Che lo si ami o lo si odi, Paolo Sorrentino è uno di quei registi con una cifra stilistica profondamente connotata. La grazia è l’undicesimo lungometraggio del regista napoletano, e s’inserisce pienamente nel mosaico della sua opera. Dopo aver aperto il Festival del Cinema di Venezia e qualche anteprima nel periodo natalizio, il film è uscito in tutte le sale il 15 gennaio per PiperFilm.
La grazia: tutti i rischi delle mezze misure
Il mandato di Mariano De Santis come Presidente della Repubblica sta per terminare. L’eredità che si appresta a lasciare al Quirinale è quella di un fine giurista, un uomo di stato capace ma misurato, forse fin troppo cauto. Due spade di Damocle pendono sopra la sua testa per tutto il semestre bianco: una legge sull’eutanasia e due richieste di grazia. La prima cala il cattolico De Santis in un’impasse professionale in cui la posta in gioco è come l’Italia lo ricorderà; saranno però le richieste di grazia a suscitare in lui la crisi più profonda, in cui si troverà ad affrontare il rapporto con i figli, le questioni mai risolte con la defunta moglie e a doversi domandare che vita può esserci dopo il Quirinale.
La grazia, solo nel nome
Devo iniziare questo paragrafo con il dovuto disclaimer che io con Sorrentino ho un rapporto difficile. Non brutto — sicuramente lo ammiro e i suoi film in generale mi piacciono, ma mi lasciano sempre una strana sensazione addosso. E, per la prima volta, a questo giro sono riuscito ad articolarla.
La grazia è un film che ha delle cose da dire — cose poetiche, emozionanti, pure interessanti. Il mio rammarico è che poi come al solito Sorrentino non ha abbastanza fiducia nel proprio pubblico per iniziarci una conversazione, per suggerire, per evocare. No. Qualsiasi cosa debba comunicarti deve per forza essere detta in maniera esplicita e poi ripetuta due o tre volte, perché potresti non aver capito o esserti distratto. La profonda mancanza di eleganza di questo approccio autoriale mi manda ai matti — specialmente quando viene giustapposta ad un contenuto che invece cerca di essere così delicato, rarefatto e poetico.
Ad ogni modo il resto del pubblico sembrava roteare gli occhi molto meno di me, quindi questo mio fastidio potrebbe essere completamente personale. E anche se non fosse, le buone qualità del cinema di Sorrentino rimangono: sempre visivamente bello (per quanto lezioso), sempre bravo Servillo, sempre un’esperienza con un suo spessore. Il consiglio rimane, nel bene e nel male, di andare assolutamente a vedere La grazia.
Il cast
Toni Servillo interpreta Mariano De Santis, capace ma cauto Presidente della Repubblica; Anna Ferzetti è sua figlia Dorotea che, anche lei giurista, ha dedicato la vita a servire cose altre da sé. Orlando Cinque è il colonnello dei corazzieri Labaro, guardia del corpo e soprattutto complice del Presidente, mentre Milvia Marigliano è Coco Valori, incontenibile amica di vecchia data. Infine, Linda Messerklinger e Vasco Mirandola interpretano Isa Rocca e Cristiano Arpa, i due candidati per la grazia, rei dello stesso reato ma molto diversi.
Venerdì 16 gennaio prosegue l’appuntamento con Propaganda Live su La7. Anche questa settimana sicuramente non mancheranno gli argomenti di cui parlare, tra politica interna ed estera (i riferimenti alla Groenlandia scommettiamo ci saranno) ci sono tanti spunti per la trasmissione condotta da Diego Bianchi. Satira politica e sguardo sulla società di oggi con ironia ma anche con la voglia di riflettere su quanto succede intorno a noi.
Imperdibile la rubrica della Social Top Ten una classifica del “bestiario” dei social cui tutti aspirano a entrare commentando con ironia i fatti della settimana. Immancabile la striscia di Makkox a commento degli eventi della settimana uno tra i momenti più visti sui social. In studio gli ospiti fissi Filippo Ceccarelli, Francesca Schianchi, Paolo Celata. L’appuntamento è il venerdì alle 21:15 circa su La7.
Propaganda Live, ospiti e anticipazioni del 16 gennaio
In studio a Propaganda Live il giornalista e scrittore Paolo Giordano, protagonista di un confronto sui temi più rilevanti dell’attualità. Roberto Saviano torna con un intervento sulla tragedia di Crans-Montana e sulle implicazioni della mafia corsa.
La pagina internazionale sarà affidata all’attivista e scrittrice iraniana Pegah Moshir Pour.
Ampio spazio sarà dedicato al reportage della settimana che seguirà il progetto “Boxe contro l’assedio” dei responsabili delle Palestre Valerio Verbano e di quella Popolare del Quarticciolo. Sono stati in Cisgiordania e ci racconteranno la loro esperienza.
I monologhi della puntata saranno affidati alla stand up comedian Benedetta Orlando, mentre la parte musicale sarà curata dalla band italiana Planet Funk, con una performance dal vivo che accompagnerà la serata.
Il programma in streaming e i video?
Le puntate di Propaganda Live sono visibili anche in diretta streaming sul sito ufficiale di La7, La7.it. Inoltre sarà disponibile anche dopo la messa in onda per un recupero a orari più comodo, e ci saranno anche le clip singole dei momenti veloci. Trovi tutto su La7.It.
