Home Blog Pagina 1718

Eurogames, la seconda puntata in onda stasera su Canale 5

0

Eurogames, Ilary Blasi e Alvin tornano con il secondo appuntamento della sfida tra squadre di diversi paesi europei. Stasera su Canale 5.

Dopo la prima puntata andata in onda giovedì scorso, con un discreto riscontro di pubblico (qui i dati), Ilary Blasi e Alvin torneranno stasera con il secondo appuntamento di Eurogames, il nuovo Giochi senza Frontiere di Canale 5. A supervisionare sulla regolarità dei giochi ci saranno sempre sei arbitri guidati da Jury Chechi.

Eurogames, seconda puntata

Eurogames è una competizione a squadre. Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia gareggiano l’una contro l’altra in nove giochi, declinati sulla storia e le tradizioni delle sei nazioni.In ogni puntata, per ciascun paese gioca una compagine proveniente da una diversa città e composta da dieci concorrenti.

Le squadre protagoniste di questo secondo appuntamento sono: Folgaria (Italia); Amburgo (Germania); Sparta (Grecia); Bialistok (Polonia); San Pietroburgo (Russia); Ciudad Rodrigo (Spagna).

Tra i giochi fissi, il classico Fil Rouge (la cui classifica finale verrà svelata solo prima del gioco finale), il Pallodromo (una palla trasparente dentro la quale i concorrenti dovranno correre e affrontare un percorso a ostacoli) e il Muro dei campioni (una parete di 13 metri, inclinata a 32 gradi, da scalare unicamente con la forza delle braccia).

Le altre sei prove cambiano di puntata in puntata e, solo per una, le squadre possono scegliere di giocare il jolly per veder raddoppiato il punteggio ottenuto in quella sfida.

Eurogames Online

Il programma avrà anche un racconto parallelo online: sul sito Mediaset Play (o l’applicazione per smartphone e tablet), e sui profili social ufficiali (Instagram – Facebook – Twitter: @MediasetPlay) sarà possibile accedere a contenuti inediti, curiosità, foto, backstage.

Le squadre

ITALIA
Otranto
Folgaria
Catania
San Felice
Parma

GERMANIA
Monaco
Amburgo
Colonia
Norimberga
Berlino

GRECIA
Salonicco
Sparta
Isole Cicladi
Atene
Creta

POLONIA
Varsavia
Bialystok
Poznan
Gniezno
Janow Lubeske

RUSSIA
Sochi
San Pietroburgo
Mosca
Ekaterinburg
Novosibirsk

SPAGNA
Aranda de Duero
Ciudad Rodrigo
Astorga
Monforte
Jaca

Eurogames in streaming e repliche

Le repliche dei programmi televisivi sono ormai una rarità, considerando che Mediaset ha un sito che si chiama Mediaset Play, dove inserisce tutta la sua programmazione poco dopo la messa in onda. La cosa vale anche per Eurogames, che sarà disponibile su Mediaset Play, cliccando qui, dopo la messa in onda.

Credits

I diritti del format “Jeux sans frontières” sono detenuti dal gruppo internazionale Banijay. In Italia l’adattamento del formato è prodotto da Nonpanic Banijay per Mediaset con il titolo “Eurogames”.

La regia è affidata a Lele Biscussi.

Enjoy – Vite Drogate, stasera su NOVE il secondo appuntamento con il documentario di Peter Gomez

0

Stasera su NOVE torna Peter Gomez con il documentario “Enjoy – Vite Drogate, nello speciale anche la testimonianza di Andrea Roncato.

“Se devi fare questo per cercare di divertirti vuol dire che non hai più nessun argomento che ti faccia divertire se non lo sballo, e quando ti vuoi divertire per forza è il più brutto dei divertimenti che ci possa essere”

Il giornalista PETER GOMEZ scandaglia tre universi al centro del dibattito socio-culturale, che da sempre creano scandalo e dividono l’opinione pubblica: lusso, droga e porn0. “ENJOY” racconta da una prospettiva nuova questi fenomeni, con le testimonianze di chi conosce bene questi “vizi” contemporanei, per cui l’eccesso è la parola d’ordine.

Dopo l’incursione ne “Il mondo del lusso”, il direttore de ilfattoquotidiano.it metterà in luce ogni più cupo aspetto legato al nuovo consumo di stupefacenti in “VITE DROGATE”, in onda giovedì 26 settembre alle 21:25. Un racconto senza pregiudizi che corre dalle anfetamine usate per perdere peso alla cocaina per socializzare, al ritorno dell’eroina come esperienza di vera trasgressione. “In Italia una persona viene arrestata ogni 20 minuti per reati connessi alla droga – commenta Gomez. “Nonostante questo, il consumo continua ad aumentare”. Tra i protagonisti di puntata si racconteranno anche il fotografo Giovanni Gastel con il nipote Giovanni Junior e Andrea Roncato, che afferma “Se devi fare questo per cercare di divertirti vuol dire che non hai più nessun argomento che ti faccia divertire se non lo sballo, e quando ti vuoi divertire per forza è il più brutto dei divertimenti che ci possa essere”.

La prossima settimana sarà il turno di un viaggio tra le follie del mondo del porn0, indagando a fondo la nuova frontiera del porn0 amatoriale (“PORNOGRAFIA 2.0”, 4 e 11 ottobre alle 23:00).

ENJOY è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia ed è disponibile con una settimana di anticipo su Dplay Plus e successivamente su Dplay (sul sito o l’app). NOVE è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

MIA, il Mercato Internazionale Audiovisivo torna a Roma dal 16 al 20 ottobre

MIA Mercato Internazionale Audiovisivo dal 16 al 20 ottobre con il meglio delle produzioni nazionali e internazionali

120 proiezioni oltre 200 tra film, documentari e serie tv

Il MIA Mercato Internazionale Audiovisivo è un appuntamento per addetti ai lavori, per chi si occupa del mondo dell’audiovisivo ma che può e deve interessare anche tutto il pubblico per l’importanza che riveste all’interno dell’industria nazionale di questo settore e come esempio di buona collaborazione tra enti e istituzioni.

