favino: Domenico Garofalo
  • Antonio Guerra: Carmine
  • Anna Ammirati: Anna Garofalo
  • Omar Benson Miller: George
  • Anna Lucia Pierro: Agnese Scognamiglio
  • Tomas Arana: Il Capitano
  • Antonio Catania: Joe Agrillo

Dove vedere Napoli New York

Napoli New York è su RaiPlay in parallelo a Rai 1 e a noleggio e o acquisto su Amazon Video, Apple TV Store, Rakuten TV, Timvision.

Il regno del pianeta delle scimmie stasera in tv: il sequel della saga cerca un antidoto alla franchise fatigue – La recensione

Disponibile dal 2 agosto 2024 su Disney+ dopo l’uscita nelle sale Il regno del Pianeta delle Scimmie, il quarto film del reboot della saga iniziata nel 1968 è su Canale 20 il 17 settembre 2026. Prodotto da 20th Century Studios diretto da Wes Ball, scritto da Josh Friedman e distribuito in Italia da The Walt Disney Company.  

Il regno del pianeta delle scimmie: una storia tutta nuova

Secoli dopo i fatti narrati in The War – Il pianeta delle scimmie gli umani hanno perso l’uso della parola e sono diventati semi-ferali, mentre le scimmie vivono dimentiche di Cesare e della propria storia. Nel villaggio del Clan Aquila la vita procede semplice e pacifica, e Noa, assieme agli amici Soona e Anaya, si sta affacciando alla soglia della vita adulta. Ma quando un manipolo di scimmie mascherate assalta il villaggio e rapisce i suoi compagni, Noa s’imbarcherà in un viaggio per riportarli a casa. Ma per farcela e sconfiggere il misterioso leader delle scimmie mascherate dovrà trovare il leader che è in sé, e imparare a fidarsi di un’umana che sa più di quanto non sembri 

Fantasy postapocalittico

Il regno del pianeta delle scimmie è, in buona sostanza, un blockbuster fantasy in salsa post-apocalittica. Le componenti ci sono tutte: regni rivali, razze coesistenti, vecchi maestri custodi di un’antica sapienza e rovine lasciate da civiltà antiche e gloriose. Questo non vuole essere una nota di demerito: il film itera sul genere in maniera assolutamente competente, e l’ambientazione fatta di rovine urbane reclamate dalla natura è suggestiva. Mancano particolari innovazioni, ma è perché questo film non sta cercando la novità. Non particolarmente nuovo ma sempre degno di lode è il livello della performance capture: la tecnologia è arrivata a un livello tale da far arrivare tutti i beat emotivi esattamente come se stessimo guardando degli attori ripresi in live action. 

Verso una nuova fase dell’era dei franchise? 

Dopo più di un decennio in cui ogni blockbuster o uscita di alto profilo era un reboot, un sequel o parte di un universo cinematografico, il pubblico sta iniziando a sentire la “franchise fatigue”, la stanchezza da franchise, ed i botteghini iniziano a segnalarlo. Si pensi, per esempio, alla crisi in cui sono entrati i Marvel studios nel post-Endgame. Il regno del pianeta delle scimmie, quarto capitolo del reboot e decimo in totale, approccia il suo essere pellicola di franchise in maniera interessante. Ovvero, utilizza la sua IP come canovaccio molto vago da cui prendere un paio di elementi molto forti ed il budget, ma poi va in una direzione narrativa e iconografica piuttosto personale. Sarà questa la via del futuro? Staremo a vedere. 

Il cast 

Owen Teague interpreta Noa, una giovane scimmia coraggiosa e intraprendente del Clan Aquila. Lidia Peckham e Trevis Jeffery interpretano i suoi amici, rispettivamente la fedele Soona ed il timido Anaya, mentre Mae, principale personaggio umano del film, è interpretata da Freja Allan (che abbiamo visto vestire i panni di Ciri in The Witcher). Peter Macon interpreta Raka, un saggio orango che guiderà Noa nel suo viaggio. Completano il cast Kevin Durand nel ruolo del crudele Proximus e William H. Macy in quello del suo servitore umano Trevathan. 