Dopo alcuni giorni di pausa, torna lo spazio con le notizie dal mondo delle serie tv e ce ne sono davvero tante da recuperare. Partiamo con qualche numero Industry ha debuttato con 800mila spettatori nei primi 3 giorni sulle varie piattaforme HBO e HBO Max negli USA con una crescita del 20%. Boom per The Pitt con il primo episodio che ha ottenuto su HBO Max 5.4 milioni di spettatori in 3 giorni nei soli USA con una crescita del 200% rispetto al debutto.
Fear Not con Anne Hathaway
Paramount+ ha ordinato una miniserie in 6 puntate dal titolo Fear Not, con Anne Hathaway protagonista, scritta da Bash Doran, prodotta da MGM Television, ispirata all’articolo di Vanity Fair True crime, Ture Faith: The Serial Killer and the Texas Mom who Stopped Him. Al centro il legame tra il serial killer Stephen Morin e Margy Palm l’ultima donna che ha rapito e che è riuscita a cambiarlo.
Dakota Fanning su Apple TV
Dakota Fanning sarà la protagonista di una serie tv thriller senza titolo, creata da Alex Cary, prodotta da Sony per Apple TV. Fanning sarà un’agente del tesoro sotto copertura in una multinazionale che finirà divisa tra la sua missione e il dubbio che il suo obiettivo sia in realtà una brava persona.
Serie tv The Girl With the Dragon Tattoo
Sky ha ordinato la serie tv adattamento dei romanzi di Stieg Larsson della trilogia Millennium The Girl with the Dragon Tattoo – Uomini che odiano le donne, prodotta da Left Bank di Sony. Dopo l’ordine però Banijay ha fatto causa a Sony sostenendo che i diritti di film e tv sono tornati a loro dopo i film, mentre Sony sostiene di averli dal 2009. Se non sarà bloccata dalla causa la serie sarà distribuita da Sky nei paesi in cui è presente.
NBC torna ai pilot
Negli ultimi giorni NBC è tornata a ordinare pilot in vista della prossima stagione. Secondo deadline saranno almeno 3-4 pilot drama e altrettanti comedy. Per il momento ha ordinato dei drama:
Protection, di Josh Safran e Jenna Bush Hager, prodotto da Universal. Dopo la morte di un US Marshal, una famiglia di agenti finisce nel mirino di un misterioso assassino e per proteggersi finiranno per tradire tutto quello in cui credono;
The Rockford Files, reboot della serie andata in onda tra il 1974 e il 1980, scritto da Mike Daniels e prodotto da Universal; dopo un periodo in carcere per un crimine che non ha commesso, Jamse Rockford torna a fare l’investigatore privato a Los Angeles finendo nel mirino della polizia e del crimine organizzato;
Senza titolo di Dean Georgaris e John Fox, ispirato al lavoro della profiler Ann Burgess che ha ispirato la serie Mindhunter; la professoressa Georgia Ryan è una psicologa che sfida le convenzioni della criminologia spostando il suo interesse sulle vittime piuttosto che sugli assassini per scoprire indizi sfuggiti alle tradizionali indagini.
Altre notizie serie tv
Daniel Stern è stato licenziato dal pilot Do You Want Kids? comedy ABC con Rachel Bloom e Rory Scovel in cui viene raccontata la vita di una coppia in due piani paralleli, con o senza figli. L’attore è stato allontanato dopo una denuncia per essersi intrattenuto o aver richiesto una prostituta.
Hans Zimmer si occuperà delle musiche della serie tv di Harry Potter di HBO.
Susan Kalechi Watson entra nella seconda stagione di High Potential di ABC (su Disney+ in Italia) nei panni di una donna del passato di Karadec (Daniel Sunjata). Apparirà dall’episodio del 27 gennaio, sarà l’ex fidanzata Lucia che l’ha lasciato perché troppo devoto al lavoro?
Un altro ex di This is Us sarà in una serie tv di ABC. Chris Sullivan è stato scelto nel cast di The Rookie: North spinoff di The Rookie, dove interpreterà il sergente Nix, appena promosso come supervisore della stazione di polizia.
Khandi Alexander sarà guest star di Abbot Elementary nella puntata del 21 gennaio ma il suo ruolo è segreto.
Sembra che Chris Messina sia in trattativa per entrare nel cast di The White Lotus accanto a Alexander Ludwig e AJ Michalka già annunciati e che dovrebbe essere ambientata in un albergo a Saint-Tropez.
Trailer serie tv
Il 12 febbraio su Netflix arriva How to get to Heaven From Belfast, nuova serie tv di Lisa McGee autrice di Derry Girls con Roisin Gallagher, Sinéad Keenan e Caoilfhionn Dunn. Al centro la storia di Saoirse, Robyn stressata mamma di tre figli e Dara amiche da sempre, quasi quarantenni che scoprono che la loro vecchia amica dell’infanzia che non vedono da tempo è morta. Partirà un’odissea per l’Irlanda e un viaggio alla scoperta di se.
Trailer per la quarta stagione di Dark Winds in arrivo su AMC dal 15 febbraio
Trailer vietato ai minori per la seconda stagione di Ted al debutto il 5 marzo su Peacock.
La corsa di Masterchef Italia 15 prosegue inesorabile e i concorrenti iniziano a essere sempre meno dopo le ultime eliminazioni, non a caso il programma è arrivato al suo fatidico giro di boa. Le puntate del 15 gennaio 2026 sono state decisive, i concorrenti hanno mostrato il loro valore a Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli, in parallelo quelli più in ombra dovranno dimostrare il loro valore. C’è chi ha difeso il proprio piatto oltre il limite e chi ha ammesso i propri difetti anche più del dovuto.
