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Intervista a Francesco Acquaroli: da Suburra a Fargo e Alfredino, una storia italiana

Intervista con Francesco Acquaroli da Suburra a Fargo ad Alfredino la nuova serie Sky

Francesco Acquaroli non abbiamo fatto in tempo salutarlo nell’ultima stagione di Suburra La Serie, arrivata il 30 ottobre su Netflix, che sta per tornare subito in tv nella quarta stagione di Fargo, dal 16 novembre su Sky Atlantic e NOW TV. Oramai diviso fra cinema e tv, sta girando in questi giorni la miniserie Alfredino – Una storia italiana da poco annunciata da Sky e sarà anche ne Il giorno e la notte di Daniele Vicari di prossima uscita.

Lo abbiamo raggiunto per fare un excursus seriale – ma non solo – sulla sua carriera e su ciò che ci dobbiamo aspettare da Fargo 4 e dai suoi prossimi progetti.

francesco acquaroli
Francesco Acquaroli è Samurai in Suburra La Serie

Partiamo da Samurai, ruolo che hai ereditato da Claudio Amendola nel film di Sollima. Si è conclusa da poco la terza e ultima stagione. Come hai vissuto quest’ultimo giro di riprese?
L’ho vissuta sia da attore che da spettatore. Mi è dispiaciuto finire questo progetto, anche se sapevo che prima o poi si sarebbe concluso. Mi ha portato tanto quindi sono più che soddisfatto di quest’esperienza.

Nel complesso partecipare alla prima serie italiana di Netflix rimane un tassello importante della tua carriera, immagino. Girare una produzione che sapevate di base sarebbe stata vista a livello internazionale, cambia l’approccio con cui ci si avvicina al personaggio e alle riprese?
La consapevolezza di fare un prodotto che sarebbe stato visto in tutto il mondo l’avevamo tutti e quindi tutti abbiamo dato il massimo, ma del resto si cerca sempre di dare il massimo in questo lavoro, non c’è questa gran differenza. Solo che senti chiaramente questa responsabilità che ti sprona a dare ancora di più. Anche perché poi ci rivediamo in tv o al cinema che sia, non possiamo dimenticarci di ciò che facciamo, ci rivediamo e quindi se non siamo stati più che bravi, ci ritroviamo in una condizione molto spiacevole.

Ti rivedi spesso? Sei molto autocritico?
Quando giro io preferisco non vedermi, mentre invece una volta uscito il progetto mi rivedo e lì noto aspetti che mi piacciono e altri che mi piacciono meno della mia interpretazione. In fondo il mestiere dell’attore è un lavoro artigianale, quindi più lo fai e più lo cerchi di migliorare.

francesco acquaroli
Francesco Acquaroli con Jason Schwartzman in Fargo 4

Il 16 novembre arriva in Italia Fargo 4, nuova stagione della serie antologica di successo di Noah Hawley. Tu insieme ad altri italiani come Salvatore Esposito, Tommaso Ragno e Gaetano Bruno avete partecipato nei panni dei membri di una famiglia mafiosa italoamericana negli anni ‘50. Non pensi che si rafforzi un po’ lo stereotipo, nonostante l’atmosfera da tragicommedia della serie?
Il punto è che noi italiani siamo esportatori di cose belle ma anche meno belle, questo dobbiamo mettercelo in testa. Non esiste solo la Ferrari e il buon cibo, esistono purtroppo anche altri aspetti, che sono pessimi ambasciatori della nostra Italia, ma questo riguarda un po’ tutti in fondo. Ma la serie non si concentra su questo. Fargo secondo me con quella ironia e quel gusto della tragicommedia a cui tu accennavi è un mezzo per dire altre cose molto interessanti, molto profonde e molto appropriate sulla società americana, unica nel suo genere anche per com’è nata. Questo vale sia per gli aspetti positivi che per quelli negativi, che l’intelligenza, l’acutezza e la profondità di sguardo degli autori di Fargo riesce a inquadrare e a porgere al pubblico attraverso quel grande e necessario mezzo che è il divertimento, l’ironia. Devo dire un’operazione di grande spessore e io non so esprimere a parole di quanto io sia orgoglioso, soddisfatto e contento di averne fatto parte.

Come è stato lavorare come italiano in una grande produzione americana, non da solo ma in gruppo? Una specie di trasferta scolastica?
Abitavamo tutti abbastanza vicini quindi ci siamo visti anche fuori dal set, certo. All’inizio eravamo tutti increduli e grati del sogno che stavamo vivendo, in fondo eravamo entrati nella prima industria cinematografica mondiale e poi in un progetto come quello di Fargo, era un’esperienza meravigliosa per tutti. Però direi che è stata tutto tranne che una gita, perché si lavorava molto, i tempi erano serrati e noi dovevamo recitare in inglese con il nostro accento, che andava benissimo dati i personaggi, ma si tratta pur sempre di un’altra lingua e se vuoi ottenere credibilità e fluidità allo stesso tempo, lo studio raddoppia. Direi che più che una gita è stato un Erasmus. Senza i party e i cocktail però (ride).

Quali sono le differenze che hai riscontrato nel lavorare in una produzione americana come Fargo rispetto a quelle italiane? Non è un pretesto per parlare male delle produzioni italiane, sia chiaro, ma è evidente come negli Stati Uniti la serialità televisiva sia una macchina produttiva che esiste e funziona da ben prima che noi iniziassimo a sfornare prodotti degni di questo nome e che aprano all’internazionale.
Noi arriviamo quando il set è già allestito quindi probabilmente le differenze maggiori le riscontra chi fa un lavoro di produzione e tecnico di preparazione. Dal mio punto di vista ti posso dire che un set così mastodontico funziona come un cronometro perfetto. Non si perde un minuto di tempo, si lavora tantissimo perché c’è tanto da girare. Sono 11 episodi da un’ora ciascuno. Poi c’è stata anche l’interruzione del Covid-19, siamo dovuti tornare in Italia e poi rientrare negli Usa per finire di girare. L’organizzazione anche in questo senso è stata davvero qualcosa di strabiliante. Credo siano meccanismi che derivano dalla storia cinematografica americana, che dura ormai da più di un secolo, una storia industriale nel senso letteralmente del termine. Loro sanno cos’è la qualità, sanno come ottenerla e riescono anche a calcolare i tempi con cui ottenerla, questo è sorprendente. Però per gli attori il lavoro è lo stesso, e come qui in Italia ci sono tante eccellenze tra i registi, il direttore della fotografia e così via. Certo noi dobbiamo far fronte alla difficoltà di fare cinema di qualità con mezzi molto meno potenti, perché loro solo di mercato interno sono il quintuplo rispetto a noi. In più parlano l’inglese che è la lingua più usata nel mondo, quindi hanno un mercato che è planetario sempre per qualunque film come punto di partenza.

