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Buffy, l’ammazzavampiri dal 10 giugno nel pomeriggio di Spike

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Buffy su Spike dal 10 giugno alle 17:00 un pomeriggio all’insegna della nostalgia

Oltre i culti degli anni ’70 e ’80 è arrivato il momento di fare un salto anche nel recente passato e stuzzicare la voglia e la passione di chi fino a ieri era ancora giovane. E perchè no, magari incontrare i gusti di qualche giovane.

Arriva dal 10 giugno alle 17:00 dal lunedì al venerdì su Spike Buffy – L’ammazzavampiri una di quelle serie tv cult anni ’90 che non trovi nei cataloghi streaming e quindi un appuntamento utile per chi ha voglia di fare un salto nella propria giovinezza o recuperare quella serie di cui tanto aveva sentito parlare.

Uscita nel 1997, ha riscosso da subito un grande successo, rendendola un vero e proprio fenomeno popolare. La serie infatti è diventata un caso di studio in numerose università per l’enorme impatto sociale e mediatico che ha avuto: Buffy è tra le serie tv che hanno generato la più alta partecipazione dei fan. L’universo narrativo ideato da Joss Whedon, celebre sceneggiatore della serie, è stato esplorato e approfondito da numerose produzioni di fan-fiction: fumetti, racconti, blog e cross-over, Buffy è molto più che un prodotto televisivo.

Ad oltre 20 anni di distanza dalla messa in onda, torna la serie che ha portato sugli schermi la lotta contro i vampiri e le forze del male. Un mix di paura e azione, divertimento e fiato sospeso: l’appuntamento su Spike è imperdibile. Triplo episodio tutti i giorni al canale 49 del digitale terrestre.

Buffy Summers (Sarah Michelle Gellar) è una cacciatrice di vampiri, la persona prescelta, e unica nella sua generazione, che ha il compito di difendere il mondo dalle forze del male. Trasferitasi da poco nella piccola cittadina di Sunnydale, dopo che a Los Angeles aveva dovuto affrontare pericolose lotte contro i vampiri, scopre che anche nel suo nuovo liceo le forze del male le daranno filo da torcere. Sotto le fondamenta della scuola infatti, si nasconde la Bocca dell’Inferno, un portale che sprigiona tutto il male demoniaco sulla terra. Ad aiutare la giovane Buffy però, ci sono il suo Osservatore, Rupert (Anthony Head), e i suoi amici, Xander (Nicholas Brendon) e Willow (Alyson Hannigan).

Pronti per tuffarvi nel passato?

Recensione Black Mirror: il commento ai nuovi episodi della quinta stagione

Recensione Black Mirror stagione 5: il commento ai tre episodi della nuova stagione: Striking Vipers – Rachel, Jack e Ashley Too – Smithereens

Dopo lo speciale interattivo di Black Mirror, rilasciato da Netflix a dicembre, è arrivata la quinta stagione della serie, che proprio come le prime stagioni è composta solo da tre episodi. Ma è l’unica caratteristica che la quinta stagione di Black Mirror ha in comune con le prime stagioni, perchè il risultato è completamente diverso. Recensione Black Mirror.

Essendo una serie antologica, il commento per Black Mirror deve essere suddiviso per episodi che hanno una trama e un cast diversi. Precisiamo che non seguono spoiler.

Recensione Striking Vipers – Black Mirror 5×01

Il primo  di questo nuovo ciclo di episodi ha come protagonisti Danny, interpretato da Anthony Mackie dell’universo Marvel, e Karl (Yahya Abdul-Mateen II). Sono due migliori amici che si perdono di vista e che si incontrano qualche anno dopo alla festa di compleanno di Danny. L’episodio o mini-film (dura poco più di un’ora), non è Black Mirror, manca la novità, l’angoscia e la critica alla società. Brooker non ha assolutamente inventato niente di nuovo. Ha ripreso il filone narrativo di San Junipero ha usato una tecnologia che in una versione più semplice esiste anche nel nostro universo e ha raccontato una storia normale, una storia che ha solo sollevato un dilemma sul tradimento.

L’elemento che spicca è un gioco per consolle che permette di vivere le “esperienze di gioco”, se proprio possiamo definirle così, e si è scelto Striking Vipers un gioco che ricorda moltissimo il popolare “Mortal Kombat“. La sensazione, dopo aver guardato l’episodio, è quella di aver guardato un normale film, ben realizzato, con un cast composto da attori molto bravi (un po’ come quasi tutti i film originali di Netflix se vogliamo). Ma niente di più, niente che ricordi Black Mirror. Voto: 6.5 – Davide Allegra.

Gli episodi di Black Mirror dovrebbero sempre lasciare qualcosa nello spettatore, uno spunto di riflessione, un qualche senso, un’idea. Soprattutto dovrebbero darti quel senso di ansia e inquietudine verso un uso distorto e possibile della tecnologia che altrove non troveresti. Charlie Brooker qui sembra più interessato a raccontare le dinamiche tra le persone, i rapporti tra gli esseri umani con la tecnologia ridotta a mero strumento. Non è Black Mirror. Magari è “storie di passioni” “L’umanità” ma non è Black Mirror. Il voto non è negativo perchè preso fuori dal suo essere parte di un’antologia non si può definire un brutto prodotto, voto: 6.5 – Riccardo Cristilli

Recensione Smithereens – 5×02

Il secondo episodio è il migliore del nuovo ciclo. Il protagonista è un tassista o presunto tale interpretato da uno straordinario Andrew Scott che abbiamo già conosciuto nei panni di Moriarty in Sherlock. L’episodio è una sorta di critica alla dipendenza dai social, rappresentati da Smithereens in questo universo. Passiamo l’episodio a chiederci perchè questa persona ha rapito un dipendente di Smithereens, con il solo scopo di parlare col capo per raccontargli la sua storia.

