Recensione Wonder Woman: la supereroina che porta la luce nel buio del DCEU

Stasera in tv giovedì 11 ottobre recensione wonder woman

Recensione Wonder Woman di Patty Jenkins: Gal Gadot è la supereroina che porta la luce nel buio del DCEU.

Ci volevano un uomo d’acciaio fin troppo epico, uno scontro fra i due supereroi di punta DC che voleva essere mille altre cose, e una presentazione dei villain DC raggruppati alla rinfusa per arrivare al primo film che ponesse uno sguardo interessante nel DCEU – DC Extended Universe cinematografico.

Wonder Woman di Patty Jenkins è una luce nelle tenebre della narrativa cinematografica della DC, proprio come la Wonder Woman di Gal Gadot lo è per l’umanità intera nel film. Quest’ultima è prima di tutto Diana, principessa delle Amazzoni, figlia della regina Ippolyta (Connie Nielsen) e di Zeus e cresciuta a Temyscira, un’isola paradisiaca invisibile al mondo esterno, creata proprio dal re degli dèi in antichi tempi di guerra fra lui e il figlio, il dio della Guerra Ares, per proteggere le Amazzoni. Sarà l’arrivo di un pilota americano, Steve Trevor (Chris Pine) schiantatosi sulle coste dell’isola, a far scoprire a Diana la propria vera natura e il proprio destino, combattendo al fianco degli esseri umani in una Guerra che porrà fine a tutte le guerre.

Il film è una origin story lineare e a tratti prevedibile, ma non per questo meno godibile. C’è forse un’eccessiva parte esplicativa (il cosiddetto “spiegone”) e narrativa (il voice over di WW) da parte della protagonista, e forse troppo poco si vede di ciò che sta accadendo ai giorni nostri quando Bruce Wayne (Ben Affleck) le manda una certa fotografia. La morale risolutiva è altrettanto semplicistica: l’umanità è la principale causa del proprio male e la soluzione è l’amore. Ma forse è ciò che serviva al DCEU: un film che si prendesse un po’ meno sul serio e virasse da una svolta dark ad un’altra piuttosto sbarazzina e allo stesso tempo epica. Non mancano infatti i continui siparietti fra Diana, Steve e gli umani, in virtù del fatto che lei è cresciuta fra sole donne e non conosce molti aspetti della civiltà occidentale. In questo contribuisce anche la scooby-gang strampalata che aiuta Steve e Diana, con un ritrovato Ewen Bremner. Gal Gadot interpreta un’eroina divisa continuamente fra due estremi: l’ingenuità del’infanzia e il coraggio della maturità.

L’altro aspetto in cui Patty Jenkins ha voluto mettere del proprio è rappresentato dai combattimenti della pellicola: vi è un’attenzione quasi chirurgica da parte della regista alle sequenze d’azione, e sebbene non tutte siano riuscite, possiedono un’equilibrio generale che pochi altri film di genere possono vantare: sarà merito della parte femminile massicciamente presente, ma le scene di combattimento sono come note in uno spartito che devono muoversi con una certa distanza e ad un certo ritmo le une dalle altre, per poter creare l’armonia di ciò che si ammira sullo schermo. A proposito di femminismo, non può non far sorridere la strizzata d’occhio alla serie tv con Lynda Carter e al “vecchio modo” di ritrarre la versione “copertura umana” dei supereroi in tv, quando la segretaria di Steve dice a Diana: “Certo, perché un paio di occhiali non la fanno diventare la donna più bella che c’è”.

Wonder Woman di Patty Jenkins è quindi un film forse eccessivamente naif e lineare, eppure maggiormente riuscito nel cercare di delineare questi benedetti supereroi DC – che vorrebbero far guerra alla Marvel al cinema – prima di vederli riuniti nel primo film team-up, ovvero Justice League.

Wonder Woman sarà nei cinema italiani dal 1° Giugno 2017 su distribuzione Warner Bros.