MIA è infatti il risultato di uno sforzo collettivo del settore industriale italiano, che ha ricevuto un grande e sinergico sostegno dalle istituzioni. Il MIA nasce dalla consolidata joint venture tra ANICA e APA con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e di ICE-ITA, Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Regione Lazio, UnionCamere e Camera di Commercio di Roma e Creative Europe; la partecipazione delle istituzioni e degli organismi internazionali e dei partner nazionali, tra cui Apulia Film Commission, Unicredit, Fondazione Cinema per Roma, Eurimages; il prezioso contributo del Comitato Editoriale MIA, dove siedono i rappresentanti nominati delle principali Associazioni Audiovisive Italiane – 100autori, AGICI, ANICA, APA, Cartoon it, CNA, Italian Film Commission, LARA, UNEFA.

Dal 16 al 20 ottobre 2019, il MIA animerà le zone di Roma tra l’Hotel Bristol, i cinema multisale Bernini e Quattro Fontane, il tutto mentre in città pubblico e operatori del settore saranno occupati anche dal Festival del Cinema, di cui il MIA è una costola operativa. Tutte le location sono concepite per accogliere al meglio le esigenze dell’industria e nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. MIA infatti è uno dei pochissimi eventi audiovisivi in Europa che può fregiarsi della Certificazione ISO 20121. Un percorso virtuoso iniziato grazie alla collaborazione con la Trentino Film Commission.

Un evento che si è affermato nel corso degli anni come il più importante Mercato in Italia per numero di presenze e risultati delle attività: gli esportatori di prodotto italiano ritengono che, dopo sole quattro edizioni, già rappresenti il 25% delle vendite e del business annuale, mentre i produttori lo considerano ormai un evento da non perdere per le coproduzioni e lo sviluppo di progetti globali, soprattutto alla luce del dato rilevante che vede il 50% dei progetti presentati al MIA già pienamente realizzato.

Ferzan Ozpetek, Sally Potter, Franco Maresco, Edoardo De Angelis, Beppe Fiorello, Frank Spotnitz, Lucio Pellegrini, Dan Percival, Alessio Cremonini, Toni D’Angelo, Marco D’Amore eAlessandro Rak: sono solo alcuni dei prestigiosi ospiti dell’edizione 2019, una “quattro giorni” ricca di appuntamenti in cui il MIA presenterà oltre 200 prodotti nuovissimi delle stagioni 2020-2022 per un valore complessivo di 700 milioni di euro. 
 
Ai 107 film (di cui 38 italiani) negli screenings della sezione Film, ai 250 episodi di serie televisive presentati di cui oltre il 50% italiani e alle 97 anteprime internazionali di cui 80 italiane, si aggiunge la presentazione di 47 progetti da 25 paesi, tra film, serie televisive e documentari, per un valore totale di 120 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere la co-produzione, il finanziamento e la diffusione dei più importanti contenuti premium delle prossime stagioni. In ossequio all’ottimo lavoro delle donne nel comparto audiovisivo e della tematica sempre più importante dell’inclusività e della valorizzazione del lavoro femminile, circa il 40% della selezione complessiva rappresenta il talento femminile.

A questi dati si aggiunge un fitto calendario di importanti occasioni di incontro, discussione e ragionamento, con oltre 20 appuntamenti, tra cui un panel tutto al femminile che ripercorrerà la creazione dell’attesissima Luna Nera, serie prodotta da Fandango per Netflix. Un premio speciale, in collaborazione con VISIONARIE, celebrerà il costante impegno di MIA a sostegno della diversità e dell’inclusività.

Con un tasso di crescita di oltre il 30% rispetto alla prima edizione, il MIA è stato concepito come un evento trasversale per l’industria audiovisiva di film, serie televisive e documentari, con l’obiettivo di sostenere al meglio le relazioni di business italiane nella comunità internazionale, con attività su misura dedicate alle coproduzioni e alla circolazione del prodotto.

Il posizionamento e la credibilità del MIA e della sua squadra si dimostra anche nelle numerose partnership illustri, tra cui Sundance Institute, Cannes – Cinéfondation, Hot Docs, MediaXchange, Content London, Europa Distribution, European Producers Club, Göteborg Film Festival – TV Drama Vision, Midpoint TV, TV France International, Unifrance, GZ Doc di Guangzhou e HAF Hong Kong Finance Market.
 
Content Showcase 

La sezione MIA|Film ripropone anche quest’anno programma speciale dedicato ai film italiani in work-in-progress, What’s Next Italy che spazia da registi affermati ad autori emergenti, dal cinema narrativo al documentario all’animazione d’autore, con una grande attenzione alle opere prime e seconde.

Tra questi La dea fortuna, nuovo e atteso film di Ferzan Ozpetek, che torna a dirigere Stefano Accorsi, insieme a
Edoardo Leo e Jasmine Trinca; Calibro 9, presentato da Toni D’Angelo (figlio del celebre Nino), sequel di Milano Calibro 9, il cult degli anni ’70 considerato da Quentin Tarantino “il più bel film poliziesco italiano di sempre”; L’Immortale, spin-off ufficiale della serie tv Gomorra e ponte tra la quarta e la quinta stagione, con
cui l’attore Marco D’Amore (dopo aver diretto alcuni episodi della IV stagione) passa alla regia cinematografica, per raccontare le vicende di Ciro Di Marzio, il personaggio che più lo ha reso celebre e che qui torna a interpretare. Sempre da Gomorra – in cui interpreta “Genny” Savastano – arriva Salvatore Esposito, protagonista di Spaccapietre di Gianluca e Massimiliano De Serio, seconda opera narrativa dei due registi, già pluripremiati documentaristi, che racconta il lavoro nero, il caporalato e l’immigrazione sullo sfondo di una Puglia bellissima ma piena di contraddizioni. I buyer internazionali avranno poi l’occasione di scoprire nuovi autori italiani con le opere prime I Predatori, di Pietro Castellitto, che segue le orme del padre Sergio con un film tra commedia e dramma e Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, che vede lo stesso Sergio Castellitto nei panni del protagonista.

Torna il C EU Soon sezione dedicata al nuovo talento europeo, che quest’anno presenta 7 progetti da
9 paesi. Importante è anche la sezione MIA|DRAMA che ripropone , la sessione-evento dedicata alle più attese co-produzioni italiane con partner internazionali, ancora inedite per il mercato.

