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Splendida Cornice, gli ospiti di giovedì 23 aprile

Nuovo appuntamento giovedì 23 aprile con Splendida Cornice il varietà culturale di Rai 3 condotto da Geppi Cucciari, programma di Rai Cultura, dove la cultura si intreccia con l’ ironia e la satira, diventato sempre più il sostituto di Che Tempo Che Fa.

Splendida Cornice: gli ospiti del 23 aprile

Tra gli ospiti della puntata di Splendida Cornice ci sarà l’cona internazionale del teatro musicale Ute Lemper, protagonista di una speciale esibizione su “Blowing in the wind” con il musicista Vana Gierig al piano. Saranno poi ospiti Diego Abatantuono e lo chef stellato Giorgio Locatelli.

E ancora, la cantante Mietta, al centro di un originale momento musicale insieme alla padrona di casa Geppi Cucciari su “Vattene amore”, l’ex calciatore Fulvio Collovati, e, alla Lampada di Splendida Cornice Walter Contipelli “Wally”, fondatore del collettivo artistico Orticanoodles.
Da Bologna, poi, Flavia Tommasini del progetto di street poster art Cheap, e, dagli studi Rai Teulada di Roma, la scrittrice Marina Viola.
Spazio anche alle performance dal vivo: in scena il ballerino del Teatro della Scala di Milano Ted Cooper, con coreografie firmate da Marco Pelle, per un omaggio a Prince e David Bowie, e un’esibizione su “Eccezionale veramente” del pianista Carlo Cementeri e del tenore Alex Elvi Zini.

Splendida Cornice

Gli esperti

Il pubblico sarà protagonista: spettatori che si autocertificano nelle diverse “tipologie sociali”, pronti a confrontarsi con i “competenti”. In cattedra, quattro esperti alle prese con quesiti spesso improbabili: Amalia Ercoli Finzi, la prima ingegnera aerospaziale italiana, l’autorevole linguista Giuseppe Antonelli, l’avvocata civilista Ester Viola e la psicoterapeuta Roberta Vitali.

A completare il racconto della puntata, la supervisione di Andrea Maggi, i reportage d’arte a cura di Alessandro Arcodia, Roberto Mercadini con la sua rubrica “Agenda Mercadini” e l’autoradio della trasmissione, l’accompagnamento con le performance dal vivo con la band di Nicola “Ballo” Balestri, il bassista storico di Cesare Cremonini e fondatore dei Lùnapop, con al basso Davide Angelica, alla batteria Tommaso Ruggiero, alla tastiera e al clarinetto Daniele D’Alessandro.

Guida tv giovedì 23 aprile 2026: cosa vedere stasera in tv

Cosa c’è da vedere stasera in tv? La guida tv di giovedì 23 aprile 2026 ci fa scoprire film, serie tv, show, sport e documentari da vedere questa sera in tv. Ma non solo perché per i primi 9 canali del digitale terrestre offre una panoramica speciale sui film e gli appuntamenti della giornata a tema natalizio. In prima serata su Rai 1 Uno Sbirro in Appennino, su Canale 5 Forbidden Fruit, prosegue Pechino Express. Queste sono solo alcune anticipazioni di quello che potrete trovare nella guida tv di giovedì 23 aprile 2026, inoltre nella guida serie tv della settimana trovate tutte le novità e non solo.

Guida Tv giovedì 23 aprile 2026 – I primi 9 canali

RaiUno
18:40 L’Eredità
20:00 Tg 1
20:30 5 Minuti
20.35 Affari tuoi
21.30 Uno Sbirro in Appennino 1×05-06 1a tv
23.40 Porta a Porta

Rai 2
19.00 FBI 3×11-12
20.30 Tg2
21.00 Tg2 Post
21.30 Ore 14 Sera

Rai 3
19:00 TG 3
19:30 TG R
20:00 Blob
20.15 Vita da artista
20.40 Il cavallo e la torre
20.50 Un posto al sole
21.20 Splendida Cornice
00.00 Linea Notte

Canale 5
18:45 Caduta Libera
20:00 Tg5
20:35 La ruota della Fortuna
21.45 Forbidden Fruit 1a tv
00.00 X Style

Italia 1
18:30 Studio Aperto
19.30 Hawaii Five-0 1×12
20.50 NCIS 6×07
21.35 Le Iene

Rete 4
19:00 Tg4
19.30 10 minuti
19:50 La promessa
20:30 4 di sera news
21:30 Dritto e rovescio
00:50 Drive Up

La7
18.25 Ignoto X
20:00 TgLa7
20:35 Otto e mezzo
21:30 Piazzapulita
01.00 TGLa7

Tv8 (Sky 125)
19.10 4 Ristoranti 10×02 Lampedusa
20.30 Foodish 2×15 Carmen Russo e la focaccia di Genova
21.40 Innocenti Bugie
Intrighi internazionali e pericolose avventure per Tom Cruise e Cameron Diaz in una action-comedy in giro per il mondo. Un’annoiata casalinga subisce il fascino di un agente segreto misterioso e romantico che la trascina in una missione da cui dipende il destino dell’umanità.
23.50 Gialappashow

Nove (Sky 149)
18:00 Little Big Italy 
19:20 Cash or Trash – Chi offre di più?
20:30 The Cage: Prendi e scappa
21:30 Chernobyl nuove verità 1a tv
23.40 Che tempo che fa – Il tavolo

Guida tv giovedì 23 aprile: le serie tv

In chiaro

  • Rai 4 (ch. 21 dtt – 10 TivùSat) ore 21:20 SWAT 5×16-17-18
  • Cine 34 (ch. 34 dtt e Tivùsat 327 Sky) ore 21:00 Ultimo – L’infiltrato
  • Giallo (ch. 38 dtt e Tivùsat ) ore 21:10 Vera
  • Top Crime (ch. 39 dtt e TivùSat 168 Sky) ore 21:15 Law & Order 26×21-22 1a tv free

Sky e Novità streaming

  • Sky Atlantic (ch. 111 sat e 455 dtt pay) ore 21:15 SWAT 8×11-12
  • Sky Serie (ch. 112) ore 20.30 Beverly Hills 90210 1×07-08-09
  • Sky Investigation (ch. 113) ore 21:15 The Equalizer 5×01-02
  • Comedy Central (ch 129) ore 22.00 South Park 17×06-07
  • Netflix: Running Point 2, Bocciato s.1 Francia, Stranger Things: Storie dal 1985 s.1 (animato)

Guida tv giovedì 23 aprile 2026: i film stasera in tv

20 (ch. 20 dtt e TivùSat 151 Sky) ore 21:10 Batman Begins
Come Bruce Wayne è divenuto Batman: dall’omicidio dei suoi genitori al viaggio alla ricerca di se stesso, fino alla lotta contro il male nella città di Gotam City.

Iris (ch. 22 dtt, 11 Tivùsat 325 Sky) ore 21:15 Assassins
 Intenso thriller d’azione con Sylvester Stallone e Antonio Banderas. Due spietati killer faccia a faccia: in gioco ci sono svariati milioni di dollari.

Rai Movie (ch. 24 dtt 14 TivùSat) ore 21:10 L’immortale
L’ex criminale marsigliese Charly Matteï aveva deciso di cambiare vita e negli ultimi anni si era dedicato solo a sua moglie e ai suoi due bambini. Un giorno però viene crivellato da 22 pallottole in un parcheggio del vecchio porto. Inaspettatamente sopravvive e decide di prendersi la sua vendetta.

Cielo (ch. 26 dtt 19 Tivùsat 156 Sky) ore 21:15 Escape Plan – Fuga dall’inferno
Ray Breslin, un esperto di sicurezza carceraria, affronta la sua più grande sfida: fuggire dalla prigione che ha progettato. In carcere incontra una figura enigmatica, un uomo che si è guadagnato il rispetto di tutti i detenuti.

TwentySeven (ch. 27 dtt e Tivùsat 158 Sky) ore 21:15 Ben Hur
Il centurione Messala fa imprigionare e ridurre in schiavitù il nobile Ben Hur, un tempo suo amico. Passati 3 anni Ben Hur torna libero, giurando vendetta.

TV2000 (ch. 28 dtt, 18 TivùSat, 157 di Sky) ore 21:05 I ragazzi di dicembre
Sono nati tutti nello stesso mese ed è per questo che l’orfanotrofio li chiama i ragazzi di dicembre. Ma questi adolescenti – Maps, Spit, Spark e Misty – hanno molto di più in comune. Senza alcuna speranza di poter avere un giorno una famiglia, ne creano una tutta loro. Un giorno però arriva la notizia inaspettata di una giovane coppia che potrebbe adottare uno di loro e allora, quei ragazzi che hanno sempre condiviso l’amicizia, improvvisamente si trovano a condividere qualcos’altro: la rivalità nel tentativo di essere scelti.