Masterchef Italia 15, gli eliminati del 15 gennaio
I concorrenti hanno affrontato una pericolosissima Red Mystery Box “agrodolce”, in cui gli aspiranti chef hanno cucinato tra aceti e dolcificanti. I migliori sono stati Carlotta e Niccolò che ha conquistato la Golden Pin mentre Alessandro, Dounia, Georgina, Teo e Irene sono stati i peggiori. Dounia Georgina, Teo e Irene hanno affrontato il pressure test a base di pomodori. Nel primo step dovevano indovinarli e, scelta da Niccolò, è partita per prima Georgina che ha indovinato 4 tipologie potendo così cucinare con 40 minuti, Dounia ha conservato solo 25 minuti indovinando una tipologia di pomodori, mentre Teo e Irene 30 minuti per 2 tipi. Teo ha giocato la golden Pin pensando di aver fatto dei difetti che i giudici non hanno trovato in un piatto fatto di grandi tecniche. Georgina, ha invece fatto dei pomodori ripieni ma togliendo il sapore del pomodoro. Ed è stata eliminata.
A seguire la Masterclass ha accolto lo chef Ciccio Sultano, 2 Stelle Michelin nel ristorante Duomo di Ragusa; un vero e proprio viaggio nella regione dell’eccellenza gastronomica, tra identità e cultura, inseguendo la filosofia culinaria dello chef stellato. Uno skill test in cui nel primo step hanno dovuto replicare il timballo del Gattopardo. Lee ha giocato la pin verde per avere ulteriori 10 minuti ma non si è salvato, al contrario ottimi piatti per Teo, Dorella, Irene, Alessandro, Niccolò e Dounia. Nel secondo step nessuna replica ma un piatto creativo a base di sgombro partendo da una creazione dello chef, e i peggiori sono stati Franco, Vittoria e Carlotta, ma è stata Vittoria l’eliminata.
Magazine
Non si ferma intanto l’appuntamento quotidiano con MasterChef Magazine,tutti i giorni, alle 19.35, sempre su Sky e NOW, ovvero la rubrica dedicata agli amanti della cucina in cui i cuochi amatoriali in gara quest’anno si alternano a chef già affermati per parlare di food e realizzare ricette dal tema sempre differente.
Cosa c’è da vedere stasera in tv? La guida tv di venerdì 9 gennaio 2026 ci fa scoprire film, serie tv, show, sport e documentari da vedere questa sera in tv, senza dimenticare le piattaforme di streaming con film e serie tv in arrivo. Tali e Quali su Rai 1, La Ruota dei Campioni su Canale 5, debuttaGomorra – Le Originisu Sky, torna Propaganda Live. Queste sono solo alcune anticipazioni di quello che potrete trovare nella guida tv di venerdì 16 gennaio 2026.
Guida Tv venerdì 16 gennaio 2026: i primi 9 canali
RaiUno 18.40 L’eredità
20:00 Tg 1
20:30 Affari tuoi
21:30 Tali e Quali
23.55 TG1 00.00 TV7
Rai 2
19.00 911 Lone Star 3×12 19.45 911 5×18 20:30 Tg2 21:00 Tg2 Post
21:25 Ferrari
Modena, 1957. Enzo Ferrari, segnato dalla morte del figlio Dino, guida la sua azienda tra crisi familiari e ambizioni sportive. Diviso tra la moglie Laura e l’amante Lina, spinge i piloti oltre ogni limite. La Mille Miglia diventa la prova decisiva per il suo futuro
23.40 FBI International 3×13
Rai 3 19:00 TG 3 19:30 TG R 20:00 Blob
20.15 Via dei matti n.0 20.40 Il cavallo e la torre 20.50 Un Posto Al sole 21.30 Love Affair – Un grande amore L’ex quarterback e ora giornalista sportivo Mike e la cantante-cameriera-arredatrice Terry, rispettivamente fidanzati con Lynn e Ken, si incontrano su un viaggio aereo per Sydney. A causa di un guasto ai motori si trovano costretti, insieme agli altri passeggeri, a un atterraggio di fortuna e a imbarcarsi su una nave da crociera russa.
23.15 Caffè Italia 00.00 Linea notte
Canale 5
18:45 Caduta libera
20:00 Tg5 20:35 La ruota della fortuna – Il torneo dei campioni 23.25 TG5
Italia 1 18.20 Studio Aperto
19:30 CSI 2×11
20.30 NCIS 2×03
21:30 Harry Potter e i doni della morte Parte 2 Gran finale della saga. Harry Potter affronta, in un ultimo epico duello, Lord Voldemort: uno solo sopravvivrà 00.05 Hunger Games – Il canto della rivolta Parte 2
Rete 4 19:00 Tg4 19.30 10 minuti 19:50 La promessa
20:30 4 di sera news 21:30 Quarto grado
00.50 Unità speciale scomparsi 1×11
La7
18:30 Ignoto X 20:00 TgLa7
20:35 Otto e mezzo
21:15 Propaganda Live
Tv8 (Sky 125)
19.10 4 Ristoranti 5×11 – Riviera di Ulisse
20.15 Celebrity Chef 1a tv
21.35 Cucine da incubo 11×02 1a tv Free Il mulino
22.40 Cucine da incubo 11×01
Nove (Sky 149) 18:00 Little Big Italy
19:20 Cash or Trash – Chi offre di più?