Anche qui manca la novità, la serie aveva già trattato questo argomento nell’episodio Nosedive della terza stagione, usando uno strumento diverso, quello della popolarità e della finzione sui social, per arrivare sempre allo stesso risultato, alla stessa critica. Qui si è scelto di usare la dipendenza e la lezione che ne deriva è che dopo tutto quello che è successo nell’episodio, non cambia nulla, la società ormai è abituata così: arriva la notifica, si legge e la vita va avanti. Voto 7 Davide Allegra.

Smithereens ha un solo grande merito: far conoscere Andrew Scott al pubblico “di massa” che ama Black Mirror e forse ha perso piccoli capolavori come Sherlock (dov’era Moriarity) e Fleabag (dove nella seconda stagione è un magnifico prete). Andrew Scott si prende sulle spalle l’episodio interamente costruito intorno al suo personaggio e ci regala un’interpretazione di alto livello.

Tutto intorno a lui si sprofonda nella banalità di una scrittura da thriller molto semplice, in cui la tecnologia è contemporanea se non quasi passata e molto poco “del futuro” come ci si aspetta da Black Mirror. Non aggiungo altro per non “rovinare” la visione dell’episodio. Voto: 6.5 Riccardo Cristilli

Recensione Rachel, Jack e Ashley Too – 5×03

Che dire dell’episodio con Miley Cyrus, è il più brutto. E’ la storia di una cantante che non ama più fare il tipo di musica che fa, ma è costretta a continuare dalla zia/manager che nel frattempo cerca di drogarla per tenerla in riga, ma lei è intelligente è scopre tutto, e in tutto ciò viene aiutata da una fan e la sorella. La storia ha poi altri protagonisti e risvolti, ma la domanda principale che mi pongo è: perchè Netflix non l’ha rilasciato da solo col titolo: “Rachel, Jack e Ashley Too” un film originale con Miley Cyrus. Non c’è altro da dire. Voto 5 Davide Allegra.

L’episodio Rachel, Jack e Ashley Too ha probabilmente gli elementi tecnologici più interessanti e parzialmente innovativi inseriti però nel contesto di una fiaba Disney (c’è anche la principessa addormentata e la strega cattiva!). Qualche imprecazione e qualche provocazione, oltre alla colonna sonora più ritmata servono a ricordarci che non siamo davanti a un film tv di Disney Channel ma a un episodio di Black Mirror. Ma non bastano per ricordare Black Mirror. Voto 4 Riccardo Cristilli

Commento generale

Il commento generale è sempre lo stesso, quello che facciamo da anni. Black Mirror è cambiato, non è quello che era un tempo ma è diventata una serie di storie, ben fatte, ben recitate, ben girate per carità, che possono vivere benissimo anche separatamente, come film originali di Netflix, al netto di eventuali dettagli che puoi trovare in un episodio (tipo tutti i collegamenti a San Junipero fatti nel primo e terzo episodio). A questo punto la serie non ha motivo di esistere, o potrebbe evolversi in una sorta di spinoff, Mirroring Black Mirror, Lo specchio della società o robe così. Così almeno evitiamo di pensare a quello che è stato. Voto generale agli episodi 6- (6+5,5), li guardi volentieri per passa tempo. Voto a Black Mirror: Non pervenuto, perchè non esiste più. Davide Allegra/Riccardo Cristilli.

FOX The Big Bang Theory, dal 7 al 19 giugno arriva un canale dedicato alla comedy

FOX The Big Bang Theory, arriva un canale intero dedicato alla comedy più popolare degli ultimi 12 anni. Dal 7 al 19 giugno (canale Sky 113)

Per ricordare The Big Bang Theory, il cui finale di serie è andato in onda a maggio negli Stati Uniti, FOX gli ha dedicato un canale intero dal 7 al 19 giugno (anche se mancano le ultime due stagioni, i cui diritti sono in mano a Mediaset).

Per 12 giorni, come gli anni della serie, su FOX The Big Bang Theory andranno in onda in rotazione continua le prime 10 stagioni della serie.

Il canale ci farà rivivere le avventure della comedy dei record, che si svolgeranno tutte attorno al divano più famoso di Pasadena. Basta solo non rubare il posto a Sheldon per essere i benvenuti nella casa dei coinquilini più intelligenti della tv.

