L’intervista di Giorgia a Supereroi: “Pino Daniele mi manca moltissimo”.

0

La lunga intervista di Giorgia a Supereroi su Rai1: Io avevo la fortuna di avere tanta musica che girava in casa. Pino Daniele mi manca moltissimo. Ray Charles un personaggio straordinario. 

E’ appena andata in onda la puntata di Supereroi, il viaggio di Vincenzo Mollica e Massimiliano Pani, alla ricerca dei supereroi. Nella puntata di giovedì 1 Settembre, i due hanno incontrato Giorgia, una delle voci più belle del panorama musicale italiano.

Giorgia è stata la protagonista di una lunga intervista, in una chiave del tutto inedita per questa artista. Si è partiti dai suoi esordi, dai momenti più significativi della sua carriera e la soddisfazione provata per l’aver collaborato con artisti del calibro di Pino Daniele e non solo.

“Una canzone, anche nella sua semplicità…è indispensabile. Io ci metto tutto”. Con queste parole pronunciate dalla stessa Giorgia, è iniziata la puntata.

Giorgia: il suo rapporto con il padre, la madre e la musica.

“Il primo disco che è comprato io era un disco di Aretha Franklin, un disco registrato completamente n chiesa e ci ho messo un anno ad ascoltarlo perché mi emozionavo e quindi dovevo fare una pausa”.

“Io avevo la fortuna di avere tanta musica che girava in casa…Ci sono stati periodi belli, ma anche difficili. Si passava da momenti in cui c’era la vendita dei dischi ed altri invece niente. Ad un certo punto si mise a fare un altro lavoro…riuscì ad inventarsi un altro lavoro per poi ritornare a fare quello che gli piaceva. Sicuramente è un po’ da supereroi, la capacità di rinascita, di reinventarsi”.

“C’era l’embargo in casa da parte di mio padre. Io dovevo amare determinate cose che erano musicali, amare la mia città, Stevie Wonder e Ray Charles“.

“Poi per fortuna avevo mamma che ascoltava anche Mina, De Gregori, Battisti. Per fortuna ho ricevuto anche la parte italiana. Per ascoltare i Duran Duran mi chiudevo in camera di nascosto e se mio padre mi beccava al ritorno erano guai. 

“Devo il mio nome a “Georgia on My Mind” di Ray Charles. Altrimenti mi sarei chiamata Cristiana. Mio padre mentì dicendo che lui era un grande amico e che l’aveva scritta per me. Con Ray Charles ci ho cantato nel 99….lui è un personaggio straordinario”

Giorgia e Pippa Baudo: il primo Sanremo Giovani nel 1993

“Io ho fatto, nel 1993, il primo Sanremo Giovani, inventato da Pippo Baudo. C’era anche Irene Grandi, Andrea Bocelli ed era tutto nuovo. Si Faceva a Novembre e poi si passava al vero Sanremo di Febbraio. Io ho cantato E Poi e sono arrivata settima tra le nuove proposte, con la grande tragedia dei miei manager, discografici che volevano che io vincessi. Invece io ero felicissima perché ero arrivata alla fine di questa esperienza che per me era completamente nuova. Lì mi son ritrovata su un palco, con le telecamere con il cameraman che mi diceva di aprire gli occhi perché da casa mi seguivano”.

Giorgia in Papaveri e Papere insieme a Mia Martina e Michele Zarrillo. 

“Fu un incontro pazzesco. Io la adoravo. Mio padre aveva avuto la fortuna di averci lavorato. Ascoltare una canzone di Mimì era una esperienza catartica. Dopo ci siamo ritrovati nella trasmissione insieme a lei e a Michele Zarrillo, con tutta la voglia che aveva di cantare. E poi mi porto tanta fortuna. Lei ascoltò Come Saprei prima del festival e mi disse che avrebbe vinto. E fu così”.

Giorgia e l’incontro con Elio e le Storie Tese

“Dopo il Sanremo 1996. Sono entrata in studio per fare un pezzo con loro. Fu una session in cui imparai molte cose. Mi hanno accolto con tutte le figurine attaccate in fronte. Poi entrammo in studio e lì ebbi paura perché la parte non mi veniva. Mi portarono in un locale vicino e dopo essermi rilassata mi venne anche la note impossibile”

Giorgia e Pino Daniele

“Pino mi manca moltissimo. Mi manca proprio la sua presenza sulla terra. Fu un incontro che fu una vera e propria benedizione. Avevo fatto già due Sanremo, due cd, io mi sentivo di dover fare altre cose e già li mi lamentavo. Per fortuna incontrai Pino e mi portò nella sua dimensione che era quella del vero e proprio musicista. Pino è stato un musicista sempre, quando cantava quando faceva dischi. la sua anima non è mai stata del cantante pop, ma del musicista. In questa dimensione, dove si lavorava, ci si confrontava, lui mi spingeva a scrivere. Tirava fuori delle idee sempre semplici ma efficace e gli venivano in maniera spontanea. Il lavoro con lui è stato molto importante, mi ha riportato con i piedi per terra, con la consapevolezza di dover ottenere quello che era giusto per me”. 

Giorgia, il duetto con Mina e Fiorello.

“Ancora sono incredula. Quando ho saputo che Lei l’avrebbe fatto. Anche il pezzo aveva una valenza particolare. Io la chiamo l’Immensa…sotto vari punti di vista. Lei diventa è un riferimento. Credo che per lei fosse difficile da gestire.

Fiorello, facendomi cantare la sigla finale del suo programma, mi fece un grande regalo. Cercando di ricreare l’ambientazione. Io non sono mai a favore di cantare cose che cantava Mina, che sono sue e non dovrebbero proprio toccarsi. Li ci ho provato con tanto amore per lei e con tanto rispetto. Ho affrontato la cosa con un certo timore e, anche se non come lei, ci sono riuscita”. 

Giorgia e Whitney Houston

“Lei nella mia adolescenza era un supereroi. Arrivo a sconvolgere tutto quelle che era stato già fatto. C’era Aretha Franklin per il soul…ma la parte pop non si era mai sviluppata così tanto con una cantante nera. Era bellissima, era una modella che aveva quella voce che toccava il cuore e l’anima. L’ho conosciuta con “All At Once”, che cantò a Sanremo per due volte. Io poi la difendevo sempre. Soffrivo con lei. ero proprio una fan. Quando la cantavo sentivo il suo mondo”.

Giorgia e Laura Pausini: il concerto per il terremoto in Abruzzo. 

“E’ stato molto bello ritrovarsi. Laura ebbe una grande idea. C’era una emotività ferita. Ci si sentiva in qualche modo responsabilizzati a fare qualcosa. Di base c’era la voglia di fare qualcosa per un motivo. La parte musicale era divertente. Ognuno voleva cantare le canzoni dell’altra. Io credo molto nello scambio.Uno dei momenti più belli è stato quando con Elisa abbiamo fatto “E Poi”. Lei aveva fatto questa armonizzazione anni prima. C’era una bella armonia invece di tanti luoghi comuni a cui siamo abituati tante volte”.