Mentre ero lì sono stato al cinema, e nonostante i tre quarti d’ora di trailer [peggio dei nostri The Space, ndr], è come essere in business class sull’aereo, ti puoi sdraiare e mettere comodo, ci sono tutti i confort. Però proprio questi trailer mi sono serviti molto per capire che anche lì fanno dei film oggettivamente non riusciti, molte di queste pellicole infatti non arrivano in Europa e vedendoli si capisce perché. Dico questo per tranquillizzare noi italiani: se anche negli Stati Uniti ci sono i film brutti, si fanno dappertutto (ride).

francesco acquaroli

Ebal Violante in Fargo 4 è il consigliere della famiglia, quindi quello che deve obbedire agli ordini ma che cerca anche di far ragionare il suo boss. Cosa puoi dirci di questo personaggio?
In queste grandi produzioni fanno firmare dei contratti molto rigidi per i quali possiamo rivelare ben poco, mi arriva l’FBI nel giro di dieci minuti qua a casa (ride). È un personaggio che ha una sua evoluzione che caratterizza l’evoluzione di un’epoca. Gli autori attraverso il personaggio fanno vedere che succede qualcosa di importante e di decisivo nel mondo della criminalità organizzata.

C’è una serie in particolare a cui ti sarebbe piaciuto partecipare se ne avessi avuto l’occasione? O il personaggio di una serie che ti sarebbe piaciuto interpretare?
Io non sono un grande fruitore di serie in realtà, amo molto The Crown, recentemente mi sono appassionato a Criminal. Le serie inglesi devo dire che sono quelle che preferisco, seguite da quelle americane. Non saprei sceglierne una in particolare però, perché ce ne sono davvero tante e io ho più un’impostazione cinematografica.

Se dovessi scegliere un film allora?
Un film che mi ha fatto impazzire e grazie al quale ho deciso di fare l’attore è Apocalypse Now e il personaggio di Martin Sheen, che scopre attraverso questo viaggio negli inferi che cosa sia la guerra, è qualcosa di meraviglioso. Un film ispirato al mio autore letterario preferito, almeno quando ero più giovane, Joseph Conrad: Cuore di Tenebra insieme a Linea d’Ombra è uno dei libri di culto che mi hanno “formato”. Poi ho avuto modo di lavorare col nipote di Coppola in Fargo 4, Jason Schwartzman, per altro simpaticissimo, ma non ho avuto il coraggio di chiedergli se poteva dire allo zio di tenermi presente per il remake, mi è sembrato un po’ troppo (ride).
Forse non era il momento e il luogo in effetti…
Però gli ho detto quanto Apocalypse Now mi abbia segnato definitivamente, come mi abbia dato il colpo di grazia per fare questa vita da pazzo (ride).
Per colpa o per merito insomma…
Questo ahimè non posso dirlo io (ride)

Romanzo Criminale (dove interpretavi il padre del Libanese), Suburra, Fargo. Perché secondo te gli spettatori sono così attratti dai personaggi cattivi/criminali o che diventano tali piuttosto che in un percorso di redenzione?
È un discorso che va avanti da secoli in realtà. Indagare il male che c’è nell’essere umano è certamente la più interessante degli spettacoli perché ci mette di fronte a noi stessi e alle nostre zone d’ombra, che anche noi che siamo persone perbene e assolutamente civili però dentro di noi da qualche parte questa roba circola, tant’è che poi a volte inconsciamente alcuni di noi possono anche dare legittimità intellettuale a certi atteggiamenti. Io mi ricordo la stagione delle Brigate Rosse, c’era a un certo punto una porzione della società italiana civile e civilissima che però dava come dire una giustificazione intellettuale all’uso della violenza terribile del brigatismo e del terrorismo in generale. Quindi questo che cosa rivela? Rivela che purtroppo la violenza è in noi, il male è in noi, quindi vederlo rappresentato è sempre qualcosa che ci affascina e che ci tiene diciamo attenti e legati alla storia che si racconta. Raccontare il bene è molto più difficile in realtà, ci è riuscito perfettamente il neorealismo italiano, come Umberto D di De Sica è stato un film sul Bene, ma anche Miracolo a Milano, ma lo stesso Fellini.

francesco acquaroli
Francesco Acquaroli sul red carpet

Venendo ai progetti futuri, in questi giorni stai girando la serie tv Alfredino – Una storia italiana, annunciata da poco da Sky e tratta da una storia vera, un caso di cronaca che fece tanto scalpore per la diretta Rai che seguì il destino del piccolo Alfredino Rampi bloccato in un pozzo. Ci puoi dire qualcosa del tuo personaggio e se la serie farà una riflessione sulla spettacolarizzazione del dolore – argomento delicato di cui tanto si parla.
Il caso Rampi fu una bomba che esplose nelle mani di quelli che facevano comunicazione all’epoca. Sentivano la tensione che c’era in tutta Italia e quindi permisero di fare la diretta di ore e ore e la gente non si staccava dagli schermi. Hanno creato un format senza volerlo, si è creato da solo in un certo senso, questa nuova creatura che era la comunicazione che non conosce limiti. La povera signora Rampi, che per prima conobbe tra le tante sventure quella di essere vittima di un’immagine data fuori contesto. A un certo punto lei, che stava svenendo, posso solo immaginare la tensione e il dolore che provava di perdere il figlio. Sotto choc, viene subito soccorsa ma le mettono un microfono in mano, le scattano una foto… ed è partita quella che oggi chiameremmo “campagna d’odio” perché la gente giudicò subito la donna che prendeva il microfono in mano mentre il figlio stava morendo. Quindi in quelle 60 ore terribili abbiamo visto nascere quella che dopo 30-40 anni diventerà la comunicazione senza limiti di oggi. Di questo non credo che tratterà la miniserie, non sarà il focus, ma si concentrerà piuttosto sulla tragica incredibilità dell’avvenimento in sé e sull’impossibilità di riuscire a salvare Alfredino. Il mio personaggio, finalmente uno che sta dalla parte della legalità, è il capo dei vigili del fuoco, che si trova nella situazione peggiore in cui ci si possa trovare.

