Ps Review – State of Affairs: Katherine Heigl torna in tv su NBC

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Lunedì ha debuttato su NBC la nuova serie, State of Affairs, che segna il ritorno di Katherine Heigl (Grey’s Anatomy) in televisione. La serie ha come protagonista Charleston Tucker, che ha il compito di stilare il PDS, il breafing mattutino che ha lo scopo di aggiornare il Presidente sulle minacce alla sicurezza che il Paese deve affrontare. La serie ha creato grandi aspettative, ma non è stata accolta dal pubblico americano come si sperava (qui i dettagli). Intanto in Italia la serie debutterà nel 2015 su Mya, canale della piattaforma pay di Mediaset.

“Ormai abbiamo visto così tante serie che è difficile trovarne una veramente originale, che non richiama qualcosa che è già stato trattato da un’altra serie. State of Affairs non è un capolavoro ma per gli amanti del genere può essere un buon passatempo: è un procedurale con trama orizzontale che tratta della solita cospirazione, in questo caso c’è un mistero dietro la morte del figlio del presidente, nonché fidanzato della protagonista, interpretata da una Katherine Heigl che forse non è la scelta migliore per quel personaggio. Risulta azzeccata per il ruolo che oggi ricopre nella CIA, ma di certo è difficile immaginarla come un agente CIA in missione (il suo personaggio ha un passato del genere). Siamo ancora al primo episodio quindi è ancora presto per dare un giudizio definitivo, è un procedurale ma non il solito che tratta di omicidi o che coinvolge la polizia, ma uno di quelli particolari che probabilmente finiranno tra i residuali (almeno per me), ma che hanno sempre un suo perchè.” Voto: 6.5 Davide Allegra

“Come sostituire The Blacklist provando a replicarne il successo? Con State of Affaris NBC prova a rispondere a questa domanda, creando una nuova serie…che non ha nulla di nuovo. State of Affairs è un deja vu continuo di già visto, di strutture e formati già visti, di scene già viste, di nemici già visti, il tutto condito con attori da “Gli occhi del cuore” di Borisiana memoria, con al centro una Katherine Heigl che non può non farne parte visto che produce la serie, ma che nel ruolo c’entra quanto Morgan allo Zecchino d’oro (o Kate Walsh in Bad Judge per restare su NBC). Allora perchè guardare State of Affairs? Perchè amate questo tipo di serialità, quei thriller con caso di puntata e trama orizzontale che coinvolge i protagonisti (si come The Blacklist); perchè amate una protagonista femminile che guida una squadra di analisti e collaboratori e dà del tu al Presidente (si come Scandal); perchè siete fan della CIA e abbasso il “nemico arabo” (si come Homeland); perchè “beh dopo un Presidente afroamericano, perchè non un Presidente donna ma anche afroamericana, con un figlio morto in un attentato misterioso in cui c’era anche lei e che lavora con quella che doveva essere la nuora?”. Voto: 6,5 Riccardo Cristilli Stupiti? beh è il mio genere.

“Aspettavo con una certa curiosità l’arrivo di questa nuova serie tv, ma non immaginavo di arrivare a fine episodio con una sensazione di noia ed abbattimento. La bellezza e l’affabilità di Katherine Heigl (tornata in tv dopo la sua esperienza in Grey’s Anatomy), il ritmo frizzante ed una trama ad effetto (ancorata alla realtà), non hanno dato il giusto appeal a State of Affairs. Lo show della NBC non è nulla di originale, un miscuglio confuso ed artefatto, in bilico fra Scandal, Homeland e West Wing. La rete del pavone anche lei caduta nella morsa del drama politico dalle tinte rosa, finisce per  concepisce una serie che parte già sconfitta in partenza ed, in ben 43 minuti, non regala nè emozioni nè tanto meno trasmette un pallido interesse nei riguardi dello spettatore. E’ a tutti gli effetti un The Blacklist in gonnella, ma se la serie tv con un magnetico James  Spader è vicina a diventare un cult,  la Heigl nonostante gli sforzi non riesce a dare enfasi alla narrazione. Una vera occasione sprecata e, per me, la corsa di State of Affairs si ferma qui.” Voto: 4 Carlo Lanna 

Dire che amo le serie tv è abbastanza scontato visto che sono qui, è una passione che ormai è diventata quotidianità e che si è allargata pian piano, passando da 4-5 serie a circa 80 serie durante l'anno (ma saranno di più). Scrivo per passione, e soprattutto scrivo per dar sfogo alla mia ossessione per gli ascolti e le previsioni di rinnovo delle serie tv, ma questo lo sapete già. Per info: d.allegra@dituttounpop.it