Sarà l’occasione perfetta per rivivere le vicende dei quattro amici, tre ricercatori di fisica e un ingegnere aerospaziale, tra divano, ufficio efumetteria. La loro vita sarà sconvolta quando Penny (Kaley Cuoco), la bellissima vicina di casa di Leonard (Johnny Galecki) e Sheldon (JimParson), comincerà ad inserirsi nel loro gruppo. Nel corso di queste dieci stagioni però molte cose sono cambiate: Raj (Kunal Kayyar) ha superato il suo mutismo selettivo, Howard (Simon Helberg) è diventato un astronauta, Leonard è riuscito a conquistare la ragazza dei suoi sogni e a portarla all’altare mentre Sheldon non cambia mai e continua a mantenere il suo posto sul divano.

Nel corso degli anni anche la componente femminile del gruppo si è ampliata con l’arrivo di Bernadette (Melissa Rauch) e Amy (Mayim Bialik), che hanno portato l’amore nelle vite degli scienziati.

La comedy ha vinto numerosi premi, tra cui 10 Emmy Awards e un Grammy Award conferito al protagonista Jim Parson. Il cast è stato invitato alla cerimonia delle impronte sulla Walk of Fame di Hollywood ed è stata la prima serie tv al mondo a ricevere un tale riconoscimento.

David Tennant e Cush Jumbo nel cast di Deadwater Fell di Channel 4 – Notizie serie tv

Notizie serie tv: David Tennant e Cush Jumbo nel cast di Deadwater Fell, un crime drama di Channel 4

L’attrice di The Good Fight, Cush Jumbo e il popolare David Tennant entrano nel cast di una serie crime di Channel 4 (UK) dal titolo provvisorio Deadwater Fell. Si tratta di due nuovi ingressi in un cast già composto da Anna Madeley (The Crown) e Matthrew McNulty (The Terror).

La serie esplorerà l’anatomia di un crimine terribile che avrà delle conseguenze nella vita di due coppie. Tennant sarà il dottore Tom Kendrick, marito di Kate (Madeley) una maestra delle elementari. Kate lavora insieme alla sua migliore amica, Jess Milner, interpretata da Cush Jumbo, una donna sempre ai margini della società. Questo fino a quando sei anni prima ha incontrato Steve, interpretato da McNulty, con cui ha creato una famiglia trasferendosi nella piccola comunità scozzese di Kirkdarroch. Steve è un sergente della polizia ma fino a oggi non aveva mai visto così tanti crimini in questa piccola comunità.

Una nota questa piccolo villaggio si risveglierà con le luci di un grosso incendio nella foresta e con la rivelazione che Kate e i suoi tre figli sono morti, Tom invece è sopravvissuto. Ben presto si scoprirà che Kate e i figli non sono morti nell’incendio, ma in altro modo e il villaggio dovrà avere a che fare con le conseguenze di quello che è accaduto.

Flash

  • Secondo Variety, il servizio streaming WarnerMedia starebbe sviluppando un adattamento di un podcast “Over My Dead Body” prodotto da Elizabeth Banks che si occuperà anche della regia. La serie racconterà di Dan e Wendi, due avvocati il cui matrimonio ha ricevuto la copertura del New York Times. Ma quando questa coppia perfetta si separerà si passerà da una brutta separazione, a un divorzio combattuto, a un caso per omicidio.
  • Ivan Sergei entra nel cast di BH90210 in un ruolo ricorrente. L’attore interpreterà Nate, il marito di Tori Spelling, un ex-giocatore di hockey che adesso sta tentando la carriera di commentatore sportivo. La serie debutterà su FOX (USA) il prossimo 7 agosto.
  • Matt Hobby è stato promosso a personaggio regolare nella terza stagione di Young Sheldon. L’attore ha interpretato, in modo ricorrente, il pastore Jeff sin dalla prima stagione, e ha realizzato un totale di 13 episodi.
  • Denise Crosby entra nel cast della nona e ultima stagione di Suits. L’attrice interpreterà Faye Richardson, una rappresentante dell’albo degli avvocati di New York. Fayer arriverà nello studio legale per consegnare una sentenza che avrà serie conseguenze per i protagonisti.
  • Elizabeth Hurley entra nel cast della terza stagione di Marvel’s Runaways di Hulu. L’attrice interpreterà il ruolo di Morgan Le Fey, una maga dal lungo passato e con grandi poteri.
  • Kate Miner è stata promossa a personaggio regolare nella decima stagione di Shameless. L’attrice ha interpretato il ruolo di Tami, la fidanzata di Lip durante la nona stagione e incinta del suo bambino.

Video

Amazon Prime Video ha rilasciato il primo trailer dell’episodio finale musical che chiuderà Transparent dopo lo scandalo che ha visto protagonista Jeffrey Tambor. L’episodio verrà rilasciato su Amazon Prime Video in autunno, ma ricordiamo che in Italia la serie va in onda prima su Sky Atlantic.

NBC sta sviluppando Langdon, una serie prequel de Il Codice Da Vinci

Langdon, NBC svilupperà una serie prequel de Il Codice Da Vinci, tratta dal libro di Dan Brown, Il simbolo Perduto.

La pilot season si è chiusa il mese scorso con gli Upfront, ma i canali pensano già ad acquisire progetti che arriveranno, se ordinati, nella stagione televisiva 2021/22. L’estate sta arrivando, insieme ai primi ordini, come NBC che ha acquistato Langdon, un progetto basato sul romanzo di Dan Brown, Il simbolo Perduto.