Ultimissima domanda filmica, Il giorno e la notte, che ti vede riunirti a Daniele Vicari molti anni dopo Diaz. La vicenda narra storie di coppie che corrono parallele, unificate da una situazione: improvvisamente il telegiornale dà la notizia che è in corso un misterioso attentato chimico nella città di Roma. Non so quando è prevista l’uscita del film data anche la situazione incerta delle sale, ma per altre opere come la serie Netflix Social Distance oppure il film di Salvatores che è stato presentato alla Festa di Roma si dice che sia troppo presto per vedere sullo schermo storie che assomiglino o che proprio raccontino il nostro presente. Tu cosa ne pensi a riguardo? E che cosa ci puoi dire del film, in cui tra l’altro reciti accanto a tua moglie Barbara Esposito?
La risposta la devo dividere in due. Per quanto riguarda il nostro film, non si vuole parlare di questo, ma si tratta solo di un pretesto di sceneggiatura per giustificare il fatto che le coppie protagoniste stanno dentro casa tutto il tempo. Abbiamo girato in pieno lockdown quindi non potevamo uscire. Le coppie di attori sono tutti congiunti, come me e Barbara. Ci portavano il materiale fuori dalla porta, noi allestivamo il set in contemporanea su zoom con tutto il cast tecnico. È stata un’esperienza meravigliosa, anomala, molto buffa, credo esista un backstage esilarante, perché poi tutte le coppie hanno tirato fuori il comico della quotidianità dietro le quinte.

Per quanto riguarda le critiche al film di Salvatores, che non ho avuto modo di vedere, non lo so se è presto o se è giusto, io credo che l’arte debba essere sempre un luogo libero, se si sente la necessità di raccontare subito un determinato avvenimento o periodo forse è il caso di farlo. Probabilmente non abbiamo ancora ben presenti quelle che saranno le conseguenze soprattutto – per i ragazzi più giovani – di questa assurda situazione in cui ci stiamo trovando, che però sta salvando tante vite. Per esempio la famosa Spagnola nel ’18-’19 solo in Italia fece 500.000 morti. Adesso siamo a 41.000 – che mi sembra una cifra spropositata – però in proporzione… Non so se riusciremo a ragionare meglio anche attraverso film come quello di Salvatores, che saranno una testimonianza diretta a tempo zero di questa incredibile storia della pandemia. Non saprei davvero dire quando e se è giusto raccontarlo attraverso il cinema e la tv.

Astrid et Raphaelle, anticipazioni puntate in onda domenica 15 novembre su Giallo

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Astrid et Raphaelle, la nuove puntate in onda domenica 15 novembre alle 21:10 su Giallo. Ultima puntata.

Domenica 15 novembre 2020 su Giallo (canale 38 del digitale terrestre e 167 su Sky) andranno in onda le nuove puntate della serie tv francese dal titolo “Astrid et Raphaelle“. La serie è stata creata per la televisione francese, da Alexandre de Seguins e Laurent Burtin.

Astrid et Raphaelle è andata in onda nel 2019 sul canale francese France 2 e la prima stagione è composta da 9 episodi. La serie andrà in onda a ritmo di due episodi a settimana.

Astrid et Raphaelle, le puntate in onda il 15 novembre 2020

1×06 – La vita eterna. Dopo il crollo di una vecchia cava sotterranea di calcare, dove si teneva una festa, viene scoperto il corpo senza vita di un giovane. Nonostante le apparenze, l’analisi scientifica è scioccante: il cadavere è quello di un uomo di oltre 80 anni. La vittima, accoltellata prima del crollo, indossa un vecchio orologio. L’indagine permette al comandante Raphaelle e Astrid di chiarire una mistero che le incuriosisce: la vittima avrebbe risolto gli enigmi di Alchemy. Le due giovani donne si sono quindi incamminate sulle tracce di un misterioso tesoro che sarebbe stato il movente dell’omicidio.

1×07 – L’identita’ nascosta. Un uomo sviene su un autobus, viene trovato coperto di sangue ma senza ferite visibili. La sua morte potrebbe essere stata causata da una malattia estremamente contagiosa. L’indagine porta rapidamente Raphaelle e Astrid a confrontarsi con Cassandre Germain, il leader carismatico di un pericoloso gruppo di eco-terroristi, fino a quando Raphaelle non viene improvvisamente rimossa dalle indagini dai suoi superiori.

La trama

La trentenne Astrid Nielsen è una donna autistica che lavora come archivista per la polizia giudiziaria e conosce ogni caso che ha gestito. Un giorno incontra il comandante Raphaëlle Coste, durante un’indagine sui suicidi dei medici. Queste due donne sole si completano a vicenda: Astrid offre a Raphaelle una metodologia, Raphaelle in cambio offre assistenza comportamentale ad Astrid.

Astrid et Raphael in streaming. Quando andranno in onda le repliche?

La serie sarà disponibile in streaming contemporaneo su DPlay al sito dplay.com (scarica la App su App Store o Google Play o vai su www.dplay.com), le puntate poi resteranno anche on demand per alcuni giorni successivi.

Per quanto riguarda le repliche in onda su Giallo, gli episodi in onda stasera andranno in onda in replica, mercoledì 11 novembre alle 23:05.

Cast

  • Jean-Louis Garçon è il commissario Carl Bachert
  • Sara Mortensen è Astrid Nielsen, archivista
  • Lola Dewaere è il comandante Raphaëlle Coste
  • Benoît Michel è il capitano Nicolas Perran
  • Meledeen Yacoubi è il tenente Arthur Enguien
  • Husky Kihal è il medico legale Henry Fournier
  • Bruce Tessore è Julien Frédéric, tecnico della scientifica

NCIS Los Angeles 11 e NCIS New Orleans 6 anticipazioni delle puntate di domenica 15 novembre su Rai 2

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NCIS Los Angeles 11 e NCIS New Orleans 6 anticipazioni delle puntate di domenica 15 novembre su Rai 2 in prima serata

Prosegue il doppio appuntamento della domenica di Rai 2 dedicato agli spinoff: domenica 15 novembre in prima visione assoluta NCIS Los Angeles 11 e la sesta stagione di NCIS New Orleans, per una serata di azione e indagini nel mondo dei militari americani. Le due serie sono in prima tv in Italia anche in streaming su Rai Play dove resteranno per circa 7 giorni. NCIS Los Angeles sarà poi in seconda visione su Fox Crime.

Su CBS negli USA NCIS Los Angeles e NCIS New Orleans sono ripartite lo scorso 8 novembre con rispettivamente la dodicesima e la settima stagione, in ritardo rispetto al solito a causa del lockdown.

