Recensione Oceania: sintesi e rinascita di una principessa Disney

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Recensione Oceania: dopo l’enorme successo di Elsa e Anna, Vaiana è la nuova principessa dell’universo animato targato Disney.

Possiamo ancora parlare di principessa Disney nel 2016?


Guardando i trailer di Oceania, 54esimo classico Disney, la risposta sembra tutt’altro che complessa. Dopo gli animali di Zootropolis, “i classici” segnano una doppietta con due titoli distribuiti solo nel 2016, e aggiungono un’altra importante figura femminile alla loro lunghissima storia.

La protagonista di Oceania è Vaiana (Moana, titolo e nome della protagonista in originale), principessa di una paradisiaca isola del Pacifico, che intraprende un coraggioso viaggio per salvare il suo popolo.

Ron Clements e John Musker sono il duo d’oro dietro al film: papà de La Sirenetta, film capostipite del Rinascimento Disney (periodo di rinascita per la casa di Topolino dopo la crisi seguita alla morte del suo fondatore), di Aladdin e de La Principessa e il Ranocchio, sono tra i creatori dello schema narrativo che porterà la major ai massimi splendori per tutti gli anni Novanta. Oceania riesce ad essere in tutto e per tutto un classico Disney DOP, alterando le medesime strutture che lo sorreggono: sia il viaggio dell’eroe che le stesse figure riprese dal modello fiabesco non vengono mantenute come da manuale.

Non è presente un villain carismatico che incarna la nemesi dell’eroe, ma vi sono diversi “boss” intermedi che portano alla resa dei conti finale (atmosfere da videogame ricordano i dungeon di The Legend of Zelda). Vaiana,  sintesi e superamento di molte principesse del passato, è una Lilo adulta nell’aspetto, una guida come Pocahontas e possiede lo spirito ribelle di Ariel; questa giovane donna prova a rispondere ai grandi interrogativi dei personaggi Disney: “Qual è il mio posto nel mondo?”. How Far I’ll Go canta la protagonista nel suo assolo, canzone chiave della pellicola, mentre cerca di superare i limiti (concreti e metaforici) imposti dalla società e dalla tradizione. Alle sue domande non potranno rispondere i genitori (presenti ma impotenti) e neanche l’amata nonna, guida spirituale della giovane. Vaiana parte completamente sola per un viaggio dai tratti epici, per tornare a casa con una nuova consapevolezza di sé.

Dov’è finito il principe? La controparte maschile è assente e Oceania è il primo classico Disney con protagonista femminile in cui non c’è posto per una sottotrama amorosa. Una scelta importante su cui riflettere: l’amore viene sostituito da qualcosa che ha sempre percorso le principesse dagli anni Novanta fino ad oggi, la conoscenza.

L’assoluta centralità della protagonista comporta una forte tendenza a marginalizzare le figure di contorno: tra gli aiutanti particolarmente privi di fascino e i villain dall’aspetto videoludico, Vaiana concede un po’ di spazio solo a Maui, il semidio che l’aiuterà nella sua impresa. Non completamente risolto a livello narrativo, Maui ha un design e una caratterizzazione ricca di intuizioni spassose (i tatuaggi dotati di vita ricordano l’angelo e il diavolo sulle spalle di Kronk ne Le follie dell’imperatore).

L’animazione raggiunge livelli di eccellenza impensabili fino a qualche anno fa: dopo gli splendidi ambienti ghiacciati, il mare, in quanto personaggio tridimensionale, è stata la grande sfida animata di questa pellicola. Un film fortemente autoironico in cui la Disney sa prendersi in giro portando avanti una presa di coscienza rispetto al suo passato, al suo presente e alla sua continua messa in discussione. 

“Hai un bel vestito e un animaletto da compagnia. Certo che sei una principessa” spiega Maui a un’infastidita Vaiana. Guardandosi indietro, Clements e Musker hanno deciso che questa volta i capelli bagnati non rimarranno perfettamente ordinati come quelli di Ariel ma finiranno direttamente sul volto e sugli occhi, come succede a tutti noi, come accade più volte alla principessa del 2016.

Oceania sarà nelle sale italiane a partire dal 22 Dicembre 2016 su distribuzione The Walt Disney Company Italia.