La7 Cinema (ch 29 dtt. e TivùSat 161 Sky) ore 21:20 Nascosto nel buio
Film del 2005

La5 (ch.30 dtt 12 Tivùsat 159 Sky) ore 21:10 The Perfect Man
 Dopo ogni delusione amorosa della madre single, Holly è costretta a seguirla e traslocare sempre. Decide così di inventare un ammiratore segreto. Funzionerà?

Italia 2 (ch. 49 dtt 16 TivùSat 175 Sky) ore 21:15 Ancora auguri per la tua morte
Ancora tutto nelle mani di Tree, che per proteggere i suoi amici, deve morire in continuazione per spezzare il loop e salvarli.

Sky e novità streaming

  • Cinema Uno (ch. 301) ore 21:15 Bolero
  • Cinema Stories (ch. 302) ore 21:15 Quei bravi ragazzi
  • Cinema Collection (ch. 303) ore 21:15 Ocean’s Eleven
  • Cinema Family (ch. 304) ore 21:00 Dora e la città perduta
  • Cinema Action (ch. 305) ore 21:00 The Equalizer
  • Cinema Suspense (ch. 306) ore 21:00 Acid
  • Cinema Comedy (ch. 307) ore 21:00 Nati stanchi
  • Sky Cinema Romance (ch. 308) ore 21:00 Shakespeare in love
  • Cinema Drama (ch. 309) ore 21:00 A proposito di Schmidt
  • HBO Max: The Smashing Machine

Guida Tv giovedì 23 aprile 2026 – Show, Sport e documentari

  • Rai 5 (ch 23) ore 21:15 Macbeth
  • Rai Premium (ch. 25 dtt 15 TivùSat) ore 21:20 Belve
  • Real Time (ch. 31 dtt e TivùSat) ore 21:35 Il forno delle meraviglie
  • Food Network (ch. 33) ore 22 A scuola di dolcezza 1a tv
  • Discovery (ch 37 dtt e TivùSat 54) ore 21:15 I segreti delle strutture 1a tv
  • Focus (ch 35 dtt 60 Tivùsat 414 Sky) ore 21:25 Freedom
  • DMAX (ch. 52 dtt, 28 TivùSat) ore 21:40 Mr Oro
  • Mediaset Extra (ch. 55 dtt 17 Tivùsat 163 Sky) Diretta GF
  • Turbo (ch. 59) ore 22.15 I giganti dell’asfalto
  • Sky Uno (ch. 108 Sat) ore 21:15 Pechino Express 13×07 1a tv
  • Sky Crime (ch. 115) ore 21.15 La banda della Uno Bianca
  • History (ch. 116) ore 21:05 Le grandi icone della storia 1a tv
  • Sky Documentaries (ch 117) ore 21:25 Schinlder. La vera storia
  • Sky Adventure (ch 1118) ore 21:15 Ingegneria estrema
  • Sky Nature (ch 119) ore 21:15 India Selvaggia
  • Sky Arte (ch. 120) ore 21:15 Hopper Una storia d’amore americana
  • MTV (ch. 131) ore 21:05 Caught in the Act
  • Sky Sport Uno ore 20.45 Stoccarda – Friburgo Coppa di Germania

N.B.: Le programmazioni complete sono sulle guide tv di Rai, Mediaset, Sky, Discovery. Film, Serie Tv e Documentari sempre disponibili in streaming su Netflix, Prime Video, Disney+, Paramount+, Apple TV+, TIMVISION, NowTV/Sky, Mediaset Infinity+.

Resurrection è un film folgorante – La recensione

Quasi un decennio dopo l’iconico (e apprezzatissimo) Long Day’s Journey Into Night, Bi Gan ritorna nelle sale. Il suo quarto lungometraggio Resurrection ha proporzioni epiche: un’ode alla condizione umana, al cinema e al modo in cui il suo linguaggio lascia che i sogni s’innestino sulla vita. Dopo il debutto all’ultimo Festival di Cannes, il film arriva nelle sale italiane dal 23 aprile con I Wonder Pictures.

Resurrection: sei quadri esistenziali

In un’epoca indecifrabile in cui gli esseri umani hanno rinunciato alla capacità di sognare in cambio di un’innaturale longevità, i pochi che continuano a sognare sono chiamati Delirianti. Una donna rintraccia un Deliriante morente nei sotterranei di una fumeria d’oppio e, dopo averlo portato a casa, lo insegue lungo un’ultima serie di sogni che si rincorre lungo tutto il ventesimo secolo. Fra suonatori di theremin impazziti, trucchi di prestigio, statue parlanti e gangster bevitori di sangue, Deliriante e cacciatrice si troveranno a sfiorare a passo di danza i confini della cognizione umana, della vita e della morte.

Oltre la comprensione… 

Resurrection non è un film difficile da capire: è un film in cui provare a capire significa mancare completamente il segno. Povero di appigli e di punti di riferimento, è molto più un torrente in cui immergersi che un oggetto narrativo da consumare. Costretto spalle al muro a trovare una boa a cui ancorare questa recensione (se non altro staccandola da qualsiasi idea di critica e guardandola meramente come oggetto che le persone leggono per capire: dovrei andare a vedere questo film?), il paragone naturale probabilmente è il cinema di David Lynch: se siete degli estimatori del regista di Missoula, probabilmente vi sentirete a casa fra le pieghe sensoriali di Resurrection.

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…e oltre il metacinema

Ma il consiglio è banalizzante, come è banalizzante relegare Resurrection alla triste categoria dei “film sul cinema” (o, peggio ancora, delle “lettere d’amore al cinema” – qualche pensiero sul tema parlando di Nouvelle Vague). È un film il cui amore per la forma-film è evidente e tematico, che si diverte a giocare con una varietà di linguaggi visivi, ma che va ben oltre il mero raccontare (e raccontarci) se stesso. È un’esperienza sui generis, confusa e trascinante. Diversamente da molte delle pellicole in questa falsariga, riesce però a rimanere profondamente altruista, profondamente interessata al pubblico che vuole prendere per mano per immergerlo in un sogno.

Il cast

Jackson Yee è il Deliriante in tutte le sue forme: un cantante maledetto, un ex monaco buddista ridottosi a saccheggiare i templi, un truffatore dal cuore d’oro e un giovane teppista allo sbando. Shu Qi è la donna, che trova il Deliriante e lo accompagna nel suo ultimo viaggio. Mark Chao è un poliziotto vicino a intuire l’essenza del Deliriante, mentre Li Genxi è Tai Zhaomei, giovane dallo spirito libero con un inquietante segreto.

Netflix Top10: clamoroso flop per Beef 2, true crime e social prevalgono

C’è davvero spazio per l’autorialità su Netflix? La domanda sembra essere lecita visto il clamoroso scarso risultato della seconda stagione di Beef nei primi giorni dal rilascio. Un cast di livello e una storia da approfondire non sembrano incontrare il gusto del pubblico di abbonati che preferisce il true crime o le storie già note, con cui è più facile entra in sintonia. Ma la voglia di Netflix di conquistare premi e il favore della critica porterà sempre la piattaforma a sviluppare qualche titolo d’autore.

Continua il buon risultato di Non abbiam bisogno di parole, secondo tra i titoli non in inglese con 3.5 milioni di views. Certo a leggere certi articoli che infestano il web tra chi è in cerca di facili click e chi finge, in modo compiacente, di non vedere i numeri, sembra che il film italiano, remake de La famiglia Belier, sia stato un fenomeno globale. La realtà è che è giustamente primo in Italia (magari lo sarà stato anche in altri paesi) ma nei dati distribuiti settimanalmente da Netflix ha ottenuto buoni risultati ma senza particolarmente brillare. Se arrivasse mai un titolo italiano in grado di imporsi davvero sul mercato internazionale, come fanno prodotti spagnoli o francesi, probabilmente verrebbero incensati come eroi nazionali.

Netflix Top 10 13-19 aprile

Settimana debole su Netflix. La seconda stagione di Beef ha ottenuto appena 2.4 milioni di views nei suoi primi giorni dal debutto, nonostante quando è stata rilasciata la prima Netflix non usasse ancora il calcolo delle views si può fare una proporzione e stimare che avesse ottenuto 5.8 milioni di views considerando le 34.1 milioni di ore totali. Il calo è quindi del 58%, non solo ma la prima settimana completa della prima stagione aveva ottenuto 70.38 milioni di ore equivalenti a 12 milioni di views. In testa c’è Trust Me: Il falso profeta, ottimo risultato per Salish & Jordan Matter una coppia padre-figlia di youtuber americani. La legge secondo Lidia Poet ha ottenuto 2 milioni di views. Tra i film continua l’ottimo risultato di Thrash con 34.5 milioni di views.

