Recensione Todo lo demás: la triste e solitaria vita di Flor – #RomaFF11

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Recensione Todo lo demás

Recensione Todo lo demás al #RomaFF11: la triste e solitaria vita di Flor. Ma tutto il resto è noia.

Più che di solitudine, Todo lo demás di Natalia Almada in selezione ufficiale all’undicesima Festa del Cinema di Roma 2016, parla di tristezza, di vecchiaia, di monotonia. La storia di Flor (Adriana Barraza) non è in effetti una storia, ma un susseguirsi di lunghe giornate sempre uguali, scandite dalla sveglia, la metro, il lavoro, il ritorno a casa, la televisione.

Pochi sono gli eventi che disturbano la sua vita lenta e monotona, tra questi la morte del suo amato gatto, unico essere vivente per il quale Flor sembra provare un briciolo di affetto. La morte dell’animale sprofonda Flor in una crisi depressiva che non scuote il ritmo lento della sua esistenza ma che si insinua lentamente nella sua testa fino a spingerla ad affrontare la sua più grande paura, al contempo suo enorme desiderio: sfidare le acque della piscina comunale e imparare a nuotare in quell’acqua azzurra che sogna tutte le notti.

La Almada ha scelto di fare un ritratto, più che un film. Ritratto impreziosito da un grande lavoro sull’audio (elemento confermato dal fatto che il sound editor Alejandro de Icaza figura anche come produttore esecutivo), un ipnotico susseguirsi di rumori quotidiani che rimbombano nella quasi totale assenza di parole della protagonista. Inquadrature lunghe e fisse, geometriche e ricercate, fanno da cornice a questa non-storia o, a dirla meglio, storia breve di solitudine e dell’ultimo, fiacco tentativo di una donna di riappropriarsi della propria vita e del proprio tempo e di ritrovare una sorta di fiducia nell’umanità. Se un racconto c’è, è quello di una caduta inesorabile in un baratro colmo non solo di solitudine ma di una violenza silenziosa, ben diversa da quella che si consuma nella strade della città ma altrettanto terribile.

Todo lo demás vuol dire “tutto il resto”, in riferimento al resto dell’umanità di Città del Messico, dipinta come una metropoli depressa e violenta, che Flor lascia fuori dalla sua vita più che per abbandono quasi per un suo disprezzo che prova per il genere umano. La Barraza dà una grande prova recitativa e regge un film che, altrimenti, risulta essere vuoto, se non addirittura pretestuoso. La verità è che Todo lo demás ha grandi potenzialità che vanno sprecate nel suo tentativo di elevarsi a film d’autore, senza però apportare un qualche elemento di novità narrativa che giustifichi un ritmo così lento e, a tratti, noioso. Ritmo che ben si accorda con il tema ma che è influenzato proprio dalla mancanza di una narrazione. Ogni scelta, ogni dettaglio, ogni suono è al suo posto nel film, ma forse è proprio questa esagerata ricercatezza a renderlo piuttosto sterile. Con la conseguenza tragicomica che per la vita noiosa e solitaria della povera Flor si prova poca empatia, quanto un profondo desiderio che, finalmente, si getti in piscina. E che ci rimanga.