Monster: The Lizzie Borden Story, il nuovo caso di cronaca nera di Ryan Murphy

Ryan Murphy non è più sotto contratto con Netflix, ma come era capitato con i vari American Horror e Crime andati avanti anche dopo aver lasciato Disney, così i titoli iniziati sulla piattaforma possono andare avanti con nuove stagioni. Ecco così chedopo aver raccontato alcune delle figure più inquietanti della cronaca nera americana, Monster torna su Netflix con una storia che affonda le radici alla fine dell’Ottocento. La quarta stagione dell’antologia di Ryan Murphy e Ian Brennan è dedicata a Lizzie Borden, la donna accusata di aver ucciso con un’ascia il padre e la matrigna nel 1892 e poi assolta al termine di un processo diventato uno dei casi giudiziari più celebri degli Stati Uniti.

A interpretarla è Ella Beatty, al suo primo ruolo da protagonista in una serie. Monster: The Lizzie Borden Story sarà disponibile su Netflix dal 17 settembre 2026 con tutti gli otto episodi rilasciati contemporaneamente.

La trama

La storia parte dalla famiglia Borden e dalla sua casa di Fall River, Massachusetts, dove Lizzie vive in una realtà segnata da repressione, umiliazioni e crudeltà psicologica. La giovane Lizzie, figlia di una famiglia benestante, trova una forma di complicità nella domestica Bridget Sullivan, interpretata da Vicky Krieps. Le due donne, intrappolate in un ambiente familiare opprimente, sviluppano un rapporto che diventa sempre più intenso e si rifugiano in una fantasia fatta di desiderio, potere e vendetta.

La situazione precipita quando Andrew Borden, padre di Lizzie, e sua moglie Abby Borden vengono brutalmente assassinati. I delitti sconvolgono l’opinione pubblica americana e danno origine a un caso giudiziario destinato a durare nella memoria collettiva.

Lizzie viene accusata degli omicidi, ma al termine del processo viene assolta. È proprio da questa vicenda che la serie costruisce il mito di una donna diventata, nel tempo, una delle figure più enigmatiche della cronaca nera americana.

Il cast

A interpretare Lizzie Borden è Ella Beatty. Nel cast troviamo inoltre Vicky Krieps nel ruolo di Bridget Sullivan, la domestica della famiglia, Charlie Hunnam nei panni di Andrew Borden e Rebecca Hall in quelli di Abby Borden, la matrigna di Lizzie.

Billie Lourd interpreta Emma Borden, la sorella maggiore di Lizzie, mentre Jessica Barden veste i panni di Nance O’Neil, amica attrice della protagonista. Tra gli interpreti figura anche Joey Pollari, nel ruolo dello zio di Lizzie, John Vinnicum Morse.

Una presenza particolarmente curiosa è quella di Sarah Paulson, che interpreta la serial killer Aileen Wuornos, personaggio esistito in epoca completamente diversa visto che Wuornos ha agito a fine anni ’80. La sua figura serve così agli autori per dimostrare l’impronta che Borden ha avuto nella storia e nei potenziali serial killer.

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Il ritorno di Monster: i capitoli precedenti

La storia di Lizzie Borden è il quarto capitolo dell’antologia Monster, che ha cambiato protagonista e caso criminale a ogni stagione. Il progetto è nato nel 2022 con DAHMER – Monster: The Jeffrey Dahmer Story, dedicata al serial killer interpretato da Evan Peters. La serie raccontava gli omicidi commessi da Dahmer e, parallelamente, cercava di concentrarsi sulle vittime e sulle falle istituzionali che gli permisero di continuare a uccidere per anni. La prima stagione ha ottenuto un enorme successo su Netflix, superando il miliardo di ore visualizzate nei primi 60 giorni.

Nel 2024 è arrivato MONSTERS: La storia di Lyle ed Erik Menendez, con Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch nei ruoli dei due fratelli condannati per l’omicidio dei genitori, José e Kitty Menendez. La seconda stagione ha raccontato il caso da prospettive diverse, includendo il processo e le accuse di abusi subiti dai fratelli durante l’infanzia.

