L’estate addosso recensione: cosa resterà di Muccino? – #Venezia73

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L’estate addosso: recensione del nuovo film di Gabriele Muccino presentato fuori concorso a #Venezia73

Il voiceover di un ragazzo alla maturità che si interroga sul senso della morte e dell’amore: no, non è l’incipit di Come te nessuno mai, secondo film del cineasta romano Gabriele Muccino, bensì l’inizio di L’estate addosso, sua ultima fatica presentata fuori concorso al Festival di Venezia 2016.

Non è l’unico punto in comune con Come te nessuno mai: i protagonisti giovani e acerbi – sia i personaggi Marco e Maria che gli attori Brando Pacitto e Matilda Anna Ingrid Lutz; l’atmosfera e il ritmo di un teen movie molto americano; l’ingenuità e la spontaneità di una storia semplice ma vera, genuina. Se però il primo aveva il sapore di indie movie d’esordio per Muccino, quest’ultimo è purtroppo troppo pieno di clichè, tanto americani quanto italiani, data la doppia ambientazione del film.

Il diciottenne Marco, infatti, “grazie” ai soldi dell’assicurazione in seguito ad un incidente con lo scooter, ha l’occasione di fare una vacanza estiva a San Francisco. Lo ospita una coppia gay più grande di lui e dovrà condividere l’esperienza – suo malgrado – con Maria, la più bigotta dei suoi amici, soprannominata a scuola “la suora”.

Questa “esperienza estiva” di formazione sembra ricalcare anche il Che ne sarà di noi? di Giovanni Veronesi ma la vera domanda che viene da porsi è: dove sta andando il cinema di Muccino? Dopo una parentesi profondamente americana, è voluto tornare indietro agli esordi, prendendo ispirazione dal titolo di una canzone di Lorenzo Jovanotti (che infatti cura la colonna sonora del film). Torna al sapore della scoperta – tanto registica quanto dei suoi personaggi – però non sembra utilizzarla per recuperare un proprio stile, una propria poetica. Piuttosto sceglie di accorpare il sogno americano nel senso più romantico e più detestabile del termine all’italian style; attacca e chiude il film con la riflessione sulla vita e la morte ma non la analizza nel mezzo, non la arrichisce, non ce la fa vedere sotto una luce diversa.

I quattro protagonisti si conoscono, si innamorano, litigano, si riappacificano, ballano, sperimentano, si ubriacano, spesso senza una vera ragion d’essere. Non c’è un fattore scatenante per cui quell’estate addosso a loro venga accettata dallo spettatore come plausibile pur nella finzione cinematografica. Né nell’evoluzione dei personaggi – a tratti inesistente a tratti ingiustificata, affrettata – né sufficientemente ricca e complessa sull’argomento trattato dell’omosessualità e dell’omofobia, pur nella semplicità del racconto che ospita. Addirittura la voce fuori campo narrante di Marco sembra fuoriluogo: peccato, perché lo spunto iniziale avrebbe potuto portare a un gioiellino italiano del cinema mucciniano invece di un film che non ha il coraggio di essere fino in fondo se stesso.

L’estate addosso sarà nei cinema italiani dal 15 Settembre 2016 su distribuzione 01 Distribution.