L’evento sarà presentato da Walter Iuzzolino (Walter Presents). La selezione di quest’anno vedrà, tra gli altri: Leonardo, serie in otto episodi diretta da Dan Percival (The Man in the High Castle) prodotta da Lux Vide nel 500esimo anniversario dalla morte di Leonardo Da Vinci per l’Alleanza dei broadcaster pubblici di RAI, France Télévision e ZDF; La Ragazza Francese, thriller in dodici puntate firmato dall’autrice di Baby Isabella Aguilar e prodotto da Fabula per RAI con Federation Entertainment; Picomedia presenta Gli Orologi del Diavolo serie con Beppe Fiorello sulla vera storia di Gianni Franciosi in una co-produzione tra Rai e Mediaset España; Metamorphosis, serie young adult incentrata su un gruppo di adolescenti con superpoteri, prodotta Fabula Pictures in co-produzione con Federation Entertainement per RAI Fiction; la nuova serie Mare Fuori con la regia di Carmine Elia, co-prodotta da Roberto Sessa con Beta Film per Rai Fiction; Il mafioso. Tommaso Buscetta prodotto da Taodue per Mediaset; Survivors, co-prodotta da Rodeo Drive con la francese Cinétéve per RAI Fiction, presentata al Drama Series Pitching Forum nel 2017.

Immancabile l’appuntamento con Italians DOC It Better principale e unico showcase del documentario italiano, che quest’anno presenterà il meglio di una produzione variegata e sorprendentemente moderna.

Pitching Forum e Co-Production Market

Ogni anno il MIA offre a progetti selezionati per ciascuna delle sezioni l’opportunità di essere mostrata di fronte a un pubblico di key players nazionali e internazionali, delle principali emittenti europee e americane e delle piattaforme OTT, con l’obiettivo di supportare la coproduzione, il finanziamento e la diffusione dei più interessanti contenuti premium in arrivo. La ricca line-up di quest’anno, che ammonta a 47 progetti totali da 25 paesi, frutto di un’attenta selezione tra le oltre 500 candidature ricevute (il 30% in più del 2018), conferma la vocazione internazionale del MIA di essere piattaforma esclusiva per le coproduzioni.

Tra i 16 progetti selezionati nel FILM COPRODUCTION MARKET, che spaziano da titoli a sfondo storico, al biografico, al tema dell’inclusività (il 31% della selezione è al femminile, tra cui i nuovi film dell’inglese Sally
Potter, della belga Vanja d’Alcantara, dell’ israeliana Hadar Morag), spiccano gli italiani: The Commander del pluripremiato Edoardo De Angelis, basato sulla storia vera del comandante Salvatore Todaro; Runaway Rebels di Fabrizio Cattani che racconta la resistenza contro il regime fascista messa in atto da un gruppo di ragazzi scout alto atesini; The Prophets di Alessio Cremonini, basato sulla storia vera della giornalista italo-siriana Susan Dabbous.

Importante è anche il momento del “pitching” della presentazione sia di progetti drama che di documentari. Saranno 16 le serie presentate, come 16 saranno le idee per nuovi documentari.

Talks

Spazio anche agli incontri, con Keynotes con l’Amministratore Delegato della RAI Fabrizio Salini, in un incontro sul futuro della Rai, che andrà a toccare diversi temi, dalla strategia sul digitale alla messa in atto della rivoluzione del nuovo piano industriale della principale azienda culturale italiana, Kevin Beggs, Chairman del Lionsgate Television Group (Orange is the New Black, Mad Men, Nurse Jackie) e Alex Mahon, CEO del broadcaster pubblico Channel 4, in prima linea nella produzione di contenuti innovativi e nell’attenzione alla diversity.

Tra gli altri incontri, il panel Creating The World Of Luna Nera ripercorrerà la creazione di una delle serie più attese del 2020, Luna Nera prodotta da Fandango per Netflix, una storia di empowerment femminile sullo sfondo della caccia alle streghe. Nel panel Content Is King, una prestigiosa line-up di speakers discuterà le sfide che attendono i creatori di contenuti nell’attuale panorama televisivo: Sean Furst (Skybound Entertainment); Mike Wald (Sony Pictures Television); Nancy Cotton (EPIX); Nina Lederman (Sony Pictures Television); Andrea Scrosati (Fremantle), Ted Miller (CAA) moderati da Rick Jacobs (Skybound Galactic).
Organizzato con APA (Associazione Produttori Audiovisivi) in collaborazione con il Comitato Internazionale di
PGA (Producers Guild of America), il panel The Producer’s Role vedrà produttori USA e italiani esplorare il
proprio ruolo in continua evoluzione: Gary Lucchesi (Lakeshore Entertainment); Gale Anne Hurd (Alien, The
Walking Dead); Lorenzo Mieli (Fremantle); Riccardo Tozzi (Cattleya); Matilde Bernabei (Lux Vide S.p.A.).
Modererà l’incontro Lorenzo De Maio, membro di PGA e Partner di Endeavor Content.

Anche quest’anno MIA|Film rinnova la sua partnership con Europa Distribution e annuncia la sesta edizione
della serie “Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sulla Distribuzione ma non hai mai osato di
chiedere”, con il panel: Perché insieme è meglio: in che modo la collaborazione tra settori può aiutare la
promozione di film indipendenti. Ne discuteranno il produttore irlandese Ed Guiney, la venditrice polacca Katarzyna Siniarska, Stefano Massenzi di Lucky Red, il distributore esercente danese Kim Foss, Guido Zucchini Solimei, External & Institutional Relations Director di Chili. Molti saranno poi gli incontri sul tema della distribuzione di film internazionali in America, come il panel What US Distributors want incentrato su una vasta gamma di temi quali il ruolo della promozione, l’impatto della selezione a Festival, le strategie di marketing e la concorrenza dei grandi streaming outlets. Ne parleranno: John Von Thaden (Magnolia, USA), Richard Lorber (Kino Lorber, USA), Thania Dimitrakopoulou (The Match Factory, Germania), Kristen Figeroid (Endeavour Content, USA), Ryan Werner (Cinetic Media, USA). Modera Wendy Mitchell (Screen International, Regno Unito).