Show e Serie tv più viste

  1. Trust Me: The False prophet, doc (2) 6.900.000 views 22.7 milioni di ore 3.17 durata
  2. Bandi s.1 francese (2) 5.200.000 views 40.5 milioni di ore 7.48 durata
  3. Salish & Jordan Matter s.1 doc (2) 5.000.000 views 17.7 milioni ore 3.32 durata
  4. Ronaldinho: The One and Only, miniserie doc (1) 4.700.000 views 13 milioni ore 2.47 durata
  5. Big Mistakes s.1 (2) 4.400.000 views 19.4 milioni ore 4.27 durata
  6. I Segugi s.2 coreano (3) 3.700.000 views 25.6 milioni ore 6.58 durata
  7. XO Kitty s.3 (3) 3.000.000 views 13 milioni di ore 4.20 durata
  8. Raw 2026 – 13 aprile 2.900.000 views 5.6 milioni ore 1.53 durata
  9. Profilo falso s.3 colombiano (1) 2.800.000 views 18.6 milioni 6.32 durata
  10. La famiglia Fury s.2 reality (1) 2.800.000 views 16.7 milioni 6.00 durata

I film più visti

  1. Thrash (1) 34.500.000 views 49.5 milioni ore 1.26 durata
  2. 180 (1) 9.500.000 views 15 milioni ore 1.35 durata
  3. Roommates (1) 8.8000.000 views 15.7 milioni ore 1.47 durata
  4. Sisu (non nel catalogo italiano) (1) 4.500.000 views 6.9 milioni ore 1.31 durata
  5. Toaster, indiano (1) 4.4000.000 views 9.2 milioni ore 2.06 durata
  6. KPop Demon Hunters (44) 4.400.000 views 7.4 milioni ore 1.40 durata
  7. Sniper 2 (1) 3.600.000 views 7.4 milioni ore 1.31 durata
  8. Non abbiam bisogno di parole, italiano (3) 3.500.000 views 6.2 milioni di ore 1.46 durata
  9. War Machine (7) 3.500.000 views 6.3 milioni di ore 1.49 durata
  10. Husband, Father, Killer: The Alyssa Pladl Story (non nel catalogo italiano) 3.400.000 views 5 milioni ore 1.28 durata

Non abbiam bisogno di parole

Top 10 Netflix Italia 13-19 aprile

Le serie tv

  1. La legge di Lidia Poet s.3
  2. The Cleaning Lady s.1
  3. Ronaldinho: The One and Only doc
  4. The Cleaning Lady s.2
  5. Bandi s.1
  6. Profilo falso s.3
  7. The Cleaning Lady s.3
  8. XO Kitty s.3
  9. WWE
  10. One Piece s.2

Film

  1. Thrash
  2. Non abbiam bisogno di parole
  3. 180
  4. Reign over me (film del 2007)
  5. Four Brothers (film del 2005)
  6. Il robot selvaggio (film del 2024)
  7. Smile 2 (film del 2024)
  8. Roommates
  9. Mangia prega abbaia (tedesco)
  10. The Killer (film del 2024)

N.B. il numero tra parentesi indica le settimane dal rilascio; non tutti i titoli potrebbero essere presenti in Italia; la classifica unisce quelle con titoli in lingua inglese e non in inglese; alcuni film non sono disponibili in Italia su Netflix.

Notizie serie tv: Julianna Margulies nella terza stagione di Paradise

Rachel Bloom ha fiducia del suo pilot della serie tv Do you Want Kids? scritto con il marito Dan Gregor e in cui è protagonista accanto a Rory Scovel. Parlando alla premiere de Il Diavolo veste Prada 2, Bloom ha detto di amare molto quello che hanno prodotto e di esserne orgogliosa. Ovviamente ora è tutto nelle mani di ABC che deve decidere se ordinare o meno questa comedy single-camera che racconta di una coppia in due universi paralleli, in uno con figlie e in un altro senza.

Julianna Margulies in Paradise

Ingresso importante per la terza stagione di Paradise di Hulu e Disney+. Nella serie tv creata da Dan Fogelman e attualmente in produzione, arriverà Julianna Margulies. Ovviamente non sono stati svelati dettagli del suo personaggio per evitare di spoilerare qualsiasi elemento della trama della terza stagione.

Serie tv Summer People

Peacock sta lavorando a Summer People, creato da Emily Goldwyn e Bill Krebs per Universal Television. Al centro ci sono 3 famiglie ricche e le loro tate in un’estate in cui avviene una tragedia. Ma quello che sembra un incidente potrebbe essere un omicidio e una tata cerca la verità prima che il lusso la seduca.

Altre Notizie serie tv

Jonathan Tucker, Amin Joseph, Ethan Suplee, Derek Luke and Aunjanue Ellis- Taylor entrano nel cast del pilot drama di HULU Southern Bastards sviluppato da Reinaldo Marcu Green con Kevin Bacon e Tim McGraw tra i protagonisti. Adattamento di un fumetto, racconta la storia di una veterana che torna nella Craw County in Alabama in cerca del padre e si ritrova in una rete criminale gestita da un coach di football.

Jesse Garcia entra nel cast di American Blue, il pilot del poliziesco di HBO Max costruito sul modello di The Pitt (di simil-procedurale non nell’arco di un unico turno di lavoro). Garcia sarà Kevin Martinez un detective traumatizzato da un recente caso. Nel cast già ci sono Milo Ventimiglia, Kelly Jenrette, Carlito Olivero e altri ancora.

Rachel Shukert ha firmato con Universal Studio Group e lavorerà a nuovi progetti oltre The Burbs. Si sta infatti occupando di Listen for the Lie, adattamento del romanzo di Amy Tintera per Peacock, e sta sviluppando l’adattamento di Summer Sisters di Judy Blume.

La cantante country Morgan Wade è entrata nel cast di Dutton Ranch in partenza il 15 maggio su Paramount+.

Dutton

Amazon MGM Studios stanno lavorando all’adattamento dei romanzi di T.L. Swan della saga Miles High Club. I protagonisti sono 4 fratelli Miles, miliardari del settore dei media, costantemente single, la cui vita rischia di cambiare per delle donne brillanti che si rifiutano di giocare secondo le loro regole.

Silo, la terza stagione arriva su Apple TV dal 3 luglio

Il bunker sta per riaprire, dal 3 luglio su Apple TV torna Silo con la sua terza stagione. Un drama distopico e claustrofobico, ambientato in un futuro che speriamo non debba mai avvenire da delegare al mondo sci-fi, creata da Graham Yost, che ne è anche showrunner, con Rebecca Ferguson nel ruolo di protagonista e produttrice esecutiva. La serie è stata già rinnovata per una quarta e ultima stagione anche perché non si può portare troppo al lungo avanti una storia di questo tipo.

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Silo è prodotta da Apple Studios e prodotta esecutivamente da Yost, Michael Dinner, Nina Jack, Joanna Thapa, Ferguson, Morten Tyldum, Howey, Amber Templemore, Fred Golan, Rémi Aubuchon e AMC Studios.

Silo 3, la trama

La terza stagione di Silo prosegue la saga di una società distopica composta da 10.000 persone che vivono sottoterra in circostanze misteriose, svelando al contempo una storia delle origini ambientata secoli prima. Nel presente, Juliette Nichols (Ferguson) sopravvive alla “pulizia” forzata, ma ritorna affetta da amnesia mentre il silo si riprende dalla ribellione e affronta una nuova e pericolosa minaccia. Nel frattempo, nei “Tempi di Prima”, la giornalista Helen Drew (Jessica Henwick) e il membro del Congresso Daniel Keene (Ashley Zukerman) scoprono una cospirazione che li trascina in una serie di eventi dalle conseguenze catastrofiche e irreversibili.

Il cast

Basata sulla trilogia bestseller del New York Times di Hugh Howey, “Silo” vanta un cast corale che include Common, Harriet Walter, Chinaza Uche, Avi Nash, Alexandria Riley, Shane McRae, Remmie Milner, Rick Gomez, Billy Postlethwaite e Clare Perkins. Si uniscono al cast della terza stagione Zukerman e Henwick, apparsi nel finale della seconda stagione, insieme a Laura Innes, Jessica Brown Findlay, Morven Christie, Reed Birney e Matt Craven, con il ritorno di Steve Zahn e Colin Hanks.