20:30 The Cage: Prendi e scappa
21:30 Fratelli di Crozza Best of
Guida tv venerdì 16 gennaio: le serie tv
In chiaro
Rai Premium (ch. 25 dtt 15 TivùSat) ore 21:20 La Preside 1×01-02
Giallo (ch. 38 dtt e Tivùsat ) ore 21:10 La stagista del crimine
Top Crime (ch. 39 dtt e TivùSat 168 Sky) ore 21:15 FBI: Most Wanted 6×09-10
Sky e Novità streaming
Sky Atlantic (ch. 111 sat ) ore 21:15 Gomorra – Le origini 1×03 1a tv
Guida tv venerdì 16 gennaio 2026: i film stasera in tv
In chiaro
20 (ch. 20 dtt e TivùSat 151 Sky) ore 21:10 Bullet Train Cosa ci fanno sette killer sul treno da Tokyo a Kyoto? Vogliono tutti mettere le mani su una valigetta perchè la loro vita dipende da quella.
Rai 4 (ch. 21 dtt – 10 TivùSat) ore 21:20 All the devil’s Men Jack Collins è un ex Navy SEAL che collabora con la CIA come cacciatore di taglie. L’agente Leigh coinvolge Jack in una missione ad alto rischio: fermare a tutti i costi Terry McKnight, ex agente della CIA diventato un pericoloso terrorista che è entrato in possesso di un’arma nucleare.
Iris (ch. 22 dtt, 11 Tivùsat 325 Sky) ore 21:15 Potere assoluto Diretto ed interpretato da Clint Eastwood, nei panni di un ladro che assiste per caso al delitto dell’amante del presidente USA, Gene Hackman.
Rai Movie (ch. 24 dtt 14 TivùSat) ore 21:10 Il ponte di Remagen
Verso la fine della guerra, il ponte di Remagen diventa il teatro di una battaglia cruenta: i soldati tedeschi tentano di difenderlo strenuamente per sbarrare la strada agli americani. Nonostante gli atti di valore e i pesanti sacrifici umani da entrambe le parti, la strenua resistenza non può cambiare un destino ormai segnato per la Germania.
Cielo (ch. 26 dtt 19 Tivùsat 156 Sky) ore 21:20 La ragazza con l’orecchino di perla Nell’Olanda del 1665, la giovane Griet è costretta a entrare a servizio della famiglia Vermeer. Fra il maestro e la serva c’e’ una certa intimità
TwentySeven (ch. 27 dtt e Tivùsat 158 Sky) ore 21:15 Due nel mirino Protetto dall’FBI come testimone in un caso di traffico di droga, Rick è inseguito insieme all’ex fidanzata dai malviventi che vogliono fargli la pelle.
TV2000 (ch. 28 dtt, 18 TivùSat, 157 di Sky) ore 21:05 La guerra dei bottoni Mentre il pianeta è scosso dalla Seconda Guerra Mondiale, un’altra guerra viene combattuta in un remoto angolo della campagna francese. I bambini dei villaggi di Longeverne e Velran si sono sempre odiati gli uni con gli altri. Ma a un certo punto, la battaglia prende una nuova svolta. Posta in palio: i bottoni dei vestiti, strappati ai bambini catturati, costretti a tornare a casa umiliati. L’arrivo di Violette, di origini ebraiche, fa venire il batticuore ai ragazzi, ma solleva sospetti.
La7 Cinema (ch 29 dtt. e TivùSat 161 Sky) ore 21:20 Platoon Film del 1986
La5 (ch.30 dtt 12 Tivùsat 159 Sky) ore 21:10 Quel mostro di suocera Charlie e Kevin decidono di sposarsi, ma l’acida madre di lui, un’ex conduttrice tv, non e’ d’accordo. Ci saranno comunque i fiori d’arancio?
Cine 34 (ch. 34 dtt e Tivùsat 327 Sky) ore 21:00 Casa mia casa mia Mario sogna la casa perfetta, ma trova solo guai: sfratti, truffe e speculatori. Tra un imbroglio e l’altro, riuscirà a conquistare l’amore… e quattro mura decenti?
Italia 2 (ch. 49 dtt 16 TivùSat 175 Sky) ore 21:15 La città verrà distrutta all’alba Uno sceriffo cerca di proteggere sua moglie da qualcosa che in città sta facendo impazzire le persone. Remake dell’omonimo film di Romero.
Sky e novità streaming
Cinema Uno (ch. 301) ore 21:15 Il mistero della casa del tempo
Discovery (ch 37 dtt e TivùSat 54) ore 21:30 La febbre dell’oro: le miniere degli Hoffman
DMAX (ch. 52 dtt, 28 TivùSat) ore 21:30 Stop! Border Control Roma Fiumicino 4×01
Mediaset Extra (ch. 55 dtt 17 Tivùsat 163 Sky) 22 Tu si que Vales
Turbo (ch. 59) ore 22.15 Reperti d’assalto
Sky Uno (ch. 108 Sat) ore 21:15 4 Ristoranti
Sky Crime (ch. 115) ore 21:10 Uno stadio da incubo
History (ch. 116) ore 21:30 La marcia su Roma
Sky Documentaries (ch 117) ore 21.15 1996 l’anno di Del Piero
Sky Adventure (ch 118) ore 21:15 Ice Vikings
Sky Nature (ch 119) ore 21:15 24 ore sul pianeta terra
Sky Arte (ch. 120) ore 21:15 Jovayork: la musica dell’anima
Comedy Central (ch. 129) ore 21.00 Maurizio battista
MTV (ch. 131) ore 22:05 Dating Naked UK
Sky Sport Uno ore 20.25 Vis Pesaro – Arezzo
Sport Calcio ore 20.45 Pisa – Atalanta
Sky Sport Arena ore 21.00 PSG – Lille
Sport Basket ore 20.40 Real Madrid – Barcellona
Sport Max ore 20.25 Werder Brema – Eintracht
N.B.: Le programmazioni complete sono sulle guide tv di Rai, Mediaset, Sky, Discovery. Film, Serie Tv e Documentari sempre disponibili in streaming su Netflix, Prime Video, Disney+, Paramount+, Apple TV+, TIMVISION, NowTV/Sky, Mediaset Infinity+.
