Arrivederci Ziggy Stardust!

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David Bowie abito Issey Miyake

Sono stati così tanti i personaggi che David Robert Jones ha interpretato che molti pensavano che David Bowie fosse un personaggio di fantasia … e quindi immortale

A pochi giorni dall’uscita di “Black Star“, già definito un’opera d’arte, arriva la notizia che nessun fan, amico o parente vorrebbe: David Bowie è morto.

A gettare il mondo nella tristezza per la perdita di uno dei suoi eroi è stata la famiglia attraverso i social. Ora le timelines si riempiranno di R.I.P, di omaggi, di ricordi, a parte quelli che si disperano solo per un like in più, ma sono certo che nel caso di Bowie saranno tutte lacrime di gratitudine per aver segnato la cultura, rivoluzionato la società, attraversato più e più volte la linea del perbenismo.

La storia di Bowie è lunga cinquant’anni e lo ha visto protagonista di varie evoluzioni musicali, dal Rock degli anni 60 al Glam Rock, di cui resta l’immagine per eccellenza, all’elettronica: non c’è ambito musicale che non abbia sperimentato.

Bowie per i bambini degli anni ’80 è stato il terribile re dei Goblin di “Labyrinth” (e metteva tanta paura), è stato l’elettro dandy vampiro di “Miriam si sveglia a mezzanotte”. Ricordo da bambino il poster di “Furyo” , quel volto così spigoloso gli occhi di due colori diversi che mi mettevano soggezione – avevo 8 anni – ma al tempo stesso mi attraevano.

Ogni volta che vedo il suo cameo in “Zoolander” non posso non provare un’emozione enorme perché lui era enorme.

Dall’ambiguità sessuale alla vita borghese con la bellissima Iman, il Duca bianco era e resterà per sempre un’icona di stile, un “guru” per tantissime generazioni. Difficilmente sulla terra potrà ricadere un genio del suo spessore.

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Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.