Sky Q da oggi è incluso anche negli abbonamenti via Fibra

0

Da oggi i clienti Sky via Fibra possono acquistare Sky Q, il decoder avanzato di Sky

In attesa dell’ingresso di Sky come operatore della telefonia fissa, l’azienda britannica ha annunciato che il noto decoder Sky Q, lanciato già qualche mese fa per il satellite, adesso è compatibile con gli abbonamenti Sky via fibra.

Le caratteristiche di Sky Q anche con la tua fibra sono le stesse della versione per il satellite: la qualità di Sky Q e la velocità della fibra si uniscono per dar vita a una nuova opportunità di vivere la TV in modo ancora più semplice e intuitivo, anche dove non è possibile installare la parabola.

Come acquistare Sky Q via fibra

Tutti coloro che vorranno avere Sky Q sulla TV principale di casa, potranno farlo con un processo di adesione facile e veloce, completamente digitalizzato. I clienti che aderiscono a Sky via fibra potranno da subito accedere alla loro area personale del sito sky.it per ricevere tutte le informazioni sul loro abbonamento e per essere sempre aggiornati sullo stato della spedizione del decoder.

Sky Q arriverà direttamente a casa in pochi giorni e per l’attivazione basteranno pochi semplici passi, senza bisogno dell’intervento di un tecnico. Sarà sufficiente collegare Sky Q alla presa di corrente, al televisore con cavo HDMI e all’antenna del digitale terrestre con l’apposito cavo, inserire la propria smart card, e connettere il decoder alla tua fibra di casa.

Cos’è Sky Q?

Una volta collegato sarà possibile accedere a una home page veloce e intuitiva, la sezione My Q dedicata alle ultime novità di programmazione e ai suggerimenti personalizzati con consigli sui contenuti da vedere in base alle abitudini di visione e ai gusti personali, oltre alla sezione del televisore dedicata alle App, come DAZN, Spotify, Youtube e presto arriverà anche l’app Netflix. E con il Controllo vocale basterà premere il tasto microfono sul lato del telecomando per ricercare – con il solo uso della voce – programmi per titolo, attore, regista o per citazione, controllare la TV cambiando canale, andare avanti o indietro, mettere in pausa, o aprire le App.

Tutte le informazioni ed i requisiti tecnici per fruire del nuovo decoder con la tua fibra sono disponibili sul sito dedicato sky.it/viafibra.

Per chi è già cliente?

Entro il 2019, anche i clienti con My Sky via fibra potranno vivere la stessa esperienza di visione del nuovo decoder. Il software del box che hanno già in dotazione, infatti, sarà aggiornato automaticamente e in modo gratuito da parte di Sky.

Come configurarlo?

Per configurare il nuovo decoder puoi guardare il video che segue con tutte le istruzioni:

 

Michael Rosenbaum ha rifiutato la proposta di tornare nei panni di Lex Luthor nell’Arrowverse

Michael Rosenbaum ha rifiutato di tornare nei panni di Lex Luthor nel crossover dell’Arrowverse perchè gli hanno fatto una proposta a scatola chiusa.

E’ di qualche giorno fa la notizia che Tom Welling tornerà nei panni del Clark Kent che abbiamo conosciuto nelle dieci stagioni di Smallville, nel crossover dell’Arrowverse che andrà in onda a fine anno su The CW. Poco dopo, anche Erica Durance si è aggiunta a questa reunion. Tutti quindi di chiedevano che fine avesse fatto il Lex Luthor che è stato interpretato da Michael Rosenbaum. La risposta è semplice: l’attore ha semplicemente rifiutato.

A dare spiegazioni è direttamente l’attore su Twitter, con un post che spiega i motivi per cui ha rifiutato l’offerta che era arrivata da Warner Bros, e non prova alcun rimorso a riguardo.

Amici, molti di voi mi hanno chiesto di partecipare al crossover [Crisi sulle Terre infinite], non vi dico quanto mi faccia piacere. Quindi sarà molto sincero. Warner Bros ha chiamato i miei agenti venerdì pomeriggio, quando ero in Florida a trovare mio nonno in una casa di riposo. La loro offerta era questa: non c’è una sceneggiatura. Non avevo idea di cosa sarei andato a fare, nè quando sarebbero iniziate le riprese. E in sostanza era quasi gratis. E la vera presa in giro è stata la frase: “vogliamo saperlo adesso”. La mia risposta è stata semplice: “Rifiuto”. Penso che possiate capire da soli il perchè. Spero che questo risponda a tutte le vostre domande. Con affetto, Rosenbaum.

 

Si tratta quindi di un accordo andato male, almeno stando a quanto rivelato da Rosenbaum. Il crossover dell’Arrowverse sarà comunque pieno di personaggi e sarà composto da ben cinque episodi. Parteciperanno tutte le serie dell’universo The Cw: Arrow, The Flash, Supergirl, BlackLightning, Batwoman e DC’s Legends of Tomorrow.

Nel crossover saranno presenti anche altre due versioni di Superman, quello interpretato da Tyler Hoechlin e quello interpretato da Brandon Routh, ossia la versione del film del 2006. Nel crossover dovrebbe esserci anche Lynda Carter (che è già apparsa in Supergirl nei panni di un aliena presidente degli Stati Uniti), l’attrice dovrebbe tornare nel crossover interpretando una versione di Wonder Woman, personaggio che ha già interpretato nella serie del 1970.

Come tutti sapete Michael Rosenbaum ha interpretato il personaggio di Lex Luthor nella serie Smallville, ed è l’attore che lo ha interpretato più a lungo nella storia del cinema e della tv.

Notes on Love, Shondaland produrrà una nuova serie antologica per Netflix – Notizie del giorno

Notes on Love è una serie antologica, prodotta da Shonda Rhimes, dove in ogni episodio si esplorerà il matrimonio, il suo significato e la sua evoluzione nel tempo.

Come se la lista di progetti che Shonda Rhimes sta producendo per Netflix non fosse già abbastanza lunga, ecco che ne arriva un altro. La mega produttrice produrrà, insieme a Norman Lear, Steve Martin, Jenny Han, Lindy West e l’autrice di canzoni Diane Warren, una serie tv antologica per Netflix dal titolo: Notes on Love.