Silo

La programmazione di Silo

La terza stagione di Silo debutterà il 3 luglio su Apple TV e andrà avanti con una puntata a settimana fino al 4 settembre.

Criminal Record, torna l’intenso crime inglese con Cush Jumbo e Peter Capaldi

Su Apple TV è tornato Criminal Record, intenso thriller poliziesco di stampo inglese con una coppia d’assi come protagonisti: Peter Capaldi e Cush Jumbo, da un lato un ispettore sfrontato ma che nasconde sempre qualcosa, dall’altro una poliziotta tosta e che non vuole farsi mettere i piedi in testa.

La seconda stagione di Criminal Record ha debuttato il 22 aprile e andrà avanti fino al prossimo 10 giugno con rilascio settimanale. Creata dal candidato al premio BAFTA Paul Rutman, ci porta nel cuore della Londra contemporanea che esplora l’impossibilità di adempiere al ruolo di poliziotto quando la verità è in bilico.

Criminal Record 2 la trama

Nella seconda stagione, quando un giovane viene pugnalato a morte durante un comizio politico, i poliziotti rivali June Lenker e Daniel Hegarty sono costretti a stringere una difficile alleanza. Ma quella che inizia come una caccia all’assassino si trasforma in un’operazione sotto copertura per sventare un complotto terroristico di estrema destra nel cuore di Londra.

Criminal Record

Il cast

A guidare il cast sono  Peter Capaldi, vincitore di un Oscar® e di un BAFTA, e Cush Jumbo, candidata al Laurence Olivier Award e al Critics Choice Award. La seconda stagione vede il ritorno di Capaldi nei panni dell’ispettore capo Daniel Hegarty e di Jumbo in quelli del sergente June Lenker. Dustin Demri-Burns, Luca Pasqualino, Luther Ford, Lyndsey Marhsall e Peter Sullivan si uniscono al cast, che vede anche il ritorno di Shaun Dooley, Stephen Campbell Moore e Charlie Creed-Miles.

Criminal Record è prodotta per Apple TV da Tod Productions e STV Studios, con la produzione esecutiva della vincitrice del BAFTA Scotland Award Elaine Collins, Chris Sussman Rutman, Capaldi e Jumbo. La serie è diretta da Ben A. Williams e Joelle Mae David.

Guida tv mercoledì 22 aprile 2026, cosa vedere stasera in tv

Cosa c’è da vedere in tv stasera? La guida tv di mercoledì 22 aprile 2026 ci fa scoprire film, serie tv, show, sport e documentari da vedere questa sera in tv. Su Rai 1 Sister Act 2, su Canale 5 Grande Fratello Vip, su La7 Una giornata particolare, su Rai 3 una nuova puntata di Chi l’Ha visto?. Su Apple TV debutta la seconda stagione di Criminal Record. Queste sono solo alcune anticipazioni di quello che potrete trovare nella guida tv di mercoledì 22 aprile 2026.

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Guida Tv Mercoledì 22 aprile 2026 – I primi 9 canali

RaiUno
18:40 L’eredità
20:00 Tg 1
20:30 5 Minuti
20.40 Affari Tuoi
21.30 Sister Act 2
Quando le Sorelle del Convento di Santa Caterina giungono in una scuola del centro di San Francisco piena di adolescenti scalmanati, trovano un inferno nei corridoi e nelle aule devastate. Solo una persona può ridar loro fiducia: “la sorella” Deloris Van Cartier che ora ha fatto carriera a Las Vegas. Deloris accetta di rimettersi le vesti di Suor Maria Claretta e mettere in riga gli alunni della scuola con i suoi metodi poco ortodossi. Ci riuscirà?
23.40 Porta a porta

Rai 2
19.00 FBI 3×09-10
20:30 Tg2
21.00 TG2 Post
21.30 Anche Stasera tutto è possibile
Il meglio di

Rai 3
19:00 TG 3
19:30 TG R
20:00 Blob
20.10 Kong – Con la testa tra le nuvole
20.40 Il cavallo e la torre
20.50 Un posto al sole
21.20 Chi l’ha visto
00.00 Linea notte

Canale 5
18:45 Avanti un altro 1a tv
20:00 Tg5
20:30 La ruota della fortuna
21:45 Grande Fratello
01.15 Tg5

Italia 1
18.20 Studio Aperto
19.30 Hawaii Five-0 1×11
20.30 Pre-partita
20.50 Atalanta-Lazio
23.00 Post partita

Rete 4
19:00 Tg4
19.35 10 minuti
19:50 La promessa
20:30 4 di sera news
21:35 Realpolitik
00.55 Voce del verbo amore

La7
18.30 Ignoto X
20:00 TgLa7
20:30 Otto e mezzo
21:15 Una giornata particolare
Giugno 1944 – Arrivano gli americani
23:40 Barbero risponde

Tv8 (Sky 125)
19.00 4 Ristoranti 9×14 Mantova
20.30 Foodish 2×15 – Pizza gourmet a Napoli con Tosca D’Aquino
21.40 4 Ristoranti 11×04 Maceratese + 11×03 Cefalù

Nove 
19:20 Cash or Trash – Chi offre di più?
20:30 The Cage: Prendi e scappa
21:35 Sento la terra girare
23.50 Only Fun

Guida tv mercoledì 22 aprile: le serie tv

Free

  • Rai Premium (ch. 25 dtt 15 TivùSat) ore 21:20 Candice Renoir 9×07-08
  • Giallo (ch. 38 dtt e Tivùsat ) ore 21:10 Capitaine Marleau
  • Top Crime (ch. 39 dtt e TivùSat 168 Sky) ore 21:15 Law & Order 23×07-08

Sky e Novità streaming

  • Sky Atlantic (ch. 111 sat e 455 dtt pay) ore 21:15 Breaking Bad 3×09-10
  • Sky Serie (ch. 112) ore 21:15 Fire Country 3×13-14
  • Sky Investigation (ch. 114) ore 21:15 Delitti in Paradiso 6×05-06
  • Comedy Central (ch. 129) ore 22 South Park 16×03-04
  • Apple TV: Margo ha problemi di soldi 1×04, Imperfect Women 1×07, Criminal Record 2×01
  • Paramount+: NCIS: Sydney 3×16
  • Prime Video: Invincible 4×08 – The Boys 5×04
  • Disney+: 911 9×12, 911: Nashville 1×12, Daredevil: Rinascita 2×06; Scurbs 10×05; The Testaments 1×04

Criminal Record

Guida tv mercoledì 22 aprile 2026: i film stasera in tv

20 (ch. 20 dtt e TivùSat 151 Sky) ore 21:10 xXx – Il ritorno di Xander Cage
Un vaso di Pandora è in grado di distruggere i satelliti della NSA e delle agenzie di spionaggio: Xander Cage torna in una missione che solo lui può portare a termine.

Rai 4 (ch. 21 dtt – 10 TivùSat) ore 21:20 Saint Clare
Clare Bleecker vive con i nonni e frequenta una scuola cattolica. All’apparenza è una studentessa solitaria, ma nasconde una natura da serial killer. Guidata da voci interiori, Clare punisce con la morte chiunque minacci i suoi affetti, seminando una scia di sangue che resta avvolta nel mistero.

Iris (ch. 22 dtt, 11 Tivùsat 325 Sky) ore 21:15 Cast Away
L’aereo su cui vola Chuck Noland precipita. Miracolosamente si salva e si trova solo su un’isola deserta. Ora deve sopravvivere

Rai Movie (ch. 24 dtt 14 TivùSat) ore 21:10 La Caduta
La fine di Adolf Hitler dal punto di vista della segretaria Traudl Junge, che fu testimone degli ultimi giorni del Fuhrer nel bunker in cui si rifugiò coi suoi stati generali.

Cielo (ch. 26 dtt 19 Tivùsat 156 Sky) ore 21:15 Infiltrato speciale
Finito ad Alcatraz, un agente sotto copertura dovrà affrontare una feroce banda criminale a caccia di un segreto da 200 milioni di dollari.

TwentySeven (ch. 27 dtt e Tivùsat 158 Sky) dalle 21.20 Arma letale
Martin, un poliziotto reduce dal Vietnam e soprannominato Arma letale, viene messo in coppia con Roger, un maturo poliziotto di colore.

La7 Cinema (ch 29 dtt. e TivùSat 161 Sky) ore 21:20 Amore a prima svista
Film del 2001

La5 (ch.30 dtt 12 Tivùsat 159 Sky) ore 21:10 Il padre della sposa – Matrimonio a Miami
Come possono due genitori comunicare il loro divorzio alla figlia in procinto di sposarsi? E l’arrivo dei futuri consuoceri complicherà la situazione.

