X Factor 12 – Alex Cliff canta Bambino, il suo inedito [Video]

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X Factor 12 – Alex Cliff canta “Bambino” il suo inedito, con la maschera sul viso ed emoziona i giudici [Video e Testo]

Christian Almasio ha 19 anni ma vive più o meno da 4. Un’infanzia difficile lo ha portato a rifugiarsi nella musica, sua unica compagna, che lo aiuta ad esprimere tutta la sua voglia di rivalsa. La sua audizione  Questa sera sul palco di X Factor 2018 ha emozionato tutti con il suo inedito “Bambino”, che parla proprio della sua vita e di tutto quello che lui ha vissuto.

“Uno vede la maschera e pensa che io sia un pagliaccio
Come molte persone capita di avere una infanzia difficile e io rientro in quelle.
Mio padre era un alcolizzato e da lì capitava che io scappassi tutte le notti portando con me un foglio e una penna.
Scrivevo in rima senza sapere cosa fosse il rap. Non sono mai stato aiutato tra virgolette. Non so cosa sia l’amore di un padre o di una madre. Però non ho mai mollato e ho creato il mio mondo daccapo basandomi sulla musica che è stata sempre con me”

Mara Maionchi: “A me sei piaciuto molto. Mi sei arrivato in moto emozionale. Maschera non maschera non i frega un….. Mi sei arrivato e ho trovaro del dolore che mi ha fatto un po’ male ma anche del bene….una doppia comunicazione”

Fedez: “Perché non hai cantato tu il ritornello? Il pezzo è scritto molto bene”

Asia Argento:mi hai emozionato tanto….mi sei piaciuto tanto”.

Asia ha poi chiesto al ragazzo di togliersi la maschera ma lui non ha accolto la richiesta.

Manuel Agnelli: “E’ anche un modo per stare sul palco in maniera diversa. Anche noi l’abbiamo fatto e spero che anche tu la toglierai”.

Il ragazzo ha ottenuto quattro si, passando alla fase successiva.

Alex Cliff “Bambino”: Il testo di Bambino

Sono umile come l’asfalto
la notte è una compagna di banco, sai
impugno una baby eagle ma non perdo colpi
……
collasso dentro alla camera
colleziono due di picche
un amore meno…….

Unisco le stelle sotto quel manto
come da bambino con i puntini
Unisco gli sguardi per questo banco

le urla strozzate a stento
dentro impavidi cuscini,
Ho incontrato più porte che gambe chiuse
e c’è chi mangia merda e chi si fa imboccare
c’è chi beve per dimenticare accuse precluse
Per questo mi attaccavo alle scuse
prima che al boccale

Sono nato un giorno non so quanto tempo fa,
Sotto un cielo fermo quasi fosse plastica
con questa faccia da bambino come dici tu
ma se guardi da vicino forse non lo vedi più.