Secondo appuntamento e terza puntata per Gomorra – Le origini, la serie tv prequel che mi ha conquistato per la sua capacità di andare oltre quello che conoscevamo e raccontare il passato dei personaggi di Pietro e Imma trovando una strada autonoma. Nella terza puntata disponibile on demand e su NOW e alle 21.15 su Sky Atlantic la storia entra nel vivo, strategie e alleanze prendono piede e vediamo ancora meglio il passato di Imma.
Gomorra – Le origini racconta la perdita dell’innocenza del giovane Pietro Savastano, ripercorrendo gli anni in cui tutto ha avuto inizio. È la storia di come il futuro boss di Secondigliano entra nel mondo della criminalità, sospinto da sogni troppo grandi per lui e per i suoi amici, e travolto da un primo amore folle e appassionato: quello per Imma.
Sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera e segnata dal contrabbando di sigarette, alle soglie dell’arrivo dell’eroina, la nuova serie Sky Original è un viaggio nel cuore oscuro di un’epoca che ha plasmato il volto della criminalità moderna.
Gomorra Le Origini 1×03, la trama
Angelo disubbidisce a don Antonio Villa e subisce una dura punizione. Ma ‘O Santo, all’insaputa del padre, gli offre un accordo che potrebbe risolvere la situazione. Angelo accetta, ma con l’aiuto di Pietro scopre che non tutto è come sembra. Imma, nel frattempo, assiste ad una violenza che la turba profondamente. Mentre in carcere ‘O Paisano raccoglie sempre più fedeli.
Nella foto Luca Lubrano
Cast e non solo
Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto nonché già indimenticabile protagonista di Gomorra – La Serie, dirige i primi quattro episodi della serie, mentre gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio (Dolcissime, Un posto sicuro). La serie è creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, ed è distribuita internazionalmente da Beta Film.
Con Luca Lubrano nei panni di Pietro Savastano nel cast troviamo:
Francesco Pellegrino nei panni di Angelo ‘A Sirena, carismatico malavitoso che lavora per il clan dei Villa gestendo una bisca, ruolo che gli sta molto stretto;
Flavio Furno interpreta ‘O Paisano, malavitoso detenuto in carcere, dove inizia a raccogliere «fedeli» che lo seguano nel suo progetto: una camorra nuova, che sia senza schiavi e senza capi;
Tullia Venezia è una giovanissima Imma, che frequenta il liceo, suona al conservatorio e sogna di andare a studiare in America;
Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone sono rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena;
Antonio Del Duca, Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rancel Rodriguez Arcia e il piccolo Antonio Incalza interpretano gli amici del gruppo di Pietro, rispettivamente Lello, Manuele, Toni e Fucariello;
Renato Russo nei panni di Michele Villa, detto ‘O Sant, erede al trono di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale di Napoli, i Villa. Il padre, Don Antonio, è il boss di Forcella ainterpretarlo è Ciro Capano.
Biagio Forestieri nei panni di Corrado Arena, re del contrabbando di sigarette a Napoli;
Fabiola Balestriere che interpreta Annalisa Magliocca, la futura Scianel, qui giovane madre vittima della gelosia violenta del marito;
Veronica D’Elia nei panni di Anna, sorella di ‘O Paisano.
“Trovarsi davanti a tre stagioni e a una quarta appena iniziata può essere intimidatorio, lo sappiamo, ma vi diamo un suggerimento: iniziate dalla quarta appena partita” Mickey Down e Konrad Kay ci hanno dato qualche dritta per approcciarci a Industry una delle serie tv che possiamo scoprire attraverso HBO Max.
La serie tv ha debuttato su HBO e BBC Two in piena pandemia nel 2020 ma per un intreccio di diritti era rimasta finora inedita e soltanto con l’arrivo di HBO Max in Italia abbiamo potuto scoprire le prime 3 stagioni insieme alla quarta rilasciata settimanalmente in contemporanea con gli USA.
Industry dalla 4 e poi torni indietro
E proprio da quest’ultima i due showrunner consigliano di partire per chi non conosce la serie. La quarta stagione è infatti una sorta di “soft reboot” come lo hanno definito nell’incontro stampa organizzato da HBO Max a Roma. “Nelle prime due puntate probabilmente abbiamo avuto un atteggiamento un po’ respingente verso il pubblico mentre con il passare delle stagioni abbiamo imparato a raccontare una storia più universale. Potreste iniziare dalla quarta, capire che sensazione vi da e poi tornare indietro, vedendo le prime stagioni un po’ come un reboot“. Ma l’avvio della quarta stagione è stato definito da molti “brutale, abrasivo”, la stagione però è narrativamente “chiusa si riescono a capire le dinamiche tra i personaggi anche se non li si conoscono prima, non è obbligatorio fare un investimento importante per entrare nella serie, si può iniziare in un modo soft“.