Langdon, che NBC si è impegnata a produrre, verrà sceneggiato da Daniel Cerone e verrà prodotto da Imagine TV di Ron Howard e Brian Grazer, CBS TV Studios e Universal Television.

Il progetto televisivo sarà un prequel de Il Codice Da Vinci, anche se il romanzo Il Simbolo Perduto è ambientato dopo. Langdon seguirà la storia di Robert, il famoso professore della saga letteraria di Dan Brown, nelle prime avventure come professore di simbologia religiosa di Harvard. Robert si troverà in mezzo a una serie di rompicapi letali quando il suo mentore verrà rapito. La CIA lo costringerà a collaborare con una task force, insieme alla quale porterà alla luce una cospirazione da brividi. Nella serie quindi Robert Langdon sarà molto più giovane rispetto ai film.

La potenziale serie vedrà Dan Brown nei panni di produttore esecutivo insieme a Grazier, Howard, Francie Calfo, Samie Falvey e Anna Culp.

Il Simbolo Perduto è il terzo libro di Brown che vede Robert Langdon come protagonista, ma è ambientato dopo Il Codice Da Vinci. Langdon sarà un espansione dell’universo dei libri e soprattutto dei film in cui il personaggio è interpretato da Tom Hanks. Sony Pictures ha già provato a realizzare un adattamento cinematografico de Il Simbolo Perduto, ma ha deciso di passare direttamente a Inferno, quattro libro della saga.

A oggi esistono cinque libri scritti da Dan Brown, con il personaggio di Robert Langdon come protagonista. Angeli e Demoni, Il Codice Da Vinci, Il simbolo Perduto, Inferno e Origin.

Bruno Barbieri 4 Hotel la nuova stagione su Sky Uno dal 6 giugno

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4 Hotel con Bruno Barbieri torna con la nuova stagione dal 6 giugno su Sky Uno Sky On Demand e Now Tv in streaming

Riprende il viaggio di Bruno Barbieri tra gli alberghi d’Italia, da giovedì 6 giugno parte la seconda edizione di 4 Hotel alle 21:15 su Sky Uno, in streaming su Sky Go e Now Tv e su sempre disponibile su Sky On Demand. Nel programma, prodotto da Drymedia, si sfidano gli albergatori di alcuni dei posti più affascinanti di tutta Italia.

Nel corso della prima puntata Bruno Barbieri sarà in Puglia alla scoperta di masserie e trulli, tra le località più affascinanti del “tacco dello stivale”. La sfida è tra Pasquale, Caroline, Tonia e Silvana. Chi di questi quattro albergatori riuscirà a convincere Bruno Barbieri, conquistando così il titolo?

Da qui il viaggio di 4 Hotel si sposta a Torino, per proseguire poi in Umbria, a Roma, in Valtellina, a Verona, in Liguria e concludersi a Catania. Otto nuove puntate durante le quali gli hotel in gara, di diverse fasce di prezzo o categoria, si contenderanno il titolo puntando sul proprio fascino e le proprie peculiarità.

Colleghi e avversari allo stesso tempo – guidati da Bruno Barbieri – i concorrenti trascorreranno un giorno e una notte nei reciproci alberghi. Fatto il check-in, per ciascun hotel lo Chef stellato sperimenterà in prima persona l’accoglienza, lo stile, la pulizia, i servizi degli hotel e più in generale l’ospitalità di ogni albergatore. A colazione, dopo il check-out, i concorrenti si giudicheranno l’un l’altro. Per ognuno, un voto da 0 a 10 su 4 categorie: location, camera, servizi, prezzo.

Viaggiatore del mondo, con il suo stile ricercato ed elegante Bruno è il conduttore, accompagnatore, osservatore e giudice della gara. Un po’ per lavoro e un po’ per assecondare la sua passione per i viaggi, lo Chef ha viaggiato tantissimo, così da diventare un maestro indiscusso dell’arte dell’accoglienza alberghiera. Ironico e pungente, racconterà la sfida e metterà i proprietari di fronte a imprevisti per valutarne la capacità di problem solving e l’attenzione al cliente. Con i suoi voti, alla fine di ciascun episodio potrà confermare o rivoluzionare il verdetto risultante dai voti dei 4 protagonisti di puntata. Uno solo degli albergatori concorrenti si aggiudicherà così un contributo economico da reinvestire nella propria azienda.

I 4 albergatori pugliesi della prima puntata

Pasquale è il proprietario di Trulli Holiday ad Alberobello. L’albergo diffuso Trulli Holiday è un pezzo di storia della città di Alberobello. I trulli di pietra calcarea sono stati rimodernati con l’intento di dare vita ai vecchi trulli per renderli moderni e funzionali al cliente. Pasquale è talmente innamorato del suo lavoro e di ciò che ha costruito che ha deciso di vivere in uno dei trulli dell’albergo; si definisce una persona umile, un chiacchierone e un pugliese doc.

Caroline è la proprietaria di Masseria Alchimia vicino Fasano. La filosofia della piccola Boutique House è quella di creare un’unione, o meglio, un’alchimia tra il rigore svizzero e lo charme pugliese, rispecchiando l’unione tra due culture e la continua ricerca di qualità. Alta è l’attenzione di Caroline alla cura dell’ambiente. Caroline è una donna molto forte e determinata, prima di aprire la sua attività era una fotografa di guerra e qualche anno fa ha scritto una guida turistica in tedesco che si chiama “La mia Puglia”.

