Eurovision Song Contest 2014 – Intervista a Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede di Sugarkane, il duo creativo che segue Emma Marrone a Copenhagen!

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Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede

Emma Marrone Eurovision Song Contest 2014 – Sugarkane è il duo creativo che segue Emma: Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede

Molto spesso si osserva un video musicale, il look di un’artista, o si guarda un live di un concerto in dvd e non ci si chiede chi abbia curato quei “piccoli” dettagli che però fanno la differenza, quegli elementi che ti lasciano senza respiro e che conferiscono un valore aggiunto al loro lavoro. La causa? La mancanza di tempo e la superficialità, con la quale si affronta qualsiasi cosa, sono gli elementi che più incidono.

Nonostante ciò, chi invece si è reso disponibile ad un “breve” intervista (breve per modo di dire e per questo motivo li ringraziamo enormemente!), nonostante di tempo né avessero veramente poco, è stato il duo SUGARKANE che segue Emma Marrone nella sua avventura a Copenhagen.

SUGARKANE è un duo creativo formato da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni. Li abbiamo raggiunti telefonicamente mentre si trovano a Copenhagen e, nonostante i tanti impegni, Leandro Manuel Emede e Nicolo Cerioni,  sono stati disponibilissimi per una piacevole chiacchierata, facendoci capire come si è sviluppato il loro lavoro e come si sta sviluppando la loro avventura con Emma, iniziata qualche mese fa con la realizzazione del video “La mia città“.

Intrattenere oggi il telespettatore, con lavori originali, come lo sono i vostri, è diventato sempre più difficile grazie anche alla fruibilità dei contenuti su internet. Si rischia quindi molto spesso di ispirarsi a qualcosa di già visto. Come evitate che tutto questo accada?

Nicolo e Leandro: Crediamo che oggi sia impossibile non fare qualcosa che qualcuno ha già fatto. Non lo diciamo perché bisogna copiare gli altri. Pensiamo che la cultura pop sia tale perché diventa propria, di chi la osserva, di chi la ama di chi la studia e la vive, che ognuno con la propria sensibilità la rilegge e in qualche modo la ri-esprime. Crediamo che ci siano delle ispirazioni più alte, che possono riguardare ad esempio qualcosa che riguarda la Storia dell’Arte, un dipinto, un movimento artistico. Nel nostro caso non crediamo di aver fatto delle grandi copie di altri. Ognuno ci vede dentro dei richiami ad altre cose, poi ognuno ha la propria cultura personale e che è diversa. Oggi l’originalità sta tanto quanto tu metti passione nella cosa che fai, se ci credi e mettendoci parte del proprio bagaglio personale, che è insostituibile, verrà fuori un qualcosa mai uguale ad un’altra.

Siete un duo creativo. Capiterà anche a voi di non trovarvi sempre d’accordo su alcune scelte. In tal caso come risolvete la questione?

Nicolo e Leandro: Non siamo sempre in accordo, devo dire che abbiamo una visione molto molto vicina. Non siamo mai in grandi disaccordi e quando ci troviamo davanti al bivio, cerchiamo sempre un compromesso e vediamo quale è la strada migliore una volta realizzata la cosa. Abbiamo sempre avuto una mission comune e quindi è andata sempre bene.

Avete la fortuna di collaborare con Artisti di grande calibro e l’approccio sarà sicuramente diverso per ognuno di loro. Per la produzione dei lavori avete degli step prefissati oppure vi muovete attraverso schemi liberi? 

Nicolo e Leandro: Non abbiamo uno schema. E’ impossibile crearlo quando si lavora con questo tipo di persona. Ogni artista ha una sua sensibilità, un approccio al lavoro e anche personale molto vario. Gli “Artisti” sono persone complesse e anche delicate. Anche se hanno una grande personalità, se si rivolgono a noi, vogliono una visione, un parere di cui loro hanno bisogno e quindi bisogna sempre essere schietti. Cerchiamo quindi di instaurare un dialogo molto sincero con l’artista, capire cosa vuole, il bisogno che ha in quel momento e come possiamo aiutarlo ad esprimere una determinata cosa, come ad esempio, una immagine, un look, una consulenza artistica. Non c’è un modo unico, ma fa crescere sia a livello personale che professionale.

Emma sta vivendo, dal punto di vista professionale, un grande momento. Nonostante i pregiudizi sul suo percorso artistico, da parte di molti addetti ai lavori, che tipo di “Persona” e “Artista” avete trovato dall’altra parte?