Cine 34 (ch. 34 dtt e Tivùsat 327 Sky) ore 21:00 Poliziotto superpiù
Terence Hill è il poliziotto Dave Speed, un agente di Miami dotato di superpoteri dopo un incidente, alle prese con una banda di falsari.

Italia 2 (ch. 49 dtt 16 TivùSat 175 Sky) ore 21:15 Shark
 Australia. Dopo uno tsunami, un gruppo di superstiti dovrà vedersela con alcuni squali bianchi assetati di sangue.

Sky e novità streaming

  • Cinema Uno (ch. 301) ore 21:15 Un piccolo favore
  • Cinema Stories (ch. 302) ore 21:15 Il ritratto di Dorian Gray
  • Cinema Collection (ch. 303) ore 21:15 I predatori dell’arca perduta
  • Cinema Family (ch. 304) ore 21:00 Shrek e vissero felici e contenti
  • Cinema Action (ch. 305) ore 21:00 Sicario
  • Cinema Suspense (ch. 306) ore 21:00 The Watchers Loro ti guardano
  • Cinema Comedy (ch. 307) ore 21:00 Contromano
  • Cinema Romance (ch. 308) ore 21:00 Vi presento Joe Black
  • Cinema Drama (ch. 309) ore 21:00 Il padrino della mafia

Guida Tv Mercoledì 22 aprile 2026 – Show, Sport e documentari

  • Rai 5 (ch 23) ore 21:20 Meno siamo meglio stiamo-Speciale per me
  • TV2000 (ch. 28 dtt, 18 TivùSat, 157 di Sky) ore 21:05 Di Bella sul 28
  • Real Time (ch. 31 dtt e TivùSat ) ore 22:30 Dr. Pimple Popper 1a tv
  • Food Network (ch. 33) ore 22.00 Finchè tavola non ci separi 1a tv
  • Focus (ch 35 dtt 60 Tivùsat 414 Sky) ore 21:25 Casa dolce casa
  • Discovery (ch 37 dtt e TivùSat 54) ore 21:15 Dana: la tempesta di Valencia 1a tv
  • DMAX (ch. 52 dtt, 28 TivùSat) ore 21:35 Falegnami ad alta quota 1a tv
  • Mediaset Extra (ch. 55 dtt 17 Tivùsat 163 Sky) diretta GF VIP
  • Turbo (ch. 59 dtt) ore 22.15 SOS rottami da salvare
  • Sky Uno (ch. 108 Sat) ore 21:15 Foodish
  • Sky Crime (ch. 115) ore 21.05 Delitti
  • History (ch 116) ore 21.10 Enigmi Alieni 22.05 L’acchiappamisteri con Dan Aykroyd 1a tv
  • Sky Documentaries (ch 117) ore 21.15 Il nord ghiacciato
  • Sky Adventure (ch 118) ore 21:15 La Terra: Un anno in orbita 1a tv
  • Sky Nature (ch 119) ore 21:15 Il futuro del pianeta 1a tv
  • Sky Arte (ch. 120) ore 21:15 ABBA 50 anni di musica 1a tv
  • MTV (ch. 131) ore 20:55 Caught in the Act
  • Sky Sport Uno ore 21.00 Burnley – Manchester City
  • Sport Calcio ore 20.40 Coppa di Germania Bayern Monaco – Bayer Leverkusen

N.B.: Le programmazioni complete sono sulle guide tv di Rai, Mediaset, Sky, Discovery.Film, Serie Tv e Documentari sempre disponibili in streaming su Netflix, Prime Video, Disney+, Paramount+, Apple TV+, TIMVISION, NowTV/Sky, Mediaset Infinity+.

In Utero, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini e il cast presentano la serie HBO Max

Raccontare il desiderio di diventare genitori e le difficoltà che talvolta questo comporta. In Utero, la nuova serie tv originale italiana di HBO Max, parte da questo presupposto realizzando un medical drama all’italiana ma nella cornice spagnola di Barcellona, dove c’è la clinica gestita dal professor Gentile interpretato da Sergio Castellitto e da sua moglie Teresa (Maria Pia Calzone). Scritta da Margaret Mazzantini, co-autrice con Enrico Audenino e Teresa Gelli anche del soggetto di serie, In Utero è diretta da Maria Sole Tognazzi che cura anche la direzione artistica del progetto. La regia degli ultimi 4 episodi è affidata a Nicola Sorcinelli. Il cast tecnico e artistico al gran completo (con i regular Thony e Alessio Fiorenza) hanno presentato la serie in arrivo dall’8 maggio, con 8 puntate a rilascio settimanale, su HBO Max, nella cornice del cinema Barberini di Roma.

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In Utero, le dichiarazioni dalla conferenza stampa

Margaret Mazzantini: “Ho scritto la ‘bibbia’, la prima idea di tutta la serie ma non ho poi seguito le sceneggiature passate in mano a Enrico Audenino. L’idea è partita da un biologo passionale e dalla sua compagna biologa anche lei ma più distante, fredda. La maternità è un po’ sempre una guerra”.

Maria Sole Tognazzi: “Un figlio non è un diritto, né un dovere ma un desiderio. Io non li ho avuti sia perché per ragioni di salute non ho più l’utero, sia perché non ne sentivo la necessità, la voglia. Ho avuto la fortuna di vedere amiche anche adulte, che sono riuscite a diventare madri e altre che invece non ci sono riuscite. La serie parla di genitorialità ma anche e soprattutto di famiglia, in modo più largo possibile, creazione di nuclei. Necessariamente la serie doveva essere in Spagna perché se una donna single vuole avere un figlio deve andare lì. Andando a fare i sopralluoghi siamo andati in una clinica in cui c’era una squadra di medici italiani”.

Sergio Castellitto: “Questo è il mio terzo medico. Una delle cose che più mi è piaciuta è stata quella di accorgermi come la forza motrice è femminile. Le coppie che arrivano alla clinica hanno una forma di mancanza, con un desiderio rispetto alla vita. Questa è una psico-medical. Un personaggio interessante è quello di Maria Pia Calzone, che non ha desiderio ma contribuisce a questo risultato da un punto di vista finanziario”.

Alessio Fiorenza: “Per me è stato un privilegio enorme. Il tema della transizione del mio personaggio è trattato alla pari di altre tematiche. Al di là dell’argomento specifico mi sono chiesto perché sia così, perché abbia questo carattere. Da un lato è un biologo esperto, dall’altro ha una fragilità nei rapporti con gli altri. Ho sentito un grandissimo senso di responsabilità perché spesso sono temi affrontati con clichè o luoghi comuni, farlo con questa profondità l’ho sentito necessario. In fondo ogni cosa è politica a maggior ragione questi temi”.

Maria Pia Calzone: “Il personaggio ha la mia stessa età, quindi capisco il suo pensiero, una donna che ha scelto di non avere figli. Perchè se esiste il diritto di avere figli, esiste anche quello di non averli. E questo non significa non avere un progetto di vita o una famiglia”.

Thony: “Dora è una sorte di Caronte, accompagna i pazienti ma non ha una base medica, magari si sente inadeguata, ma scopre di avere un materiale umano”.

Enrico Audenino: “La componente medica esclude totalmente l’aspetto ideologico e forse c’è una società che è più avanti rispetto a quello che si possa pensare. Abbiamo consultato esperti, visitato cliniche e parlato con pazienti. Ho notato che spesso è un tema ancora tabù. Ci auguriamo di lavorare alla seconda stagione. Sicuramente è un’idea che non era stata fatta prima. Io mi auguro che questa serie apri un dibattito, ambientarla in Spagna ci ha dato la possibilità di raccontare più storie e già l’idea di Margaret era ambientata in quel paese. Quando inizi a conoscere le storie, superi l’idea del figlificio, della fabbrica dei figli”.

In Utero

Notizie serie tv: Ryan Philippe nel cast di 911: Nashville

La seconda stagione di The Pitt non è stata solo un successo di critica (considerata tra le migliori serie tv dell’anno) ma anche di pubblico. Il finale del 16 aprile ha ottenuto 9.7 milioni di spettatori negli USA su HBO Max, la media nei soli USA è di 15.4 milioni di spettatori in crescita del 50% rispetto allo stesso periodo.

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Ryan Philippe in 911 Nashville

La prima stagione terminerà il 7 maggio, ma ABC sta già lavorando al futuro di 911: Nashville ingaggiando Ryan Philippe nel cast della seconda stagione. L’attore avrebbe un accordo per più anni e interpreterà un detective brillante ma contro le regole, che si trasferisce da New York a Nashville, un cattivo ragazzo seducente, con un passato rilevante, che incrocerà la strada dei soccorritori mentre dà la caccia a un serial killer con motivazioni bibliche.

