Serie TV Italiane: Tornatore prepara I Beati Paoli; L’amica Geniale, Anna e Limov adattati da Wildside

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Serie TV Italiane: Giuseppe Tornatore lavora a I Beati Paoli
Wildside sta sviluppando The Neapolitan Novels dai romanzi de L’amica Geniale di Elena Ferrante, Anna di Niccolò Ammaniti e Limonov

Non si vive di sola fiction. Anche l’Italia ha scoperto il bello delle serie tv e soprattutto che c’è vita oltre la nostra penisola, intercettando la tendenza in atto anche negli USA delle co-produzioni internazionali: dividere i costi per diminuire i rischi. Ad aprire la strada sono state tre produzioni che attualmente sono in lavorazione come I Medici della Lux Vide per la Rai, che vede nel cast Dustin Hoffman e Frank Spotnitz come showrunner sul modello USA, The Young Pope di Paolo Sorrentino, co-produzione Sky, Canal + e HBO con Jude Law e Diane Keaton nel cast e Suburra la prima serie tv italiana di Netflix realizzata con la Rai.

Negli ultimi giorni sono state annunciate 4 nuovi progetti che nascono come produzioni internazionali senza ancora un canale italiano, lasciandosi la possibilità di scelta tra Rai, Mediaset, Sky e Netflix.

Un primo progetto vede coinvolto Giuseppe Tornatore che per la Leone Film Group realizzerà I Beati Paoli serie tv in 12 episodi prevista per il 2017. Tornatore sarà regista del primo episodio e resterà come supervisore del progetto, insomma una sorta di showrunner all’italiana. I Beati Paoli è tratta da un romanzo di inizio ‘900 scritto da Luigi Natoli che racconta le gesta della setta segreta dei Beati Paoli attiva in Sicilia tra il XVII e il XVIII secolo che mescola personaggi reali a personaggi di fantasia. La Leone Film Group è in cerca di partner internazionali per il progetto, oltre che ovviamente di canali italiani e non solo su cui distribuirlo.

Gli altri tre progetti arrivano dalla Wildside e sono tutti e tre tratti da romanzi di successo: il ciclo de L’amica Geniale di Elena Ferrante, Anna di Niccolò Ammanniti e il biografico Limov, come ha riportato per primo Variety.

I romanzi di Elena Ferrante saranno trasportati in una serie tv dal titolo The Neapolitan Novels che comprenderà 4 stagioni da 8 episodi ciascuno per un totale di 32 episodi. La stessa Elena Ferrante, la cui vera identità resta segreta, sarà coinvolta nel progetto. Wildside co-produrrà con la Fandango di Domenico Procacci che ne detiene i diritti e che stava lavorando al progetto con la Rai, ma l’arrivo di Wildside e soprattutto il successo americano di Elena Ferrante (l’ultimo romanzo del ciclo Storia della bambina perduta è stato inserito tra i 10 migliori titoli del 2015 dal New York Time) ha dato una svolta al progetto. I 4 romanzi raccontano l’Italia e l’amicizia tra donne tra gli anni ’50 e i giorni nostri.

Dopo l’acquisto di Freemantle di Wildiside, la casa di produzione si sta specializzando nello sviluppo di serialità che possa avere un respiro internazionale attirando investitori esteri. Riproducendo quanto fatto con The Young Pope (le cui riprese si sono spostate da poco a Los Angeles), ma anche con 1992 di Sky Europe. In quest’ottica vanno letti anche i progetti Limonov e Anna.

Il romanzo biografico Limonov di Emmanuel Carrere sulla vita del poeta russo, attivista anti-Putin Eduard Limonov che ha vissuto anche a Manhattan, a Parigi e è ora leader del partito nazionale bolscevico russo, sarà adattato dallo stesso Carrere, già autore di Les Revenants, insieme a Pawel Pawlikowski.

Infine in lavorazione anche l’adattamento di Anna di Niccolò Ammaniti, incentrato su una ragazzina di 13 anni in una Sicilia del 2020 in cui un virus ha ucciso tutti gli adulti e anche i bambini rimasti faranno la stessa fine quando cresceranno; Variety fa riferimenti a The Walking Dead e Hunger Games, ma aggiungerei anche la serie canadese di Netflix Between.

Quattro progetti che sembrano diversi tra loro e diversi dalle altre serie tv italiane spesso legate alla criminalità: c’è la Sicilia del passato e la Sicilia del futuro di Ammaniti con un pizzico di mistery, c’è l’affresco più sentimentale e romantico dell’Italia, che tanto si vende bene, con The Neapolitan Tales, ma c’è anche l’idea di produrre non pensando solo all’orticello nostro. Un bel segnale di risveglio per le nostre produzioni.