I concerti nel parco 2015: musica e teatro a Villa Pamphilj a Roma

0
concerti nel parco 2015

Il Festival denominato I Concerti nel Parco si svolgerà a Roma dal 4 al 27 luglio 2015 nell’oramai storica cornice di Villa Pamphilj. Quest’anno la manifestazione dedicata alla musica e alla cultura in generale festeggia il venticinquesimo anno di attività e si riconferma come una delle più intriganti e raffinate manifestazioni dell’estate romana.

Roma Capitale ha inserito I Concerti nel Parco tra le venti realtà storiche denominate “Festival d’interesse per la vita culturale Città di Roma” per il periodo 2014-2016, riconoscendole perciò un peculiare modus operandi che coniuga qualità e ricerca, tradizione e sperimentazione, consolidate collaborazioni con grandi artisti e apertura alle giovani generazioni, tutte caratteristiche di un programma che si rivolge a un pubblico attento ed esigente, eterogeneo per età e gusti. Il festival concorrerà inoltre al prossimo bando “Rassegne e Festival 2015” che sarà prossimamente indetto dalla Regione Lazio, ed è in attesa di riscontro rispetto al contributo richiesto per l’edizione 2015 al Mibact, Dipartimento Spettacolo dal Vivo – già ottenuto nelle precedenti edizioni – la cui Commissione di valutazione, è invece ipotizzabile si svolga entro la fine del prossimo mese di giugno.

concerti nel parco 2015Così introduce la programmazione Teresa Azzaro, direttore artistico del Festival: “25 anni son tanti e diciamo, un po’ retorici, che sembra ieri. Queste le parole di una nota canzone di Guccini, ma per I Concerti nel Parco, manifestazione che ha attraversato questi ultimi venticinque anni di estati romane, senza retorica dico che ieri era ieri, ma l’attualità è profondamente mutata e bisogna avere antenne e sensori per non rimanere indietro. Di felicemente immutato per il Festival, rimane lo splendido scenario di Villa Pamphilj e la mia curiosità, il mio entusiasmo e trasporto verso lo spettacolo dal vivo che ho sempre considerato uno specchio della vita reale”.

Continua poi la Azzaro riguardo la situazione dei fondi, drammatica al punto che questo potrebbe essere l’ultimo anno per il Festival o comunque l’ultimo anno con lei al timone: “Per il resto, per noi come per altre storiche e solide realtà culturali capitoline, quest’estate di spettacolo a Roma e nel Lazio è più che drammatica, tragica: Roma Capitale, l’unico ente pubblico che ha stanziato ad oggi, contribuisce per € 40.000,00 iva inclusa, nel 2011 erano 65.000.000. La Regione Lazio deve ancora emanare il bando per le Rassegne e Festival anno 2015. Il MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) delibererà a fine luglio sull’annualità 2015… Che dire: programmare e presentare una stagione oggi è un grande atto di fede (nel nostro pubblico) e , al contempo, di follia pura, non avendo il Festival entrate commerciali”.

12 in tutto gli eventi nella splendida cornice di Villa Doria Pamphilj, produzioni originali, in prima assoluta o prima romana, che travalicano i generi con un occhio all’innovazione e alla qualità, com’è consuetudine per il Festival. Vediamoli nel dettaglio.

Si comincia con la grande inaugurazione il 4 luglio con una star di gran classe e rara eleganza, una vera diva dei nostri giorni, Ute Lemper in The 9 Secrets, un progetto ispirato a Il manoscritto ritrovato ad Accra di Paulo Coelho, nato da un’intensa collaborazione artistica tra la cantante e lo scrittore brasiliano, in prima a Roma. Bellezza, Solitudine, Cambiamento, Successo, Fuoco, Sesso, Il mondo e la virtù, Amore, Movimento, queste nove parole chiave, assurte a segreti per la felicità, prendono vita attraverso la voce unica di Ute Lemper che, avvalendosi di una scenografia unica creata dalle video proiezioni del regista tedesco Volker Schlöndorff, le illumina con la sua fine sensibilità artistica. Nella seconda parte del concerto Ute non deluderà le aspettative dei suoi fan di sempre, passando in rassegna il suo repertorio più famoso, da Jacques Brel a Kurt Weill.