Tonia è la proprietaria del B&B Dei Serafini, a Polignano a Mare. In origine era solo un B&B che poi si è ampliato sempre di più grazie all’acquisto delle diverse case degli abitanti della zona, diventando una sorta di B&B diffuso. La filosofia della struttura è legata all’amore per il cibo, la stagionalità e la territorialità. Tonia si definisce una vera problem solver, una donna decisa e determinata.

Silvana è la proprietaria di Masseria le Torri a Polignano a Mare. Un’elegante masseria dallo stile shabby chic, che apparteneva alla famiglia del marito di Silvana, ma lei l’ha ristrutturata nei minimi particolari mettendoci tutto il suo cuore. Silvana è una persona tranquilla, finché non le si pestano i piedi o fino a quando non viene attaccata su ciò a cui tiene.

The Handmaid’s Tale, la terza stagione dal 6 giugno su TIMVISION

The Handmaid’s Tale, dal 6 giugno la serie torna su TIMVISION con i nuovi episodi della terza stagione.

Per gli americani la terza stagione di The Handmaid’s Tale è già realtà visto che la serie ha debuttato il 5 giugno su Hulu con i primi tre episodi. Ma qui in Italia non aspetteremo molto visto che la serie verrà rilasciata a meno di 24 ore su TIMVISION, la piattaforma streaming di TIM già inclusa nel vostro abbonamento internet, da giovedì 6 maggio.

L’appuntamento è quindi per domani, con i primi tre episodi della terza stagione (numero episodi da confermare). L’appuntamento con la terza stagione poi proseguirà ogni giovedì con un episodio a settimana.

The Handmaid’s Tale, le novità della terza stagione

La serie, ispirata al romanzo distopico di Margaret Atwood, tradotto in Italia come “Il racconto dell’ancella” racconta un futuro distopico in cui gli Stati Uniti d’America sono caduti in favore della società di Gilead, uno Stato totalitario, militarizzato e misogino guidato da estremisti religiosi in cui le ancelle, uniche fertili fra tutte le donne rimaste sul pianeta vivono in una sorta di schiavitù.

Nella terza stagione ritroviamo June (Elisabeth Moss), che dopo aver scelto di non fuggire in Canada con il suo bambino alla fine della seconda stagione, è impegnata in una strenua lotta per contrattaccare e sconfiggere il regime di Gilead. Ci saranno avversità, riunioni e tradimenti e tutti i protagonisti saranno chiamati a prendere posizione guidati da una preghiera provocatoria: “Benedetta sia la lotta”.

Video e poster della terza stagione

Il cast

  • Elisabeth Moss è Difred;
  • Joseph Fiennes è il Comandante Waterford;
  • Yvonne Strahovski è Serena Joy Waterford;
  • Alexis Bledel è Diglen
  • Ann Dowd è Zia Lydia
  • O. T. Fagbenle è Lucas “Luke” Bankole;
  • Max Minghella è Nick Blaine;
  • Samira Wiley è Moira / Ruby,
  • Bradley Whitford è il Comandante Joseph Lawrence.

Elizabeth Banks tra i protagonisti di Mrs. America, la miniserie di FX con Cate Blanchett

Notizie serie tv: Elizabeth Banks tra i protagonisti di Mrs. America, la miniserie di FX con Cate Blanchett.

Elizabeth Banks sarà tra i protagonisti della nuova serie limitata di FX, Mrs. America, che nel cast vanta già nomi di spicco tra questi: Cate Blanchett che interpreterà la protagonista. La serie è creata da Davhi Waller e prodotta da FX Production.

Mrs. America racconta la storia vera del movimento che si è battuto per l’approvazione del “Equal Rights Amendment” e di una donna conservatrice che ne era contraria, Phyllis Schlaly, che sarà interpretata da Cate Blanchett.

L’ERA (Equal Rights Amandement) è un emendamento presentato nel 1921 al Congresso americano che aveva l’obiettivo di garantire parità di diritti a tutti gli americani, senza distinzioni di genere. L’obiettivo principale dell’emendamento era quello di rimuovere le distinzioni tra uomini e donne in caso di divorzi, lavoro e in altri campi.

Elizabeth Banks interpreterà Jill Ruckelshaus. Una repubblicana progressista che è stata nominata dal Presidente Ford per portare avanti la battaglia per i diritti delle donne e evitare che il partito Repubblicano cadesse nelle mani di Phyllis Schlafly e dell’ala destra religiosa del partito.

Elizabeth Banks è solo l’ultima aggiunta in un cast composto da: Uzo Aduba, Rose Byrne, Kayli Carter, Ari Graynor, Melanie Lynskey, James Marsden, Margo Martindale, Sarah Paulson, John Slattery, Jeanne Tripplehorn e Tracey Ullman.

