MasterChef Italia – Il ritorno di Spyros, Tiziana e Federico e la nuova Rachida: Geneviève!

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Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri

MasterChef Italia è tornato

Si è conclusa da poco, la prima puntata, delle dodici previste, di MasterChef Italia. Dopo X Factor 8,  ad occupare lo slot del giovedì sera, è tornato il programma culinario che, in soli tre anni, è diventato un vero e proprio fenomeno di costume. Gli aspiranti cuochi, selezionati in tutta Italia, vogliono ottenere solo una cosa: l’ambitissimo grembiule che permette loro di iniziare questa avventura.

Il ritorno di Spyros, Tiziana e Federico

Durante questa prima puntata sono tornati a trovarci, a grande sorpresa, i vincitori delle prime tre edizioni. Spyros, Tiziana e Federico, presentati attraverso tre Mistery Box, con i loro tre piatti,   sono serviti ai giudici, per far capire agli aspiranti chef, che nei tre anni precedenti hanno vinto persone diversissime tra loro: Spyros, il ragazzo dal cuore tenero, Tiziana, l’avvocato ambizioso e Federico, audace e sempre controllato, sono stati i tre esempi perfetti come perfetti, sono stati i consigli dati, dagli stessi, agli aspiranti chef.

Spyros: “Le mie armi vincenti sono stati ascoltare, dire ed essere me stesso“.

Il consiglio di Tiziana: “MasterChef non è una partita di calcio dove vince una squadra…..è una gran individuale dove vincerà uno di voi“.

Federico: “nella vita bisogna rischiare……rischiare soprattutto di portare avanti le proprie idee. Il rischio più grande è vivere anche con la cucina… ma se non corrette questo rischio sopravviverete e no cucinerete…metterete solo del cibo nel piatto. Quindi cucinate e cucinate la vostra idea. Chi farà questo vincerà“.

La prima puntata tra lacrime, emozioni e stereotipi.

Moltissimi e diversissimi sono stati i concorrenti che si sono presentati al cospetto dei tre giudici. Giudici che incutono timore, duri con chi serve, esigenti ma che, allo stesso tempo, sanno essere gentili e garbati con chi mostra loro, lati del carattere, che ne hanno bisogno. Gli aspiranti chef, che sono stati scelti per passare alla fase successiva e accedere quindi alle prove dell’Hangar,  rappresentano il mix vincente. Ci sono i concorrenti che tremano per l’emozione e che nonostante tutto, pur presentando una semplice comunicazione di ingredienti, riescono a passare il turno, come nel caso di Viola.

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Ci sono quelli che, per il nervosismo, cercano di nascondere il tutto, ostentando una certa preparazione tecnica, e quelli che, portano, nei loro piatti una “bella storia” da raccontare. E’ il caso di Silvana che, dopo la nascita dei propri figli e dopo aver perso il lavoro da commessa, si è trovata tra le quattro mura domestiche a cucinare e porta con sé, nella tasca del  suo grembiule, una foto dei suoi nonni materni e i giocattoli dei suoi figli. Chiara che mostra, non una semplice dedizione, ma un vero e proprio amore verso i funghi.  Come ogni edizione, ci sono poi i concorrenti “incompresi” dal pubblico e dagli stessi giudici. In questa prima serata, il premio è stato vinto da Elena. La maglietta che ha indossato con su scritta la frase “Per farlo bene non basta una zucchina, ci vuole la patata” non è stata dai giudici, i quali non hanno gradito nemmeno la sua salsa che tra l’altro, lei stessa non aveva assaggiato prima di servire (Regola N°1: bisogna sempre assaggiare prima di servire!)

Qualche personaggio macchietta ricorda, per molti aspetti, la carissima Rachida, personaggio che lo scorso anno ha diviso il pubblico a casa e che ha unito il pubblico dei social. Geneviève, l’ultima concorrente che è stata presentata questa sera durante la seconda puntata, oltre ad essere una nostra vecchia conoscenza, dal momento che si era presentata nel programma anche lo scorso anno, si candida, senza ombra di dubbio, a prendere il posto di Rachida.

Una prima serata cotta e preparata a puntino anche se, qualche ingrediente, lasciatemelo dire,  è mancato, lasciandoci l’amaro in bocca. Quello che è mancato, ma siamo fiduciosi nelle prossime puntate, è stato il lato che più adoriamo di MasterChef: il lancio dei piatti da parte di Joe Bastianich, il tanto e oramai famoso “mappazzone” da parte di  Bruno Barbieri (era pieno di mappazzoni!) e il Carlo Cracco che, urla ai concorrenti guardandoli negli occhi.

Classe 1983. Nonostante gli studi prettamente scientifici, Liceo Scientifico prima e Facoltà di Ingegneria dopo, ho continuato a coltivare quelle che sono le mie vere passioni, facendo emergere, tra le altre cose, un lato artistico. Le mie giornate durano in media 19 ore, escludendo le ore di sonno. Appassionato di tv (talent e reality in primis), serie tv e teatro, ho collaborato con diversi blog televisivi: InsideTv, Magazinet e Teleblog, pubblicando il Volume #0 di "UN ANNO CON IL SERIAL CLUB".