Il 5 luglio, in prima assoluta, l’Orchestra Sanitansamble con special guest Peppe Barra in #che bellezza a’Sanità, un concerto con musiche di Beethoven, Ravel e brani scelti dal repertorio tradizionale napoletano. Sanitansamble è un’orchestra di ragazzi del popolare Rione Sanità di Napoli che ha fatto da apripista in Italia alla pratica di associare lo studio della musica a quella del reinserimento sociale di giovani disadattati seguendo il modello del Sistema Abreu, il progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa in Venezuela da José Antonio Abreu che ha strappato 250mila, tra bambini e ragazzi, alle bande criminali riscattandoli da una situazione di miseria materiale e spirituale. Sanitansamble si è ormai consolidata come punto di riferimento per tanti giovani con situazioni familiari difficili e i suoi musicisti sono stati selezionati seguendo criteri di multi etnicità e d’integrazione culturale, indiscutibili valori aggiunti al già elevato livello socio-culturale di quest’orchestra unica.

L’8 luglio è la volta di BeatleStory, un live show multimediale che ripercorre l’intera storia dei Beatles dal ’62 al ’70, in un concerto con oltre 40 fra i loro più grandi successi arricchito da videoproiezioni di introvabili filmati d’epoca. Partendo dalle strade di Liverpool, attraversando gli anni della Beatlemania fino ai grandi capolavori in studio: She Loves You, I Want To Hold Your Hand, Twist and Shout, Yesterday, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, All You Need Is Love, Come Together, Let It Be, Hey Jude, e moltissime altre canzoni. Un concerto elettrizzante che vi riporterà indietro negli anni 60, quando i Beatles rivoluzionarono il mondo con la loro musica.

Il 10 luglio, Brass Bang! presenta una serata davvero esplosiva con un eccezionale quartetto di soli ottoni capitanato da Paolo Fresu. Una piccola grande band di fiati con grandi solisti (oltre a Fresu, Steven Bernstein alla tromba, Gianluca Petrella al trombone e Marcus Rojas, alla tuba) tra poesia, humor, ritmi travolgenti e divertimento. Un progetto “tutti fiati”, con una formazione unica, due trombe, trombone e tuba che non trova riscontri storici, e un altrettanto unico repertorio che riesce a coniugare, in maniera magistrale, la musica e la parte ludica del mestiere del musicista, dipanandosi nei mille rivoli della cultura musicale contemporanea, passando senza timori da omaggi ai Rolling Stones e a Jimi Hendrix, alle gioiose pomposità di Händel o alla sacra seriosità di Palestrina, senza dimenticare il folclore sardo, la musica afro-americana di Duke Ellington o Lester Bowie e ovviamente la tradizione delle celebrate Brass Band.

L’11 luglio, ancora in prima assoluta, la pièce teatrale Lo sguardo di Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, lo scrittore giallo più venduto in Italia insieme ad Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio, la cui fama è esplosa nel 2005 con la presentazione al pubblico del bel tenebroso e inquieto commissario Luigi Alfredo Ricciardi, salernitano di nobili origini, che vive e lavora nella Napoli degli anni ’30 e ha delle visioni sui cadaveri deceduti per morte violenta, e questo lo rende un eremita solitario. Su drammaturgia e regia di Brunella Caputo, de Giovanni sale per la prima volta su un palco, insieme agli attori della Compagnia del Giullare e ai musicisti dell’Electric Ethno Jazz Trio, per raccontare il suo protagonista e la sua corte di amici, amori, nemici, in concomitanza con l’uscita del suo nuovo e attesissimo libro, Anime di vetro. In una Napoli degli anni ’30, di cui de Giovanni riesce a cogliere e trasmettere profumi, sapori, colori, suoni, si agita un’eterogenea umanità mossa, come dice Ricciardi, da due ragioni fondamentali: “fame” e “amore”.