Flash

  • L’attore Joseph David Jones è stato promosso a personaggio regolare per l’ultima stagione di Arrow. L’attore ha interpretato il personaggio di Connor Hawke nella settima stagione, in qualità di personaggio ricorrente.
  • Goran Visnjic (Santa Clarita Diet) entra nel cast di Dollface, la comedy di Hulu di e con Kat Dennings di 2 Broke Girls (qui la trama). L’attore interpreterà il dott. Colin Brooks. Non sono stati rivelati ulteriori dettagli sul personaggio.
  • Paul Yen (Young Sheldon) entra nel cast di Little Fires Everywhere, la miniserie di Hulu con Reese Witherspoon, Kerry Washington e Joshua Jackson (qui la trama). L’attore interpreterà Scott, il manager di un ristorante cinese locale dove lavora Mia, dalla quale è attratto.
  • Danny Vasquez (Ant-Man) entra nel cast della seconda stagione di You di Netflix. L’attore interpreterà Fincher, un poliziotto che combatte contro lo stress causato dal suo lavoro, che però nasconde dietro il suo fascino.
  • Josie Totah entra nel cast di Good People, il pilot comedy di Prime Video con Lisa Kudrow di Friends (qui la trama). L’attrice interpreterà Tallylah, una rappresentante degli studenti che fa da tramite con l’ufficio del difensore civico dell’università.
  • Universal Content Production sta preparando un sequel di Punky Brewster con la protagonista originale. La serie è andata in onda su NBC nel 1984 e la protagonista era Soleil Moon Frye, che rivestirà i panni della protagonista. La serie originale, creata da David W. Duclon racconta di Punky una bambina cresciuta dal padre adottivo. Nel reboot Punky è una madre single e ha tre figli che cercherò di rimettersi in carreggiata quando incontrerà una bambina che le ricorda se stessa.

Jussie Smollett non tornerà nella sesta e ultima stagione di Empire – Notizie serie tv

Jussie Smollett non tornerà nella sesta stagione di Empire, a confermarlo è il creatore della serie, Lee Daniels.

Quando FOX ha rinnovato Empire per una sesta e ultima stagione, aveva lasciato le porte aperte per il protagonista Jussie Smollett che nella serie interpreta Jamal. A quanto pare queste porte sono state chiuse definitivamente dal creatore della serie, Lee Daniels.

Andando leggermente indietro, Jussie Smollett nei mesi precedenti è stato al centro di uno scandalo che l’ha visto indagato per aver inscenato un attacco d’accordo con i suoi aggressori. La polizia diceva che l’attore avrebbe fatto tutto ciò per incrementare le sue fonti di guadagno. Poi la magistratura ha deciso di non andare avanti col processo e ha trovato un accordo con l’attore per far cadere le accuse. Insomma una situazione che possiamo archiviare tra le assurdità del sistema giudiziario statunitense, che molte volte vengono raccontate in alcune serie tv (The Good Fight, per fare un esempio.)

Quando FOX ha rinnovato Empire, ha specificato che Jussie Smollett aveva nel suo contratto un opzione per tornare nella serie, ma poi ha precisato che allo stato attuale delle cose un suo ritorno non era ancora previsto.

Il creatore della serie, Lee Daniels ieri ha twittato: “Jussie NON tornerà…“. Secondo Deadline, che cita una fonte informata sui fatti, la situazione legale dell’attore è la causa della sua esclusione dalla serie. “Ci sono così tante incognite su quello che è accaduto, non sappiamo perchè le accuse sono cadute così improvvisamente e sugli effetti che tutto ciò ha avuto su Empire, sul canale e sui produttori.” Insomma tutti questi dubbi, secondo la fonte, avrebbero causato l’estromissione dell’attore dal cast della sesta stagione.

La sesta e ultima stagione di Empire andrà in onda su FOX in autunno nel nuovo slot del martedì, come comunicato agli Upfront.

Recensione Good Omens: lo stravagante sodalizio degli opposti

Recensione Good Omens: i sempreverdi Michael Sheen e David Tennant sono ingranaggi ben oliati che funzionano all’interno di un motore che tanto liscio non va

Good Omens esce oggi, 31 maggio su Amazon Prime Video. Il servizio streaming ha presentato qualche giorno fa la serie, tratta dal romanzo di Neil Gaiman e con David Tennant e Michael Sheen, a Milano nel corso dell’Amazon Night.

Good Omens è una co-produzione tra BBC Two e Amazon Studios, e si basa sull’omonimo romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett.

Good Omens, la trama

La serie, sceneggiata dallo stesso Gaiman, è ambientata nel 2018, quando l’apocalisse e il giorno del giudizio si avvicinano. Le armate dei “buoni” e dei “cattivi” si stanno preparando. Tutto sembra stia andando secondo i piani divini, tranne per un angelo esigente, Aziraphale (Michael Sheen), e per un demone, Crowley (David Tennant) che non si stano concentrando sulla guerra in arrivo, entrambi hanno vissuto sulla Terra da sempre, e si sono ormai abituati alla vita terrestre e agli usi degli umani, e non hanno alcun interesse sulla guerra incombente.