Il terzo capitolo, Monster: La storia di Ed Gein, ha invece portato sullo schermo Charlie Hunnam nei panni del criminale del Wisconsin la cui storia contribuì a ispirare alcune delle figure più celebri dell’horror cinematografico, da Psycho a Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti. Hunnam, come abbiamo visto, passerà da vittima a carnefice saltando in questa quarta stagione che cambia epoca e prospettiva.

Lizzie Borden tra cinema e tv

Il caso Borden ha avuto un’eco enorme già all’epoca dei fatti, gli omicidi del 1892 e il successivo processo ricevettero una vasta copertura sulla stampa americana e contribuirono a trasformare Lizzie in una figura entrata stabilmente nella cultura popolare.

La sua storia è stata raccontata più volte al cinema, in televisione e a teatro, tra cui The Lizzie Borden Chronicles, con Christina Ricci, e il film Lizzie del 2018, interpretato da Chloë Sevigny e Kristen Stewart.

Grande Fratello Vip 2026: chi sono i 18 concorrenti nella casa dal 17 settembre

La porta rossa del Grande Fratello Vip si è riaperta. La nuova edizione del reality debutta ufficialmente giovedì 17 settembre 2026 in prima serata su Canale 5, con Ilary Blasi alla conduzione e Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli nel ruolo di opinioniste. La Casa ospita 18 concorrenti, tra volti che hanno già partecipato a reality e personaggi alla prima esperienza nel programma, quattro di loro sono già entrati prima del debutto: Carmen Di Pietro, Jonathan Kashanian, Piera Meloni e Alessandro Varsi sono in casa dal 15 settembre. Questo articolo sarà aggiornato settimanalmente come una guida all’edizione, tra eliminazioni e sorprese.

Grande Fratello Vip 2026, chi sono i concorrenti

Simone Annicchiarico, 56 anni, Roma – conduttore televisivo. Figlio degli attori Walter Chiari e Alida Chelli, ha iniziato a lavorare in televisione negli anni Novanta e ha condotto anche Italia’s Got Talent.

Alex Belli, 43 anni, Parma – attore, modello e personaggio televisivo. È diventato popolare con CentoVetrine e ha già partecipato al Grande Fratello Vip nel 2021.

Giancarlo Danto, 29 anni, Furci Siculo – ballerino, performer e modello. Ha fatto parte del corpo di ballo di Amici 18 e ha partecipato anche a Amici Celebrities, Tu sì que vales e Ciao Darwin.

Carmen Di Pietro, 61 anni, Potenza – showgirl e personaggio televisivo. È già stata concorrente del Grande Fratello Vip e di due edizioni de L’Isola dei Famosi.

Giacomo Gallani, 27 anni, Roma – modello. Originario della Capitale e con base a Dubai, ha lavorato per diversi marchi della moda e ha studiato economia e management.

Jonathan Kashanian, 45 anni, Iran – personaggio televisivo ed esperto di moda. Ha vinto il Grande Fratello 5 nel 2004 ed è successivamente tornato nei reality con L’Isola dei Famosi.

Marina La Rosa, 49 anni, Messina – psicologa, attrice e personaggio televisivo. È diventata famosa con la prima edizione italiana del Grande Fratello, ha recitato in televisione e ha partecipato anche a L’Isola dei Famosi.

Valeria Marini, 59 anni, Roma – showgirl, attrice e imprenditrice. Storico volto televisivo, ha una lunga esperienza nei reality, dal Grande Fratello Vip a L’Isola dei Famosi e Temptation Island Vip.

Megan Ria, 21 anni, Imola – ballerina. Ha iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo da bambina, è apparsa in videoclip di J-Ax ed Elodie e nel 2022 è entrata nella scuola di Amici.

Piera Meloni, 23 anni, La Maddalena – content creator e conduttrice radiofonica. Sarda, lavora nel mondo della radio e dei social, con contenuti legati soprattutto a beauty, moda, fitness e lifestyle.

Federica Morello, 31 anni, Sanremo – ballerina e DJ. È stata prima donna nel corpo di ballo di Ciao Darwin e prima della televisione ha lavorato anche come maestra d’asilo.

