Intervista all’Outsider Nelson: “quando ragiono e parlo ho l’ingenuità di pensare che sarò compreso da tutti”

0

Conosciamo pochissimo di lui, anche cercarlo su internet si trova davvero poco sul suo conto; eppure Alessandro Nelson Garofalo, in arte Nelson, ha vinto un David di Donatello, è una persona molto brillante e colta e soprattutto un grande nostalgico degli anni ’80.

E’ un cantautore napoletano da tener d’occhio e da ascoltare, lasciandosi trasportare e gustandosi quello che ha da dire nel suo album Outsider, composto da 11 brani tra un mix di rivival anni ’80 per sonorità elettroniche e testi malinconici.

Abbiamo avuto il vero piacere di scambiare quattro chiacchere con lui per capire meglio la sua persona ed il suo punto di vista.

Nell’album Outsider prendi a piene mani dagli anni ’80, sia per sonorità sia per il contenuto del testo. .. come mai questa scelta? Sei forse un nostalgico?

Io sono figlio degli anni ’80, sono gli anni in cui ero cosciente come persona… Nell’ 82 avevo 6 anni, quando l’Italia vinse i mondiali, fu la prima estate di cui mi ricordi e ricordo i festeggiamenti di questo gioco che fino ad allora non conoscevo… il ricordo è tutt’ora così vivido e così bello che quella esperienza mi fece appassionare al calcio; c’era un gelato sulla spiaggia che si chiamava “la coppa dei campioni” ovvero comprando questo gelato contenuto in un coppa appunto, e scoperchiandolo, trovavi le bandiere delle nazionali in competizione; collezionando tre bandiere della stessa squadra, se quella squadra avesse vinto, spettava un gelato gratis. Avendo 6 anni chiesi a mia mamma quale squadra avrei dovuto collezionare per vincere e lei rispose l’Italia assolutamente no… “non è forte come squadra perderà sicuro, devi trovare il brasile”… non mi uscì quasi mai il Brasile, ma uscì molte volte l’italia. Quando poi l’Italia vinse mi presentai a ritirare il mio gelato ed ero felicissimo… so che può non sembrare niente di che adesso, ma per un bimbo di 6 anni è entusiasmante la cosa. Mi appassionai a quel periodo, al calcio, alla nazionale e anche alla musica, erano gli anni dei singoli dei Righeira, vissuti tra l’altro nella maniera tipica degli anni ’80, in modo superficiale, frizzante, “leggero”, anni del boom economico… tornando alla musica mi ricordo che i critici musicali facevano a pezzi tutto ciò che usciva quindi, anche musica di qualità come quella dei Spandau Ballet, dei Duran Duran, musica comunque diversa da quella dell’inizio degli anni 2000 che i ragazzi sono abituati ad ascoltare. Quelle sonorità mi sono rimaste dentro ed è per questo che nel disco ci trovi sonorità di quel tipo, elettroniche, che appunto omaggiano quegli anni. Io sono una grande nostalgico, ma sono nostalgico di tutto – anche di quello che ho fatto stamattina [ride].

Hai citato i Righeira, sappiano che hai anche fatto una cover acustica de L’Estate sta finendo, è un tuo rendere omaggio ad un pezzo che “ti è rimasto dentro”?

Sì, è un pezzo che conoscono un po’ tutti e tutti quanti si rapportano a questa canzone come se fosse “divertente”, scanzonata ed estiva. Quello che volevo sottolineare io è che è invece una canzone triste, si sviluppa su una serie di successioni armoniche minori; innanzitutto il testo della canzone non è per niente allegro ma racconta di questo innamorato che vede la fine dell’estate avvicinarsi e quindi anche la fine del suo amore estivo. Poi proprio la differenza umorale di quello che vivevamo negli anni 80 e di quello che viviamo adesso. Anche se ci sforziamo al divertimento partiamo con una tristezza di base Image and video hosting by TinyPicche non ci abbandona mai.

Abbiamo appurato che sei un nostalgico degli anni 80 e tutto il disco si basa su quelle sonorità e su quei testi, però per Outsider hai collaborato con due rapper, che è un genere molto contemporaneo, come mai questa scelta e il volerlo inserire nell’album?

Innanzitutto a me piace molto questo genere, contrariamente a quanto si possa pensare e a quanto pensano alcuni cantautori, io gli do una piena dignità sia musicale che letteraria. Sono interessato a questo mondo. Mentre i cantautori si sono un po’ adagiati su loro stessi e finiscono per non dire cos’hanno realmente dentro e fare invece marketing, i rapper invece riescono ancora ad essere autentici, ad esprimere delle emozioni vere… per questo mi interessa ed è stato abbastanza naturale collaborare con Luchè e Lucariello, che secondo me sono tra i migliori rapper in circolazione. Erano quelli che volevo all’interno del mio disco. Gliel’ho proposto e loro hanno accettato

… Come hanno risposto al tuo invito?

