Ciao Robin Williams

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Robin Williams

Non ci interessa né il come né il perché della morte di Robin Williams. Non siamo suoi parenti e non dobbiamo fare i conti con il dolore della perdita di un pezzo della nostra vita. Marito, padre, fratello ecc ecc.

Noi siamo fans, siamo quelli che grazie alle sue facce, ai suoi gesti, alle sue maschere, abbiamo riso, pianto, riflettuto, ci siamo indignati e, sicuramente, siamo anche un po’ cambiati.

Per chi ama il cinema, Robin Williams negli anni ha dato vita a personaggi di grande spessore drammatico e comico, e tutti credibili perché chi li interpretava era un vero attore capace di gridare “Good Morning Vietnam” per dare animo e vita ai soldati alle prese con l’assurdità della guerra; poi Popeye, Peter Pan, il barbone de “La leggenda del Re Pescatore”, il robot de l’uomo bicentenario, ma anche lo psicopatico ossessivo di “One Hour Photo”. Per gli amanti seriali tutto nasce nella soffitta di Mindy dove il surreale alieno Mork aveva trovato rifugio nel tentativo di studiare la terra per conto di Orson, ma non scordiamo le apparizioni in “Friends”, “Law & Order”, “Wilfred” e, ovviamente, “The Crazy Ones”.

Quando è salito in cattedra nei panni del Professor Keating tutti abbiamo sperato di incontrarlo e di intrecciare i nostri passi con un docente così, capace di capire le nostre passioni per aprirci la mente.

Noi da fans lo vogliamo ricordare così e proviamo il dolore di aver perso un “amico” che ci ha dato tantissime emozioni.