Moreno Morello, 53 anni, Padova – inviato televisivo. È uno dei volti storici di Striscia la notizia, dove si occupa soprattutto di truffe e raggiri; prima della televisione ha studiato Giurisprudenza e praticato atletica.

Andreas Müller, 30 anni, Singen (Germania) – ballerino e coreografo. Ha vinto la sedicesima edizione di Amici e ha lavorato in programmi televisivi, concerti, tour e videoclip. È sposato con Veronica Peparini.

Michelle Masullo, 26 anni, Friuli-Venezia Giulia – modella e DJ. Conosciuta anche come Mixelle, ha studiato Comunicazione, media e pubblicità alla IULM ed è legata artisticamente a Jo Squillo.

Giulia Provvedi, 32 anni, Modena – cantante e personaggio televisivo. È una delle Donatella insieme alla sorella Silvia e ha già partecipato al Grande Fratello Vip nel 2018.

Alessandro Roncaccia, 24 anni, Roma – modello, sportivo e personaggio televisivo. Si è fatto conoscere con Italia Shore e lavora anche come imprenditore, mentre studia Economia aziendale.

Guendalina Tavassi, 40 anni, Roma – influencer e personaggio televisivo. È diventata famosa con il Grande Fratello 11 e ha partecipato due volte a L’Isola dei Famosi.

Alessandro Varsi, 22 anni, Roma – personaggio televisivo e imprenditore. Gestisce un ristorante con il fratello, pratica pugilato e si è fatto conoscere con Too Hot to Handle Italia.

Grande Fratello Vip

 

Gli appuntamenti tv

Dopo la puntata del 17 settembre si prosegue sabato 19, poi la settimana successiva il 21 e 25 (lunedì e venerdì). Su Mediaset Infinity c’è la diretta della casa, trasmessa anche su Mediaset Extra e con pillole su La5, la pillola del GF dal lunedì al venerdì è alle 13.35 su Canale 5.

Caravaggio a Roma, il viaggio del Giubileo su Sky e NOW: il lato spirituale dell’artista

Dal 17 settembre su Sky e NOW arriva Caravaggio a Roma, il viaggio del Giubileo un documentario ricco e approfondito sulla vita spirituale di Michelangelo Merisi, controverso pittore, maestro della luce dall’anima sempre inquieta. Ma che aveva una vita profondamente spirituale come molti uomini della sua epoca.

Realizzato in occasione del Giubileo 2025 e della mostra “Caravaggio 2025” a Palazzo Barberini, che ha esposto per un altissimo numero di visitatori ventiquattro capolavori del maestro, il documentario Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo, in prima visione su Sky Arte il 17 settembre alle 21.15, in streaming solo su NOW e disponibile anche on demand, offre un ritratto inedito indagando il suo tormentato rapporto con la fede e la sua disperata ricerca del perdono papale, dopo la condanna a morte per un omicidio commesso a Roma e che lo costrinse alla fuga verso Napoli, la Sicilia, Malta.

Diretto da Giovanni Piscaglia su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Eleonora Angius, il documentario, sullo sfondo della capitale affollata di pellegrini, traccia un parallelo tra la Roma dove Caravaggio trovò la consacrazione nel Giubileo del 1600 con la Vocazione e il Martirio di San Matteo, e quella contemporanea. Il film racconta l’evoluzione dell’artista, da pittore di scene quotidiane a interprete di una fede intensa, drammatica e carica di umanità, fino alla sua tragica morte in viaggio verso Roma, alla ricerca della grazia mai ottenuta.

Il film si avvale delle analisi di numerosi esperti, quali Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese, lo storico Franco Cardini, lo scultore Jago,  Mons. Alberto Rocca, Direttore Pinacoteca Ambrosiana, il saggista Marco Roncalli, Thomas Clement Salomon, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica Palazzo Barberini-Galleria Corsini, Antonella Scalessa dell’Archivio di Stato di Roma, lo storico dell’arte Claudio Strinati,, Maria Cristina Terzaghi, Storica dell’arte, Mons. Timothy Verdon, Storico dell’arte e Direttore del Museo dell’Opera del Duomo, Firenze.