Perché discriminare le discriminazioni?

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Avvenire sulle discriminazioni 

Un proiettile trapassa il cranio del soggetto raffigurato e ne esce esplodendo. Il proiettile però è una parola. Quella parola che ci fa male, ci ferisce, ci “uccide” quando ce la gridano contro. Quella che vi stiamo raccontando è la campagna antidiscriminazioni dell’Avvenire, patrocinato da Camera e Senato e condivisa anche da Famiglia Cristiana.

I soggetti sono un ragazzo di colore “ucciso” dalla parola NEGRO, un’anziana Rom “uccisa” dalla parola LADRA, un arabo colpito dalla parola TERRORISTA e un adolescente grasso “ferito a morte” dalla parola CICCIONE.

L’intento è dei più nobili e anche il messaggio è importante, ma va sottolineato che in una campagna che non ha un target preciso come il bullismo o il razzismo, ma è invece omnicomprensiva della piaga delle discriminazioni, manchino alcuni soggetti che di discriminazione e pregiudizio sono vittime ogni giorno, La comunità Lgbt non è minimamente rappresentata, la comunità ebraica non c’è, le donne e le loro tematiche escluse.

Dire FROCIO, LESBICA, CHECCA, pensare che una persona Trans sia necessariamente una PUTTANA, uccide eccome. Casi di antisemitismo si stanno intensificando – a Roma è stata pubblicata una lista di negozi di ebrei con la richiesta di boicottarli – ma non c’è traccia di EBREO (che detto con disprezzo fa male).

Le donne stanno vivendo, anzi vivono da sempre, sotto attacco tra casi di violenza domestica, differenze di trattamento sul posto di lavoro, eppure la parola DONNA non c’è.

Che la Camera e il Senato abbiano dato il loro patrocinio è sacrosanto, ma possibile che non si sono posti il problema di questa guerra tra poveri?

Possibile che Frocio, Lesbica, Trans, non sappiano che viene considerato da molti un valore negativo? Oppure difendere quelle categorie potrebbe dare un segnale di apertura che quelle riviste non vogliono?

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.