Recensione Ballerina, tutto quello che bisogna fare per non rinunciare ad un sogno è crederci

Recensione Ballerina

Recensione Ballerina: non un semplice cartone animato, ma una pellicola che offre in realtà numerosi spunti di riflessione

C’era una volta Félicie, un’orfana che viveva in Bretagna, dai capelli color del rame raccolti in una treccia e una grande passione nel cuore: la danza.
È l’incipit di Ballerina una delicata e intensa storia di vita e amicizia raccontata con gli occhi di una ragazzina che cerca il riscatto della sua condizione e non vuole rinunciare a un sogno che sembra impossibile trasformare in realtà.


Per Félicie, occhi color smeraldo e tempra d’acciaio, ballare equivale a respirare, vuol dire essere se stessa, e l’idea di rinunciare al suo sogno non è lontanamente contemplata nonostante la vita in orfanotrofio non le renda le cose facili. Quindi quale soluzione migliore se non quella di scappare per raggiungere l’Opera di Parigi, regno della danza classica? Armata di coraggio e del suo inseparabile carillon e spalleggiata dal migliore amico Victor, che sogna di diventare un inventore famoso, Félicie riuscirà a raggiungere con una roccambolesca fuga la sua agognata meta.

All’ombra di una Torre Eiffel in costruzione, con una città in fermento per l’avvicinarsi dell’esposizione universale del 1889, Félicie dovrà superare i propri limiti per non perdere di vista l’obiettivo: diventare la prima ballerina dell’Opera di Parigi.
Sulla sua strada incontrerà Odette, una giovane donna ed ex promessa della danza che si aggira per i corridoi dell’Opera munita di stracci e detersivo. Odette è schiva, porta i capelli legati in uno chignon e zoppica. Il suo carattere taciturno e introverso non spaventerà la giovane protagonista che piano, piano, riuscirà a farsi spazio nel cuore di colei che diventerà il suo faro a metà tra severa insegnante di ballo e materna guida.

Ma come può entrare all’Opera di Parigi un’orfanella? Le bugie sono più o meno tutte condannabili però a volte necessarie e Félicie mente sulla sua indentità spacciandosi per l’egocentrica Camille, una piccola Paris Hilton parigina, la cui tecnica è indiscutibilmente perfetta tanto quanto è arido il suo cuore che non conosce la stessa passione per la danza e lo stesso contagioso sorriso della rivale.
Un altro grosso problema di Camille è sua madre, l’assilante e onnipresente Régine Le Haute. Donna fredda e che non tarda ad attirare su di sé l’antipatia dello spettatore complice il suo fare tirannico e vendicativo che riversa fino all’ultimo su Odette e Félicie colpevoli di appartenere all’inutile plebe buona sola a pulire i pavimenti.
Da questa nuova Crudelia De Mon gli adulti, in particolare le mamme e i papà, possono imparare molto perché il personaggio di Régine ha un pregio ed è quello di ricordare ai genitori quanto sia sbagliato e pericoloso riversare sui figli i propri desideri e aspirazioni finendo per vivere per interposta persona e trasformando le future generazioni in adulti frustrati, arrabbiati, nutriti di rimorsi e rimpianti per aver vissuto un’esistenza imposta e mai scelta.

A salvare Félicie dalle ire di Régine che la vuole fuori dall’Opera ci pensa l’affascinante Mérante l’insegnante di ballo dal look impeccabile che sogna di scoprire la nuova étoile dell’Accademia. Nonostante non risparmi giudizi taglienti alle sue allieve Mérante è severo ma giusto e una volta scoperto l’inganno di Félicie, attratto dal talento della ragazza, le permetterà comunque di partecipare all’audizione per ottenere una parte nel balletto.
In ogni favola che si rispetti non manca il principe azzurro che in Ballerina ha il volto di Rudolph Dimitiev Stanislaw Artiem Rankovsky Shumsky Terzo. Oltre al nome kilometrico, che una volta pronunciato ho temuto avesse rubato così tanto tempo alla visione da catapultarci d’improvviso agli ultimi cinque minuti del film, il nostro rubacuori indossa calzamaglia, vanta un biondo capello, e riesce a conquistare le attenzioni di Félicie ma ben presto si rivela un re della danza snob e privo di carattere tanto che fare il tifo per Victor, segretamente innamorato della sua compagna di scorribande, non solo diventa un dovere ma anche un piacere che allenta almeno un po’ il fastidio provocato dalla spocchia di Rudolph.
Tornando a Victor, ricordate che l’inseparabile compagno di Félicie oltre ad essere il suo primo fan ha il sogno di diventare un grande inventore? Questo monello ribelle dai modi gentili finirà per diventare il garzone con aspirazioni da assistente di nientepopodimeno che Gustav Eiffel l’ingegnere diventato famoso per la torre che porta il suo nome.

Ad affiancare Victor nel suo lavoro quotidiano il dolce Mathurin dotato di cilindro e violino. Più enigma che ragazzo (non scopriremo mai molto di questo personaggio lasciato ai margini della storia) Mathurin è un moderno Cyrano de Bergerac che mentre fantastica su Félicie si ritrova a dover fare da messaggero e paciere tra la ragazza e Victor.

Quello che potrebbe sembrare un semplice cartone animato offre in realtà numerosi spunti di riflessione da approfondire: la voglia e forza di riscattare la propria condizione, l’amicizia che supera le differenze sociali (le ballerine dell’Opera preferiranno Félicie anche dopo aver scoperto le sue origini), l’amore taciuto e mai dimenticato a cui dare una possibilità (Mérante vuoi tu prendere in sposa la qui presente Odette e non lasciartela scappare un’altra volta?), il linguaggio che non è sempre sinonimo di eleganza nell’animo e nei gesti, il riconoscimento dei propri errori che porta a vedere l’altro non più come un nemico ma come un amico.
Ma soprattutto Ballerina ci ricorda che non dovremmo mai rinunciare a quel qualcosa di cui, secondo Shakespeare, della stessa sostanza siamo fatti: i nostri sogni.

Con le voci di Sabrina Ferilli, Eleonora Abbagnato e Federico Russo e con, per la colonna sonora, la splendida interpretazione di Francesca Michielin non perdete Ballerina dal 16 febbraio al cinema. Vi ruberà il cuore.