Notes on Love sarà una collezione di storie sul matrimonio, con ogni episodio scritto da un autore di altro profilo. La serie sarà un’antologia a episodi che: “un assortimento di generi che esplorerà il modo in cui l’amore si insinua nelle nostre vite.” La prima stagione includerà storie su come si associa l’amore al matrimonio, in particolare si esaminerà cosa è il matrimonio, cosa significa e come è cambiato nel tempo.

Norma Lear scriverà uno degli episodi della serie, con Aaron Shure, lo stesso vale per Steve Martin. Jenny Han e Diane Warren invece si occuperanno degli altri episodi. Shonda Rhimes non si occuperà di sceneggiature, ma produrrà l’intera serie insieme alla sua partner Betsy Beers, con la quale gestisce Shondaland.

Altre notizie del giorno

  • La produzione dello spinoff di 9-1-1, 9-1-1: Lone Star ha trovato il cast (qui la trama della serie). Natacha Karam (The Brave), Brian Michael Smith (Queen Sugar), Rafael Silva e Julian Works entrano nel cast in ruoli regolari. Karam interpreterà Marjan Marwani, il primo personaggio musulmano di una serie di Ryan Murphy che indosserà la hijab. Smith sarà Paul Strickland un vigile del fuoco transgender un ottimo osservatore, allo stesso livello di Sherlock Holmes. Silva è Carlos Reyes, un agente della polizia di Austin. Works invece sarà il vigile del fuoco Mateo Chavez.
  • Arrivato in ritardo viste le lungaggini subite durante la produzione del pilot, ABC ha deciso di non procedere con l’ordine a serie di Triangle (qui la trama) il pilot con Mike Vogel come protagonista. La decisione arriva otto mesi dopo l’ordine del pilot.
  • Blythe Danner entra nel cast della terza stagione di American Gods, in cui sarà presente in un arco di quattro episodi. L’attrice interpreterà Demetra, l’antica dea greca del raccolto che ha un passato romantico ancora aperto con Mr. Wednesday.
  • Phoebe Waller-Bridge ha siglato un accordo di produzione in esclusiva con Amazon Prime Video. L’accordo era già in lavorazione da mesi, e la chiusura è arrivata solo dopo la notte degli Emmy, dopo l’autrice e attrice di Fleabag ha trionfato. La Waller-Bridge adesso produrrà serie tv in esclusiva per Amazon, almeno per tre anni.
  • Kai Bradbury entra nel cast di Motherland: Fort Salem, una serie originale di Freeform (qui la trama). L’attore interpreterà uno stregone che arriverà a Fort Salem e instaura una relazione con Tally.
  • Griffin Dunne è stato promosso a personaggio regolare nella quarta stagione di This Is Us. L’attore è stato introdotto nella terza stagione nei panni di Nicky, il fratello di Jack (la versione adulta del personaggio, nel presente).

Nuovi progetti

  • CBS ha messo in sviluppo due drama, Wet House e The Terminal, prodotti da Barbie Kligman e Aaron Kaplan. Wet House è un poliziesco che verrà prodotto insieme a Sasha Alexander di Rizzoli & Isles. La serie racconta di una detective che dopo un disguido con un suo collega viene trasferita in una caserma per poliziotti sgraditi. Arrivata li la protagonista scoprirà che i suoi colleghi fanno di tutto per proteggere la popolazione e che possono essere una famiglia su cui contare, anche se con tanti difetti. The Terminal invece racconta di un’ex-marine, la prima donna ad ottenere una medaglia d’onore. Da lì diventerà il capo della sicurezza dell’aeroporto JFK di New York, e scoprirà che proteggere il target più debole nel mondo da attentati è la missione più difficile della sua vita. Il progetto non è in alcun modo legato all’omonimo film del 2004 diretto da Steven Spielgerg.

Trailer

Showtime ha rilasciato il trailer della settima stagione di Ray Donovan che debuterrà in america il 17 settembre (in Italia dovrebbe arrivare in contemporanea su Netflix).

The CW ha ordinato un nuovo spinoff di Arrow su Mia Smoak, e le Black Canary

Katherine McNamara, Katie Cassidy e Juliana Harkavy saranno le protagoniste del nuovo spinoff di Arrow, che andrà in onda all’interno dell’ottava e ultima stagione di Arrow.

Morta una freccia verde, se ne costruisce un’altra. The CW ha ufficializzato un nuovo spinoff di Arrow che vedrà Katherine McNamara, Katie Cassidy e Juliana Harkavy nel ruolo di protagoniste. Il progetto era già stato anticipato dal presidente Mark Pedowitz al TCA estivo, e adesso ha ricevuto il via libera ufficiale.

La nuova serie vedrà le tre attrici vestire nuovamente i panni di Mia Smoak (Katherine McNamara), conosciuta come Freccia Verde e delle due Black Canary, Laurel Lance (Katie Cassidy) e Dina Drake (Juliana Harkavy).

Il progetto verrà prodotto dalla Berlanti Production e Warner Bros Tv, e sarà un “backdoor pilot“, ossia un pilot presentato all’interno dell’ottava e ultima stagione di Arrow. Il pilot sarà scritto da Beth Schwartz, Marc Guggenheim, Jill Blankenship e Oscar Balderrama.

La serie si propone come alternativa a Arrow che concluderà la sua corsa a gennaio 2020. Mia Smoak infatti è la figlia di Oliver Queen (Stephen Amell) e Felicity Smoak, il personaggio interpretato da Katherine McNamara è stato introdotto nella settima stagione, in un episodio ambientato nella Star City del 2040, e Mia Smoak ha seguito le orme del padre per proteggere la città, utilizzando anche l’intelligenza ereditata dalla madre.

Katie Cassidy invece interpreta il ruolo di Laurel Lance dalla prima stagione fino alla quarta, per poi spostarsi in The Flash in un ruolo da guest star. L’attrice è poi tornata nella sesta stagione di Arrow, dove ha interpretato un’altra versione di Laurel, conosciuta come Black Siren.

Harkavy invece ha interpretato i personaggio di Dinah Drake, conosciuta come Black Canary, nella quinta stagione di Arrow, e poi è stata promossa a personaggio regolare nella sesta e settima stagione.

Questo sarà il secondo spinoff di Arrow che avrà un cast di protagoniste composto da donne, il primo è Batwoman, che debutterà il 6 ottobre su The CW.

