Tame Impala live al Market Sound di Milano

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Martedì 5 Luglio si è tenuto al Market Sound di Milano il concerto dei Tame Impala. E non si può certo dire che Kevin Parker e soci si siano risparmiati.

Esattamente un anno dopo l’uscita dell’ultimo disco, la band austrialiana ci ha regalato il concerto estivo perfetto: fresco, leggero, spensierato e per niente banale. Ricordo chiaramente di aver pensato: “Se quelle poche volte che sono stato tirato a forza dentro una discoteca, il dj avesse messo questa musica, probabilmente sarei diventato un festaiolo convinto”.

Il cambiamento portato in atto dai Tame Impala con l’ultimo disco è cristallino. Rispetto ai primi due dischi è stato messo da parte lo psych-rock per fare posto al groove, cioè la musica con cui Parker è cresciuto e che ha sempre voluto sperimentare nei suoi pezzi. La sua musica recente, infatti, parla proprio di questo: Kevin Parker che cerca di liberarsi dalle etichette e fare quello che gli pare, senza pensare al giudizio degli altri. La musica che i Tame Impala hanno suonato a Milano al Market Sound sapeva di liberazione, di voglia di divertirsi, e la band è riuscita a trasmettere questa sensazione al pubblico.

Quando ti vendono le fotocamere dicendo che hanno i megapixel, ma la cosa più importante è la luminosità dell'obiettivo
Quando ti vendono le fotocamere dicendo che hanno i megapixel, ma la cosa più importante è la luminosità dell’obiettivo

Personalmente ho molto apprezzato questa svolta perché si tratta di un cambiamento onesto. Prendiamo ad esempio l’ultimo disco di Adele. Apparentemente questo paragone potrebbe non c’entrare nulla, ma riflettiamo. Adele si è arricchita con canzoni che parlano di solitudine, delusioni e tristezza un tanto al chilo. I primi tempi poteva anche essere credibile che Adele fosse una persona così malinconica e sfortunata. Ma, al di là dei dischi venduti e del successo artistico, fare un terzo disco che parla ancora una volta degli stessi temi, con gli stessi toni dopo essersi sposata, aver avuto una figlia e avere una vita piena, mi sembra disonesto verso il pubblico. È chiaramente una pura operazione commerciale.

Parker nel suo piccolo, invece, era un ragazzo triste che faceva rock, ma evidentemente il successo l’ha rallegrato, a giudicare dai sui testi ha trovato l’amore e si è persino costruito il suo studio personale in casa per mettersi “giocare” con i suoi sintetizzatori senza avere pressioni da parte della casa discografica. Quindi probabilmente si sarà posto una domanda: “Ha senso continuare sulla vecchia strada o mi lascio andare?”. Let It Happen, la prima canzone dopo gli intro con cui i Tame Impala hanno aperto il concerto, parla proprio di questo: di non avere barriere mentali e lasciare che le cose succedano. Non inseguire la propria ombra, ma ascoltare quella voce dentro che ti dice di seguire l’istinto. E l’istinto di Parker ci ha visto giusto.

Tame Impala live a Milano
Allegriaaaaaa!

Il concerto è stato una festa: molti pezzi nuovi e alcune vecchie glorie. Ma anche le canzoni estratte dai dischi precedenti sono state scelte in modo da non cozzare completamente con quelle dell’ultimo disco, più danzerecce. Ovviamente nel bis non poteva mancare Feels Like We Only Go Backwards con tanto di coriandoli sparati sulla folla. L’ultima canzone è stata New Person, Same Old Mistakes, che chiude anche Currents. Scelta non casuale, messa lì come a ricordarci che sì, rispetto a prima si balla e ci si diverte di più, ma non è un edonismo decerebrato. Loro sono i nuovi Tame Impala, ma la qualità è quella di sempre.