Un’aggiunta necessaria considerando che la componente poliziesca era praticamente assente in 911: Nashville mentre è presente in 911 (ed era anche in Lone Star). ABC sta cercando di trovare la formula giusta per questo spinoff che dopo una buona partenza è crollato tra fall finale e midseason premiere per poi riprendersi tra fine gennaio e fine marzo. La media sui 35 giorni tra le varie piattaforme è di 8 milioni.

Oltre all’aggiunta di nuovi personaggi, ABC lavorerà anche sulle storie. E in effetti questo aspetto già si è visto, con la serie che nella seconda metà di stagione ha abbandonato le rivalità personali tra i protagonisti, con venature un po’ troppo da cheap soap, per concentrarsi più sulle emergenze.

Jane the Virgin reunion in Matlock

Il finale della seconda stagione di Matlock, previsto il 23 aprile su CBS (in Italia arriverà qualche settimana più tardi visto che la serie riprenderà il 26 aprile su Paramount+ dalla nona puntata) sarà decisamente particolare con una reunion di Jane the Virgin. Oltre a Justina Machado e Gina Rodriguez ci sarà anche Bridget Regan senza contare che Matlock è creata da Jennie Snyder Urman già dietro Jane the Virgin. Non ci sono dettagli sui personaggi ma Reagan sarà Ada Marcia e Rodriguez Lidia Gutierrez; Machado è invece già apparsa come Eva ex moglie di Senior.

Matlock
Photo: Brooke Palmer/CBS ©2023 CBS Broadcasting, Inc. All Rights Reserved.

Altre notizie serie tv

La Higher Ground di Barack e Michelle Obama non avrà più un accordo in esclusiva con Netflix e dopo 8 anni diventerà una società di produzione interamente indipendente.

Accordo pluriennale tra Disney+ e la società di produzione giapponese The Seven per lo sviluppo di serie tv live action in giapponese.

David Lyons e Tobias Menzies entrano nel cast della serie tv Safe House di Apple TV, sviluppata da Gideon Raff, con Jennifer Connelly e Ana de Armas nel cast. Ispirata al romanzo di Dan Fesperman, Safe House ha al centro un’agente CIA Sofia Jimenez (De Armas) accusata di aver ucciso un dirigente della sede CIA di Madrid, e la moglie, l’ambasciatrice Winters (Connelly) che indaga per scoprire chi ha davvero ucciso il marito. Lyons sarà l’agente CIA Kevin Garvey mentre Menzies sarà Clarke Winters, il marito di Elizabeth.

Le riprese di Mercoledì-Wednesday si stanno svolgendo a Parigi, come mostrato su Instagram da Netflix con una foto della protagonista sotto la torre Eiffel.

Austin Amelio entra come ricorrente nella seconda stagione di The Lowdown di FX e Disney+.

La prossima edizione dei Critcs Choice Awards si svolgerà il 3 gennaio 2027 e sarà trasmessa su E! negli USA per il terzo anno di seguito con USA Network in simulcast.

Una cosa vicina, l’intervista al regista Loris G. Nese e alla produttrice Chiara Marotta

Presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 2025, Una cosa vicina è il primo lungometraggio di Loris G. Nese prodotto da Chiara Marotta per Lapazio Film con Rai Cinema. Unendo documentario, animazione e finzione il film è un patchwork che scava nelle memorie del suo autore per sviscerare le conseguenze di un evento traumatico. Il risultato è un film che parla di memoria e ricordo e che invita a riappropriarsi della propria identità nonostante un’eredità pesante e violenta.

Una cosa vicina, l’intervista a Loris G. Nese

Una cosa vicina in qualche modo è un’analisi, un’indagine del sé. C’è stato un momento in cui tu hai capito che questa tua vicenda personale andava esplorata attraverso il mezzo audiovisivo o per te è stata una cosa naturale?

L: Diciamo che è stato un processo variegato e altalenante, il primo istinto naturale è stato quello di rivedere alcune dinamiche che mi sembrava di conoscere da vicino all’interno di film ambientati dall’altra parte del mondo, cioè quando da ragazzino scoprivo i gangster movie della New Hollywood, quelli di Scorsese, De Palma e Coppola, mi sembrava che in qualche modo questo racconto di certi contesti sociali mi parlasse ed è da lì che ho iniziato in maniera se vuoi ingenua e ancora infantile a seminare un processo di riscoperta delle mie origini che ha avuto bisogno di tempo per maturare e svilupparsi in maniera più consapevole.

Questo è arrivato quando ho iniziato ad avvicinarmi al cinema ormai una decina di anni fa. Io ho iniziato a scrivere questo progetto pensando in maniera più strutturata di poterne fare un film mettendo in moto gli archivi e i racconti familiari e provando a metterli in una forma. Una forma che inizialmente attraversava la scrittura un po’ da documentario tradizionale, quindi un trattamento in cui erano previsti dialoghi e confronti tra personaggi ma che poi via via mi mostrava i suoi limiti perché sentivo il bisogno di provare a spingere la narrazione anche in direzioni contraddittorie tra loro ma che insieme potessero potenziare ciò che volevo raccontare.

Io partivo ovviamente da una posizione molto interna nella storia ma avevo bisogno di colmare dei buchi un po’ attraverso i confronti con i personaggi e un po’ attraverso una lunga ricerca iniziata attraverso fonti pubbliche, in alcuni casi precedenti anche alla mia nascita. Quindi ho iniziato ad esplorare gli archivi di cronaca e i materiali giudiziari ponendomi in una posizione nuova all’interno di questa narrazione.

Il tutto poi mi ha dato anche l’istinto e il pretesto per esplorare la mia identità e per fare anche un percorso di autoanalisi che poi nasceva anche dalla forte esigenza di ribaltare le forme di narrazione sulla periferia campana che sentivo un po’ stereotipate nel periodo “post-Gomorra”. Ho cercato di esplorare non l’eroismo che mi sembrava fortemente descritto in quel periodo nel ritrarre certi personaggi legati alla criminalità ma nemmeno mi interessavano le forme di appiattimento narrativo tipiche della cronaca. Mi interessa lavorare nelle pieghe nelle ambiguità e provare a capire dove era il nocciolo problematico della questione

Tu parli anche molto di spazi, in un certo tipo di contesto secondo te il cinema può essere anche un atto di resistenza per crearsi uno spazio alternativo?

L: Sì, questo film soprattutto a un certo punto della sua lavorazione ha affrontato una forte flessione di luogo specifico in cui è ambientata la storia. A me e a Chiara che ha curato la produzione e il montaggio del film interessava molto mettere in relazione questa storia molto specifica, intima e privata con la dimensione pubblica e soprattutto con il contesto territoriale specifico della città (Salerno, ndr) che è una città molto influenzata, come tutte, dall’andamento urbanistico che ha attraversato.

È una città segnata dall’alluvione del 1954 che ha portato uno spostamento dal centro storico alla zona est, quella dei quartieri popolari dove sono cresciuto. Quindi vive una scissione tra queste due zone fatta anche da valori diversi in conflitto tra loro.

Quindi mi piaceva partire da questo microcosmo domestico e familiare ed allargare poi il centro focale a tutta la città a tutto il territorio. Mi piace pensare che il cinema abbia un ruolo politico ancora molto forte, per quanto inequivocabile il concetto di consumo e prodotto, ma che possa avere una voce politica e una finalità. Nel nostro caso lo facciamo cercando di raccontare cose che conosciamo da vicino e di focalizzarci su aspetti che riputiamo non trattati e da un punto di vista diverso rispetto alla narrazione dominante.

Il regista Loris G. Nese

In qualche modo a me personalmente il film ha ricordato un altro titolo che io amo molto come Vito e gli altri di Antonio Capuano, come punto di vista di un bambino che subisce in parte un contesto di violenza ma anche l’ibridazione con altri linguaggi. Qual è il tuo rapporto con la rappresentazione della Campania nei media? In cosa si distanzia dalla tradizione?

L: Già nell’individuazione della città, al di là di questa storia specifica che si colloca nella città di Salerno e che quindi andava ambientata qui, una cosa che cerco di fare con i miei film è di raccontare degli aspetti della regione non così raccontati. Anche la Salerno che abbiamo messo in scena poi anche con tutti gli altri nostri corti è diversa dalla rappresentazione più frequente legata alle bellezze della costiera amalfitana.