Le anticipazioni del 15 novembre

NCIS Los Angeles 11×16 Missione di salvataggio: Fatima è in Egitto con una task force, impegnata in un raid per stanare un criminale d’alto profilo, ma il nemico ha teso loro un’imboscata e la squadra batte in ritirata. Fatima si stacca dal gruppo e risulta dispersa

NCIS New Orleans 6×04 Un conto in sospeso:  Un sottufficiale della Marina, Elena Martinez, scompare dopo aver preso un permesso temporaneo per partecipare alla festa di compleanno del padre. Il suo comandante s’insospettisce..

Il cast di NCIS New Orleans

  • Scott Bakula: Dwayne Cassius Pride
  • Lucas Black: Christopher LaSalle
  • CCH Pounder: Dr. Loretta Wade
  • Rob Kerkovich: Sebastian Lund
  • Daryl Mitchell: Patton Plame
  • Shalita Grant: Sonja Percy
  • Vanessa Ferlito: Tammy Gregorio
  • Necar Zadegan: Hannah Khoury
  • Charles Michael Davis: Quentin Carter

NCIS Los Angeles il cast

  • Chris O’Donnel è l’agente speciale G. Callen
  • LL Cool J è Samuel Sam Hanna un ex Navy Seal con una moglie che lavora per la CIA, partner di Callen
  • Daniela Ruah è Kensi Blye esperta nel riconoscimento labiale
  • Linda Hunt è Henrietta Hetty Lange
  • Nia Long è Shay Mosely
  • Aisha Tyler è Tara Lewis
  • Adam Rodriguez è Luke Alvez
  • Daniel Henney è Matthew “Matt” Simmons

Non sono pronta per Natale, trama e trailer del film in onda domenica 15 novembre su La5

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Non sono pronta per Natale, il film in onda domenica 15 novembre alle 21:10 su La5. Trama e trailer del film.

Domenica 15 novembre 2020, su La5 andrà in onda il film “Non sono pronta per Natale“, diretto da Sam Irvin, con Alicia Witt e George Stults nei panni dei protagonisti. L’appuntamento con il film è alle 21:10 circa su La5.

Il film (I’m Not Ready for Christmas in inglese) non è mai uscito al cinema, ma è stato prodotto direttamente per la televisione americana, per il canale Hallmark Channel nel 2015. Ecco un trailer in italiano:

Non sono pronta per Natale, la trama

Holly vive in un mondo in cui mentire è diventata un’abitudine per lei. Tuttavia, dopo aver raccontato troppe bugie e aver deluso le persone intorno a lei, scopre che la sua vita sta per cambiare. La nipote di Holly, Anna, chiede a Babbo Natale di rendere Holly incapace di dire una bugia come suo desiderio di Natale. Quello che le succede è un racconto di come dire la verità cambia la vita di Holly in modi che non avrebbe mai potuto prevedere prima.

Dove lo trovo in streaming

Il film in onda stasera non è disponibile in streaming in Italia. In alternativa potrete guardare il film gratuitamente su Mediaset Play, il servizio on-demand gratuito delle reti Mediaset. Il film sarà disponibile gratuitamente on-demand su Mediaset Play, dopo la messa in onda.

Il Cast

  • Alicia Witt è Holly Nolan
  • George Stults è Drew Vincent
  • Brigid Brannagh è Rose Geller
  • Mia Bagley è Anna Geller
  • Dan Lauria è Santa
  • Maxwell Caulfield è Greydon DuPois

Recensione The Crown stagione 4, continua il viaggio nella storia dei reali inglesi

Recensione The Crown stagione 4. La nuova stagione dal 15 novembre su Netflix continua il suo viaggio nella storia dei reali inglesi senza lasciare mai nulla al caso, sfiorando la perfezione.

Da domenica 15 novembre su Netflix arriva la quarta stagione di The Crown, che continuerà il suo viaggio nella storia, emotiva e non, dei Reali inglesi. Siamo verso la fine degli anni settanta quando le elezioni vengono vinte dalla prima ministra Margareth Tutcher, interpretata da Gillian Anderson. Nello stesso periodo il principe Carlo ha più di trent’anni ed è necessario che trovi una donna da sposare, ed è così che entra in scena Lady Diana.

Queste sono solo due novità di spicco della quarta stagione di The Crown, quelle che probabilmente verranno ricordate di più, per la storia e per l’interpretazioni degli attori. La quarta stagione è composta da 10 episodi ed è stata scritta, come le altre dal creatore Peter Morgan.

The Crown, stagione 4 – La Trama

Nella quarta stagione si andrà a coprire il periodo che va dal 1977 al 1990. Mentre gli anni ‘70 stanno volgendo al termine, la regina Elisabetta (Olivia Colman) e la sua famiglia sono occupati a salvaguardare la linea di successione, assicurandosi di trovare la sposa più adatta per il principe Carlo (Josh O’Connor), che a 30 anni è ancora celibe. La nazione inizia a risentire dell’impatto delle politiche di divisione introdotte da Margaret Thatcher (Gillian Anderson), la prima donna inglese investita della carica di primo ministro.

Tra lei e la regina sorgono tensioni che peggioreranno quando la Thatcher guiderà il Paese nella guerra delle Falkland, generando conflitti all’interno del Commonwealth. Mentre la storia d’amore tra Carlo e una giovane Lady Diana Spencer (Emma Corrin) regala una favola estremamente necessaria all’unione del popolo britannico, a porte chiuse, la famiglia reale è sempre più divisa.:

Recensione The Crown stagione 4 – I nostri commenti

Conosciamo la serie ormai da quattro anni, e qui abbiamo più volte ribadito le sue qualità, ossia la capacità della serie di umanizzare dei “personaggi” pubblici che noi, dall’esterno, abbiamo sempre visto protagonisti di gossip o notizie futili. The Crown è un viaggio nella storia emotiva della dinastia moderna dei Windsor. Emotiva perchè cerca di spiegare in un universo parallelo ma probabilmente molto vicino alla realtà, il peso che queste persone devono sostenere per tenere alti gli standard della Corona, intesa come istituzione.