Subito molto bene, alla fine tra persone che fanno le cose non tanto per farle ma con autenticità ci si capisce subito. A volte alcune accoppiate vengono fatte con finalità strategiche ed è differente da quelle che vogliono offrire “un’opera”, noi non avevamo intenti strategici ma volevamo capire cosa potesse venir fuori da questa collaborazione. Abbiamo fatto una cosa che ci piace e che ci ha soddisfatto. Siamo diventati molto amici quindi collaboreremo ancora insieme.

I tuoi brani sono molto riflessivi, quasi “intimi”, possiamo dire non per tutti, come mai la scelta di selezionare così il tuo pubblico?

Non è una cosa che ho fatto volutamente, quando io ragiono non penso che il mio pensiero possa non essere compreso da tutti, quando ragiono e parlo ho l’ingenuità di pensare che sarò compreso da tutti. Quando poi questo non succede ci rimango un po’ male e mi stupisco anche un po’ del fatto di non poter arrivare a tutti. Non è una scelta, è una conseguenza… io ragiono, penso, e scrivo in questo modo, già il fatto che ci siano anche poche persone che la pensano alla stessa maniera mi riempie di gioia. Mi piacerebbe avere un pubblico più ampio ma non posso forzarmi o scrivere cose di cui non sarei contento, pur di farmi capire da tutti. Mi va bene così, semplicemente perchè non ne faccio un discorso di mercato, il mio fare musica vorrei fosse al di là della quella logica. Io la faccio per me e lo faccio perchè mi fa stare bene.

Quindi questo discorso lo possiamo applicare all'”Outsider” del titolo dell’album e del singolo… Ma chi sono questi outsider (oltre a te)?

Ero affascinato – e lo sono sempre stato – dall’idea dell’outsider, come un po’ l’estate dell’82, quel bambino che ha trovato tre bandiere dell’Italia e ha vinto, se vogliamo è un outsider perchè aveva meno possibilità di vincere rispetto al bambino con le bandiere del brasile. Allo stesso modo tutti i cantautori indipendenti sono degli outsider perchè si vanno a scontrare contro un’establishment molto forte: il denaro. E’ una macchina pubblicitaria che funziona alla perfezione in cui non ti fanno entrare se non perchè la gente stessa decide che devi stare, allora li non possono farci niente e si devono semplicemente piegare al volere della gente. Non possono monopolizzare e manipolare attraverso i network radiofonici e televisivi che vanno a gusto della gente. Danno, ormai da 20 anni, prodotti di scarissima qualità sia musicale che letteraria, in questo modo loro hanno spento la creatività dell’intero popolo, l’hanno addormentata… vanni stimolati, ma se si propongono solo queste cose senza capo ne coda, con belle pettinature e gossip, alla fine non hai stimolato la ceatività ma hai creato un popolo di persone sterili. Gli outsider sono quelli che nonostante questo riescono a vincere, quelli che nonostante questa dittatura mediatica riescono a rendersi conto e si accorgono che c’è anche “altro”… ed hanno vinto.

Hai vinto un David di Donatello con “A verità”, canzone nella pellicola dei Manetti Bros Song’e Napule, come è nata la canzone? Ci saranno altre collaborazione col duo registico?

I Manetti Bros volevano Franco Ricciardo come attore per la pellicola, molto noto a Napoli perchè canta in lingua dialettale; a seguito di una vicenda successa al suo personaggio volevano una canzone che creasse patos. Marco [Manetti] venne da me e mi chiese di scrivere una canzone per quel momento, a lui piaceva molto il mio modo di scrivere. La scrissi con Rosario Castagnola, il quale compose la musica, e Sarah Tartuffo, che si occupò del mixaggio, cantata poi da Franco Ricciardo. E’ stata una vittoria di gruppo e un ottimo lavoro di squadra. Per adesso non c’è niente in cantiere con loro perchè impegnati con altri progetti.

A quando un nuovo album? Collaborazioni in vista?

Per adesso sto ancora suonando il primo album e ho poco materiale per quello nuovo. Ho delle collaborazioni in mente ma non dico niente per adesso [ride] perchè prima di chiedere vorrei avere più materiale a disposizione. Comunque ho pensato a dei rapper e cantautori. Questo autunno inizierò ad incidere e dedicarmi al nuovo disco, il quale dovrebbe uscire nell’autunno 2016. E’ un lavoro in corso d’opera [ride].

nelson_outsider

Beh, che dire... Amo le Serie tv, il Cinema e il Design... ah, anche mangiare, ma questo è un altro discorso. Scrivevo, scrivo e penso che continuerò comunque a farlo nonostante il tempo tiranno. Sono ovunque, in ogni sezione c'è del mio, come una pianta infestante in pratica. In passato, come molti colleghi presenti su dituttounpop, ho preso parte al progetto editoriale "Un anno con il Serial Club". Membro fondatore della #bandadellapellicola Non siate timidi e per comunicati, eventi, news scrivetemi! l.lemma@dituttounpop.it