Torna L’Eredità, tutte le novità della nuova stagione dai giochi alle professoresse

0

Riparte L’Eredità su Rai 1 da mercoledì 25 settembre

Torna il quiz del preserale e riparte di mercoledì, un giorno insolito, forse necessario per le puntate saltate di Reazione a Catena tra crisi di governo e speciali di vario genere. L’Eredità riparte mercoledì 25 settembre sempre alle 18:45 e con Flavio Insinna alla guida.

Arrivato alla diciottesima edizione e vicino alla soglia di 4000 puntate che hanno visto alla guida Amadeus, Carlo Conti e Fabrizio Frizzi prima di Insinna, L’Eredità non ha mai deluso il proprio pubblico, sempre affezionato al game di Rai 1. Tradizione non necessariamente cozza con innovazione.

Le novità della nuova edizione

Novità importanti sul fronte dei giochi, cuore del programma: si ritroveranno i “classici” che hanno conquistato il gradimento del pubblico, come gli “Abbinamenti”, “Lei o l’altra”, “I Fantastici 4”, e le eliminazioni della “Scalata Doppia”, ma si saranno un “Triello” rinnovato e una serie di sfide tutte nuove dedicate alle “Parole”. A chiudere, i “Calci di Rigore” e l’ inimitabile “Ghigliottina”, punto di arrivo (e qualche volta di vittoria) di un percorso sempre ricco di informazioni, aneddoti e sorprese. Saranno circa 1.200 i concorrenti che si contenderanno il tesoro della Ghigliottina, che nell’ultima edizione, è stata vinta ben 36 volte.

Le nuove professoresse

Arrivano nuove professoresse che rispecchiano l’attualità, sono studentesse, modelle, attrici, e anche “influencer”, attente alla comunicazione e al mondo dei social.
Sara Arfaoui, 24 anni di Montebelluna in provincia di Treviso. Ha vissuto a Nizza fino ai 18 anni per poi trasferirsi a Milano. Diplomata al Liceo Classico, parla francese e arabo per via delle sue origini. Lavora come modella pur continuando gli studi di Psicologia in Francia.
Federica Calemme, 23 anni, napoletana doc. Diplomata al Liceo Linguistico, nel 2017 ha partecipato a Miss Italia vincendo la fascia di Miss “Tv Sorrisi e Canzoni”. Lavora come fotomodella.
Daisy Mancini ha 25 anni ed è nata ad Aosta. Le sue origini l’hanno aiutata a sviluppare un forte legame con la natura, con la sua terra e con la famiglia. Diplomata in grafica pubblicitaria, da sei anni lavora a Milano come modella, attrice e influencer, coniugando tradizione e modernità.
Ginevra Francesca Pisani ha 21 anni, anche lei napoletana. Diplomata al liceo scientifico, ha studiato danza classica e moderna per otto anni. Lavora come modella e influencer e, dopo una partecipazione a un film di Paolo Sorrentino, ha iniziato a studiare recitazione.

E’ la mia Vita, stasera su Canale 5 il docu-film che racconta la vita di Al Bano

0

E’ la mia vita, stasera su Canale 5 va in onda il docu-film sulla vita e la carriera di Al Bano, con immagini inedite e interviste.

E’ uno degli artisti più amati dal pubblico italiano e da poco è stato realizzato un film sulla sua vita, tranquilli è ancora vivo e si tratta di Al Bano. Stasera, mercoledì 25 settembre 2019, in prima serata, Canale 5 trasmetterà “È la mia vita“, docu-film prodotto da EndemolShine Italy sulla vita e la carriera di Al Bano che racconterà la carriera, le gioie e le sofferenze dello straordinario artista.

Non è la prima volta che Mediaset dedica una serata al cantante di Cellino San Marco, tempo fa ha trasmesso dei concerti con un buon riscontro di pubblico, cosa che probabilmente li ha spinti anche a programmare un film dedicato all’artista, nel momento più importante della stagione televisiva.

Il docu-film racconta gli aspetti più rilevanti della vita del cantautore pugliese: l’importanza della musica, le tappe della sua avventura professionale in Italia e nel mondo, l’amore per la famiglia. Si parlerà anche della famiglia, e dell’influenza costante della madre Jolanda. Ma anche della sua fede, del ritiro dalle scene, il ritorno e il legame indissolubile con la sua terra e le sue radici.

Immagini inedite mostreranno momenti mai raccontati della sua vita quotidiana. Tra questi, i giorni del ricovero in ospedale nel 2016, quando Al Bano fu sottoposto a un’operazione d’urgenza al cuore. Non mancheranno interviste esclusive a Romina Power e ai figli.

La cantante e attrice statunitense, con la quale il cantautore ha vissuto un’intensa e travagliata storia d’amore e intrapreso un sodalizio artistico di successo, sarà una presenza costante. Il docu-film si apre, infatti, con il backstage di uno dei loro concerti al Cremlino, per poi ripercorrere le tappe della loro vita insieme, affrontando anche il dolore e la ferita mai rimarginata per la scomparsa della figlia Ylenia.

Verrà mostrato, inoltre, il dietro le quinte dello show “55 passi nel sole“, in omaggio ai suoi 55 anni di carriera.

Shooter, da stasera sul canale 20 arriva la serie tv con Ryan Phillippe

0

Shooter, da mercoledì 25 settembre debutta in chiaro su 20 la serie action con Ryan Phillippe di USA Network e Netflix.

Da stasera, mercoledì 25 settembre, su 20 debutta la serie Shooter, un action prodotto da USA Network e già distribuito in Italia su Netflix. La serie ha tre stagioni per un totale di 31 episodi, ma è stata cancellata senza preavviso dal canale americano.

Il titolo vede protagonista Ryan Phillippe nel ruolo di Bob Lee Swagger, un ex-cecchino delle forze speciali dei Marine, che vive in esilio, ma sarà pronto a tornare in azione dopo aver appreso di un complotto per uccidere il Presidente. L’appuntamento è sul canale 20 (anche in HD) con due episodi a settimana ogni mercoledì.

Shooter, la trama

Swagger – già elemento di punta del Force Recon Marine (United States Marine Corps Force Reconnaissance), del MARSOC (United States Marine Corps Forces Special Operations Command), del CSO (United States Marine Corps Critical Skills Operator) e dello Scout Sniper (United States Marine Corps Scout Sniper) – viene avvicinato dal suo ex capitano Isaac, ora in servizio alla CIA, per occuparsi della sicurezza del Presidente durante la sua prima della visita a Seattle.