Nella quarta stagione The Crown continua a seguire questo modello, ormai consolidato, dando più spazio agli eventi personali che hanno cambiato la famiglia reale nel tempo, e un po’ meno spazio agli eventi socio-economici del paese, parte fondamentale delle precedenti stagioni. E anche quest’anno, grazie a una scrittura che tutti dovrebbero invidiare, abbiamo quei momenti e quei personaggi che spiccano: Lady Diana interpretata dalla dolcissima Emma Corrin e Margaret Thatcher dalla potentissima Gillian Anderson. Due personaggi diversissimi tra di loro, interpretati da due attrici altrettanto diversissime, la prima raffinata e elegante, ma con serissimi problemi che partono dalla solitudine che ha dovuto sopportare, un altissimo costo da pagare, una pedina di un mondo impossibile. Quello di Lady Diana è un ruolo sicuramente complicatissimo per un attore giovane, ma Emma Corrin riesce nell’intento, anche con un semplice sguardo che vale più di mille parole.

Per il personaggio di Margaret Thatcher invece c’è un lavoro straordinario dietro, svolto da un’attrice che non ne sbaglia una, Gillian Anderson che nelle movenze, nel tono di voce, nelle smorfie, fa sembrare questo lavoro una semplice passeggiata in un lungomare, allontanando lo spettro della mera imitazione che in questi casi è sempre dietro l’angolo. Gillian Anderson è diventata Margaret Tatcher, non la imita. Queste sono le qualità di una serie che rasenta i limiti massimi della perfezione: ottima scrittura, ottima interpretazione e l’esistenza di una vision, quella capacità di scegliere correttamente le persone adatte per quei ruoli. Davide Allegra – Voto 9

Talvolta la parola capolavoro viene usata a sproposito. Qui no. The Crown è un capolavoro: di scrittura, di recitazione, di regia, di messa in scena. The Crown è di gran lunga la serie tv migliore in circolazione, capace di unire la forza delle miniserie con la passione della lunga serialità. Perchè ogni stagione sa rinnovarsi, introdurre nuovi temi e nuovi personaggi ma portando avanti la storia di una famiglia, di un regno, di una nazione. Un royal family drama in cui ogni personaggio si evolve secondo una linea ben precisa. Oltre alle due magnifiche aggiunte di stagione (Thatcher e Diana) questa è la stagione del Principe Carlo, una figura che forse conosciamo poco, che abbiamo sempre visto offuscato dalla madre, poi dalla moglie, poi dal figlio, poi dal nipote. L’eterno erede diventato prima barzelletta che Re.

The Crown fa emergere in modo perfetto la figura di un uomo complesso, pieno di fragilità e insicurezze, tormentato per un amore impossibile, sensibile, profondamente umano anche nei suoi difetti. Un uomo che non ha mai conosciuto l’affetto e non sa come dare l’affetto. E proprio qui risiede la forza di The Crown che ha sempre bilanciato sapiente il personale e il globale, l’intimo e il nazionale. Gli eventi della storia, della realtà si fondo con quelli della famiglia, in un continuo interscambio. La Lady di Ferro resa con un’interpretazione fisicamente coinvolgente da Gillian Anderson è una donna in pena per il figlio preferito, che vuole cucinare per i suoi ministri, per i suoi consiglieri, che lo sente come un dovere istituzionale. Adesso saremo in pena per due anni in attesa di vedere i nuovi attori prendere questi amati personaggi. Riccardo Cristilli Voto 10

Il Cast

Oltre a Olivia Colman che torna nei panni della Regina Elisabetta, nella quarta stagione ritroveremo Helena Bonham Carter nel ruolo della principessa Margaret e Tobias Menzies in quello del duca di Edimburgo. Josh O’Connor è nuovamente il principe Carlo, Erin Doherty è la principessa Anna, Emerald Fennell è Camilla Parker Bowles, Marion Bailey è la Regina Madre, Georgie Glen è Lady Fermoy, con Tom Byrne che veste i panni del principe Andrea, Angue Imrie quelli del principe Edoardo e Charles Dance quelli di Lord Mountbatten.

Tra le novità della stagione spiccano Emma Corrin, nei panni della principessa Diana, e la Margaret Thatcher di Gillian Anderson. Recensione The Crown stagione 4

Daydreamer – Le Ali del Sogno, anticipazioni puntata in onda domenica 15 novembre su Canale 5

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Daydreamer – Le Ali del Sogno, anticipazioni e trame della puntata in onda su Canale 5 domenica 15 novembre 2020.

Si stravolge nuovamente l’appuntamento settimanale con la saop turca del momento. L’appuntamento con Daydreamer – Le Ali del Sogno, da questa settimana sarà solo alla domenica alle 16:20 circa, prima della puntata di Domenica Live. La soap non andrà più in onda al sabato, visto che dal 14 novembre è tornato Amici con Maria De Filippi (qui i dettagli sulla programmazione di novembre).

Vediamo quindi le anticipazioni dell’unica puntata in onda domenica pomeriggio, prima di Domenica Live.

Daydreamer, anticipazioni puntata di domenica 15 novembre 2020

1×91 -Dopo aver ricevuto il benestare di Mackinnon per lavorare ad una nuova campagna, Sanem decide di riunire tutta la squadra creativa della Fikri Harika a casa sua. Il progetto e’ segreto e Can è all’oscuro di tutto. La missione è ardua: in 24 ore i ragazzi dovranno creare una nuova campagna e molto presto la concentrazione viene meno. Per fortuna, il proverbiale arrivo di Muzaffer porta spensieratezza e voglia di fare e persino la signora Deren si lascia andare ad un ballo sfrenato e ad un po’ di tenerezza verso Sanem, che rimane piacevolmente sorpresa.

Il giorno seguente i ragazzi e Sanem, carichi di emozione, presentano la campagna a Can, che rimane molto colpito e si complimenta con tutti. Inoltre, si scusa per essere stato sgarbato con Deren. Can e Sanem, una volta soli, si lasciano andare a un momento di relax e tenerezza, ma dopo poco arriva la signora Huma a rompere l’incantesimo.

Dove guardare le repliche di Daydreamer?

Se vi siete persi una puntata di Daydreamer – Le Ali del sogno, potete guardarla online sul sito di Mediaset Play. Potete usare l’applicazione Mediaset Play, da scaricare dal Play Store o su App Store, oppure potete visitare la pagina dedicata alla serie, cliccando qui.

Su Mediaset Play non sono disponibili tutti gli episodi. Vorreste recuperarla dalla prima puntata? Da agosto le prime 56 puntate di Daydreamer – Le Ali del Sogno, sono disponibili in italiano su Amazon Prime Video.

Quante puntate sono?

Daydreamer è andata in onda in Turchia tra il 2018 e il 2019 con 51 puntate da 120-140 minuti. Le puntate sono state riadattate per il formato da 40-45 minuti di Canale 5 occupando così la fascia del pomeriggio, arrivando probabilmente a circa 150 episodi.

