Sanremo 2015 – Adinolfi contro Conchita Wurst. La scaletta e gli ospiti della seconda puntata.

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Adinolfi contro Conchita Wurst

La prima puntata della 65° edizione del Festival di Sanremo è stata portata a casa e come tutti gli anni accade, tra polemiche e riconoscimenti, il pubblico a casa pare che abbia gradito. Questa sera, durante la seconda puntata, si esibiranno i 10 big che non si sono esibiti ieri sera, e troveremo quindi, nel seguente ordine:

Nina Zilli, “Sola”

Marco Masini, “Che giorno è”

Anna Tatangelo, “Libera”

Raf, “Come una favola”

Il Volo, “Grande amore”

Irene Grandi, “Un vento senza nome”

Biggio e Mandelli, “Vita d’inferno”

Lorenzo Fragola, “Siamo uguali”

Bianca Atzei, “Il solo al mondo”    

Biggio e Mandelli, “Vita d’inferno”    

Moreno Donadoni, “Oggi ti parlo così”

Gli ospiti annunciati della seconda serata sono: il cantante Biagio Antonacci (che dovrebbe coprire lo stesso slot di Tiziano Ferro), l’attrice Charlize Theron, il ciclista Vincenzo Nibali, il cantautore inglese Marlon Roudette, il comico Angelo Pintus, i ballerini della compagnia americana Pilobolus e la vincitrice dell’ultimo Eurovision Song Contest Conchita Wurst. 

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A proposito della partecipazione di Conchita, Mario Adinolfi, su lacrocequotidiano.it, questa mattina scrive, in un pezzo dedicato a Mauro Coruzzi, le seguenti parole: “Mi è piaciuta la famiglia Anania e la sua lode al Signore, alla vita e alla Provvidenza; mi sono piaciuti Albano e Romina perché io sono convinto davvero che cantare a due voci “quanto mi piaci” sia la felicità……mi è piaciuto il ragazzino ciccione che salutava il comico Alessandro Siani beccandosi una umiliazione, mi è piaciuto il ragazzino coraggioso, l’umiliazione è stata oscena e dicono persino che sia stata una gag studiata, quindi è peggio; Ma più di tutti mi è piaciuto Mauro Coruzzi………..non mi è piaciuto per la performance. Mi è piaciuto proprio lui. Mi è piaciuta la verità che emergeva nuda e cruda nell’istante stesso in cui rinunciava a trucco e parrucco. Suonava vero e addolorato Coruzzi con quella pelata, quella barba perfettamente incolta, quella camicia bianca a pennello se stava in piedi e terribilmente arricciata sulla pancia quando era seduto (conosco il problema, mai sedersi sugli sgabelli in tv caro Mauro, il bottone tira). C’era tanta verità e derivava dal contrasto con la sua versione imbellettata, la Platinette che ci fa divertire ma che è una maschera a cui Coruzzi ha rinunciato. E quanto sia chiara la distanza tra l’uomo e la maschera è stato evidente a tutti. Quanto la verità sia più possente della recita, non ha avuto bisogno di spiegazioni…….E’ il cuore della ideologia gender che finirà, purtroppo, per essere la cifra di questo festival di Sanremo anche per via della disgraziata decisione di far esibire sul palco come “superospite internazionale” un tizio che come cantante vale zero e non ha mai manco pubblicato un album, quel Conchita Wurst che esiste solo come icona dell’ideologia gender, capelli lunghi, vestito da donna e barba nera. L’indistinto, appunto: maschile e femminile che non sono nulla, solo un vestito da cambiare. Roba che non è, paccottiglia che una volta avremmo definito da avanspettacolo becero, oggi invece dobbiamo inginocchiarci e omaggiare altrimenti sei “omofobo”. Un marchio d’infamia e vai con gli insulti, chissà quanti ne attirerà questo articolo”.

Il giornalista poi, continua la sua polemica sul suo profilo Facebook:

Mario Adinolfi contro Conchita Wurst

Una osservazione, quella fatta dal giornalista, che è scontata. Si sa che l’effetto novità oramai si è perso e che, se il calo degli ascolti dovesse verificarsi, non è per la presenza di Conchita, che merita a tutti gli effetti di stare sul palco, in quanto ha vinto una delle manifestazioni canore più importanti a livello musicale, stravolgendone e confermandone allo stesso tempo il messaggio sociale. E se così non dovesse essere? E se gli ascolti invece di diminuire aumentassero, domani cosa scriverebbe Mario Adinolfi sul suo profilo?

Classe 1983. Nonostante gli studi prettamente scientifici, Liceo Scientifico prima e Facoltà di Ingegneria dopo, ho continuato a coltivare quelle che sono le mie vere passioni, facendo emergere, tra le altre cose, un lato artistico. Le mie giornate durano in media 19 ore, escludendo le ore di sonno. Appassionato di tv (talent e reality in primis), serie tv e teatro, ho collaborato con diversi blog televisivi: InsideTv, Magazinet e Teleblog, pubblicando il Volume #0 di "UN ANNO CON IL SERIAL CLUB".