Nicolo e Leandro: Emma è stata una sorpresa e lo diciamo senza vergogna. Non conoscevamo lei personalmente, la conoscevamo tramite le canzoni che abbiamo tutti ascoltato alla radio, i suoi successi, ma non l’avevamo mai incontrata. Quando ci hanno proposto di fare il video de “La mia città“, abbiamo detto di si perché, posso capire che non può piacere a tutti, ma è una potenza mediatica: due milioni e mezzo di fan su Facebook, seguitissima su Twitter, il suo disco è in classifica da più di un anno, è inutile che in Italia continuiamo a stuprare le cose che non sono certe. Emma è una delle cantanti giovani più importanti che abbiamo in Italia nelle nuove generazioni e avrà una lunga strada d’avanti e siamo stati contenti di lavorare con lei. Non sapevamo all’inizio cosa ci aspettava perché noi abbiamo una visione un po’ diversa dal mainstream, idem dal punto di vista dello styling. In Emma abbiamo trovato una persona e personalità pazzesca, un’artista a tutto tondo che sa benissimo cosa vuole dal suo lavoro, una grandissima professionista. E’ stata una sorpresa perché un’artista così giovane e determinata, in più così aperta a farsi consigliare, penso che si veda anche nel video “La mia città” una Emma diversa, con uno styling più forte, con una immagine ben definita, anche divertente a tratti,  penso che sia sintomo di una grande professionalità e di una persona che comunque andrà lontano.

L’Eurovision song contest è un evento europeo e non solo. Tante culture diverse che si incontrano e si fondono attraverso la musica che è il comune denominatore. Tra gli artisti presenti, chi vi ha colpito di più e chi temete per originalità e si tratta della vostra prima partecipazione? 

Nicolo e Leandro: Siamo stati sempre grandissimi fan! Adoiamo Eurovision che è una manifestazione pazzesca già a vederlo come telespettatori. E’ un bellissimo progetto perché il pensiero che sia un Song Contest e vedere il bacino europeo che si incontra, in un contest canoro, tutti insieme e tutte le diversità sono tutte dentro lo stesso contenitore a livello di messaggio è pazzesco. In più è innegabile che Eurovision è la patria dell’esuberanza, delle stravaganze delle grandi performance ed è l’unica manifestazione che abbiamo in Europa del genere, quindi solo grandi parole per Eurovision.

E’ la prima volta che ci chiamano e quindi quando ciò è avvenuto è stato anche un sogno che si realizzava. E’ una organizzazione pazzesca e loro sono fantastici.

Per gli altri concorrenti diciamo che secondo noi i due, di cui si parla di più e che seguiamo volentieri, sono gli “Aram MP3” dell’Armenia e Conchita Wurst, dell’Austria, che ha un pezzo forte ed è pazzesca.

L’Italia ha scelto Emma e lei ha scelto di parteciparvi, rinunciando anche a diversi progetti. Emma è una persona intelligente e deve crederci tanto. I colleghi che l’hanno, in questi tre anni, non sono andati malissimo ma le loro performance sul palco, a mio modesto parere, non sono forse state curate, sottovalutando lo stesso evento e soprattutto la visione d’insieme che si dovrebbe avere per un palco del genere. Ho avuto modo di ascoltare Emma durante il concerto del 29 Novembre al Palalottomatica di Roma e sul palco e dal vivo è una “bomba”. Che tipo di look e performance avete pensato per lei?

Da fan di Eurovision l’Italia, da Gualazzi, ha sempre fatto delle scelte molto sobrie, che non è male. Eurovision però non è solo una gara canora e nel momento in cui abbiamo un palco del genere, nel momento in cui possiamo utilizzare i fuochi d’artificio, un grande schermo e una struttura di palco come quella che ci ha messo a disposizione l’organizzazione di Eurovision, secondo noi era un peccato mortale non utilizzarla il più possibile e, a nostro parere ,abbiamo costruito una performance molto sulla linea di Emma. E’ una performance molto molto energetica, come è lei sul palco, rock, potente ma allo stesso tempo abbiamo tutta una parte glamour della performance. Le parole chiave sono Glam Rock: Ziggy Stardust, T-Rex, quel mondo lì, con un touch futuristico, molto bianco e un po’ space chip come genere, ma visto che siamo italiani e che la nostra missione è conquistare Copenhagen, i conquistatori per eccellenza era l’Impero Romano, ci sarà qualche elemento dell’Impero Romano. Emma è quindi l’imperatrice sul palco e quindi è un mix tra Ziggy Stardust e Giulio Cesare nel futuro.

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