Diciamo che con Una cosa vicina abbiamo cercato di utilizzare tutti gli stilemi narrativi legati al racconto della periferia campana un po’ introducendo anche i materiali d’archivio soprattutto legati alla cronaca, ma anche gli archivi storici che raccontano appunto la famosa alluvione di cui ti parlavo prima, però in modo da creare un contrappunto evidente con l’interiorità dei personaggi. A un certo punto è risultata molto evidente l’esigenza di focalizzarsi non soltanto su ciò che poteva essere filmato nel momento in cui stavamo facendo il film ma anche di evocare delle sensazioni non filmabili, sia perché appartenenti al passato ma soprattutto perché legati a una sfera interiore, psicologica.

In particolare sono partito dai miei ricordi, dalle suggestioni che avevo da ragazzino quando scoprivo il cinema di Wes Craven e in particolare il cinema horror di fine anni Ottanta e inizio Novanta che arrivavano in casa mia attraverso i VHS e che reputo un genere perfetto per raccontare proprio l’infanzia soprattutto quando macchiata da contesti sociali difficili. Un’infanzia piena di mostri che ho voluto evocare un po’ ricorrendo a dei veri e propri mostri in scena, un po’ attraverso la messa in scena live action e un po’ soprattutto grazie all’animazione che reputo un mezzo potentissimo per dare voce e corpo all’interiorità.
Tutto questo ha creato un corto circuito di linguaggi che messi in relazione dal nostro punto di vista restituivano un po’ la complessità di quella che è la crescita in contesti del genere, ma che però appunto ha dei legami con la crescita forse di chiunque altro all’interno di contesti molto diversi. Quindi anche il ricorso al gaming, il ricorso all’animazione anche inteso come cartone animato e universo narrativo che rimanda all’infanzia è qualcosa che ci interessava molto e che abbiamo deciso di mettere nel film.

Il film fa un discorso molto interessante sulla violenza rappresentata dai media e quella vissuta. Secondo te quella finzione come viene filtrata e interpretata da chi invece quella violenza la subisce o ci vive in prossimità?

L: Una domanda complessa, nel mio caso c’è stato come dicevo prima una sorta di adesione ma anche un po’ una sorta di fascinazione rispetto a delle cose di cui tutti parlano e che nel mio caso mi ritrovavo addosso. Anche la questione di assorbire una storia senza averla vissuta fino in fondo è un tema centrale del film e credo sia una tematica che poi attraversa la crescita di chi vive in quartieri problematici e si ritrova ad assorbire e raccoglierne un po’ i pezzi e a farci i conti. In questo caso ho cercato di farlo nel momento che mi risultava più giusto e nel momento in cui reputavo di essere pronto di avere la situazione in mano. Perché il problema anche del film era quello di capire quando fosse il momento giusto di raccontare questa storia e con quali strumenti. E io ho cercato di farlo nel momento in cui certe cose erano state seminate e mi sentivo pronto e avevo acquisito anche la distanza giusta per poterlo mettere in scena in maniera lucida.

Le riprese che tu hai fatto a Salerno da più piccolo, avevi già in mente un progetto oppure le hai fatte per un tuo piacere personale nel riprendere?

L: No allora, in maniera strutturata per un film preciso no. Per alcuni si tratta proprio di miei esperimenti di cortometraggio, ce n’è uno in particolare che è quello che ha le suggestioni più orrorifiche. Si tratta appunto di primi esercizi di ripresa e regia totalmente da autodidatta quando ero ancora al liceo. In altri casi si tratta di pura testimonianza che avevo avuto il piacere di registrare un po’ per istinto personale, fin da bambino ho sempre avuto una videocamera in casa che era quella dei miei genitori. Per me è sempre stato un gesto naturale quello di provare a catturare il presente e a testimoniarlo in qualche forma. Vengo da una generazione, sono nato nel 1991, in cui ancora c’era l’usanza di catturare il presente e poi riguardarlo in futuro attraverso i supporti del nastro magnetico. Questa cosa mi ha fortemente condizionato e mi ha portato a catturare un archivio molto esteso che poi a un certo punto è tornato utile ed è stato messo in forma di film in questo modo.

In questo film ci sono tanti tipi diversi di animazione come quella stop motion, ma anche tradizionale e digitale. Quale senti più affine e qual è il tuo processo creativo nella realizzazione di queste sequenze?

L: Sicuramente quando penso all’animazione la maniera più istintiva è quella di pensare all’animazione 2D, quella disegnata e in particolare su carta, a me piace animare ancora sul supporto fisico ed evitare quanto possibile di stare davanti uno schermo. Ho sempre disegnato, prima di iniziare a raccontare storie attraverso il cinema lo facevo con i fumetti e per me è stato un passaggio naturale iniziare a creare animazioni. In questo il mio processo è abbastanza variegato e ibrido, nel senso che mi capita di scrivere delle cose senza pormi subito il problema della forma in cui verranno realizzate, in alcuni casi in passato ho scritto dei cortometraggi che pensavo di dover realizzare in live action che invece sono diventati d’animazione e viceversa.

Nel caso di questo film il lavoro è stato abbastanza variegato, cioè ho inizialmente scritto come dicevo prima un trattamento di natura documentaristica. Quando poi ho reputato che dovesse entrare anche l’animazione via via è andato strutturandosi verso una forma da vera e propria sceneggiatura. A un certo punto però ho incontrato il bisogno di inserire dell’animazione stop-motion per una motivazione precisa, mi interessava lavorare sulla fisicità dei corpi e in questo caso sulla fisicità degli arredi. Il film crea un dialogo tra gli spazi da cui è caratterizzato che sono spazi molto evidenti, molto riconoscibili e soprattutto molto significativi e mi interessava fare in modo che gli arredi fossero caratterizzati da veri e propri personaggi con volti e figure di arpie e farli dialogare con il genere cinematografico, portarli in una direzione da film horror e muoverli a tutti gli effetti. In quel caso la stop-motion mi permetteva di fare tutto questo.

La produttrice e montatrice Chiara Marotta

La produttrice e montatrice Claudia Motta

Lavorate insieme da tanto tempo, come vi siete conosciuti e cosa fa durare la vostra collaborazione nel tempo? 

C: Abbiamo iniziato a lavorare insieme una decina di anni fa e il primissimo cortometraggio che abbiamo distribuito è stato Quelle brutte cose, un corto di Loris del 2018 selezionato poi a Venezia alla Settimana della Critica dove venne anche premiato e poi al Sundance Film Festival. Diciamo che quello è stato un po’ l’inizio di tutto. Noi siamo partiti da Salerno con un gruppo di persone fidate che erano i nostri amici, un po’ credendoci, un po’ con la voglia di sperimentare, infatti già il primissimo corto è un lavoro caratterizzato da una forte sperimentazione e anche da una commistione di tecniche diverse ed a lì è nata anche la voglia di fondare una nostra società di produzione.

Già in quegli anni noi lavoravamo con altre società quindi avevamo sicuramente dei lavori con altri produttori però c’era già questa voglia di rendersi indipendenti, di lavorare a dei progetti che fossero nostri e che potessero darci una particolare libertà di sperimentare e anche di ragionare su storie realizzate nella maniera che reputavamo giusta per noi. Infatti via via abbiamo realizzato cortometraggi fino ad arrivare a Una cosa vicina che è il primissimo lungometraggio prodotto e ora anche distribuito dalla nostra società.

Devo dire che tutte queste esperienze hanno sicuramente portato a una crescita dei nostri percorsi come autori ma anche come produttori, perché anche la società è cresciuta insieme a noi. Tanto è vero che da circa un annetto abbiamo cominciato anche a produrre opere di altri autori e altre autrici. Questa forte forma di indipendenza e anche di resistenza in un certo modo caratterizza anche un po’ il nome della nostra società. Noi ci chiamiamo Lapazio Film perché il lapazio è una pianta che nasce spontaneamente e che resiste. Nasce nei marciapiedi, nasce nell’asfalto, nel cemento. E quindi questo secondo me caratterizza molto il nostro modo di raccontare le storie che sono spesso storie che conosciamo nel profondo o che appartengono agli autori che le raccontano e con questa caratteristica anche molto determinante e questa voglia di sperimentare, quindi anche di mettere insieme materiali molto diversi tra loro. Secondo me una cosa a cui teniamo è sempre la narrazione, cioè non perdendo mai di vista quella che è la storia che deve restare e che secondo noi deve essere sempre tangibile.

In questo film sono particolarmente funzionali alla narrazione, quali sono le tue fonti nella ricerca d’archivio, come ti sei avvicinata a questa pratica?

