Le Invasioni Barbariche – Daria Bignardi intervista Marco D’Amore!

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Daria Bignardi intervista Marco D’Amore: “l’odio di Ciro nasce da un amore…. da un amore profondissimo che lo lega ad un altro uomo…….io non so se nella mia vita sarei capace di sentimenti così alti, forti, anche maledetti, ma profondissimi”

Daria Bignardi intervista Marco D’Amore – L’attore di Gomorra, Marco D’Amore è stato ospite del talk show, Le Invasioni Barbariche, condotto da Daria Bignardi su La7 ed è stato il protagonista di una bellissima “chiacchierata” con la stessa conduttrice. Daria lo ha presentato come uno dei migliori attori italiani in circolazione che, anche se è venuto fuori, grazie alla popolarità e al successo della serie tv Gomorra, ha lavorato moltissimo in teatro con Toni Servillo.

La conduttrice si dichiara quasi imbarazzata: “con tutto il teatro che hai fatto, l’attore che sei….tutti ti parlano solo di Gomorra e quindi possa essere una rottura di scatole…..che rapporto hai con Ciro?

Marco D’Amore: “una rottura di scatole non lo è….. Il rapporto è anche conflittuale…..è abbastanza spaventoso……… anche perché io so che una pillola di quell’essere è dentro di me“.

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Si mostra un video con alcune delle immagini più forti che riguardano Ciro all’interno della serie Gomorra.

Daria: “Io mi emoziono anche nel rivederti……sei cattivissimo……forse anche peggio che cattivo perché  sembra che la tua cattiveria non abbia origine…..di solito ci sono le sfumature psicologiche ed invece tu sembri il male impersonificato”.

La risposta di Marco è profonda: “Invece io che ho fatto una lunga passeggiata con questo ragazzo….penso che ci siano molte motivazioni, non condivisibili e non accettabile, ma comprensibili…che spingano un essere umano a disumanizzarsi a questo punto……..Ciro scatena una vertigine di violenza all’indomani della morte del suo migliore amico … per me l’odio di Ciro nasce da un amore…. da un amore profondissimo che lo lega ad un altro uomo…….io non so se nella mia vita sarei capace di sentimenti così alti, forti, anche maledetti, ma profondissimi“.

Daria: “prima dicevi che sai che c’è una pillola di Ciro dentro di te……l’hai cercata evocata…per avere quello sguardo li cosa hai visto?”

Marco D’Amore: “non è tanto quello che ho visto ma quello che ho percepito….noi viviamo in una condizione continua di elettricità…..non è tanto quello che vedi perché gli episodi di violenza, anche spicciola sono comuni ovunque, ma nelle nostre strade c’è una elettricità continua che se hai delle antenne capti facilmente….e quella cosa li penso che cambia la fisionomia delle persone……cambi lo sguardo, la faccia, la tensione nel guardare gli altri, nel gesticolare…..io la sento molto viva ed ho provato ad assorbirla….e poi sono stato aiutato da uno scritto meraviglioso, che nasce dal lavoro di Roberto Saviano e dagli sceneggiatori di questa serie”.

Daria mostra poi a Marco un messaggio da New York. L’autore del messaggio è Roberto Saviano.

Ciao Marco..ti toccherà raccontare tutto quello che è successo in questa strana avventura di Gomorra la serie………alla fine ce l’abbiamo fatta in questo miracolo, portare in Italia una serie televisiva che non masticasse la scena allo spettatore per evitare che si strozzasse. Abbiamo portato la serie nel mondo…e oramai qui non mi chiedono più libri ma di ideare serie……mi raccomando comportati con Daria e sta senza pensieri. 

Daria: “Roberto si illude di essere bello come te…… in effetti tutti vedendoti abbiamo pensato ad una somiglianza forte….e quindi ci avrà pensato anche chi ti ha scelto o pensi di no?”

Marco: “No perché quando sono arrivato al primo provino di Gomorra avevo la barba lunga e i capelli…..venivo da una esperienza di commedia….ero buffo“.

Si parla poi delle riprese, della seconda stagione, di Gomorra che inizieranno in primavera e che forse non rivedremo presto. Daria Bignardi poi cerca di chiedere spiegazioni su una sua dichiarazione, che forse però è stata, male interpretata: “E’ vero che hai detto basta ai film criminali?

Marco D’Amore: “No….ho detto un’altra cosa……per raccontare un nuovo ruolo criminale ci vorrebbero dei presupposti……Non mi sono stufato di Ciro. Ciro è comunque un eroe…..Negativo ma narrativamente parlando un eroe a tutti gli effetti, che ha un mentore, un progetto, che delle difficoltà e che ha un obiettivo“.

Daria poi è curiosa di capire come riesce a gestire il successo: “Ce la fai a mantenere la concentrazione sul personaggio?”

Marco D’Amore: “Io non rinuncio alla propria bolla…e spero sempre che chi mi sta attorno non confonda questo atteggiamento con snobismo….ma è riservatezza e necessità di conservare una normalità di cui io ho bisogno”.

Si passa poi a parlare delle polemiche che hanno avuto, con la popolazione, durante le riprese: “Penso che una delle immagini più brutte, a memoria mia, è un cartello di pochissime persone. noi siamo stati nove mesi e mezzo in tutta l’aria nord di Napoli, a girare in posti effettivamente difficili, accolti dalla gente in una maniera incredibili….e questa immagine  orribile di questo cartello che recitava la scritta scampiamoci da Saviano….Io penso che il nostro paese dovrebbe accogliere e benedire persone come Roberto e scamparsi da altre losche figure che ahimè calpestano questo Paese”.

Prima dei saluti l’attore dichiara che la voglia di tornare a girare è tanta e lascia lo studio tra gli applausi del pubblico.

Classe 1983. Nonostante gli studi prettamente scientifici, Liceo Scientifico prima e Facoltà di Ingegneria dopo, ho continuato a coltivare quelle che sono le mie vere passioni, facendo emergere, tra le altre cose, un lato artistico. Le mie giornate durano in media 19 ore, escludendo le ore di sonno. Appassionato di tv (talent e reality in primis), serie tv e teatro, ho collaborato con diversi blog televisivi: InsideTv, Magazinet e Teleblog, pubblicando il Volume #0 di "UN ANNO CON IL SERIAL CLUB".