“La prima stagione aveva in realtà degli obiettivi più bassi rispetto allo standard di un drama HBO era tutto incentrato su questi giovani nel mondo della finanza e come si sarebbero comportati” ma gli sceneggiatori e showrunner ci invitano a guardare la serie anche per la recitazione dei suoi attori. Come Myha’la Herrold presente fin dalla prima stagione nei panni dell’ambiziosa Harper: “Molte persone amano odiarla, non rappresentano l’ideale di donna che vorrebbero vedere, ma al tempo stesso odiano il fatto di amarla. Ma è una donna con un sogno e a differenza di altri parte senza alcun privilegio, un’outsider che ce la fa, le ha tutte per dover fallire è donna, non è bianca, non è ricca“. Proprio per queste sue caratteristiche la reazione è diversa rispetto a quella che si avrebbe vedendo un uomo fare le sue stesse scelte.
Ambiziosi si ma collaborativi
“Industry non è una guida sul mondo del lavoro!” ci hanno messo in guardia gli showrunner “nella vita è importante essere più collaborativi. Anche noi abbiamo imparato a farlo e anche per questo la serie è migliorata“. Industry racconta molto il contemporaneo: “La società è sempre più spudorata, ipocrita, avida, individualista. Nelle prime stagioni abbiamo raccontato tutto questo, nell’ultima stiamo provando a esplorare anche qual è il costo di tutto questo e come il potere corrompe“. Anche per restare ancorati alla realtà “abbiamo una writers’ room piena di persone che sono tutte preoccupate per la direzione in cui sta andando il mondo. Spesso costruiamo la trama partendo dall’attualità e traiamo ispirazione da ciò che accade nel mondo reale. Parliamo con dei consulenti, ci affidiamo a loro. Facciamo le nostre ricerche, leggiamo molto e, ovviamente, siamo attratti da temi che già ci interessano“.
La musica in Industry
La musica è una parte fondamentale di Industry e i due showrunner ci hanno raccontato come la inseriscano direttamente nella sceneggiatura: “dalla colonna sonora originale di Nathan McKay alle canzoni scelte con il supervisore musicale. La serie è un mix eclettico di generi: melodramma, opera, drama finanziario, drama relazionale. E questa varietà si riflette nella musica”.
C’è un genere televisivo che non muore mai ed è destinato a durare nel tempo ed è quello dei gialli (o crime per evitare di usare la dicitura italiana) whodunit-chi è stato, Agatha Christie – I sette quadranti dal 15 gennaio 2026 su Netflix ne è l’ennesima dimostrazione. La miniserie in tre puntate, nel formato tipico delle produzioni inglese di questo genere, è l’adattamento del romanzo omonimo The Seven Dials Mystery in originale, che la regina del giallo ha scritto nel 1929 come seguito di Il segreto di Chimneys in cui veniva introdotto il personaggio di “Bundle” Lady Eileen.
L’adattamento, approvato dalla famiglia Christie, è stato realizzato da Chris Chibnail, ricordato e apprezzato soprattutto per Broadchurch, vede nel cast Mia McKenna-Bruce nei panni della protagonista, Helena Bonham Carter in quelli di sua madre e Martin Freeman in quelli dell’ispettore Battle.
Durante una delle tante feste in una casa di campagna nell’Inghilterra del 1925, uno degli invitati, amico di famiglia, muore dopo uno strano scherzo. Mentre l’ispettore inizia a indagare con i suoi metodi, la giovane Bundle decide di impegnarsi in prima persona nelle indagini scoprendo tutta una serie di segreti sepolti e un complotto impensabile.
I sette Quadranti per gli amanti di Agatha Christie
Gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie hanno sempre il loro fascino. Sono uno dei prodotti più realizzati nel Regno Unito da autori inglesi, forse gli unici in grado di dare le giuste sfumature ironiche, presenti anche nei romanzi, perché parte integrante del loro Dna. Nonostante non ci siano né Miss Marple nè Hercule Poirot, I Sette Quadranti non delude le aspettative dei fan del genere grazie al solito mistero ben costruito e apparentemente inspiegabile (i delitti nelle stanze chiuse sono un grande classico del mondo Christie). La protagonista, interpretata da Mia McKenna-Bruce, regala alla serie un gusto più giovane, fresco con l’intento di portare un pubblico diverso ad avvicinarsi a questo genere, senza però scontentare gli adulti (e le presenze di volti sicuri come Bonham-Carter e Freeman in questo senso aiutano).
Per questo I Sette Quadranti risulta essere un’operazione riuscita, che bilancia la voglia di ringiovanire il mondo di Christie con la sua tradizione consolidata. Tutto però appare quasi fin troppo perfetto, studiato, preparato, trasformando l’eleganza e raffinatezza del mondo Christie in una plastica coprente che finisce per uniformare il tutto perdendo guizzi e sorprese. Un buon prodotto cui manca una spinta davvero decisiva. Voto 6.5 Riccardo Cristilli
Una serie bella ma che non balla
Il 12 gennaio appena trascorso ha segnato l’anniversario dei cinquant’anni dalla morte di Agatha Christie: quale miglior occasione dunque per Netflix? Far uscire questa serie a ridosso di questa data cavalcherà uno dei tanti trend del momento: stanno fiorendo bookclub sulla regina del crime, gruppi di lettura, eventi e occasioni “social” per celebrarla, ma nonostante la freschezza della protagonista della serie, non so se e quanto questa novità conquisterà il pubblico più giovane. I Sette Quadranti dura tre puntate, il tempo di guardarla e dimenticarla, nonostante sia una serie deliziosa.