Il nostro commento

“Il Libro dei Libri inizia con un uomo ed una donna in paradiso, e finisce con l’Apocalisse.” Potremmo citare questo aforisma dell’illustre Oscar Wilde per raccontare brevemente il primo episodio, o tutta la stagione di Good Omens se vogliamo: perché sì, nei primissimi secondi partiamo esattamente dal giardino dell’Eden con il famoso esilio di Adamo ed Eva, come raccontato dal libro della Genesi, per passare all’apocalisse – o per lo meno l’inizio – il tutto in meno di 30 minuti. Se l’inizio e la fine non sono sicuramente una grande novità, in Good Omens è interessante vedere il “viaggio” per arrivare a ciò. Partiamo con ordine: da una parte abbiamo Aziraphale (Michael Sheen), un angelo estremamente british nei modi con la passione del cibo terreno e collezionista di libri di profeti, dall’altra parte troviamo Crowley (David Tennant), un demone che ricorda più Mick Jagger prima e Bon Jovi invecchiato poi.

Da cosa sono accomunati i due, oltre che ricoprire i poli contrari del trascendente? Semplice: dal piacere nel restare sulla Terra e “godere” di quanto offerto loro. E allora: possono accordarsi per impedire l’apocalisse, la distruzione totale da parte dell’anticristo per continuare la loro vita godereccia terrena? La risposta è sì, e infatti lo fanno. Questo stravagante sodalizio degli opposti è il punto cardine della serie: i sempreverdi Michael Sheen e David Tennant sono ingranaggi ben oliati che funzionano all’interno di un motore che tanto liscio non va. Perché se loro sono delle vere rockstar, i troppi personaggi secondari non sono certamente all’altezza; privi di mordente; poco caratterizzati e schierati qua e la in una sceneggiatura estremamente disordinata.

L’impressione infatti è quella di assistere a una storia sovraccaricata di informazioni mal collegate tra loro; situazioni e avvenimenti troppo macchinosi negli svolgimenti; continui ammiccamenti alla mitologia religiosa e avvenimenti storici capaci di creare un senso di smarrimento e confusione nello spettatore.

Good Omens è un prodotto British in tutto e per tutto e come tale il suo ritmo è estremamente lento e compassato; non assisteremo mai, infatti, a un brusco cambio di marcia nel racconto. A far da cornice una regia patinata che si perde, però, in alcuni punti. Se da una parte troviamo delle scene stilisticamente perfette, dall’altra vedremo a una regia “sporca” da sitcom [The Office Uk, vi dice qualcosa? ndr.].

In ogni caso Good Omens ha sicuramente degli spunti interessanti: il rapporto di amicizia che si instaurerà tra Aziraphale e Crowley in primis – due specie di agenti segreti di qualche governo, sempre esistiti e che sempre ci saranno, in missione per salvare le sorti del mondo e l’indiscutibile fattura di alto livello che caratterizza la serie. Due fazioni con due player… dalla stessa parte. Riuscirà l’inconsapevole anticristo 11enne ad innescare l’apocalisse?

Luca Lemma

Good Omens è la tipica miniserie inglese piena di ironia che lo spettatore deve leggere nei dialoghi e negli eventi. E’ questo il punto di forza della serie, è una sorta di presa in giro agli eventi e alle fondamenta della religione e per arrivare a questo risultato usa eventi che già conosciamo e li fa diventare surreali.

Avendo visto tutta la stagione però Good Omens cade nella stessa trappola dell’ipocrisia e del buonismo che cerca di criticare, parte dal racconto della genesi, anche se un po rivisto (ed è proprio lì il bello) per poi spostarsi pian piano nei nostri tempi dove c’è questa strana coppia che sulla Terra si allea per fermare l’apocalisse.

Ora, è difficile fare una valutazione complessiva della serie senza fare riferimento ad alcuni eventi. Ma provandoci possiamo dire che Good Omens parte benissimo, raccontando in chiave ironica tutti gli eventi, con l’aiuto di una voce fuori campo e dei suoi video chiarificatori esagerati. Poi ci sono i due protagonisti: uno eccessivamente cattivo l’altro troppo buono che hanno creato tra di loro un rapporto d’amicizia surreale per i canoni standard a cui siamo abituati. Ma alla fine non ha saputo chiudere col botto o meglio manca di coerenza. Tutto il surreale e l’ironia dei primi episodi si perde in favore di una conclusione se vogliamo un po’ troppo semplice e buonista, cadendo nella trappola di diventare come quello che ha criticato negli episodi precedenti.

Good Omens è una buona miniserie, piacevole da guardare e con due protagonisti straordinari, che semplicemente non ha saputo o voluto chiudere con un finale diverso da quello c’è stato, scegliendo la strada della semplicità anziché quella della follia. Voto 7 Davide Allegra.


La visione completa dei sei episodi di Good Omens lascia un po’ di amaro in bocca. Quasi sei ore che probabilmente avrebbero avuto maggior forza se ridotte alla metà e/o suddivise in episodi da 30 minuti piuttosto che da un’ora.

Il formato di una serie non è così slegato dalla storia stessa. Costruita come una comedy con puntate da 30 minuti probabilmente Good Omens ne avrebbe guadagnato in termini di forza, compattezza e rapidità. Con puntate da 60 minuti tutto risulta diluito e i personaggi finiscono per prendere una parabola che tradisce il loro spirito iniziale.

Travolgenti i primi 3 episodi, deludenti gli ultimi 3. Good Omens si perde in quella banalità che inizialmente sembrava voler criticare e demolire. Bastava un pizzico di cattiveria, una dose di cinismo e delle sfumature più dark per dare maggior forza a una miniserie ironica, vivace, divertente ma che finisce per annoiare nel lungo periodo.