Il compito di Swagger è identificare luoghi dove potrebbero appostarsi dei cecchini. Una minaccia seria e credibile, che si concretizza con l’omicidio del presidente ucraino, anch’egli in visita nell’Emerald City. Capro espiatorio del fatto, sarà proprio il brillante ex militare.

Shooter è tratto dal romanzo del premio Pulitzer Stephen Hunter, Point of Impact (Una pallottola per il Presidente), primo volume della collana dedicata al personaggio di Bob Lee Swagger, che ha ispirato anche il film del 2007 di Antoine Fuqua, con Mark Wahlberg, Kate Mara, Danny Glover e Michael Peña.

Wahlberg è anche tra i produttori della serie, mentre al montaggio spicca la figura di Gary D. Roach, storico montatore di ben 12 film di Clint Eastwood.

Come guardarla in streaming

La serie e tutte le tre stagioni sono già disponibili in streaming su Netflix, per questo motivo non sappiamo ancora se Mediaset inserirà online su Mediaset Play gli episodi in onda ogni settimana. Vi consigliamo di controllare in questa pagina (cliccando qui) dopo la messa in onda.

Il Cast

  • Bob Lee Swagger, interpretato da Ryan Phillippe
  • Julie Swagger, interpretata da Shantel VanSanten
  • Nadine Memphis, interpretata da Cynthia Addai-Robinson
  • Jack Payne, interpretato da Eddie McClintock
  • Isaac Johnson, interpretato da Omar Epps
  • Solotov, interpretato da Josh Stewart
  • Harris Downey, interpretato da Jesse Bradford
  • Red Bama Sr., interpretato da Gerald McRaney

Curon, i primi dettagli e il teaser della serie originale italiana di Netflix

Curon, Ezio Abbate, Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano raccontano la serie Netflix al Fest

Presenti a un panel organizzato durante il FeST, un festival dedicato alle serie tv che si è tenuto a Milano dal 20 al 22 settembre, gli autori di Curon hanno prensentato la serie. Per chi se la fosse persa, Curon è una serie tv originale italiana di Netflix che sta per entrare in produzione e verrà rilasciata prossimamente dalla piattaforma streaming.

Nel panel erano presenti gli autori della serie Ezio Abbate, che nella serie copre il ruolo di head writer, poi Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano, tutti autori della serie. Il gruppo di autori ha anticipato quella che sarà la serie, e hanno parlato di come è nata l’idea.

Curon, la trama

Partendo dal dettaglio fondamentale, la trama, Ezio Abbate ha spiegato che il titolo della serie, Curon, viene dal nome di un paesino del Trentino Alto Adige. Curon è “piazzato negli ultimi 20 chilometri dell’Italia prima dell’Austria, famoso per questo campanile“, riferendosi al campanile che si trova in mezzo al lago di Resia.

“Siamo partiti da questa ambientazione per poi fantasticare.” Per quanto riguarda il genere, la serie è un soprannaturale che si basa interamente sul campanile, la città e la sua storia, “la cosa importante è la storia del suo passato ma anche la leggenda che in certe notti sì possono sentire le campane suonare, solo che le campane sono state tolte molto tempo fa.”

In questo scenario gli attori hanno costruito una storia, fittizia ovviamente, che vede protagonista una giovane, Anna, madre di due gemelli dell’età di diciassette anni. La famiglia tornerà a Curon, città natale della madre, ma appena arrivati lì la madre scompare. I due gemelli quindi cercheranno di scoprire cosa è successo alla madre, e intanto conosceremo la loro vita personale, quella della loro famiglia e quelle di chi gli sta attorno.

La location, fonte d’ispirazione per gli autori

La location è il punto di traino per una serie come Curon, che come abbiamo anticipato è un paese del nord italia, un fatto quasi inedito nella serialità italiana moderna che è ambientata prevalentemente nei paesi del centro sud.

Giovanni Galassi ha attribuito tutto a una questione di genere: “se uno pensa alle serie italiane con più successo nel mondo: Gomorra, Romanzo [Criminale], Suburra, sono serie crime. I crime hanno delle loro specifiche tecniche… sono molto legate al territorio e vengono dalla cronaca e attecchiscono molto bene. Però se già si inizia a pensare a un’altro genere, tipo il nostro che è già un mistery, soprannaturale e horror, è normalissimo spostarsi in altri luoghi… quindi la provincia del nord italia, è un posto che per noi è oro… nel nord Italia quelle atmosfere rarefatte isolate, quella cupezza in senso cinematografico sono perfette.”

Il campanile poi è un pretesto per raccontare una storia più ampia, come spiega Tommaso Matano: “una location così suggerisce il genere, il campanile che esce è la metafora perfetta del tipo di racconto … ossia far emergere i segreti della famiglia.”

La serie sarà ambientata nel presente, e le riprese partiranno tra poco nella valle di Resia e dintorni.

Alessandro Borghese 4 Ristoranti riparte da Hong Kong sulle tracce degli italiani d’esportazione

Alessandro Borghese riparte su Sky Uno martedì 24 settembre

Per riempire le repliche costanti di Sky Uno e Tv8 servono anche nuove puntate.

Ecco così che Alessandro Borghese 4 Ristoranti riparte da questa sera martedì 24 settembre – preceduto da Alessandro Borghese Kitchen Duel con giudice d’eccezione, per questa puntata, Diletta Leotta – con un nuovo ciclo di 7 puntate in onda in prima tv assoluta su Sky Uno e sempre disponibile on demand, visibile in mobilità su Sky Go e in streaming su NOW TV.

Addirittura questo nuovo ciclo parte da Hong Kong dove si sfideranno quattro ristoratori italiani per individuare il miglior rappresentante della cucina tricolore della cosmopolita metropoli asiatica. La “città più verticale del mondo”, com’è definita Hong Kong, è da sempre crocevia tra le varie cucine internazionali nonché il luogo in cui la cucina dell’Estremo Oriente si fonde con quella di tutto il pianeta. E anche a Hong Kong, tra i grattacieli avveniristici che svettano nel mezzo della più classica tradizione asiatica, il cibo italiano riscuote sempre un enorme successo grazie ai tantissimi ristoratori del Belpaese che dall’altra parte del mondo portano in tavola un pezzo di Italia.

