007 SPECTRE: recensione del 24o Bond

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007 SPECTRE: recensione del 24o Bond

[ATTENZIONE, la recensione potrebbe contenere dei leggerissimi SPOILER]
Con il 24o film su James Bond, quarto (e probabilmente ultimo) con protagonista Daniel Craig, secondo diretto da Sam Mendes, si chiude il cerchio, aperto nel 2006 da Martin Campbell con il reboot di Casinò Royale. Un percorso durato nove anni, dove abbiamo visto un Bond molto più umano rispetto ai soliti standard, uno 007 capace di soffrire, sanguinare, innamorarsi e sperimentare il tradimento (il nome Vesper Lynd vi dice qualcosa?).

Con Casinò Royale si era aperto un ciclo capace di rilanciare la figura dell’agente segreto più famoso del mondo, nato dalla penna di Ian Fleming, ma col passare del tempo abbiamo assistito a un lento ritorno alle origini, percorso a ritroso che si è manifestato proprio in quest’ultimo capitolo.

Se nel 2006 erano riusciti a dare vita a uno 007 per niente infallibile, con 007 SPECTRE, purtroppo, hanno spogliato (volontariamente o meno) il protagonista di tutta la sua umanità, riportandolo ai livelli del Bond di Sean Connery. Il risultato? Un James Bond pieno di sé, indistruttibile e a prova di proiettile, incapace di versare una sola goccia di sangue, con la battuta sempre pronta e talmente carico di testosterone da sprizzare misoginia da tutte le parti. Impossibile identificarsi con lui.

Parlando invece della trama, anche qui la delusione non si è fatta attendere: troppo lineare e a tratti scontata, ha dato vita a un film incapace di emozionare e creare aspettativa, costruita sulle solite sequenze ormai collaudate dei primi tre capitoli, con dialoghi colmi di cliché narrativi. Certo, nei 125 minuti della pellicola ci sono molte scene a effetto, ma ognuna di esse lascia un po’ il tempo che trova, dando l’impressione di essere state girate per il solo gusto del blockbuster mangia soldi.

Ma non è tutto da buttare via. La storia, nonostante i difetti elencati sopra, se guardata nell’ottica dei quattro film comprendenti il reboot della saga, è lineare, ben congegnata, si ricongiunge perfettamente ai capitoli precedenti e soprattutto dà una chiusura definitiva e perfettamente pensata a quello che è stato il viaggio di Bond durante ognuna delle sue tappe di questi ultimi nove anni, attraversandole una per una (non a caso il nome di Vesper Lynd, la prima donna di cui Bond è stato capace di innamorarsi, viene ripetuto molto spesso).

In conclusione, seppur a nostro parere il peggiore degli ultimi quattro film, 007 SPECTRE rimane comunque la degna conclusione al tentativo (riuscito) di rilanciare il personaggio di James Bond. Ma adesso che cosa succederà?