Allegiance e State of Affairs su Premium Stories dal 7 settembre in prima serata

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Allegiance e State of Affairs su Premium Stories

Allegiance e State of Affairs su Premium Stories

Allegiance e State of Affairs su Premium Stories ogni lunedì dal 7 settembre in prima serata. Un lunedì all’insegna di complotti e spie, ma anche all’insegna del flop: sia Allegiance che State of Affairs sono state cancellate dopo una sola stagione a causa dei bassi ascolti riscontrati sulla NBC. Peccato perchè State of Affairs doveva rappresentare il riscatto di Katherine Heigl e il suo ritorno da protagonista, mentre Allegiance voleva portare su un grande network un’intricata storia di spie a sfondo familiare.

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Allegiance è, infatti, l’ultima serie spionistica tra le tante tratte da un format israeliano dove Homeland è stata la capostipite, la serie è infatti tratta da Ta Gordin di Ron Leshem. Al  centro di Allegiance una insolita famiglia sotto la facciata normale si nasconde una cellula dormiente russa: Katya O’Connor (Hope Davis) è infatti una spia russa ritiratasi dall’attività, reclutata dal padre, generale del KGB, all’età di 17 anni; il marito Mark O’Connor (Scott Cohen) è un uomo d’affari americano assoldato in segreto da Katya per attività spionistiche sovietiche. La svolta inaspettata arriva quando il figlio della coppia Alex O’Connor (Gavin Stenhouse), diventa un analista della CIA all’oscuro delle trame spionistiche della sua famiglia.

La coppia, complice anche la figlia Natalie O’Connor (Margarita Levieva) impiegata da quando ha 20 anni presso il SVR (Sluzhba Vneshney Rrazvedki), il servizio segreto russo, viene richiamata in attività per cercare di gestire il figlio della CIA. La scritta in russo che compare nella sigla iniziale, più che Allegiance, significa letteralmente Devotion. Nel cast anche Giancarlo Esposito, volto noto lanciato da Spike Lee nei suoi film, recentemente in tv con Breaking Bad, Revolution e Once Upon A Time, incarna addirittura 3 identità diverse. Appena uscita la serie ha subito richiamato alla mente The Americans di FX (in onda in Italia su FOX), ma Allegiance non è stata in grado di ricreare quel senso di angoscia e di precarietà continua che si respira in The Americans, che ha dalla sua parte anche l’atmosfera anni 80 in cui sono ambientati i fatti.

A far coppia con Allegiance c’è State of Affairs, serie partita molto bene su NBC ma che pian piano ha perso spettatori non riuscendo a catturare l’attenzione del pubblico, dopo l’iniziale curiosità di rivedere in tv Katherine Heigl, la Izzy di Grey’s Anatomy. Un progetto cui l’attrice credeva molto visto che oltre ad esserne la protagonista, in un ruolo ritagliato appositamente per lei, Heigl firma la serie da produttore esecutivo.

Charleston “Charlie” Tucker (Heigl) è una delle migliori analiste della CIA e il suo compito principale è dare le giuste priorità alle crisi internazionali che il Presidente degli Stati Uniti Constance Payton (Alfre Woodard) deve affrontare. Oltre ad essere a capo di un team di persone specializzate al servizio dell’uomo più potente della Terra, Charlie condivide un altro tipo di relazione con il Presidente: era infatti la fidanzata di suo figlio, ucciso tragicamente in un attacco terroristico. Sopravvissuta a quello stesso attacco, Charlie appare assai determinata a punire i responsabili. Nella ricerca della verità sull’omicidio dell’amato, la nostra viene a conoscenza di uno scioccante mistero…La puntata-pilota è stata girata a New York, le restanti a Los Angeles. Rumors da gossip: lo showrunner iniziale del serial, Ed Bernero, è stato allontanato per via di “differenze creative” con Heigl (in realtà sarebbe stato individuato quale responsabile delle riprese, in sede di montaggio, dove la Heigl appare…troppo “culona”). La serie è ideata da Alexi Hawley, già dietro le quinte di “Castle”, “The Following”, “Body of Proof”. Oltre la Heigl, tra i produttori compare anche sua mamma, Nancy, che le fa oltretutto da agente. Adam Arkin sfila tra i volti noti.

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