Christian, Ermanno, Stefano e Alessandro si sfidano, guidati da Alessandro Borghese, per scoprire chi è il miglior ristoratore italiano a Hong Kong.

A seguire, le altre puntate si svolgeranno in alcuni dei luoghi più belli della Penisola: dall’Isola d’Elba a Palermo, dal Gargano a Firenze, dalla Franciacorta alla Riviera di Ulisse, nella zona che si estende lungo la costa del golfo di Gaeta.

4 Ristoranti a Hong Kong: i ristoranti in gara

Il Pirata
Il titolare è Christian, 45 anni. Per l’occasione, lui starà in sala e farà il padrone di casa. Christian, originario di Torino, è un uomo di mondo, avventuroso, che si è trasferito a Hong Kong nel 1993 con l’idea di rimanerci solo 6 mesi. La sua carriera lì, però, ha preso una piega molto positiva e ha iniziato a lavorare per i più grandi ristoranti e gruppi di hotellerie cinesi. Quattro anni fa ha deciso di aprire, insieme a un socio, qualcosa di suo con Il Pirata: “l’abbiamo fatto con quattro soldi, ci abbiamo scommesso”, dice Christian, ma poi nel giro di due anni hanno aperto 12 ristoranti per tutta la città. È di fatto un uomo buono, un chiacchierone che ama divertirsi e scherzare, ma anche avventuroso, determinato e competitivo. La cucina de Il Pirata è tradizionale italiana, ma molto semplice con le ricette più tipiche e casalinghe. Christian è molto pignolo e preciso sul lavoro, quindi è assolutamente pronto a giudicare un piatto e a dire la sua.

Dine Art Private Kitchen
Alessandro (43 anni), titolare e chef di Dine Art Private Kitchen, si occupa anche della parte di reservation e creazione di eventi. Alessando è di Rimini e ha viaggiato il mondo tra America, Londra, Birmania e Jakarta, per poi stabilirsi a Hong Kong 11 anni fa. Insieme all’amico Luca ha creato Dine Art circa un anno fa, creando un ambiente unico ed esclusivo. Alessandro non sprizza di simpatia, ma è un gran chiacchierone: si descrive come una persona impulsiva, che non ha peli sulla lingua e competitivo. “Se fai il cuoco devi avere un po’ di quella roba lì”, sostiene. La cucina del Dine Art prende spunto dalla cucina di tradizione italiana per poi essere rivisitata in chiave moderna e contaminata con altre culture. L’impiattamento è super curato, ricco di colori e forme: la sua filosofia è “il nostro messaggio è rappresentare l’arte nei piatti”. Alessandro è convinto che il Dine Art offra un’esclusività unica.

The Italian Club
il padrone di casa è il titolare Stefano, 42 anni. È nato a Monza da una famiglia di origini siciliane. Dopo aver praticamente girato il mondo tra Texas, Londra e Thailandia, si è stabilito ad Hong Kong 3 anni fa aprendo un ristorante italiano tutto suo. Stefano era stufo di non incontrare mai all’estero la vera cucina italiana, o almeno una copia decente, perciò ha deciso di farla lui stesso! È un uomo schietto, senza tanti peli sulla lingua, ne ha una per tutti. Non sopporta la falsità, preferisce essere diretto, onesto e trasparente. È un businessman: “il made in Italy non sa vendere al cinese, mentre io sì”, sostiene con orgoglio. La cucina del The Italian Club è nelle mani di un “kitchen staff” straniero, perché Stefano è convinto che per creare i piatti tradizionali italiani non ci sia bisogno di chef “che mettono creatività” ma di meri esecutori e assemblatori di materie prime eccellenti, che per il suo ristorante ricerca lui personalmente. Stefano è ultra competitivo e critico verso la cucina italiana all’estero. È super convinto della sua proposta, di essere uno dei migliori e soprattutto di essere conosciuto da tutti.

Segreto Exclusive Italian Private Kitchen
Ermanno (42 anni) è il titolare e si occupa della cucina. Originario di Napoli, ha girato il mondo prima come animatore e poi come esperto di food & beverage: vive a Hong Kong da 23 anni. Ermanno è lo showman del suo locale: molto simpatico, a tratti comico, logorroico, dalla battuta sempre pronta, avventuroso, competitivo e molto critico verso gli altri ristoratori italiani presenti nella metropoli cinese. Ermanno ha voluto aprire un locale differente ad Hong Kong che possa rappresentare “l’ambasciata del cibo italiano”. Ermanno descrive la cucina del Segreto come ultra tradizionale, che trova le sue fondamenta nelle antiche ricette di famiglia. Ermanno si ritiene il solo ad Hong Kong a proporre la vera e autentica cucina italiana fatta in casa dalla A alla Z. Vuole vincere 4 Ristoranti perché si ritiene semplicemente il migliore e soprattutto vuole dimostrare che la sua è la vera cucina italiana.

Come funziona 4 ristoranti?

Il meccanismo della sfida, che ha reso “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” un cult della televisione italiana, rimane invariato: quattro ristoratori della stessa zona di appartenenza si sfidano a colpi di inviti a cena e, capeggiati da Alessandro Borghese, gli altri tre ristoratori avranno il compito di giudicare e votare con un punteggio da 0 a 10 location, menu, servizio e conto del ristorante che li ospita. Oltre al titolo di miglior ristorante, il vincitore di ogni puntata si aggiudicherà anche un contributo economico da investire nella propria attività.

Lo Chef Borghese, come di consueto, inizierà ogni cena con l’ispezione della cucina del ristorante ospite. Durante la serata, anche il personale di sala verrà messo alla prova su accoglienza, servizio al tavolo, descrizione del piatto e del vino. Alessandro, avendo a disposizione un bonus di 5 punti, con il suo voto potrà confermare o ribaltare il risultato dell’intera classifica, rendendo così la sfida ancora più avvincente e imprevedibile.

Tutti i ristoranti che partecipano al programma sono identificabili attraverso un “bollino” 4 RISTORANTI esposto all’esterno, una rete di locali testati da chi se ne intende: i ristoratori stessi.