Il 12 luglio, in prima nazionale e per il 750° anniversario della nascita di Dante, Dante Symphonìa, lettura/concerto in dieci scene di Paolo Pasquini già presentato più volte all’estero. Lo spettacolo mette in campo nove giovani premiati nelle cinque edizioni del Festival Dantesco (Concorso Nazionale per giovani interpreti della Commedia, 2010-2015). Sette attori e tre musicisti ripercorreranno il viaggio vocale e musicale della Commedia dantesca, attraverso l’elemento acqua e le sue metamorfosi, in un itinerario di progressivo disgelamento: dal ghiaccio dei traditori e di Ugolino, attraverso la pioggia di Ciacco e il mare di Ulisse, fino alla rugiada della spiaggia del Purgatorio e alla neve che “al sol si disigilla” dell’ultimo Canto del Paradiso. Irrompe, in vari momenti dello spettacolo, Maurizio Lastrico con le sue celebri incursioni comiche in perfette terzine dantesche, alcune presentate per la prima volta, già diventate un cult nel cabaret televisivo Zelig.

Il 14 luglio, in prima a Roma, Ginevra Di Marco, Lucilla Galeazzi ed Elena Ledda, tre voci tra le più importanti della musica popolare italiana degli ultimi trent’anni, in Bella ciao lo spettacolo che ha segnato l’inizio del folk revival italiano con la sua prima rappresentazione, accompagnata da furiose polemiche, il 21 giugno 1964, al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Riallestito a distanza di 50 anni, proprio nel 2015 a 70 anni dalla Liberazione, lo spettacolo, la cui ideazione e direzione artistica è di Franco Fabbri, è stato aggiornato in base all’evoluzione del folk revival in questo lungo arco di tempo. Canzoni come Porta Romana, Gorizia, Amore mio non piangere, Bella ciao, No mi giamedas Maria, Con gli occhi bianchi e neri, Addio Lugano bella, oggi non solo conservano tutta la loro potenza espressiva, ma hanno acquisito una nuova urgenza nel mondo globalizzato per i loro valori libertari, pacifisti e civili.

Il 17 luglio, arrivano Ale & Franz che presentano per la prima volta a Roma, il loro spettacolo Gaber, Jannacci… Noi, nato dalla volontà di mostrare al pubblico come il percorso di Jannacci e Gaber abbia a sua volta aiutato e guidato tanti altri artisti e come in quei pensieri, in quelle parole, in quelle note, ci sia anche il punto di partenza della loro storia, e di quella di tanti italiani come noi. Gaber, Jannacci… Noi, è il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno, di raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano; il coraggio di vivere storie non sempre vincenti; la forza di trasmettere emozioni vere come i fallimenti di una vita o la delusione degli ideali; la conoscenza profonda di sentimenti penetranti, come l’amore e la gioia di vivere.

Il 18 luglio ancora una prima assoluta, è la volta di Ode alla cucina romana, la performance multimediale di Donpasta, all’anagrafe Daniele De Michele, VJ salentino appassionato di gastronomia e secondo il New York Times “uno dei più inventivi attivisti del cibo”, che riesce a cogliere le voci narranti della cucina romana in uno spettacolo che prevede la partecipazione dello chansonnier romano Adriano Bono, già leader di Radici nel Cemento e della Banda de Piazza Montanara. Vedremo interagire sul palco cooking show, narrazione teatrale, live music e videoproiezioni che raccolgono le testimonianze di alcune veraci incarnazioni della tipica “sora Lella” romana su ricette doc della cucina capitolina. L’omaggio alla cucina romana è una tappa del progetto Artusi Remix in cui Donpasta, in collaborazione con la Fondazione Artusi e la Treccani, porta avanti una sorta di censimento della cucina popolare italiana.

