Lo psichedelico mondo di Escher

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Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente, 1935, litografia 31x21,3 cm  M.C. Escher Foundation All M.C. Escher works © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com
Maurits Cornelis Escher,
Mano con sfera riflettente,
1935,
litografia
31×21,3 cm
M.C. Escher Foundation
All M.C. Escher works © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com

Lo psichedelico mondo di Escher, a metà tra fantastico e reale, è in mostra al Chiostro del Bramante fino al 22 Febbraio

150 le opere in mostra, tra cui i capolavori “Mano con sfera riflettente”, “Giorno e notte”, “Altro mondo II” , “Casa di scale (Relatività)” e “Belvedere”.

Quella di Escher è un’arte estremamente colta e raffinata. Eppure, forse suo malgrado, estremamente pop. I poster con le sue geometrie impossibili, con le sue false prospettive e le illusioni ottiche hanno frequentato le pareti di molte camere di giovani dal ’68 in poi.

Non è un caso che Mick Jagger in persona gli scrisse per chiedergli una copertina per un disco dei Rolling Stones, puntualmente rifiutata. Un artista intellettuale, che nel tempo ha messo d’accordo destra e sinistra. Niente di più pop.

La mostra al Chiostro del Bramante finalmente gli fa onore, a partire dagli anni della formazione in Italia, dove Escher, già ottimo incisore, scopre il fascino dei paesaggi ruvidi della Calabria e della Sicilia. Le incisioni di questo periodo fertile, che aprono il percorso espositivo, contengono già il seme dello studio sulle forme e sulle prospettive.

Da qui l’artista si apre al fascino della Gestalt, che in psicologia indica quella corrente di studi incentrata sulla percezione visiva. L’artista si appassiona alle illusioni ottiche come il triangolo di Kanizsa, colora i vuoti e svuota i pieni, gioca sapientemente con il bianco e con il nero per creare opere che all’occhio appaiono ambigue, irregolari, persino strane.

I curatori della mostra hanno pensato a un percorso dinamico, dove oltre ai pannelli che spiegano facilmente le illusioni ci sono tre momenti esperienziali: una parete colma di sfere concave e convesse, dove giocare con la propria immagine riflessa, una stanza tutta a specchi, che spiega il fenomeno della tridimensionalità e una parete optical che dà l’illusione di una infinita profondità.

Quella di Escher è un’arte che stuzzica la mente, che pone delle domande, che non vuole essere solo ammirata ma che si pone in diretta dialettica con il pubblico. E che rimane, indiscussa nel cuore dello spettatore.

Testo di Mauro Angelozzi

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.