Impeccabile nella fotografia, nella scenografia e nei dialoghi; lineare e nello stile Christie nello sviluppo dell’intreccio; cozy al punto giusto per chi ama i crime con “protagoniste femminili forti” – come potrebbe definirla Netflix in una delle tante stringhe editoriali che mette in homepage. Una serie che fa il suo dovere senza troppe pretese, che ha un calo di ritmo a metà del secondo episodio, ma che con un finale studiato ad arte apre le porte a un proseguo ambizioso. L’ho vista, l’ho trovata carina, sono passata ad altro senza pensarci troppo. Voto 6.5 – Giorgia Di Stefano
Inside Marangoni. Dove nascono i talenti è il nuovo documentario che porta il pubblico dietro le quinte di Istituto Marangoni Milano, svelando il percorso intenso e competitivo che conduce gli studenti di Fashion Design al momento più atteso: il Fashion Show. Tra sfide creative, prove serrate e giudizi di una giuria d’eccezione, lo speciale racconta la passione, il talento e la determinazione di giovani designer provenienti da tutto il mondo, mostrando la moda nella sua essenza più autentica: una forma d’arte e un linguaggio che unisce culture. In prima visione su Sky Arte il 17 gennaio alle ore 20:30, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.
Inside Marangoni. Dove nascono i talenti racconta il viaggio degli studenti di Istituto Marangoni Milano verso il momento più atteso: il Fashion Show.
Istituto Marangoni, storica eccellenza italiana nella formazione in moda e design, diventa il palcoscenico di un percorso accademico intenso e altamente competitivo.
Dei 250 studenti finalisti del corso di Fashion Design, solo 40 hanno l’opportunità di presentare le proprie collezioni davanti a una giuria di professionisti del settore, tra cui Sara Sozzani Maino, Francesca Ragazzi, Vincenzo Ferrante, Alessandro Sartori e Stefania Valenti (Managing Director Marangoni). Soltanto 10 di loro saranno scelti per sfilare durante l’evento finale.
Il documentario segue da vicino il lavoro di questi giovani talenti internazionali, provenienti da Paesi come Italia, Corea, Romania e Bielorussia. Le loro collezioni riflettono temi profondi e personali: la ricerca dell’identità, la critica sociale, il sogno e l’arte.
Nel backstage, tra fitting e prove coordinate dalla Director of Education Diana Marian Murek e dal Program Leader Antonio Patruno Randolfi, tutto deve funzionare come un orologio svizzero.
Ne emerge un ritratto autentico e pulsante di creatività, passione e determinazione: un racconto corale che celebra la moda come forma d’arte e linguaggio universale, con uno stile visivo contemporaneo e dinamico.
Il documentario nasce all’interno dalla Content Factory di Sky, il nuovo laboratorio creativo trasversale che mette in dialogo news, sport, cultura e intrattenimento con l’obiettivo di sviluppare format originali, in sintonia con le nuove abitudini di consumo e con l’evoluzione del linguaggio audiovisivo.
Dare la parola a chi è sopravvissuto, a chi ha pagato senza colpa, a chi è rimasto schiacciato da una storia più grande di lui. Con Un avvertimento prima di iniziare, Pablo Trincia torna a raccontare la cronaca italiana partendo dalle sue ferite più profonde, con un nuovo videopodcast Sky Original che porta l’ascoltatore dentro le storie, nel loro lato più umano, fragile e spesso invisibile.
Dopo successi come Dove nessuno guarda: Il caso Elisa Claps, E poi il silenzio: il disastro di Rigopiano e Il cono d’ombra: La storia di Denis Bergamini, Trincia firma un progetto ancora più essenziale e radicale: un racconto costruito esclusivamente sulla forza della testimonianza, fatto di dialoghi diretti e colloqui intimi con chi ha vissuto sulla propria pelle violenza, ingiustizia, perdita e stigma.
Il podcast sarà disponibile da martedì 20 gennaiosu tutte le principali piattaforme di streaming e sul canale YouTube di Sky Italia in formato audio e video e successivamente su Sky TG24, Sky Crime, Sky Documentaries e on demand.
In un panorama mediatico dominato dall’urgenza del titolo e dalla sovraesposizione del dolore, Pablo Trincia sceglie di rallentare. Di ascoltare. Di restituire complessità. Un avvertimento prima di iniziare non cerca lo shock, ma la comprensione: le storie vengono raccontate senza filtri sensazionalistici, lasciando spazio alle emozioni, ai silenzi, alle contraddizioni. È qui che emergono le storie “dietro le storie”, quelle che raramente trovano spazio nel racconto pubblico.
Un avvertimento prima di iniziare: i casi
Trai primi casi affrontati, quello di Sabrina Prioli, cooperante italiana sequestrata, picchiata e violentata durante la guerra civile in Sud Sudan; Angelo Massaro, rimasto in carcere oltre vent’anni per un omicidio che non aveva commesso; Beatrice Fraschini, sopravvissuta a un sequestro e a una brutale violenza domestica e Vincent Plicchi, giovane creator bolognese travolto da una spirale personale e mediatica culminata nel suicidio durante una diretta online. Storie diverse, accomunate da una stessa urgenza: essere ascoltate davvero.
Il videopodcast nasce all’interno della Content Factory di Sky, il laboratorio creativo che sviluppa format digital-first capaci di unire la profondità del podcast alla forza delle immagini, sperimentando nuovi linguaggi narrativi. Un avvertimento prima di iniziare ne rappresenta una delle espressioni più intense: un progetto che mette al centro la parola come atto di responsabilità e il racconto come spazio di verità.