American Crime Story: Impeachment Sarah Paulson irriconoscibile nei panni di Linda Tripp

American Crime Story: Impeachment Sarah Paulson si trasforma in Linda Tripp

Eppur si muove. Il sempre prolifico Ryan Murphy è riuscito finalmente a far partire il set di American Crime Story: Impeachment. Il terzo capitolo dell’antologia che racconta vicende crime realmente accadute dopo il caso di O.J. Simpson e l’omicidio Versace affronterà il rapporto tra Bill Clinton e Monica Lewinsky e tutte le tappe che hanno portato alla messa in stato d’accusa del Presidente.

Alla base c’è il libro di Ann Coulter è l’attrice del libro, pubblicato negli USA nel 1998, “High Crime and Misdemeanors: The Case Against Bill Clinton, dove all’interno c’è un capitolo dedicato allo scandalo Clinton-Lewinsky.

Nel cast Sarah Paulson sarà Linda Tripp la donna che registrò la conversazione con Monica Lewinsky mettendo in crisi la presidenza. Nella serie vedremo come Tripp una collega di Monica al dipartimento della difesa iniziò a registrare le conversazioni. E a testimonianza dell’apertura del set, Sarah Paulson ha postato sui social una foto rubata da uno schermo di controllo delle riprese in cui è praticamente irriconoscibile.


Impeachment racconterà la vicenda attraverso le prospettive di Linda Tripp, Monica Lewinsky che sarà interpretata da Beanie Feldstein e Paula Jones (Annaleigh Ashford) che fece causa per molestie a Bill Clinton. Pur se la prospettiva è delle donne intorno a Clinton, non mancherà il Presidente che sarà interpretato da Clive Owen. Billy Eichner sarà Matt Drudge un giornalista che ha avuto un ruolo importante nella vicenda.

Nel cast troveremo anche Margo Martindale che interpreterà Lucianne Steinberger Goldberg, un’agente letterario e autrice che ha incontrato Linda Tripp quando stava lavorando a un libro sulla morte di Vince Foster, il braccio destro di Clinton. E sarà proprio lei a convincere Tripp a registrare l’amica e collega Monica.

American Crime Story Impeachment è prodotto da Ryan Murphy con Monica Lewinsky Nina Jacobson, Brad Simpson, Brad Falchuk, Larry Karaszewski, Scott Alexander e Alexis Martin Woodall.

SWAT 3, Criminal Minds 15 e Bull 4 su Rai 2 sabato 14 novembre

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SWAT 3, Criminal Minds 15 e Bull 4 su Rai 2, le puntate del 14 novembre

Prosegue l’appuntamento con le serie tv del sabato di Rai 2, apre la serata SWAT 3, la palla poi passa alla quindicesima e ultima stagione di Criminal Minds e infine arrivano gli avvocati di Bull, tre nuovi appuntamenti in prima tv sabato 14 novembre.

SWAT 3 ha 20 episodi, la serie è stata rinnovata per una quarta stagione in arrivo prossimamente negli USA su CBS, rinnovata anche Bull per una quinta stagione; Criminal Minds 15, l’ultima stagione, ha 10 episodi.

Gli episodi del 14 novembre

SWAT 3×15 Al tappeto: Un pugile cubano deve affrontare un grande campione sul ring, ma qualcuno ha scommesso sulla sua sconfitta. Per convincerlo a perdere, viene ordinato il rapimento di sua moglie, incinta all’ottavo mese…

Criminal Minds 15×03 Curiosità morbosa: a Squadra dell’Unità di Analisi Comportamentale dell’F.B.I. indaga su una serie di esplosioni fatali, apparentemente casuali, in tutto il Kentucky e il Tennessee

Bull 4×19 Saggezza umana: Bull e Benny difendono un Giudice di Stato idealista accusato d’intralcio alla giustizia per aver aiutato una testimone a d evitare l’arresto da parte di due agenti federali nella sua aula di tribunale

Criminal Minds, la trama

Le 10 puntate finali raccontano della caccia all’uomo da parte di David Rossi nei confronti di Everett Lynch (Michael Mosley, Castle, Fear: The Walking Dead). Il personaggio è già stato introdotto verso la fine della quattordicesima stagione. Soprannominato ‘il camaleonte’ per la sua intelligenza e capacità di mimetizzarsi, fuggire e non lasciare tracce.

Lynch è un serial killer psicopatico, narcisista e misogino, che odia le donne di cui approfitta. Lynch agisce in base a traumi infantili dettati dal rapporto con la madre.

SWAT Il cast

  • Sherman Moore è il sergente Daniel Harrelson promosso capo per allentare le tensioni con la comunità nera, ha una relazione segreta col suo capo Jessica Cortez
  • Amy Farrington: tentente Piper Lynch sostituisce il capitano Cortez
  • Alex Russell è Jim Street
  • Jay Harrington è David Deacon Kay
  • Lina Esco: Christina “Chris” Alonso
  • David Lim: Victor Tan
  • Patrick St. Esprit: Robert Hicks

Criminal Minds il cast

  • Matthew Gray Gubler: Spencer Reid
  • Kristen Vangsness: Penelope Garcia
  • Paget Brewster: Emily Prentiss
  • Joe Mantegna: David Rossi
  • A. J. Cook: Jennifer JJ Jareau
  • Adam Rodriguez: Luke Alvez
  • Daniel Henney: Matthew “Matt” Simmons

Bull il cast

  • Michael Weatherly è il dottor Bull
  • Freddy Rodríguez è Benny Colón
  • Geneva Carr è Marissa Morgan
  • Christopher Jackson è Chunk Palmer
  • Jamie Lee Krichner è Danny James
  • Jill Flint è Diana Lindsay

In streaming

SWAT, Criminal Minds e Bull come tutte le serie tv e gli show Rai sono disponibili in streaming contemporaneo in diretta su RaiPlay e on demand per i successivi 7 giorni. Entrambi sono anche in seconda visione (prossimamente) su Fox (attualmente su Fox Crime c’è la terza stagione di Bull), la stagione 15 di Criminal Minds è stata già da tempo trasmessa da Fox Crime, 14 stagioni sono disponibili su Amazon Prime Video.

