Lo “ShirtGate” di Matt Taylor

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Premesso che chi scrive e chi fa parte di questo sito ripudia ogni forma di violenza fisica o verbale verso donne, uomini, persone Glbtq, minoranze etniche e religiose; sono e siamo per una cultura POP, una cultura che sappia fare dell’ironia l’arma vincente anche contro le discriminazioni che nascono dall’ignoranza.

Quando abbiamo letto dello “ShirtGate” di Matt Taylor abbiamo pensato che ci sia stata una reazione davvero esagerata.

Matt Taylor, super eccitato per il successo internazionale riconosciuto alla “sua” Rosetta, tranne che per Mauro Buffa del Tg4 che ha fatto come saprete un servizio un po’ ironico – anche se l’ironia l’ha capita solo lui – sulla missione, si è presentato in tv super tatuato e con una iperkitch camicia piena di Pin Up molto nerd style. Si è scatenato il putiferio, tanto che lui si è sentito in dovere di chiedere scusa a tutte le donne che si sono sentite offese versando anche qualche lacrima.

Eppure quelle sulla sua camicia erano solo brutte immagini di belle donne “iperstereotipate” anche un po’ tipiche della cultura Nerd in cui lo scienziato si sarà formato negli anni.

L’universo nerd è fatto di maschi eterosessuali che vorrebbero esprimere le loro normali pulsioni, ma che il più delle volte sono represse dalla non disponibilità della categoria femminile nei loro confronti.

Da lì si iniziano ad “amare” super donne come Wonder Woman, Lara Croft ecc che non sono molto diverse nelle fattezze create dai loro disegnatori da quelle stampate sulla camicia del geniale scienziato.

La camicia era brutta da morire, certo, ma di una bruttezza camp, brutta come la camicia hawaiana che tutti abbiamo nell’armadio perché una volta nella vita ci siamo sentiti un po’ Magnum P.I., brutta come le apparecchiate stile casa Cacace de “La Tata”, kitch come la stanza dell’hotel dove Bernadette, Felicia e Mitzi passano la notte; ma da lì ad attribuirle un valore di oggetto anti femminista ci sembra davvero troppo.

Siamo sicuri che Howard Wolowitz ne avrà una uguale nell’armadio, Sheldon sicuramente no, ma solo perché è Sheldon Cooper e vive nel suo mondo!

Ogni tanto ricordiamo che una risata ci salverà!!

PS.
Sottolineare che una donna brava “ha le palle“, che portare il tacco 12 è sinonimo di poca serietà e capacità, che chiedere ad una donna, “ma non hai ancora figli?” e guardarla come fosse una reietta, pensare che una donna non possa mai dire “NO”, questa è cultura da combattere perché è da questi stereotipi, figli di una cultura sessista e maschilista, che nasce la violenza verbale e fisica.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.