C: Direi sempre a partire dal primo corto perché già Quelle brutte cose aveva un uso di archivi personali mescolati a riprese con attori live action e questo utilizzo dell’archivio è qualcosa che ha caratterizzato diversi lavori a cui ho collaborato al montaggio.
A me piace molto conoscere la materia con cui mi relaziono nella fase di montaggio in particolare quindi la guardo, la catalogo, la sistemo nella maniera per me giusta in modo tale che io possa avere tutto sotto mano e possa avere anche la possibilità di adattarla alle varie scene della sceneggiatura. Quindi ad esempio se mi rendo conto che in un determinato momento gli archivi che so che ci sono possono aiutarmi ad arrivare in uno stato emotivo particolare e funzionale per quella scena allora io li vado a ripescare. E questo modo di lavorare che è un po’ un puzzle mi piace moltissimo.

Questo poi ha accompagnato anche una voglia di cercare negli archivi inediti, negli ultimi anni infatti per diversi lavori come installazioni museali e videoinstallazioni abbiamo cominciato anche a lavorare con degli archivi come l’AAMOD. Citavo queste videoinstallazioni perché abbiamo cercato degli archivi che non erano ancora stati digitalizzati e che quindi che abbiamo digitalizzato dopo averli trovati e utilizzati per la prima volta. È una pratica bellissima perché ti rendi conto che stai utilizzando una materia che altrimenti verrebbe dimenticata.

Così è stato anche per ZO (2023) il corto precedente di Loris dove ricercando abbiamo trovato un archivio molto bello della città di Salerno degli anni Ottanta.
Per Una cosa vicina ovviamente è stato un lavoro più importante perché gli archivi utilizzati sono moltissimi. Ho fatto una ricerca in diversi archivi, come appunto l’AAMOD, quello dell’Istituto Luce, e archivi di Rai Teche dove ho ricercato materiali che fossero legati alla storia di Salerno, sia risalenti agli anni Cinquanta, sia poi degli archivi più recenti degli anni Ottanta e degli anni Novanta. Anche in quel caso devo dire che poi abbiamo trovato dei materiali molto interessanti e col montaggio li abbiamo fatti comunicare tra loro. Spesso c’è un accostamento di archivi diversi che dialogano e che ci aiutano a ricostruire quella che è l’identità della città che è un personaggio, quello della storia pubblica che poi si mescola invece con degli archivi privati della storia privata di Loris.

Nel montaggio c’è qualcosa che ti ispira? Non solo intendo dire registi, ma anche sogni, pensieri, suggestioni…

C: A me come ti dicevo prima piace moltissimo conoscere la materia. Io parto sempre dal guardare ogni cosa anche più volte perché voglio proprio che sia per me chiaro tutto ciò che ho a disposizione, ma poi lavoro anche tanto con il ritmo. Il ritmo non è soltanto musicale ma è anche un ritmo di suoni che per me sono importantissimi, tanto è vero che il sonoro di questo film è fatto proprio di tantissimi pezzettini di suoni registrati da noi, insieme a due sound designer.

È fondamentale avere una ricostruzione anche sonora delle immagini per dare vita e forma a qualcosa che altrimenti sarebbe più spento. E questo mi stimola moltissimo, cioè nel momento in cui le immagini prendono suono per me cambiano completamente di significato. Le due cose vanno di pari passo e c’è un vero e proprio montaggio sonoro che tende a dare una tensione alle scene, una suggestione diversa per lo spettatore e mi conduce in questo percorso del montaggio dall’inizio fino alla fine.

Chiara tu sei anche produttrice di Una cosa vicina, secondo te c’è più difficoltà in Italia nel finanziamento di film sperimentali?

C: Devo dire che secondo me c’è più difficoltà per opere che magari hanno un bisogno maggiore di fondi per via anche dei tempi che cambiano, come possono essere opere con l’animazione al loro interno. Ovviamente l’animazione richiede uno sforzo più grande di persone che possono lavorare o banalmente se le persone sono poche i tempi si allungano moltissimo, quindi sicuramente c’è questo tipo di difficoltà. E forse c’è anche un po’ di difficoltà dovuta al fatto che magari nelle sale, soprattutto in questo periodo, circolano meno le opere sperimentali o apparentemente un po’ più complesse per il pubblico e quindi ci può essere questo tipo di reticenza. Siamo in un momento in cui si vogliono fare film che possano portare subito consensi e certamente le opere sperimentali non hanno un consenso unanime.

Nei festival però c’è sempre per fortuna ancora uno spazio in cui muoversi…

C: Sì assolutamente, infatti ci siamo resi conto a partire dai corti che c’è una costellazione di festival che invece hanno voglia di scovare opere che altrimenti non sarebbe ero viste e sicuramente è un modo alternativo alla tradizionale distribuzione che credo abbia molto più senso. Anche perché si possono creare delle reti, delle relazioni proprio umane con il pubblico.

Ultimamente c’è molta partecipazione anche ai festival dedicati all’archivio ma c’è anche molto interesse verso il processo di recupero e digitalizzazione. Voi avete da sempre lavorato su questi materiali quindi forse avete percepito sulla vostra pelle la differenza nel tempo…

C: Sì, sì, assolutamente, anche perché negli ultimi anni c’è stata anche una riscoperta del mezzo delle riprese in pellicola e quindi c’è anche più voglia di avvicinarsi all’archivio. Su questo ci sono stati sicuramente dei cambiamenti. Penso al primo festival, era il 2018, nell’arco di questi otto anni è cambiato molto il panorama dei festival in Italia. Anche sul cortometraggio è cambiato tantissimo, sono nati nuovi festival, la produzione stessa dei corti è aumentata, quindi sì sicuramente c’è un cambiamento da questo punto di vista.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

C: Attualmente abbiamo un lungometraggio di fiction di Loris che è in una fase di sviluppo e poi c’è un lungo di fiction mio che è in fase di sviluppo e scrittura e infine un corto d’animazione di un regista che si chiama Nespy 5Euro in fase di produzione e che termineremo alla fine di quest’anno e dal prossimo anno inizierà la sua fase distributiva. Poi parallelamente lo scorso anno a novembre abbiamo avviato un laboratorio di cinema sperimentale a Salerno che si chiama Memory Full, al quale hanno partecipato 12 filmmaker e alla fine sono stati realizzati 7 corti che a breve cominceranno il percorso distributivo. Il laboratorio è caratterizzato in particolare da sperimentazione e commistione di tecniche come l’archivio, l’animazione, il documentario e l’intelligenza artificiale, quindi sono molto diversi tra loro. È stata una bella edizione abbiamo avuto un bel riscontro.

Outlander – L’ultimo Vichingo, stasera in tv

Outlander – L’ultimo Vichingo è il film in onda stasera mercoledì 21 aprile su Cielo. Il film è diretto da Howard McCain con Jim Caviezel e Sophia Myles nei panni dei protagonisti. L’appuntamento con il film è alle 21:40 circa sul canale NOVE del digitale terrestre. Il film è uscito al cinema nel 2009 in alcuni mercati selezionati, incassando poco più di 7 milioni di dollari. In Italia il film ha incassato 1,2 milioni di euro.

Outlander – L’ultimo Vichingo, la trama

La trama di Outlander L’ultimo Vichingo ci posta nel villaggio di Herot, Norvegia, 709 d.c., Rothgar (John Hurt), è stato da poco incoronato Re. All’orizzonte un’astronave va a schiantarsi su uno dei maestosi fiordi Norvegesi. Dal relitto esce un uomo proveniente da un altro mondo: è Kainan (Jim Caviezel), un guerriero umanoide, e non è solo.

A sua insaputa ha portato con sé un pericoloso clandestino, il Moorwen, una creatura selvaggia pronta a tutto pur di vendicarsi per quello che l’esercito di Kainan gli ha fatto. Abbandonato su un pianeta a lui alieno, in una terra in ritardo di secoli rispetto alla sua civiltà, il guerriero si accorda coi vichinghi di Rothgar per unire tutti i popoli del Nord, così da uccidere nel più breve tempo possibile la temibile creatura.

Dove lo trovo in streaming?

Il film in onda stasera è disponibile in streaming su Eagle No Limits (Amazon Channel) e Prime Video. In alternativa potrete seguire gratuitamente la diretta streaming su Cielotv nella pagina dedicata alle dirette. Inoltre il film si può noleggiare e/o acquistare a seconda dei casi su Apple TV Store, Amazon Video.

Il Cast di Outlander l’ultimo vichingo

James Caviezel è il protagonista e volto più noto del cast del film stasera in tv, ma vediamo tutti i protagonisti.

  • James Caviezel: Kainan
  • Sophia Myles: Freya
  • Jack Huston: Wulfric
  • Ron Perlman: Gunnar
  • John Hurt: Rothgar
  • John Beale: Edmund
  • Katie Bergin: Sonja
  • Bailey Maughan: Erick