Notizie serie tv 13 novembre: The CW prepara lo spinoff di Black Lightning e una moderna Jane Austen

Notizie serie tv 13 novembre: The CW prepara Painkiller spinoff di Black Lightning

Notizie serie tv 13 novembre – The CW continua a espandere e a tenere in vita il CWverse ex Arrowverse, l’universo di eroi del mondo DC Comics. La nuova espansione sarà legata a Black Lightning che avrà uno spinoff incentrato sul personaggio di Painkiller.

Jordan Calloway riprenderà il ruolo e il backdoor pilot sarà l’episodio 7 della nuova stagione che debutterà a febbraio 2021 su The CW. Kahlil Payne (Calloway) è un uomo tormentato dal suo passato a Freeland City dove conosciuto come Pankiller è stato sia un membro del gruppo di Tobias Whale che un’arma dell’agente Odell e dell’ASA.

Restando in casa The CW la rete sta anche lavorando a una versione moderna di Jane Austen, Modern Austen, un rilettura dei romanzi dell’autrice prodotta da Warner Bros e scritta da Eleanor Burgess. Modern Austin sarà un’antologia con ogni stagione dedicata a un romanzo diverso di Austen, la prima sarà Orgoglio e Pregiudizio nella San Francisco di oggi.

Nuovi progetti potenziali serie tv

NBC lavora a Level scritta da Sean Finegan che ha avuto l’idea lavorando con le startup. Al centro la storia di Charlie Hunt che ha avuto una brillante idea di business ma la ferma dopo una tragedia familiare e usa le sue abilità per fermare i cattivi rendendo economicamente impossibili le loro idee.

Oscar Schwebel membro della band messicana OV7 ha creato una società di produzione e come primo progetto sta lavorando a una serie sugli OV7.

Diallo Riddle e Bashir Saahuddin satanno lavorando a una comedy per CBS, una multi-camera su un gruppo di studenti neri che arrivano da famiglie popolari e si ritrovano in un college della Ivy League tra i migliori del paese.

Dust etichetta del gruppo Gunpwoder & Sky che si occupa di produzioni sci-fi sta lavorando a una versione moderna di The Island of dr Moreau di H.G. Wells. La serie scritta da Zack Stentz si intitolerà semplicemente Moreau e vedrà al centro la dottoressa Jessica Moreau il cui lavoro sulla genetica la fa finire nel mirino di un miliardario.

Shudder ha ordinato un nuovo capitolo in 8 episodi dell’antologia horror Slasher con David Contenberg. Slasher: Flesh & Blood vedrà al centro una ricca e disfunzionale famiglia che si ritrova su un’isola remota dove tra vecchie ferite che tornano a galla, si rendono conto che un killer mascherato è sull’isola con l’intento di farli fuori.

Notizie serie tv 13 novembre le novità dai cast

Vivica A. Fox entra nel cast della seconda stagione della serie tv UMC Stuck with You che racconta la storia della coppia Candace e Luvelle (Tammy Townsend e Timon Kyle Durrett) famosi e infelici. Fox sarà Terry Parler imprenditrice dei media che insieme al marito dà vita a un nuovo successo editoriale che supera quello di Canace e Luvelle.

Altre segnalazioni

Cord Jefferson autore e produttore che ha lavorato per Watchmen, The Good Place e Master of None, ha firmato un accordo con Warner Bros per lo sviluppo di nuovi progetti.

The Undoing, il trailer in italiano della miniserie con Nicole Kidman dall’8 gennaio su Sky Atlantic

The Undoing, il trailer della miniserie con Nicole Kidman e Hugh Grant, scritta da David E. Kelley, autore di Big Little Lies. Dall’11 dicembre 8 gennaio su Sky Atlantic

Aggiornamento del 13 novembre: The Undoing si sposta all’8 gennaio su Sky Atlantic e Now Tv con tutti gli episodi subito on demand dalle 6 del mattino e in maratona su Sky Atlantic la sera/notte dell’8.

Aggiornamento 7 agosto: HBO ha annunciato con un nuovo video che, The Undoing debutterà il 25 ottobre 2020 su HBO e HBO Max.

Status cannot protect secrets.Uncover the mystery with The Undoing, premiering October 25.

Publiée par HBO sur Jeudi 6 août 2020

Update 27 marzo: causa Coronavirus HBO ha rimandato al prossimo autunno la miniserie The Undoing probabilmente più per non essere sguarnita di prodotti nuovi che per ritardi nella produzione. Di seguito il trailer aggiornato e tutti i dettagli della serie.

HBO ha rilasciato un nuovo trailer della miniserie (limited series) The Undoing, forse la più attesa dell’anno tra le serie tv del canale via cavo americano, che debutterà in autunno. La serie è scritta, prodotta e recitata da vecchie conoscenze HBO, intanto è tratta dal romanzo di Jean Hanff Korelitz dal titolo “You Should Have Know” (Avresti dovuto saperlo). The Undoing poi è diretta da Susanne Bier e vede ne cast Nicole Kidman e Hugh Grant nel ruolo di protagonisti.

The Undoing è composta da sei episodi e racconta di Grace e Johnathan Fraser (Grant) che stanno vivendo la vita che hanno sempre sognato. Una notte però, la loro quiete verrà stravolta da una morte violenta che porterà a delle rivelazioni scioccanti. Grace quindi si ritroverà da sola a gestire uno scandalo, la donna quindi dovrà cambiare completamente la sua vita e assicurare un futuro per se stessa e suo figlio.

Oltre a Nicole Kidman e Hugh Grant, nel cast troveremo: Edgar Ramirez, Ismael Cruz Cordova, Matilda De Angelis, Lily Rabe, Noma Dumezweni, Noah Jupe, Sofie Gråbøl, e Donald Sutherland.

La serie, che già dal trailer si candida in tutte le categorie di Emmy, Golden Globe e compagnia (si capisce che non vediamo l’ora di vederla, no?), è stata creata e scritta da David E. Kelley, autore di un altro successo di HBO, e di Nicole Kidman, Big Little Lies.

The Undoing debutterà in autunno a maggio su HBO (non abbiamo ancora una data precisa), in Italia arriverà sicuramente su Sky Atlantic, ma restiamo in attesa di scoprire i piani della rete satellitare.

La vita davanti a se, il film con Sophia Loren da oggi su Netflix

La Vita Davanti a Sè il nuovo film con Sophia Loren arriva su Netflix

Netflix porta Sophia Loren in tutto il mondo. 

