Un bacio: gli adolescenti di Ivan Cotroneo

0
SET DEL FILM "UN BACIO" DI IVAN COTRONEO. NELLA FOTO RIMAU GRILLO RITZBERGER, VALENTINA ROMANI E LEONARDO PAZZAGLI. FOTO DI GIANNI FIORITO

Lorenzo è il “frocio” della scuola, Antonio lo “scemo”, Blu la “troia”. No, non sono impazzito ho semplicemente presentato i tre protagonisti di “un bacio”di Ivan Cotroneo nella maniera in cui sono visti dai compagni di scuola del Liceo Newton di Udine.

“Un bacio” è molto di più ovviamente, è un film sull’adolescenza, sulle prime volte, sulla ricerca della felicità.

Ma anche sul bullismo, sul pregiudizio e sull’omofobia. Lorenzo, Blu e Antonio quando diventano amici da esclusi diventano escludenti e esclusivi. Loro tre insieme cercano di non far entrare il marcio che hanno attorno, il loro legame li protegge nella famosa campana di vetro, diventano uno la coperta di Linus dell’altro.

Un liceo, balli liberatori, canzoni iper pop, non possono non far pensare a “Glee“, se sei un giovane di oggi, e “Saranno Famosi“, se sei di qualche generazione prima.

La colonna sonora è un elemento importante del film e Mika ha concesso l’uso di “Hurts“, di cui successivamente Cotroneo ha diretto il video, dichiarando: “Io sono molto protettivo nei confronti dell’uso delle mie canzoni nei film. Quando ho letto la sceneggiatura e ho visto l’uso che veniva fatto della canzone… ho detto di sì subito. “Nothing’s only words”. Le parole sono sempre molto importanti, molto potenti. Il ricordo di quello che abbiamo provato quando abbiamo sentito delle parole che fanno male, rimane per sempre”.

“Un bacio” con leggerezza racconta situazioni drammatiche, solitudini, fughe dalla realtà. Dell’incapacità di capire ciò che pensiamo diverso. Delle parole che fanno male e che a sentirle ripetere ogni giorno diventano macigni difficili.

All’inizio ho scelto di usare parole volgari e che non si usano in una recensione proprio perché sono quelle le parole che nel film vengono usate per ferire e infierire sui protagonisti.

Ma sono anche le parole che diventano punto di partenza per i tre protagonisti per essere “altro”, secondo una filosofia alla “it get betters” che porta Lorenzo a guardare una pagina del web dove vengono ricordati i ragazzi gay che si son tolti la vita perché vittime di bullismo e gli fa dire che lui sarà più forte e su quella pagina non ci finirà, non la darà vinta ai “normali” che diventano così in qualche modo loro i diversi, i mostri…

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.