Recensione Doctor Strange: magia si, filosofia no grazie…

Recensione Doctor Strange

Recensione Doctor Strange: Solo uno Stark coi poteri? I trip visivi valgono il prezzo del biglietto.

Scarlet Witch, Quick Silver, Visione ma anche Thor e Loki sono tutti personaggi che hanno avvicinato l’Universo Cinematografico Marvel a un unico elemento essenziale: la magia. Anche se chiamata con nomi diversi (mutazioni genetiche, divinità), la magia ha dovuto aspettare ben quattordici titoli e l’arrivo di Doctor Strange per diventare protagonista assoluta in una pellicola. Tuoni e poteri di ogni genere hanno sempre sfiorato il MCU, ma questi supereroi hanno sempre preferito le botte nude e crude. Almeno fino ad ora…


Stephen Strange, separato alla nascita dal Dr House di Hugh Laurie, è un neurochirurgo egocentrico e arrogante che pensa di avere il mondo nelle sue mani. A causa di un incidente stradale, proprio la perdita dell’uso delle mani lo porterà a cercare una guarigione nel mondo orientale, dove entrerà in contatto con le arti mistiche.

Scott Derrickson dirige uno stand alone vecchio stile che dimentica i tempi scanditi e suddivisi equamente dei film corali, per concentrarsi sul suo protagonista (forse anche più dei suoi predecessori). Si torna alle origini, alle strutture e ai ritmi della Fase 1 dell’Universo Marvel; in diverse scene, Strange ripoterà alla mente proprio il Tony Stark del primo Iron Man (dejà vu favorito dall’atteggiamento da odioso saputello che li accomuna). Sfortunatamente, il regista de L’esorcismo di Emily Rose e Sinister non concede una svolta cupa al suo cinecomic ma anzi sembra aver realizzato il compitino su misura per Kevin Feige e nulla di più.

Narrativamente questo dottore ha veramente molto poco di strano. Lo sviluppo della storia è tiepido e terribilmente canonico: dall’addestramento allo scontro finale, tutti i tasselli sono posizionati al loro posto, eccessivamente ordinati e puntuali. Se un film, sulla carta, con poco appeal come Ant-Man è riuscito ad avere una personalità che lo distinguesse dagli altri, questo dottore si meritava un trattamento migliore.

A livello visivo, Doctor Strange dà il meglio di sé, creando una grande giostra dalla quale non si vuole mai scendere: una montagna russa basata su un’infinita e psichedelica successione di dimensioni parallele, giochi di specchi e sequenze labirintiche che sembrano uscite da un quadro di Escher. Un po’ Inception, un po’ Matrix, le scene d’azione ricordano molte pellicole precedenti, ma rimaniamo ugualmente colpiti dall’avvolgente trip mentale. La visione è caldamente consigliata in 3D il quale, per una volta, risulta essere necessario e funzionale.

La magia e la filosofia non possono andare a braccetto in un cinecomic: i pomposi dialoghi che provano ad argomentare le multi dimensioni, pensando di migliorare la situazione, sprecano solo del tempo prezioso. Entrando in sala per vedere un film Marvel (l’ennesimo), lo spettatore si trova in un universo che conosce da anni e la sua percezione non ha bisogno di dialoghi filosofico-scientifici. Siamo in un film sui supereroi e non in Interstellar di Christopher Nolan!

Benedict Cumberbatch ci mette le sue doti attoriali, le smorfie alla Sherlock e soprattutto il corpo per dare una nuova visione del supereroe: via bicipiti e pettorali e avanti magrezza e pizzetto (discutibile) in perfetto stile orientaleggiante. Tilda Swinton incute molto timore senza capelli mentre Rachel McAdams è l’ennesimo personaggio femminile targato Marvel sottotono. Debole e da manuale anche il villain punk di Mads Mikkelsen. Il personaggio più sottovalutato, e allo stesso tempo riuscito, del film è il mantello della levitazione: una perfetta spalla comica che ci auguriamo avrà più spazio nei titoli futuri. Infine, la comicità è presente ma non è più una colonna portante del ritmo narrativo; siamo di fronte a un film più misurato, meno divertente, ma anche molto più indeciso su cosa dire e su come dirlo.

La magia è finalmente arrivata nel Marvel Cinematic Universe, peccato che quella creata da Doctor Strange sia tanto splendida da vedere quanto poco interessante da ascoltare. 

Doctor Strange è nelle sale italiane dal 26 Ottobre 2016 distribuito da Walt Disney Company Italia.