Una buona miniserie. Un buon intrattenimento se si ama uno stile così provocatorio e assurdo, ma nulla più. Voto 6.5

Il cast

  • David Tennant: Crowley
  • Michael Sheen: Aziraphale
  • Jack Whitehall: Newton Pulsifer
  • Miranda Richardson: Madame Tracy
  • Adria Arjona: Anathema Device
  • Michael McKean: Shadwell
  • Anna Maxwell Martin: Belzebù
  • Mireille Enos: Guerra
  • Jon Hamm: Arcangelo Gabriele
  • Benedict Cumberbatch: Voce di Satana
  • Frances McDormand: Voce di Dio

Il trailer in italiano e inglese

The Voice 2019: Miriam duetta con Lizzo sulle note di Truth Hurts (VIDEO)

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The Voice 2019: Miriam duetta con Lizzo sulle note di Truth Hurts, nella fase dei duetti della finale (VIDEO).

Siamo arrivati ormai all’ultimo giro di boa per quanto riguarda questa edizione di The Voice of Italy, condotta da Simona Ventura e con Elettra Lamborghini, Gigi D’Alessio, Morgan e Guè Pequeno nelle vesti di coach. Miriam.

Clicca qui per guardare le migliori esibizioni della finale di The Voice

La prima esibizione della finale vede schierata il talento in forze al team Elettra Miriam, la quale si è esibita in un duetto con la prima guest-star internazionale della serata Lizzo, proprio su un brano della rapper statunitense, Truth Hurts.

Lizzo: “sono felicissima di essere qui, è stata bravissima. Miriam è già una star.”

Gué Pequeno: “Fantastica sono super fan di lizzo e sono super invidioso della scenografia e della coreografia. bravi”

Gigi D’Alessio: “è momento di grande televisione. bravi.”

Elettra Lamborghini: “Solo orgogliosa di Miriam sta facendo passi da gigante e ancora una volta ha dimostrato quello che sa fare meglio, cantare.”

Morgan: “è stato bellissimo, mi è piaciuto tutto ritmicamente. Ha un flow nuovo che mi fa impazzire, una ritmica modera.”

Ecco l’esibizione:

Se non dovessi vedere l’esibizione Clicca qui

Come rivedere la puntata

Se ti sei perso la puntata di The Voice of Italy, recuperarla è facilissimo. Tutte le puntate dei programmi della Rai sono disponibili online sul sito Raiplay.it. Nella pagina dedicata a The Voice Of Italy è possibile riguardare o recuperare la puntata di The Voice, che verrà inserita subito dopo la messa in onda.

Nella finale, in onda in diretta giovedì 4 giugno 2019, i finalisti, accompagnati da un corpo di ballo e da una band di 13 elementi verranno votati in diretta dal pubblico. Saranno infatti proprio gli spettatori a casa a determinare il vincitore assoluto di “The Voice of Italy 2019, che si aggiudicherà un contratto discografico con Universal Music Italia.

The Voice 2019 finale: Carmen canta La Notte con Arisa (VIDEO)

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The Voice 2019: Carmen canta La Notte con Arisa nella fase a duetti della finale (VIDEO)

Siamo arrivati ormai all’ultimo giro di boa per quanto riguarda questa edizione di The Voice of Italy, condotta da Simona Ventura e con Elettra Lamborghini, Gigi D’Alessio, Morgan e Guè Pequeno nelle vesti di coach. Carmen.

Clicca qui per guardare le migliori esibizioni della finale di The Voice

La seconda esibizione della finale vede schierata il talento in forze al team Gigi Carmen, la quale si è esibita in un duetto con Arisa, sulle note di La Notte.

Arisa: “è bravissima. è fantastico.”

Gué Pequeno: “ho fatto una mega hit con con Arisa. Gigi ha fatto una scelta chirurgica, un partner perfetto, l’ha valorizzata ed è stato un ottimo risultato.”

Gigi D’Alessio: “chi conosce la musica sa quanta difficoltà ha avuto Carmen con questo brano. per il fatto di dover armonizzare . lei ha fatto un ottimo lavoro. Complimenti.”

Elettra Lamborghini: “La canzone è stata delicatissima, molto emozionante e poi l’abito suo sembra una notte stellata.”

Morgan: “mi è sembrato preciso e ben fatto. giusto per lo stile che gigi ha rappresentato nella sua edizione.  perfetto perchè ha dato una chiosa al suo percorso. Carmen ha armonizzato molto ed è stata bravissima

Ecco l’esibizione:

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Come rivedere la puntata

Se ti sei perso la puntata di The Voice of Italy, recuperarla è facilissimo. Tutte le puntate dei programmi della Rai sono disponibili online sul sito Raiplay.it. Nella pagina dedicata a The Voice Of Italy è possibile riguardare o recuperare la puntata di The Voice, che verrà inserita subito dopo la messa in onda.

Nella finale, in onda in diretta giovedì 4 giugno 2019, i finalisti, accompagnati da un corpo di ballo e da una band di 13 elementi verranno votati in diretta dal pubblico. Saranno infatti proprio gli spettatori a casa a determinare il vincitore assoluto di “The Voice of Italy 2019, che si aggiudicherà un contratto discografico con Universal Music Italia.