Le Iene Show e il sottosegretario in auto blu. Servizio di Filippo Roma [video]

Le Iene Show e il sottosegretario in auto blu

Le Iene Show e il sottosegretario in auto blu. Nel servizio, Filippo Roma incontra Domenico Rossi, sottosegretario in auto blu

Nell’episodio andato in onda domenica 23 ottobre in prima serata de Le Iene show, Filippo Roma torna a occuparsi di auto blu per capire se la promessa fatta da Matteo Renzi è stata mantenuta.


Il servizio mostra Domenico Rossi, un sottosegretario del Ministero della Difesa che, a prima vista, sembra dirigersi al lavoro a piedi, rispettando così le direttive del Consiglio dei Ministri.

A un centinaio di metri da casa, però, l’uomo sale su una macchina con autista che lo attende nella piazzola di una stazione di servizio. L’auto lo accompagna fino al suo ufficio dentro una delle sedi del Ministero della Difesa, dove viene accolto con saluto militare.

Si tratta di un caso eccezionale o di una consuetudine? Le telecamere delle Iene colgono nuovamente questo esponente del Governo a bordo della stessa auto al rientro nella sua abitazione dal lavoro. E, anche nei giorni lavorativi successivi, questa sembra essere la routine.

Per avere spiegazioni in merito, la Iena raggiunge il sottosegretario in questione una mattina mentre si sta recando al lavoro.

Di seguito alcuni stralci dell’intervista.

Iena: Una domanda: ma ultimamente in Italia c’è stata la più drastica riduzione di auto blu.
Domenico Rossi (Sottosegretario Ministero della Difesa): Sì.
Iena:Renzi ha preso una decisione netta e precisa: ogni Ministero al massimo cinque auto blu e i sottosegretari devono andare al lavoro a piedi o con i mezzi pubblici. Lei che ne pensa? È giusto o no?
Rossi: È giustissimo.
Iena: Lei è d’accordo con Renzi, peccato che però l’unico tratto che lei fa a piedi è dal portone di casa sua all’auto blu che la sta aspettando là. Eccola là. (ndr, indica l’auto che lo attende nel piazzale della stazione di servizio).
[…]
Rossi: Non sto andando al posto di lavoro, ma sto andando alla Camera per rispondere a delle interrogazioni parlamentari.
Iena: Che fanno parte del suo lavoro, immagino.
Rossi: Fanno parte del mio lavoro.
Iena: E infatti, lei sta andando al lavoro con l’auto blu.
Rossi: Esatto, alla Camera, non al mio posto di lavoro.
Iena: Renzi ha preso delle decisioni sulle auto blu, ma a lei che importa? Si tiene stretto il suo privilegio.
Rossi: Non è così. No, mi dispiace.
Iena: Eccola là l’auto blu.
Rossi: Mi dispiace. Sto andando alla Camera dei deputati a lavorare.
Iena: Appunto, a lavorare con l’auto blu.
Rossi: Mi dispiace di una cosa sola: che non venga data un’informazione corretta, perché vede, se lei fosse venuto qui, altri 300 giorni qui, avrebbe visto…
Iena: Ho visto…
Rossi: No, non ha visto.
Iena: Cosa avrei visto?
Rossi: Che io vado al lavoro con la mia macchina.
Iena: Sono giorni che vediamo che c’è l’auto blu che la riporta a casa dal lavoro.
Rossi: Non è così, mi dispiace.
Iena: Ho i filmati. Abbiamo visto l’auto blu riportarla la sera dall’ufficio a casa. Ma tanti giorni, mica uno.
Rossi: Alle nove di sera, alle nove e mezza di sera, alle dieci di sera…
Iena: Poi oggi, guarda caso, arriviamo e c’è l’auto blu.
Rossi: Non posso escludere che qualche mattina sia successo. Se ho sbagliato, diciamo così, ho sbagliato onestamente, in buona fede.
Iena: Dimostriamo che anche un sottosegretario la mattina va al lavoro con i mezzi pubblici. Guardi, quaggiù c’è la fermata, vogliamo andare insieme?
Rossi: La ringrazio, sto andando alla Camera dei deputati, io vado con la macchina.
Iena: Certo, va con la macchina, lei non va a piedi o con l’autobus.
Rossi: Anche perché onestamente ho cartelle piene di interrogazioni parlamentari che debbo andare a discutere.
Iena: Perché non può andare in autobus con la cartella?
Rossi: No, non posso mettermi in autobus a leggere o a studiare interrogazioni parlamentari sulla Camera dei deputati.
Iena: I cittadini normali possono andare con le borse nelle metro affollate e negli autobus, ma lei no.
Rossi: No, non è così, lo sa benissimo, un conto è leggersi il giornale e un conto è leggersi delle situazioni che evidentemente possono anche essere delicate.
Iena: Queste situazioni delicate vanno lette dentro l’auto blu…
Rossi: Vanno lette dove vanno lette, sull’autobus no.