Il 19 luglio sarà data unica a Roma per i Latin Mood 2015, sestetto fondato da Fabrizio Bosso e Javier Girotto per esplorare tutte le possibili connessioni tra il jazz di matrice latina e quello di tradizione classica, percorso ad oggi sintetizzato nei due primi dischi “Sol” e “Vamos”. I Latin Mood amalgamano perfettamente soul, flamenco, black music, free jazz ma anche tango, milonga, chacarera, candombe, tutte ritmiche che risplendono in chiave jazzistica. Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sax, Natalio Mangalavite al pianoforte, Luca Bulgarelli al basso elettrico, Lorenzo Tucci alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni, di nuovo insieme su un palco dopo alcuni anni, rielaborano in maniera avvincente melodie note, su tutte In A Sentimental Mood di Duke Ellington, ritmiche tipicamente sudamericane e melodie originali.

Il 24 luglio sarà la volta del grande pianista e compositore Uri Cane in un omaggio a George Gershwin dal titolo Rhapsody in blue in prima a Roma. Uri Caine è il jazzista tra i più enciclopedici che sia dato ascoltare, oltre che uno degli artisti che hanno maggiormente ridefinito il vocabolario della musica improvvisata. Oggi, dopo le rivisitazioni di Mahler, Wagner, Bach, Mozart, Beethoven, Schubert e Schumann, ma anche di tanto jazz sia mainstream che modernista, eccolo alle prese con le musiche di Gershwin, già di per sé fuori da ogni schema: troppo ritmiche e “plebee” per essere classiche, troppo ben orchestrate per essere jazz. Per Caine è come un invito a nozze per quella sua abitudine a trarre fuori dal cilindro, ovvero il suo pianoforte, spunti jazz d’ogni tipo, free, boogie, stride, blues. In quest’occasione, Caine sarà affiancato da uno straordinario ensemble, una chiamata a raccolta dei solisti più prestigiosi che hanno collaborato con lui nel corso dei decenni.

Grande chiusura il 27 luglio con Sarah – Jane Morris e il suo Feel the Love, un nuovo live in cui la cantautrice britannica mescola sapientemente brani da Bloody Rain, il suo ultimo progetto musicale ispirato alla musica africana, con i successi di sempre e qualche inedito. Sarah – Jane Morris, cantante r&b, soul e jazz con quattro ottave di appassionata eloquenza, ama da sempre la musica africana e le sue evoluzioni. I brani di Bloody Rain sono stati scritti con i collaboratori di sempre, Tony Remy, Dominic Miller e Martyn Barker, e hanno un legame con l’Africa nelle melodie, nei ritmi e nei testi, che affrontano tematiche riguardanti i diritti umani, l’amore, la libertà. In Bloody Rain Sarah-Jane Morris ha riunito musicisti africani, europei, sudamericani e anglo-caraibici per creare una collezione di musica moderna di ispirazione africana che fosse il più possibile vivida, variegata e ballabile. Ma i ritmi contagiosi di queste canzoni non mascherano testi intransigenti su argomenti difficili come le vite da incubo dei bambini soldato, la tragica contraddizione che sta dietro al delitto d’onore e la corruzione generata dal potere assoluto.

Nonostante le difficoltà, quindi, Teresa Azzaro assicura un Festival con tutti gli ingredienti per essere poliedrico e attuale e con un entusiasmo degno dei 25 anni che porta, coinvolgendo non solo concerti veri e propri legati soprattutto al genere jazz ma anche esperimenti teatrali, spesso prime romane o addirittura prime nazionali.

Per maggiori informazioni su prezzi, orari e biglietti: http://www.iconcertinelparco.it/