Giovedì 15 gennaio 2026 sul canale 20 del digitale terrestre andrà in onda il film tratto da una storia vera “Lone Survivor“. Diretto da Peter Berg, con Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch e Ben Foster nei panni dei protagonisti. L’appuntamento con il film è alle 21:10 circa su canale 20 e in streaming su Mediaset Infinity. Il film uscito nei cinema nel 2013, ha incassato 154,8 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 125,1 milioni incassati nel mercato statunitense. Il film in Italia ha incassato circa 466 mila euro.
Lone Survivor, la trama
La trama del film stasera in tv Lone Survivor è tratta da una storia vera. I protagonisti sono quattro Navy SEAL che si trovano in una missione segreta con l’obiettivo di eliminare un nucleo operativo ad alto rischio che fa parte di al-Qaeda. I quattro, però, finiscono in un’imboscata del nemico sulle montagne Afghane. La disparità numerica è un problema enorme per loro, per questo restano isolati per tanto tempo dai soccorsi, considerando anche la complessità del territorio. In un mondo o nell’altro (dovrete guardare il film per scoprirlo) i quattro riusciranno a trovare la forza per reagire e combattere fino all’ultimo respiro.
Il Cast
A guidare il film sono Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Eric Bana tra i volti più noti di Lone Survivor stasera in tv.
Mark Wahlberg: Marcus Luttrell
Taylor Kitsch: Michael ‘Mike’ Murphy
Emile Hirsch: Danny Dietz
Ben Foster: Matt ‘Axe’ Axelson
Eric Bana: Erik Kristensen
Alexander Ludwig: Shane Patton
Yousuf Azami: Shah
Ali Suliman: Gulab
Dove vedere in streaming?
Lone Survivor in onda stasera è disponibile in streaming su Prime Video. In alternativa il film sarà visibile in diretta streaming alle 21:10 nella pagina dedicata alle dirette del sito Mediaset Infinity. Inoltre lo troviamo per il noleggio e/o l’acquisto suRakuten TV, Apple TV, Amazon Video, CHILI
A poco più di sei mesi da 28 anni dopo, torna l’Inghilterra infettata dal virus della rabbia con 28 anni dopo: Il tempio delle ossa. Per questo sequel diretto girato back-to-back con il capitolo precedente, Danny Boyle lascia la regia a Nia DaCosta e rimane produttore, mentre la sceneggiatura rimane di Alex Garland. Il è prodotto da Sony Pictures ed esce nelle sale italiane il 15 gennaio 2026 per Eagle Pictures.
28 anni dopo: il tempio delle ossa:
28 anni dopo l’inizio dell’epidemia del virus della rabbia, per i pochi non infetti rimasti in Gran Bretagna la sopravvivenza è una lotta continua. Ma la cosa più difficile, forse, non è rimanere in vita: è tenersi sani di mente. C’è il dottor Kelson, che passa le sue giornate a ballare da solo, a proseguire le sue ricerche di una cura al virus e, soprattutto, a costruire il suo gigantesco ossario in memoria di tutti coloro che sono morti. C’è Sir Lord Jimmy Crystal che, convinto di essere l’anti-messia, che vaga per la nazione alla ricerca di persone da torturare e sacrificare alla sua divinità. Infine c’è il Spike, un adolescente che, per una serie di sfortunate coincidenze della sorte, si vede costretto a unirsi all’ossigenato entourage di Sir Jimmy, dove trova un’inaspettata amica nella tosta ma sensibile Jimmy Ink.
Sequel vecchio stile
Prima di parlare dei meriti del film, una sollevata precisazione: Il tempio delle ossa è il sequel diretto di 28 anni dopo ma, anche se riprende personaggi e storylines dal capitolo precedente, è perfettamente godibile come film stand-alone. Che, in questo momento storico — post cinematic universe ma in cui la ip la fa ancora decisamente la padrona, e si tende a intrecciare il più possibile le narrative, lascia un feeling quasi nostalgico: un sequel vecchio stile, parente ma non innestato, quasi come se fosse Terminator 2.
Sorprese su soprese
Ma veniamo al dunque: Il tempio delle ossaè un film molto strano. Ma non di quelli che escono strani, proprio un film che è stato pensato e costruito in un modo che per la maggior parte esula dai canoni e dalle strutture che ci si aspetterebbe da un film del genere. Il risultato è sicuramente sorprendente: c’è l’adrenalina, c’è la crudezza, certo, ma ci sono anche un atipico umanesimo, uno sguardo profondamente connotato e un momento musicale spettacolare ed esilarante come pochi. Se frequentate anche saltuariamente l’horror (o l’horror-adiacente: il film non è una passeggiata di salute ma non è nemmeno spaventosissimo) il nostro consiglio è assolutamente di andare al cinema e calarsi nel vortice di follia dell’ossario.
Il cast
Ralph Fiennes è il dottor Ian Kelson, un medico che, nonstante la fine del mondo e un moderato deterioramento del suo stato mentale, continua a studiare la malattia. Jack O’Connell è Sir Lord Jimmy Crystal, psicopatico leader della gang dei Jimmy. Alfie Williams è Spike, un ragazzo che si trova a unirsi alla gang di Jimmy, un gruppo di invasati fra i quali c’è anche Jimmy Ink, interpretata da Erin Kellyman, che potrebbe nascondere qualcosa di più. Infine, Chi Lewis-Parry è Samson, gigantesco e feroce infetto con il quale il dottor Kelson sviluppa una sorprendente relazione.