Grazie al figlio Edoardo Ponti, Sophia Loren torna a recitare da protagonista nel film La Vita davanti a sè che uscirà nei prossimi mesi in tutto il mondo grazie a Netlfix, ovviamente Italia compresa. Il film di Edoardo Ponti e scritto da Ugo Chiti e dallo stesso Ponti, racconta la storia di una sopravvissuta all’olocausto che si prende cura di un gruppo di prostitute. Il film è l’adattamento contemporaneo del bestseller internazionale La vie devant soi di Romain Gary.

Trama La Vita Davanti a sè

Sophia Loren interpreta Madame Rosa, una superstite dell’Olocausto che si prende cura dei figli delle prostitute nel suo modesto appartamento a Bari. Accoglie anche Momo, un dodicenne senegalese che l’ha derubata. Insieme supereranno la loro solitudine, formando un’insolita famiglia.

Il cast

  • Sophia Loren (Madame Rosa)
  • Ibrahima Gueye (Momo)
  • Renato Carpentieri (Doctor Coen)
  • Massimiliano Rossi (Ruspa)

La sceneggiatura è di Ugo Chiti (Dogman, Il racconto dei racconti, Gomorra), Edoardo Ponti (Cuori estranei, Voce umana) è anche regista. Il film è prodotto da Palomar – Mediawan Group, con il supporto di Impact Partners Film Service, Artemis Rising Foundation, Foothills Productions, Another Chapter Productions e Scone Investments.

I commenti

Non potrei essere più felice di collaborare con Netflix per un film così speciale – ha commentato Sophia Loren – Nella mia carriera ho lavorato con tutti gli studios più importanti ma posso dire con certezza che nessuno ha l’ampiezza di respiro e la diversità culturale di Netflix. Ed è proprio questo che apprezzo particolarmente. Hanno capito che non si costruisce una casa di produzione globale senza coltivare talenti locali in ogni paese, senza dare a queste voci l’opportunità di essere ascoltate. Tutti hanno il diritto di essere ascoltati, il nostro film parla proprio di questo e proprio questo è quello che fanno a Netflix”.

Ted Sarandos, Chief Content Officer di Netflix, ha dichiarato: “Sophia Loren è una delle attrici più importanti e celebrate di tutto il mondo. Siamo onorati di dare il benvenuto a lei, a Edoardo e al team che ha portato questo film nella famiglia di Netflix. La vita davanti a sé è una storia bella e coraggiosa che, proprio come Sophia, affascinerà il  pubblico in Italia e in tutto il mondo”.

Warrior ultimi 3 episodi su Rai 4 venerdì 13 novembre

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Warrior su Rai 4 venerdì 13 novembre ultimi 3 episodi, trama e anticipazioni

Termina su Rai 4 la serie action Warrior in prima visione in chiaro, nata da un soggetto del 1971 di Buce Lee per la tv ma mai realizzato e portato alla luce dalla figlia Shannon insieme a Justin Lin e HBO che però poi l’ha dirottata su Cinemax; la serie ha già una seconda stagione. Venerdì 13 novembre le ultime tre puntate per Warrior. 

Per Bruce Lee fu il sogno di una vita. Un progetto a lungo cullato dalla leggenda delle arti marziali ma mai andato in porto, un soggetto di poche pagine scritte a mano da cui trarre una serie tv a metà fra action e denuncia sociale, sulla condizione degli immigrati cinesi in America. Le scene d’azione, realistiche e brutali, sono un esplicito omaggio allo stile di Bruce Lee, soprattutto nella sintesi di teatralità del gesto ed efficacia dei colpi. I grandiosi set della San Francisco d’epoca, brulicanti di immigrati, poliziotti, criminali, artigiani, mercanti, sono stati costruiti in Sudafrica, nei Cape Town Studios.

Le puntate del 13 novembre su Rai 4

1×08 Non ci pagano abbastanza per pensare: la guerra tra bande a Chinatown è sempre più vicina così il sindaco Blake sostiene le idee anti-cinesi del senatore Crestwood. Lao Ting della Chinatown Business Association chiede un incontro tra padre Jun e Mai Ling per porre fine alla guerra e trovano una soluzione.

1×09 Chinese Boxing: tutta Chinatown assiste al duello tra Li Yong e Ah Sahm per il commercio di oppio. Mai Ling viene eletta come il nuovo leader della Long Zii e uccide uno dei suoi subordinati che non è d’accordo con la sua leadership. Nel frattempo, il vice sindaco Buckley mente a Byron per aumentare il sentimento anti-cinese della banda irlandese

1×10 Nel caos nascono le opportunità: Dopo aver appreso il recente giro di vite delle tenaglie da parte della polizia, Mai Ling affronta Zing per l’attacco della sua banda all’agente Lee. Zing rivela di essersi alleato con Mai Ling per entrare nel commercio di oppio e la costringe a rinegoziare la loro alleanza dopo che il Fung Hai circonda il quartier generale di Long Zii. E la situazione continua a evolversi.

Warrior, la trama

In 10 crudi e adrenalinici episodi da un’ora diretti da Jonathan Tropper, creatore di Banshee, e prodotta da Cinemax (HBO), Warrior è un “kung-fu drama” che racconta il mondo senza scrupoli della San Francisco di fine 1800.

Lo show segue Ah Sahm (Andrew KojiFast & Furious 6), un prodigio nelle arti marziali che arriva a San Francisco dalla Cina in circostanze misteriose e diventa in breve l’uomo di fiducia di una delle tong più potenti di Chinatown (completamente ricostruita in Sudafrica, a Cape Town), le famiglia cinesi dedite al crimine organizzato.

Ah è alla ricerca di sua sorella Xiaojing, scomparsa nella bolgia della metropoli. Assoldato da una delle potenti Tong – le organizzazioni criminali cinesi della Chinatown – l’uomo si troverà coinvolto in una guerra tra le varie bande nel corso della quale, grazie alle sua straordinarie abilità nelle arti marziali, si rivelerà un vero “guerriero”. Al conflitto tra le varie organizzazioni criminali cinesi, si aggiungerà presto lo scontro con i clan irlandesi.

Il cast

L’interprete principale della serie è Andrew Koji nei panni del protagonista, nel cast insieme a Kieran Bew (The Street), Olivia Cheng (Marco Polo), Dianne Doan (Vikings), Dean Jagger (Il Trono di Spade); Langley Kirkwood (Invictus – L’invincibile), Hoon Lee (Banshee – La città del male); Christian McKay (Io e Orson Welles), Joe Taslim (Fast & Furious 6); Jason Tobin (The Fast & the Furious: Tokyo Drift), Joanna Vanderham (The Paradise); Tom Weston-Jones (Copper) e Perry Yung (The Knick).